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giovedì 15 marzo 2012

Lezione XVIII: rivoluzione

Il maestro si sta facendo a ogni lezione più astuto.
Adesso ha iniziato a usare contro di me idee prese dal mio stesso blog!
Pensate che non sia possibile?
Invece è possibilissimo e, per spiegarne il come, basta il seguente esempio: all'ultima lezione, prima riguardiamo insieme gli esercizi che compongono il riscaldamento, poi mi dice “Sono tentato di rivoluzionare tutto: da una parte sarebbe positivo perché faresti cose nuove, dall'altra c'è lo svantaggio che riparti da zero. Certo, la roba che lasciamo indietro non è persa: ti servirà poi comunque per la tua tecnica chitarristica. Comunque che ne dici, ti fidi?”.
Come si fa a dire di no a delle considerazioni così piene di buon senso? E infatti questi concetti così condivisibili provengono direttamente da questo blog dove sono ripetuti più e più volte in questa serie di post...
Così, sul momento, sentendo queste parole pronunciate da un'altra persona ne sono stato ammansito e mi sono lasciato facilmente convincere ad accettare questa nuova rivoluzione!

Beh, ovviamente sto scherzando: nonostante lo sguardo ipnotico e il suo magnetismo animale non sono comunque un soggetto facile da circuire!
Comunque il riscaldamento si è rivoluzionato. Di nuovo.
A questo punto non sto nemmeno a specificare i dettagli perché chissà come cambierà la prossima settimana! Comunque se qualcuno fosse interessato mi faccia sapere...

Anche i giri delle progressioni sono stati cambiati. Sul momento non ci ho fatto troppo caso ma quando oggi li ho provati mi sono reso conto che anche qui c'è stata una rivoluzione.
Fino ad adesso infatti i giri erano composti da accordi da suonare tutti con lo stesso ritmo: ¼ ¼ ¼ ¼ o ½ ¼ ¼ o magari tutti ⅛ (vedi il drammatico post Lezione XI: Crisi!)...
Invece in questi nuovi giri le misure non hanno tutte la stessa ritmica né sono composte da un solo accordo!
Descriverle è troppo difficile: faccio prima con uno screenshot di Tuxguitar.

Ho provato a eseguire tutti questi giri a 60bpm (per dare un'idea ero arrivato a 88bpm per i giri senza F, il mio “collo di bottiglia”, e 60bpm per quelli con F).
Il primo esercizio, dopo 5 minuti di panico totale, ha iniziato a venirmi anche se non lo considero ancora decente.
Il secondo esercizio, nonostante F, quasi mi riesce: in realtà il maestro mi ha appositamente dato gli altri 2 accordi molti facili perché le dita hanno posizioni simili. Evidentemente però non è abbastanza.
Il terzo invece già mi riesce! Io per primo ne sono rimasto sorpreso ma, ripensandoci, è logico: gli accordi diversi da F riesco a cambiarli a 88bpm quindi, anche se devo variarli uno dopo l'altro a 60bpm, non è un grosso problema; inoltre, le due pause prima e dopo il F mi danno il tempo di prepararlo senza problemi.
Il quarto è quello che mi riesce peggio: in particolare è il passaggio dal G a F che mi risulta ostico...
Probabilmente domani rallenterò ulteriormente i bpm: preferisco ripartire piano piuttosto che arrancare a velocità che reggo a malapena...

Il maestro mi ha dato anche un ulteriore nuovo esercizio da fare sulla prima corda: una strana melodia che a lui veniva fuori molto ipnotica e a me solo molto brutta ma, si sa, in questi casi è la qualità della chitarra che fa la differenza!

Infine abbiamo riguardato il brano GS (Greensleeves): domenica scorsa l'avevo imparato decentemente nel senso che, col vento a favore, una volta su tre, riuscivo a suonare tutte le note giuste con il ritmo corretto...
Quando mi ha sentito suonarlo il maestro ha fatto la faccia schifata e ha detto: “può andare: adesso dobbiamo però abbellirlo!”. In pratica mi ha segnato un paio di note su cui dovrò eseguire la tecnica detta “hammer down” che consiste nel colpire la corda già in vibrazione col polpastrello senza usare il plettro: l'idea è quella di ottenere un suono più morbido, meno marcato...
Inoltre, dovrò fare il “sustained” (credo si dica così) su alcune note: in pratica dovrò continuare a farle suonare anche quando passo alle successive.
Ancora non ho provato ma dovrebbe essere divertente!

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