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martedì 18 maggio 2010

Libridine (non violenta)

Ingenuamente, come se non mi conoscessi, avevo pensato di approfittare delle vacanze olandesi per "far fuori" un paio di libri che mi rimangono un po' indigesti.
Per questo avevo portato con me "Tristano" di Goffredo di Strasburgo e "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Kundera.
Pensavo che, durante gli inevitabile periodi di ozio, non avendo niente di meglio da fare, avrei avuto modo di leggerli.
Non consideravo che, per leggere, ho bisogno di stare tranquillo e rilassato. Leggo ai miei orari (dopo cena), ho bisogno di silenzio e di un posto comodo con una bella luce.
Sfortunatamente nessuna di queste condizioni si è verificata in Olanda e, così, non ho finito, come sperato, di leggere i due libri ma sono solo arrivato ai 3/4 di "Tristano" (*).

Quindi me ne sono ritornato a casa con i soliti due libri da finire? Non proprio...
Prima di partire per l'Olanda, in un edicola/libreria, ho visto un libro su Ipazia (**), non ho resistito, e me lo sono comprato...
Poi, mia cugina, mi ha regalato "Cotto e mangiato" di Benedetta Parodi: un libro di ricette...
In Olanda invece mi sono comprato un libro (in inglese) di storia: "Empires and barbarians" di Peter Heather. Dello stesso autore avevo letto "La caduta dell'impero romano" che mi era piaciuto molto. Non volevo prendermi un altro libro ma, ho pensato che comunque, prima o poi, questo libro lo avrei comunque comprato e, visto che il prezzo era 15€, mi son detto che, probabilmente, avrei risparmiato. Comunque è un bel malloppo: 700 pagine di scritto piccino piccino...
Sempre in Olanda mi è stato regalato "To Do Justice to Him & Myself" di Kees-Jan Waterman. Si tratta di un saggio storico molto particolare e specialistico: è la traduzione del libro dei conti di un commerciante di pellicce olandese (Evert Wendell) con gli indiani. Wendell visse ad Albany, nello stato di New York, e le sue annotazioni coprono gli anni che vanno dal 1695 al 1726. Il libro è più interessante di quello che potrebbe sembrare. Gli ho dato solo una scorsa veloce ma è incredibile quanto valesse una pelliccia di castoro!
Infine mi è stato regalato "The hunger games" di Suzanne Collins: un libro di fantascienza in inglese che, pur non essendo un capolavoro, risulta molto gradevole da leggere e che, infatti, ho finito in un paio di giorni.

Risultato: sono tornato a casa, invece che col -1 o -2 sperato, con un +4...
Sembra quasi un comandamento: "non desidererai mai a leggere più libri di quanti ne compri" oppure "Non leggerai più libri all'infuori di quanti ne hai".
Oppure sembra una delle leggi fisica (tipo il terzo principio della dinamica di Newton): "ad ogni libro letto ne corrispondono due, o più, da leggere".

Nota (*): Oltretutto adesso la storia inizia a farsi triste e, per questo, vado avanti a leggere malvolentieri...

Nota (**): La mia conoscenza di Ipazia è stata molto casuale. Mi era capitato di leggere di una strage di pagani, arsi vivi dai cristiani, nel tempio del bue Api ad Alessandria d'Egitto e ne ero rimasto molto colpito. La nostra cultura (in senso lato intendendo anche film, quadri etc), per vari motivi, ci ha abituato a vedere, i cristiani del periodo romano, sempre nelle vesti delle vittime e mai in quelle dei carnefici. Come per tutti gli argomenti storici di un qualche interesse ne parlai con mio zio che mi accennò che "la più grande matematica dell'antichità", Ipazia appunto, fu anch'essa trucidata dai cristiani, sempre ad Alessandria d'Egitto, perché pagana. Successivamente scoprii che Ipazia è "raffigurata" nella "Scuola di Atene" di Raffaello.

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