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mercoledì 7 febbraio 2018

I soliti sospetti

Sono sospettoso e tendo a non fidarmi, lo so. Dei miei dubbi sugli SMS di beneficenza scrissi vari anni fa (v. Da FB e Banche e SMS del 2012): la velocità con cui le pubblicità che invitavano a donare apparivano a ogni emergenza mi faceva sospettare che ci fossero parecchi, troppi, interessi in ballo.
Adesso gli SMS sono obsoleti e ci sono invece delle APP molto più sofisticate che ogni mese prelevano automaticamente cifre prestabilite dalla carica/conto di chi le usa.
Su SKY è martellante la pubblicità dei 40 centesimi per nutrire un bambino per un giorno, ovvero 12€ al mese, cioè 144€ all'anno.

Ovviamente io non mi fido neppure di queste iniziative.
Da una parte ritengo che risolvere la fame del mondo sia una questione internazionale alla quale quindi gli stati, usando le proprie risorse (tasse dei cittadini), e non le singole persone (le donazioni) dovrebbero pensare. Una questione politica insomma. Se la soluzione alla fame nel mondo fosse così semplice come prospetta la pubblicità in questione allora, a maggior ragione, la comunità internazionale potrebbe risolverla facilmente.
A proposito: vediamola da un diverso punto di vista. Quanti bambini si sfamano per un giorno col costo di un F35 da 100 milioni? "Appena" 250 milioni oppure 694.000 per un anno...
Ecco cosa intendo per “questione politica”: le risorse, tagliando le spese veramente inutili, ci sarebbero e sarebbe quindi solo una questione di volontà. Ma evidentemente non è tutto così facile come mostra la pubblicità.

Il secondo aspetto che non mi piace è la mancanza di trasparenza. Mi pare che questa raccolta di fondi sia promossa da un ente internazionale: mi piacerebbe che sul suo sito ci fosse un resoconto dettagliato di come vengono spesi i soldi raccolti. Se dall'Italia arrivano X euro, dove vanno a finire? Quali bambini si aiutano? Solo quelli di alcune nazioni? Oppure con quale criterio? Chi fornisce effettivamente il cibo? Una multinazionale? La stessa che magari ha il monopolio dell'acqua e asseta l'intera regione? Oppure viene comprato sul posto? Con i soldi raccolti si fornisce solo cibo o anche “altro”?
Ovviamente dubito (l'ADSL non mi funziona) che il sito ufficiale vada oltre informazione generiche tipo “Col tuo aiuto abbiamo sfamato X bambini!”, qualche foto di bimbi sorridenti con ciotole di riso in mano e l'immancabile “Col tuo aiuto potremmo fare ancora di più!”.
Aggiornamento 7/2/2018: Adesso l'ADSL un po' mi funziona... comunque ecco il sito ufficiale: Share The Meal. Giudicate voi quanto sia trasparente (*1).

A rinfocolare i miei sospetti ci pensa un'altra pubblicità, decisamente più rara, che invita a “fidarsi” e a “donare con fiducia”. Mi pare una sorta di excusatio non petita, accusatio manifesta. Invece di combattere questa sfiducia, evidentemente diffusa, con, ad esempio, i dati reali sui risultati ottenuti si ricorre a della pubblicità superficiale.

Conclusione: la riprova che questo nuovo tipo di donazioni funzioni efficacemente e non venga abusato l'avremo (forse) solo fra qualche anno. Ma suppongo che chi dona lo faccia anche per pura generosità verso il prossimo e non gli importi troppo di come il denaro venga effettivamente speso: per queste persone le mie perplessità e dubbi sono totalmente irrilevanti. Beati loro...

Nota (*1): Non voglio influenzare negativamente col mio scetticismo possibili donatori ma personalmente non trovo il livello di trasparenza soddisfacente. Manca, ad esempio, il dato fondamentale del denaro usato nelle diverse emergenze e non lo si può quindi confrontare con i risultati ottenuti.

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