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lunedì 18 dicembre 2017

La legge dalla parte dei forti

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.4.1 "Morrigan").

Mi rendo conto che spesso molti fatti che do per scontati non lo sono o, comunque, non per tutti.
Rileggendo l'epitome ([E] 17.2) ad esempio ho notato che do per evidente, appurata e certa la tendenza della legge a tutelare i parapoteri a scapito, ovviamente, della democratastenia.

La mia certezza deriva semplicemente dalla lettura della cronaca quotidiana: impossibile quindi fare degli esempi basandomi solo sulla mia memoria perché, in questo caso, quel che ricordo è solo un miscuglio superficiale di quanto letto, più una sensazione che dati specifici.

Ieri però mi sono imbattuto in un esempio cospicuo di questo fenomeno e ho quindi deciso di scriverci un pezzo.

Dopo molti mesi ho deciso di iniziare una nuova partita a “King Crusader II” della Paradox e, immediatamente, si è aperta una finestra che mi chiedeva di accettare delle nuove condizioni di utilizzo del programma oppure di smettere di giocarci.
Uno dei punti delle condizioni è il seguente:
«13. Noi potremo aggiornare questa EULA di tanto in tanto pubblicandone la comunicazione ben visibile sul nostro sito. L'uso continuato del gioco dopo la pubblicazione dei cambiamenti significa che accettate di essere legalmente vincolati dalla EULA aggiornata e corretta.»

In realtà questa versione del contratto che ho trovato non è aggiornata ed è ancora quella del 2016. Nelle versione successive l'accettazione delle nuove condizioni di utilizzo non è più implicita ma esplicita: come spiegato appare una finestra che chiede di accettare la nuova versione o smettere di utilizzare il prodotto.

Non sono un esperto di legge ma mi pare ci siano due aspetti da sottolineare:
1. la clausola non pone limiti al tipo di modifiche permesse al contratto (*1).
2. se non si accettano le nuove condizioni non è possibile ottenere un rimborso.

L'insieme di questi due punti indicano che la compagnia si riserva un ampissimo potere nei confronti dei singoli utenti visto che, in pratica, può imporre loro qualsiasi modifica contrattuale. In parte anche perché il gioco richiede un significativo esborso economico per essere acquistato: in questo momento (vedi QUI per listino e per la vecchia EULA), con l'usuale sconto del 15%, il gioco costerebbe 268,12€.
Difficile quindi rinunciare a un acquisto così oneroso, più facile invece accettare il “rospo” di qualche nuova clausola anche se sgradita e/o invadente.
Giova poi ricordare che stiamo parlando di un gioco e quindi (anche se forse non in questo specifico caso!) che la maggioranza degli utenti sono minorenni e, per questo, andrebbero ancor più tutelati.

Condizioni di utilizzo con clausole come quella usata dalla Paradox sfortunatamente sono molto comuni. Personalmente io le considero ingiuste ma, evidentemente, per la legge sono ammissibili.
Non dubito che condizioni simili siano presenti anche in molti altri tipi di servizi anche se, per quel poco che ne so, in genere esiste almeno il diritto di recesso che permette all'utente di rescindere il contratto senza spese: ma personalmente ritengo che anche in questo caso la legge permetta alle compagnie di avere una posizione di eccessiva forza nei confronti dei loro utenti.
Questo è a mio avviso una palese ingiustizia: forse non tutti la trovano tale solo perché ormai siamo assuefatti a questo tipo di abusi.

Eppure se pensiamo a un normale contratto fra persone comuni difficilmente accetteremmo simili condizioni: ad esempio difficilmente firmeremmo il contratto di affitto di una casa che permette al locatore di cambiare in qualsiasi momento le condizioni di utilizzo tenendosi poi la caparra di 6 mesi. Anzi non sono neppure sicuro (*2) se un contratto con simili condizioni sarebbe ritenuto valido da un tribunale...
Come scritto nell'epitome ([E] 17.3) la legge tende alla giustizia quando media i contrasti fra comuni cittadini: i problemi sorgono nella gestione dei conflitti asimmetrici, quelli fra parapoteri e persone comuni. La legge, per sua natura ([E] 17.1), tende in questi casi a tutelare i forti a scapito dei deboli. E questo senza tener conto dell'asimmetria nell'accesso alla giustizia: le spese processuali sono significative per il singolo cittadino ma trascurabili per la grande azienda.

Conclusione: per curiosità proverò a chiedere a chi ne sa più di me...

Nota (*1): ad esempio limitandole a rendere possibili nuove funzionalità del gioco che necessitano di condivisione di dati privati come può essere per la partita multigiocatore in linea.
Nota (*2): anni fa un'amica mi accennò ai patti leonini e, forse, clausole di questo tipo potrebbero esservi assimilate visto che il vantaggio della condizione va tutto alla parte forte. Ma non ne ho idea...

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