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martedì 22 aprile 2014

Hugo 8

Ormai sono quasi in fondo alla raccolta e forse avrei dovuto aspettare di finirla per suddividere meglio i commenti ai racconti: oggi ne ho quattro nuovi ma non so (*1) quanti ancora me ne rimangano da leggere...

Il primo racconto è La madre di Eurema di R.A. Lafferty, autore che non conoscevo. È un racconto molto breve che descrive la vita di una persona "diversa" comunemente considerata molto sciocca ma, in realtà, geniale. L'idea poteva essere buona ma le sue vicende, paradossali, sono sempre sopra le righe e a me, che amo il realismo, ovviamente non piacciono. Non lo so, magari ha più di una chiave di lettura ma, come ho più volte ripetuto, non apprezzo le storie troppo criptiche: so per esperienza che se le rileggessi con la dovuta attenzione capirei qualcosa in più ma scoprirei ancora più dettagli che non tornano...
Voto: 5 / 10

La ragazza collegata di James Tiptree, Jr (altro autore che non conoscevo) poteva essere un ottimo racconto: in questo caso ciò che non digerisco è la narrazione in seconda persona singolare (insomma l'autore dà del “tu” al lettore). Peccato perché è ricco di idee molto moderne: c'è perfino una sorta di Internet chiamato “Campo Totale” (o qualcosa del genere). Sul finale c'è un colpo di scena che non ho capito: spero che il mio amico me lo spieghi. In pratica si scopre chi è il “tu” a cui l'autore si rivolge fin dall'inizio del racconto ma a me non dice niente: devo aver perso qualche indizio per strada...
Voto: 6 / 10

Ovviamente non poteva mancare il racconto incomprensibile di Harlan Ellison (che non conoscevo (*2) e che da adesso in poi cercherò di evitare!): L'uccello di morte. Il trucco che ha usato per farsi assegnare il premio Hugo dagli allocchi della giuria è stato quello di inframmezzare il racconto con un esame di filosofia/religione. Ovviamente non aggiunge niente alla storia ma ha il pregio di stupire i giudici facendoli dire “che autore geniale!”...
L'idea base era comunque ottima: Dio è un pazzo mentre il diavolo è buono. Poi però viene martirizzata dalla trama minimale e lisergica.
Voto: 5+ / 10

L'ultimo racconto di oggi è Un canto per Lya di George R.R. Martin. Di solito non leggo le introduzioni di Asimov ma in questo caso ero curioso di conoscere il suo punto di vista sull'autore del ciclo “Il Trono di Spade”: come al solito Asimov mi delude e, dopo una pagina e mezzo di chiacchiere forzatamente spiritose, si scopre che è uno dei pochi autori che non conosce...
Comunque, finalmente, questa è Fantascienza: finalmente ho letto una storia che mi ha appassionato fino in fondo e ricca degli elementi che mi piacciono. Il finale mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca ma l'idea è ottima e comprensibile: è un racconto fatto per piacere ai lettori e non per vincere premi o voler stupire a tutti i costi.
Credo che sia significativo che (se ho ben interpretato le battute di Asimov) George R.R. Martin non avesse partecipato alla convenzione dove fu premiato: osservando i racconti precedenti c'è una differenza abissale e pare plausibile che non si aspettasse di venire premiato...
Voto: 8½ / 10

In conclusione spero, come del resto avevo già ipotizzato, che i racconti più recenti siano più di mio gusto dopo i “pasticci” degli anni '60...

Nota (*1): potrei controllarlo, certo, ma mi piace la sorpresa di scoprirli via via...
Nota (*2): o magari avevo già letto altri suoi racconti ma li avevo (giustamente) rimossi dalla mia memoria...

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