«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
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4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

lunedì 13 marzo 2017

Boicottaggio

È di questi giorni (v. il corto Spio, spiello) la notizia, filtrata tramite Wikileaks, che siamo spiati dai servizi americani anche grazie alla complicità di grandi aziende come Microsoft, Facebook, Apple e Samsung.

Mi sono chiesto cosa sia giusto fare.
Si potrebbe infatti pensare che, vista l'impossibilità pratica di garantire la propria riservatezza, tanto valga non far niente e aver “fiducia” negli “amici” americani.
Io credo invece che sia moralmente giusto reagire per far comprendere la gravità e la non tollerabilità della situazione: l'unica arma a nostra disposizione è quella del boicottaggio che comunque, se fatto da molte persone, è anche molto forte.

Da parte mia quindi non comprerò né utilizzerò prodotti Microsoft, Facebook, Apple e Samsung (*1).
Non importa se sarò il solo a farlo: non mi aspetto di raggiungere un obiettivo pratico, la mia è una decisione morale: è la cosa giusta da fare. Continuare a comprare e utilizzare prodotti di tali aziende equivalerebbe ad avallare il loro comportamento e ciò non è accettabile.

Si potrebbe obiettare (come ho letto) che le spie hanno sempre spiato e lo faranno sempre: in questa argomentazione speciosa vi è però un sostanziale errore. Nel passato venivano spiati solo i potenti o chi poteva ragionevolmente avere dei segreti, non personali ma di Stato, da nascondere. Adesso invece assistiamo a una “pesca a strascico”: si spiano anche le persone comuni, si fruga nella loro vita privata e si registra tutto, per sempre. Inutile che ripeta quali siano i rischi di questa schedatura di massa: le potenziali ingiustizie, i potenziali ricatti e la sostanziale inutilità per il loro scopo “ufficiale” di lotta al terrorismo.

Conclusioni: volevo scrivere un “corto” e mi è venuto un “medio”...

Nota (*1): nel mio caso, usando linux, non è particolarmente difficile boicottare Microsoft e Apple. Da Facebook mi sono già da tempo disintossicato: ora lo userò solo per comunicazioni di servizio. Invece dovrò stare attento a non comprare prodotti Samsung: ma vi assicuro che non me ne dimenticherò...
Ah, è bene sottolineare che devono essere boicottati tutti i prodotti di queste aziende: anche il forno a microonde Samsung non va comprato non perché in esso ci siano microfoni nascosti ma perché lo scopo di questo boicottaggio non è tutelare la nostra riservatezza (come detto impossibile per il cittadino comune ma non, paradossalmente, per il terrorista o il criminale) ma mandare un messaggio a queste aziende.

1 - 2

Ho di nuovo interpellato il mio amico portoghese tifoso del Porto: mi assicurato che lo scivolone casalingo è stato dimenticato e che la sua squadra riuscirà a fare almeno due reti alla Juventus... La sua previsione è quindi un 2 a 1 a favore del Porto...

Vedremo: ma io inizio a pensare che sia più tifoso che esperto!

Pausa e ripresa - 13/3/2017
Il mio studio della chitarra è andato in forte crisi negli ultimi mesi: in pratica a gennaio mi ero esercitato una sola settimana e a febbraio non l'ho neppure toccata (v. il corto Crisi totale)...

Poi ai primi di marzo mi son detto che se smettevo di studiare chitarra volevo essere io a deciderlo: così l'ho ripresa in mano e da allora mi sono allenato quotidianamente.
Nonostante temessi il contrario non ero peggiorato terribilmente: più o meno come se avessi saltato una settimana mentre adesso sono già tornato al mio solito (basso) livello.

La beta 4! - 13/3/2017
Ho appena finito di scrivere la versione Beta 4 della mia epitome!!
Finalmente inizia a sembrare scritta in italiano e non mi vergogno più a consigliarne la lettura a chiunque sia interessato: anzi, proprio per questo, ho fatta salire un po' l'immagine che rimanda a essa nella barra laterale destra: adesso è appena sopra il contatore di visite...

Sparate senza informarmi - 14/3/2017
Oggi avevo scritto un bel pezzo di morale sulla vicenda del ristoratore che ha sparato e ucciso un ladro: come mio solito mi ero fermato ai titoli e non avevo letto i dettagli della storia: quando poi l'ho fatto mi sono reso conto che l'episodio non si era esattamente svolto come avevo dato per scontato...

Morale: non dico che lo devo riscrivere del tutto ma sicuramente lo voglio rivedere prima di pubblicarlo... Che rabbia però! Anche se in questo caso è colpa mia...

Non punto a capo - 14/3/2017
Forse qualche lettore attento se ne era già accorto comunque ne approfitto per ribadire che non si tratta di distrazione ma di una precisa scelta: quando termino una frase con un indirizzo Internet evito di aggiungere il punto finale e vado direttamente a capo con lettera maiuscola.
In pratica considero il punto del dominio dell'indirizzo Internet come se fosse il consueto punto grammaticale che conclude un periodo: i due (singoli) punti così ravvicinati proprio non mi piacciono...

Attenzione bambini! Non seguite il mio esempio altrimenti la maestra vi corregge con la matita blu!

lunedì 6 marzo 2017

Capelli geniali

La notizia: Sei calvo? Per buona parte dipende dai geni di tua madre di Enrico Forzinetti da LaStampa.it

Bastava chiedessero a me: io l'avevo già capito! Mio padre, mio zio e mio nonno paterno avevano tutti i capelli; mio nonno materno no...

Un paio di foto sono in: Estate del '76 (credo) e Nonno-freddo...

Una dieta marziana - 6/3/2017
Per adesso i buoni propositi e un accenno di volontà ci sono: bisogna vedere se e quanto verrò “sabotato” in questo mio coraggioso tentativo...

Sono veramente ingrassato: mi porto a spasso una zavorra di una quindicina di chili e non entro più nei miei vecchi pantaloni. Insomma dovevo intervenire.
Fra qualche giorno le prime statistiche...

Novità epitome - 6/3/2017
Da qualche giorno ho iniziato la Beta 4 della mia epitome. Dovrebbe essere veloce perché non ho in programma grandi modifiche ma solo correzioni e...

Calcio cinese - 8/3/2017
[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.1.0). In particolare il capitolo 13.

Sabato mi pare, mentre mangiavo, ho visto un quarto d'ora di una partita di calcio cinese. Ho notato quattro cosette e fatto una piccola riflessione.
1. I calciatori cinesi erano estremamente ossequiosi verso l'arbitro: evidentemente il rispetto per l'autorità è ben inculcato...
2. I giocatori provenienti dall'estero sembravano avere due marce in più rispetto agli altri ma alla fine è il gioco di squadra che conta.
3. Lo stadio era brutto (vecchio stile con pista d'atletica) e non pieno.
4. I giocatori non avevano sulla maglia il proprio nome ma quello della squadra.

Il punto 4 sul momento mi ha fatto ridacchiare: ho pensato “I cinesi temono che non si sappia riconoscere le magliette diverse?”. Poi ho capito che la questione è più complessa e che la buffa decisione presa è probabilmente frutto di un diverso compromesso: per rendere comprensibili all'estero i nomi dei giocatori avrebbero dovuto usare i caratteri occidentali invece dei loro logogrammi; ma il “tradurre” in caratteri latini i nomi dei giocatori cinesi sarebbe andato contro lo spirito nazionalistico ([E] 13)...

Spio, spiello... - 8/3/2017
Notizia: Wikileaks diffonde documenti segreti della Cia: “Milioni di persone spiate grazie a virus nei cellulari e nelle tv” dal FattoQuotidiano.it

Solo l'inizio è leggibile perché l'articolo completo è a pagamento: però già il solo titolo è sufficiente a far capire la situazione.

E poi la gente si stupisce che il mio telefonino invece di essere smart è retard...

venerdì 3 marzo 2017

Carattere e clima

Una decina di giorni fa ho scritto L'euro assassino nel quale, nell'esempio di contesto economico che incide sul costo di produzione, rimasi piuttosto sul vago.
Il motivo è che, non essendo un economista né avendo mai studiato tale disciplina, ho solo un'idea intuitiva su cosa possa essere di preciso tale contesto: le tasse, il costo del lavoro (con annessa maggiore o minore flessibilità), dell'energia, delle materie prime, del trasporto, dei servizi, magari la criminalità (immagino estorsioni), costo della politica (tangenti per ottenere appalti), burocrazia (sia in termini di costi che di tempo), costo di particolari regole su come produrre (magari per motivi ecologici o per la tutela della salute), la legislazione in genere, il tempo che occorre per essere pagati dagli enti pubblici, il tempo (e il costo) che occorre per ottenere giustizia... bo, non so... immagino che ci sia una letteratura immensa sull'argomento...

Comunque la conclusione di quel mio pezzo fu che l'imprenditore italiano e tedesco (presi come esempi, ma lo stesso concetto si applica a più paesi della EU) non competono alla pari, acume affaristico contro acume affaristico, ma, al 90%, dipende dal particolare contesto economico. Il cambio variabile fra le rispettive valute nazionali permetteva di riequilibrare automaticamente queste differenze ma con l'euro ciò non è più possibile: da cui l'inevitabile declino dell'economia italiana.

In altre parole assolvevo l'imprenditore italiano in quanto costretto a competere non alla pari, ma in una situazione di grande svantaggio, con il suo omologo tedesco.

Da cui la riflessione: d'accordo assolvere l'imprenditore italiano ma l'italiano è meritevole di altrettanta clemenza? Dopotutto il sistema di un paese non viene determinato dai suoi cittadini? Non sono gli italiani che hanno votato i politici che hanno, nel corso dei decenni, costruito l'attuale “sistema” italiano? Dopotutto la morale di un paese non dipende direttamente da quella dei suoi abitanti? Quindi, se anche il singolo non ha colpe, si può dire lo stesso per l'intera popolazione?

Così ho seguito questa linea di pensiero che mi sembrava interessante.
Per semplicità ho fatto anche un'ipotesi molto forte ma necessaria come premessa di partenza: tutte le popolazioni, per natura, sarebbero uguali.
Con “tutte le popolazioni” non intendo i singoli individui (*1) ma le intere popolazioni: l'idea è che se prendiamo cento bambini tedeschi, italiani o somali, e li alleviamo allo stesso modo, alla fine otterremo le stesse percentuali di persone oneste, manigoldi, generosi, ipocriti etc...
Senza questa ipotesi infatti tutto si ridurrebbe a un “è nella natura degli italiani/tedeschi comportarsi così...”

Ma se le popolazioni sono naturalmente uguali (nel senso indicato sopra) allora cosa ha generato "sistemi" così diversi?
La prima risposta che viene in mente è la “storia”: ma in realtà così non si fa che spostare in un nebuloso passato le origini delle diversità senza però spiegare come si siano potute effettivamente differenziare. Certo alla fine la storia, nel suo complesso, introduce un reale elemento di casualità nel definire il carattere di un popolo ma, come se fosse la risultante delle forze di un moto browniano, alla fine il suo effetto complessivo dovrebbe essere nullo o, comunque, non troppo significativo.

Ammetto fin da ora che non ho una risposta definitiva a questo quesito ma solo un'idea che mi pare meritevole di essere menzionata e, forse, approfondita maggiormente.

Prima però una piccola esperienza personale.
In Olanda se una giornata è grigia, cupa e ventosa ma senza pioggia allora essa è considerata una bella giornata. Quando lo seppi, inizialmente rimasi perplesso e scettico: pensai che se non c'è il sole che splende luminoso una giornata non si può dire bella...
Eppure, dopo forse appena un paio di anni, anch'io mi ritrovai la mattina a guardare il cielo grigio e nuvoloso pensando “Non piove: è una bella giornata...”
L'origine di questa sensazione è banalmente il clima olandese: se cinque giorni alla settimana piove allora i due rimanenti ti sembrano belli (sole o non sole).
Alcune conseguenze: piovendo così spesso le persone non si curano della pioggerellina sottile così comune e l'affrontano senza ombrello né cappelli. Le mamme, anche quando piove, mandano tranquillamente i bambini in bicicletta a scuola senza preoccuparsi se questi si bagnano.
Lessi un divertente libretto dove un italiano raccontava la sua esperienza di vita in Olanda: in palestra, dopo essersi allenato e aver fatto la doccia, il tizio era solito pettinarsi i capelli e asciugarli col fon con estrema cura: solo dopo qualche tempo scoprì che gli altri uomini pensavano che fosse omosessuale!
Domanda: se le mamme olandesi non si peritano di far uscire con la pioggia i propri figli a capo scoperto, saranno altrettanto prive di ansia verso altre situazioni?

Tornando alla mia domanda iniziale io credo che un elemento non secondario nel formare il carattere di un popolo possa essere il clima della regione in cui vive.
Una natura severa spinge a una maggiore collaborazione i suoi abitanti: tutti rispettano le regole perché ne va della loro sopravvivenza. E questo causa anche un maggiore rigore morale sia nel giudizio sugli altri (politici compresi) che nella giustizia.
Cosa può succedere a un italiano che rimane con l'auto senza benzina in una località isolata d'inverno? Nell'ipotesi peggiore passerà una notte in bianco.
Ma un finlandese, nella stessa situazione, rischia seriamente di finire assiderato visto che la temperatura può scendere a livelli polari.
È facile immaginarsi che, nella situazione precedente, se in Italia un'altra macchina passasse vicino a quella in panne probabilmente non solo non si fermerebbe per chiedere se c'è bisogno di assistenza ma, forse, fingerebbe di non vedere anche di fronte a un'esplicita richiesta d'aiuto. Sono invece convinto che nella stessa situazione, in Finlandia, chiunque veda una macchina ferma sul ciglio di una strada poco frequentata vada immediatamente a informarsi se ci sono problemi: magari è addirittura un obbligo esplicito del codice della strada finlandese. La vera origine di tale comportamento non sarebbe però la legge ma la natura del luogo.

Conclusione: mi pare un'ipotesi interessante, no?

Nota (*1): l'esperienza quotidiana ci dimostra che siamo tutti diversi!