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domenica 4 marzo 2012

Lezione XVI: spiegato il piegato

L'ultima lezione mi aveva lasciato una buona sensazione solo che adesso non ricordo più perché...
Anche a costo di rischiare di essere prolisso, devo ricominciare a scrivere questi aggiornamenti il giorno stesso della lezione, o al massimo il successivo, altrimenti dimentico un sacco di dettagli interessanti.

In verità, a scrivere dopo qualche giorno, ho però il vantaggio di aver provato a fare i nuovi esercizi e quindi posso dare le mie impressioni su di essi cercando di valutarne l'utilità, lamentandomi per le difficoltà o vantandomi per la mia abilità...

Ma veniamo ai miei scarni ricordi della scorsa lezione.
Come al solito ho esordito lamentandomi per l'esercizio di blues estremamente noioso e del quale ancora non vedevo come mi potesse giovare. Con mia grande sorpresa il maestro, forse scocciato dalle mie lamentele, me lo ha tolto e, rivolgendosi a me come fra Cristoforo con don Rodrigo, mi ha vaticinato: “verrà un giorno...” nel quale le ore spese nell'esercizio di blues risulteranno preziose.

In effetti non solo mi ha tolto il blues ma mi ha anche rivoluzionato tutti gli esercizi: la ragione è dovuta al nuovo brano che abbiamo iniziato a preparare. Come accennato nel corto Battle Hymn ho iniziato a studiare l'omonima canzone dei Manowar.

Inciso. Non so se l'ho già scritto ma i Manowar sono senza ombra di dubbio il mio gruppo preferito: se confrontate la mia vignetta “Chitarra” con la copertina dell'album Fighting the World (dei Manowar ovviamente) vedrete da dove ho tratto la mia ispirazione...

Ora il brano BH è pieno di power chords (C5, D5, E5 e B5 mischiati in diverse salse e con piccole modifiche) e aveva quindi poco senso continuare a fare l'esercizio su questo tipo di accordi quando avevo l'intero brano a disposizione per allenarmi!
Per questo motivo anche l'esercizio sui power chords, che pure mi era simpatico, è stato eliminato sostituito dallo studio diretto del brano.

Inoltre, fra le prime battute di BH, c'è la temibile tecnica del bending: ovvero si pizzica una corda e poi con le dita la si tira verso il basso (o la si spinge verso l'alto se è una delle tre corde più basse) cambiandole così la tensione e quindi il suono.
Questa tecnica non mi piace molto e il maestro ha dovuto più volte rassicurarmi che non rischio di spezzare le corde della chitarra: io però continuo a essere molto titubante al riguardo ed esito a piegare troppo la corda. Secondo me la piego abbastanza per alzare la nota di un semitono ma a due non ci arrivo per la mia troppa prudenza (forse col tempo...).

Ovviamente mi ha dato un esercizio ad hoc per impratichirmi su questa tecnica: l'esercizio bending. Per prima cosa mi ha insegnato una nuova scala: la scala ionica di DO. Questa scala ha impattato anche sul riscaldamento perché ha preso il posto delle scale caged1 e caged2.
Nel bending parto a suonare la scala ionica dalla nota più alta e subito dopo faccio il bending sulla nota successiva cercando di ottenere lo stesso suono della nota precedente. Sì perché il problema del bending è che bisogna basarsi molto sull'orecchio per capire quanto tirare (o spingere) la corda.
Per esempio, inizialmente parto dal FA sul tredicesimo tasto e lo pizzico normalmente, poi suono il MI sul dodicesimo tasto e piego la corda fino a quando non mi pare di aver ottenuto una nota simile alla precedente. Poi risuono normalmente lo stesso MI e passo a fare il bending col RE sul decimo tasto. In questo caso la differenza è di due semitoni e dovrei piegare troppo la corda per i miei gusti: quando acquisterò coraggio inizierò a piegarla maggiormente...

Non contento il maestro mi ha cambiato anche i giri dell'esercizio progressioni. Di mia iniziativa ho diviso i giri in quelli che contengono il F e non. In questa maniera mi esercito sui diversi insiemi di giri a due velocità diverse (per la cronaca sono arrivato a 54bpm e 72bpm).
Sono soddisfatto: lentamente ma progredisco...
Dimenticavo! adesso suono gli accordi col "basso diviso". In pratica suono nel primo quarto la nota tematica e, nei rimanenti tre quarti l'accordo. Questa tecnica presenta vantaggi e svantaggi. Il vantaggio e che sia ha una frazione di tempo maggiore per finire di preparare l'accordo, lo svantaggio è che spesso si pizzica la corda sbagliata invece che la tonale (io ho problemi a prendere la quarta corda per D e Dm ad esempio...). Io credo che il maestro volesse facilitarmi nel preparare il F ma non è così perché io inizio a impostare le dita dal mignolo e l'indice è quindi l'ultimo dito che posizione (e che, guarda caso, serve a suonare il FA tonale dell'accordo...).

Più volte mi è venuto da riflettere su quanto sia facile demoralizzarsi cercando di imparare a suonare la chitarra. Semplicemente a volte delle cose sembrano impossibili: non c'è niente di difficile da capire sono solo le mani che devono acquistare scioltezza. È quasi che le dita abbiano una loro propria intelligenza e che siano queste, più che noi, a dover imparare come muoversi, ad acquistare velocità e precisione.
L'unica soluzione in questi casi è non lasciarsi abbattere e perseverare: fondamentale è anche avere un insegnante che ci confermi che stiamo andando nella giusta direzione invece di star perdendo tempo...

Riguardo la scioltezza sto avendo dei riscontri positivi: sempre più spesso la mano destra trova la corda giusta da pizzicare senza bisogno che la guardi e, analogamente, riesco a fare altrettanto con la mano sinistra (quando non la devo spostare lungo il manico).
E poi ricordate la mia vecchia paura di avere le dita troppo corte che mi era venuta quando studiavo da solo e che, esasperato, mi aveva portato ad abbandonare la chitarra?
Anche in questo senso ho avuto una gradita sorpresa: il maestro introducendomi la scala ionica di DO mi aveva spiegato che non era obbligatorio che tenessi ancorato l'indice quando dovevo suonare le note sulla quinta e sesta corda. Il motivo è che, su queste corde, si deve suonare i tasti 8, 10 e 12 che sono quindi piuttosto distanti fra loro.
Non so, forse mi aveva fatto provare al volo e io mi ero prontamente lamentato, comunque una volta a casa ho scoperto che non ho problemi, anzi! Volendo posso suonare queste 3 note con indice, medio e anulare (faticoso) oppure con indice, anulare e mignolo oppure con indice medio e mignolo (queste due ultime combinazioni mi risultano di difficoltà equivalente)...

3 commenti:

  1. Hai poi deciso se ti attrezzerai per farci ascoltare qualcosa online? :)

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  2. In verità pensavo di invitarmi a casa tua per fare una registrazione....
    eh! eh!

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