«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
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» Pv. 22,17

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4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

sabato 28 settembre 2024

Attacco al Libano

Non so se qualcuno dei miei lettori abbia dato un’occhiata all’ultima versione dell’Epitome ma nella sezione su Israele ([E] 16.3) nella nota 1327 scrivevo:
“A oggi (inizio settembre 2024) più volte Israele ha cercato di allargare il conflitto al Libano e all’Iran con l’intento di coinvolgere gli USA in un conflitto regionale potenzialmente molto pericoloso per il mondo intero. Le ragioni sono molteplici: 1. da una parte il prolungamento della guerra nella Striscia di Gaza sta divenendo economicamente, socialmente e militarmente intollerabile per Israele; 2. Netanyahu non può però ammettere (possibile solo con l’aiuto statunitense) l’insuccesso a Gaza sia per ragioni politiche ma anche, sembra, per le sue personali vicissitudini giudiziarie; 3. nella confusione di una guerra regionale Netanyahu spera di annettere, con la forza delle armi, nuovi territori creando un Grande Israele e, contemporaneamente, espellere tutti i palestinesi che ancora abitano quelle terre. È in questa ottica che devono essere interpretate le ripetute provocazioni israeliane all’Iran che, al momento, nonostante la minacciata ritorsione militare sembra, comprensibilmente, preferire aspettare di essere più forte.”

La conclusione della nota mi pare spieghi la vera ragione dell’attacco israeliano agli hezbollah e i bombardamenti in Libano: si vuole coinvolgere l’Iran nel conflitto per trascinarvi così a rimorchio gli USA.
Nel caos di una guerra che rischia di allargarsi a tutto il Medio Oriente, Netanyahu spera di aver la possibilità di espellere i palestinesi dalle loro terre e inglobarle nel territorio di Israele: finito il conflitto (sempre che non si allarghi a Russia e Cina divenendo nucleare), che Netanyahu spera di vincere con l’aiuto degli USA indipendentemente dal costo umano, il mondo sarà costretto ad accettare il nuovo stato di fatto.

Inutile ripetere che qui si gioca col fuoco e che le guerre possono essere imprevedibili: Netanyahu spera di salvare se stesso e, anzi, di divenire un eroe nazionale ma rischia anche la distruzione di Israele (e del mondo in caso di guerra nucleare).
Spesso diamo per scontato che tutti gli attori facciano le scelte più logiche e a loro convenienti e che quindi tutto sia prevedibile entro certi margini di errore: ma l’uomo è irrazionale e l’irrazionalità di uno solo può essere sufficiente a scatenare la follia di molti.
Di nuovo lo scoppio della prima guerra mondiale è emblematico.

Cosa farà l’Iran è per me imprevedibile: lo scorso aprile speravo che non reagisse ma pensavo che, anche date le dichiarazioni bellicose, l’avrebbe fatto.
Poi, invece, a Teheran è prevalso il buon senso: attendere e divenire più forte mentre USA e Israele si indeboliscono è la decisione razionale.
Logicamente l’Iran dovrebbe comportarsi così anche stavolta ma non conosco la mentalità iraniana né le pressioni dei suoi alleati né quelle della popolazione.
Beh, molti di questi ragionamenti li avevo fatti a inizio agosto in Aspettando la guerra e non starò a ripeterli.

Da qualche parte avevo scritto che la situazione dell’Iran è difficile anche perché, se non reagisce alla provocazione di Israele, prima o poi ne verrà un’altra. Ho cercato sul ghiribizzo questo concetto ma, suppongo, devo averlo scritto sul mio quadernone di appunti di geopolitica.
Quindi se anche stavolta Teheran non reagisse allora state pur certi che Israele, prima di Natale, colpirebbe ancora.
Forse, all’Iran conviene ormai aspettare le elezioni statunitensi di novembre per vedere chi sarà il nuovo presidente: sia Trump che la Harris sono schierati al 100% con Israele ma la Harris è un burattino dell’apparato militare industriale, Trump è più indipendente e ha dimostrato di avere buon senso. Non è nell’interesse degli USA una guerra con l’Iran e, FORSE, potrebbe, al di là dei proclami, costringere Israele a una pace.
Certo è un FORSE molto grande ma a novembre manca poco e secondo me varrebbe la pena aspettare.

Sarebbe interessante sapere se l’Iran ha fatto qualche dichiarazione ufficiale ma al momento non mi risulta niente.

Stasera mi sa che farò nottata per vedere cosa succede: in caso di guerra aspettatevi benzina/energia alle stelle: e adesso non abbiamo neppure il salvagente dell’energia a basso costo russa. Ovviamente anche l’inflazione a due cifre.
Se poi si arriverà alla guerra nucleare, sapete come la penso: problema risolto.

giovedì 26 settembre 2024

Censura 10++

Oggi volevo segnalare un video sulla censura ma, contemporaneamente presentare un brevissimo aggiornamento sia sulla mia Epitome che sulla situazione mondiale. Avrei potuto scrivere tre pezzi separatamente ma dato che non ho intenzione di scrivere molto preferisco mettere tutto insieme.

Partiamo dalla censura.
Il seguente video, AMB. Craig Murray : The UK and Genocide, è un’intervista del giudice Napolitano a un ex ambasciatore britannico (storico e attivista per i diritti umani). L’argomento, almeno della prima metà, è lo stato della censura nel Regno Unito.
La situazione è peggiore sia degli USA che anche della UE, sicuramente, dell’Italia. Però è indicativa della direzione in cui la tendenza alla riduzione della libertà d’espressione sta andando: in altre parole anticipa quella che sarà la situazione anche in Italia di un X numero di mesi. Per questo è importante sapere cosa sta avvenendo nel Regno Unito per poter poi riconoscere lo stesso meccanismo anche da noi: una sorta di vaccino contro l’oppressione.
Ma il vero motivo per cui questo video mi è rimasto impresso è un altro: il giudice Napolitano chiede al suo ospite “perché ora?” ed egli gli risponde qualcosa del tipo “perché i sistemi di persuasione normalmente usati iniziano a non funzionare più. Il ricorrere alla censura è un atto di disperazione”.
E mi pare che qui l’ospite abbia centrato perfettamente la situazione: la democrazia come comunemente l’intendiamo (“il potere del popolo”) non è mai esistita. Semmai si è sempre guidato la popolazione facendole desiderare, o comunque non osteggiare, ciò che il potere voleva. Un’eterodirezione che guidava l’opinione pubblica nella direzione voluta. Davvero consiglio a tutti di leggere “Un mondo nuovo” di Huxley (che fa coppia con “1984” di Orwell).
Ma ora le cose vanno sempre peggio, la fiducia nel potere/politica è ai minimi, la popolazione segue sempre meno i canali di (dis)informazione ufficiale ma ascolta sempre di più le fonti indipendenti.
Ecco quindi il comparire della censura: il bastone che si adopera quando la carota non funziona più.

Sulla situazione mondiale ci sarebbe molto da dire ma voglio limitarmi all’argomento che più mi pare importante: il cambiamento delle linee guida sull’uso delle armi atomiche da parte della Russia.
Precedentemente tali linee guida dicevano che la Russia non avrebbe mai usato le armi atomiche per prima ma solo se attaccata (come la Cina ma non gli USA) da una potenza atomica o per difendere la propria esistenza.
Adesso le nuove linee guida dicono che la Russia potrà (a propria discrezione cioè) usare le armi atomiche anche quando attaccata da un paese terzo ma supportato da una potenza atomica. Chiaro quindi il riferimento all’Ucraina e al sostegno di USA, UK e Francia.
In pratica si tratta di un altro meccanismo di dissuasione contro eventuali attacchi missilistici a lungo raggio da parte dell’Ucraina (che avrebbero per la loro natura il bisogno di assistenza tecnica da parte NATO/USA).
Onestamente, se in questi anni ho capito qualcosa di Putin, non credo che risponderebbe con un attacco diretto contro l’occidente anche in caso di una nuova “escalation” da parte Ucraina (uso di missili a lungo raggio): questo perché la Russia sta vincendo e quindi non ha senso rischiare la terza guerra mondiale. Ma d’altra parte non lo può ammettere perché allora l’occidente darebbe subito il suo assenso all’uso di tali armi che, inevitabilmente, provocherebbero più morti e danni alla Russia.
Però ha senso, a sua volta, per l’occidente rischiare una guerra mondiale per l’Ucraina che comunque ha perso la sua guerra contro la Russia? Per i guerrafondai della UE sì (vedi il recente voto al parlamento europeo, in cui almeno si sono distinti i parlamentari italiani che hanno votato per il "no" compresi quelli del PD, normalmente i più euromaniaci) ma per tutte le persone con un minimo di buon senso no.
Ora, sfortunatamente, il buon senso non abbonda nella testolina svampita di Biden e dei suoi mediocri collaboratori però, almeno per il momento, il via libera all’uso dei missili a lungo raggio non è arrivato: sembra che tale permesso avrebbe dovuto esserci già qualche settimana fa quando il primo ministro inglese arrivò alla Casa Bianca, probabilmente per una dichiarazione congiunta con Biden, ma invece si dovette accontentare di un nulla di fatto e qualche foto e sorrisi davanti alle telecamere: qualche ora prima Putin, in un’intervista aveva minacciato l’uso di armi nucleari se la Russia fosse stata attaccata da missili a lungo raggio (che, lo ripeto, richiedono il coinvolgimento diretto di personale NATO/USA per essere usate).
Vedremo: se tutto va bene eviteremo ancora, almeno per un po', la guerra nucleare ma è bene ricordare che molte guerre sono scoppiate per molto meno.
Vale la pena ricordare la prima guerra mondiale: per anni lo scoppio di una guerra fra le potenze europee era stata evitata a forza di ultimatum, in pratica della minaccia diretta di guerra. Non mi sembra che la situazione attuale sia troppo diversa. Nel 1914 cominciò una guerra mondiale che nessuno voleva, che tutti temevano ma che pochi avevano tentato realmente di disinnescare. Al contrario le dichiarazioni minacciose erano cresciute sempre più di tono e alla fine la polveriera era esplosa senza che nessuno riuscisse a disinnescare la miccia ormai cortissima.

Infine veniamo alla mia Epitome. Mi ero ripromesso di cominciare la rilettura generale per una nuova versione (la 1.13.1). Ed effettivamente un giorno mi misi di fronte al calcolatore per partire ma mi accorsi che avevo combinato un pasticcio con le nuove epigrafi (che aggiungo in maniera asincrona alle versioni che pubblico) e non ebbi il coraggio di metterci le mani per paura di far di peggio. Gli ultimi giorni in città sono stati infatti terribili: ho dormito, non so perché, molto meno che in agosto e il risultato è stato che non capivo niente.
Da questo lunedì sono tornato a casa dove ho dormito per due giorni!
L’idea è di procedere comunque con la rilettura generale, vedere quanto ci metto, e decidere poi come muovermi: pubblicare la versione 1.13.1 o, magari, aggiungere ulteriore materiale (per esempio i famosi nuovi sottocapitoli rimasti in sospeso dalla volta scorsa) per una eventuale versione 1.14.0?
Vedremo…

Aggiungo che da circa un’oretta ho iniziato a starnutire a raffica e ora mi sento una leggera febbre: speriamo bene…

mercoledì 25 settembre 2024

45. Obiezione incisiva e mordente

Nella puntata precedente abbiamo finalmente il ritorno alla ribalta di Ruth Lily von Krausslofter Raden: preoccupata che Zozzapanna non facesse il proprio dovere ha deciso di intervenire per risolvere personalmente la situazione e introdurre Strabuccinator nella “direzione giusta”.
Dopo essersi denudata dall’abbigliamento pesudo-militare che avrebbe potuto intimorire Strabuccinator si è rivestita in fretta e furia con pochi capi di abbigliamento trovati nella stalla: si è così presentata come “cow girl” (ovvero “ragazza mucchina”) di origine russa ma Strabuccino sospetta che sia in realtà una dominatrice e ne è molto intimorito.

45. Obiezione incisiva e mordente
Una puntata d’azione quella odierna. La dottoressa Saltenberger passa all’azione e fa passare all’azione anche Strabuccinator. Invece Zozzapanna più che in azione sta in ricezione ma anche lei riuscirà comunque a segnare il suo solito punto contro la propria odiata rivale.
Come detto questa è una puntata d’azione ma vi sono comunque degli sviluppi psicologici sottili nella trama. In primo luogo si noterà come Strabuccino, e quindi Strabuccinator, si rivolga con deferenza alla Poputanova (cioè la dottoressa sotto mentite spoglie) che avendolo subito notato cercherà di trarne il massimo vantaggio. La dottoressa dimostrerà che vale le proprie quattro lauree manipolando con grande cura Strabuccino/Strabuccinator: sfruttando il proprio ascendente su di lui, approfittandosi delle sue paure latenti e manovrando con accortezza le sue pulsioni maschili.
La trama ci ricorda poi che Strabuccino è limitato nelle sue percezioni sensoriali provenienti da Strabuccinator dall’hardware per adulti in suo possesso: in particolare non sente niente quando il petto di Strabuccinator viene toccato ma è invece sensibilissimo alle stimolazioni del suo muso grazie alla Total Facemask.
Abile poi la manipolazione della signorina Jenny Poputanova: non ordina ma cerca di attrarre Strabuccinator verso il “pozzo scuro” di Zozzapanna con immagini erotiche e slinguazzamenti. Ecco, da questo punto di vista spero si apprezzi l’eleganza espressiva dei suoni fra parentesi graffe inclusi nelle frasi pronunciate dalla dottoressa: è chiaro quando avvengono e non spezzano il ritmo della descrizione.

Io sono un po’ di parte ma trovo anche questa puntata piuttosto divertente soprattutto per il finale che non posso anticipare. Lily è un po’ sfortunata o Zozzapanna è troppo intelligente, non saprei…
Comunque dall’evento finale di questa puntata partiranno molte ripercussioni su cui si baserà la trama per gran parte delle puntate successive.
Il valore FE è alto ma non mi sento di andare oltre l’8 su 10.

venerdì 20 settembre 2024

Censura 9

In uno dei miei primi pezzi di questa serie (“Censura #”), dove ancora scrivevo principalmente della mia personale vicenda con Blogger, feci la previsione (facile in effetti) che non sarei stato l'ultimo a soffrire del nuovo giro di vita sulla libertà d’espressione della UE.
In effetti “gufai” a un altro paio di bloggatori, che hanno la pazienza di leggermi, che presto sarebbe toccato anche a loro: se ben ricordo ipotizzai che questo sarebbe accadutro in autunno, dando un po' di tempo dal ritorno dalle vacanze dei parlamentari europei.

Infatti non consideravo il mio caso come un malaugurato episodio isolato ma, invece, come la conferma di una tendenza repressiva che da anni osservavo, temevo e avevo previsto.

La vittima della censura questa volta è stato Marco Poli sul suo ghiribizzo Correndo sull’orlo del boccale. I dettagli della vicenda li spiega lui perfettamente nel pezzo C19/N – Blogger ( Google ) ha cancellato il post del 26 agosto su Mario Draghi, qui volevo invece limitarmi alle similitudini col mio caso e ad alcune riflessioni.

Beh, banalmente anche in questo caso il censore è Blogger: essendo però una tendenza generalizzata suppongo che le varie piattaforme di “blogging” si adegueranno a queste nuove direttive politiche sulla censura. Insomma, anche se non usate Blogger ma un’altra piattaforma, è solo questione di tempo…
L’accusa è stata la stessa della mia: aver diffuso informazioni “fuorvianti”. Ovviamente senza specificare quale e dove fosse il problema ma, paradossalmente, stava all’accusato scoprirlo e correggerlo. È come se una persona venisse accusata di essere un ladro e portata in tribunale a difendersi senza che venga specificato cosa abbia rubato: un’ovvia ingiustizia per chi crede che l'onere di dimostrare la colpa spetti all'accusa.
Come me Marco inizialmente sospettava che dietro alla censura ci fosse un’intelligenza, seppure maligna, che avesse riconosciuto nel suo testo un messaggio particolarmente pericoloso. Dopo qualche esperimento ha però verificato che, come nel mio caso, la censura era stata causata semplicemente dalla presenza di un collegamento proibito: evidentemente Blogger ha una lista nera di siti la cui condivisione porta automaticamente alla censura. Come dovrebbe fare il bloggatore a sapere, prima di essere censurato, se un sito appartiene o no a tale lista non è dato conoscerlo.

Come mai tutta questa ambiguità e mancanza di trasparenza? In parte per motivi tecnici (non è facile, neppure per le IA attuali, interpretare un testo), in parte per motivi legali (fornire dettagli specifici porterebbe a un’esplosione di ricorsi in tribunale) e in parte perché il vero motivo di queste inadeguatezze è quello di poter censurare a piacimento senza regole chiare. Questa mia teoria, specialmente l’ultima motivazione, è confermata dal disinteresse (apparente) della politica a obbligare le piattaforme di “blogging” (ma anche di altri servizi come le reti sociali) a essere specifici quando accusano un loro utente di qualcosa.

Questa è la tendenza: la UE, dopo averci donato mille anni di pace, adesso ci proteggerà sempre di più dalle bufale in contrasto con l’unica verità.
La situazione non andrà a migliorare ma a peggiorare.
Temo ancora che in autunno ci sarà un ulteriore giro di vite: magari non sarà la presenza di un semplice collegamento a stabilire se un pezzo debba essere censurato, ma saranno delle IA, poliziotte della verità. E allora questo ghiribizzo (e tanti altri) verrà chiuso in pochi giorni...