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domenica 2 maggio 2010

Carnevale Olandese

Ho provato a considerare oggettivamente gli olandesi per individuarne le differenze psicologiche rispetto agli italiani. Di seguito le mie considerazioni.

Gli olandesi sono sempre sorridenti. Anche al lavoro hanno sempre il sorriso sulle labbra. Cosa significa? Possibile che siano sempre felici e senza problemi? Che sia il benessere diffuso?
No, non è per il benessere (se non in minima parte) e non è perché hanno meno problemi, diciamo, degli italiani.
I problemi infatti sono sempre soggettivi. Non importa che siano piccoli o grandi, tanti o pochi: alla fine tutto è soggettivo. Per una persona abituata a vivere senza problemi, il minimo inconveniente, si ingigantisce fino a diventare una seria preoccupazione. Forse dovrei scrivere un post specificatamente sull'argomento "percezione soggettiva dei problemi": per il momento credetemi sulla parola. L'uomo tende a misurare ogni evento sul metro della propria esperienza personale. Per questo è irrilevante considerare se gli olandesi abbiano o no, mediatamente, meno problemi e meno gravi degli italiani.
Per esclusione, possiamo quindi affermare che, il buon umore olandese, è in realtà una finzione: una maschera.
Una sorta di educazione imparata fin dall'infanzia che impone di apparire distesi e rilassati in ogni occasione e, specialmente, nelle relazioni con gli altri.
Poi, probabilmente, entra in gioco anche una specie di autosuggestione: a forza di essere circondati da persone sorridenti, e di sforzarsi di sorridere a nostra volta, anche il nostro umore tende a migliorare.

Forse il loro peggior difetto, ma anche un ottimo pregio, è che seguono scrupolosamente le regole. La differenza con gli italiani, sotto questo aspetto, è massima.
Gli olandesi seguono le regole anche quando sospettano fortemente che si tratti di un errore. L'italiano, al contrario, parte dall'idea che la regola (o la legge) è solo un'indicazione su come le cose dovrebbero essere fatte in teoria in un mondo perfetto. Gli italiani credono che, nella pratica, bisogna essere "furbi".
Perché scrivo che questa caratteristica è, allo stesso tempo, un pregio e un difetto?
Le regole (e le leggi) olandesi, come del resto tutte le regole, non possono coprire tutte le possibilità e, di conseguenza, danno delle indicazioni corrette solo, diciamo tanto per dire, nel 99% dei casi. L'1% rimanente rappresenta quelle situazioni eccezionali nelle quali sarebbe meglio non seguire la regola che, inadeguatamente, cerca di coprire tali situazioni.
Una persona intelligente può rendersi conto quando si trova di fronte a un caso eccezionale e agire di conseguenza magari infrangendo una regola. Se così avviene, a meno di errori di valutazione, tutto va per il meglio.
Il problema sono le persone che, credendo di essere intelligenti, rompono le regole in maniera non opportuna con effetti deleteri per sé stessi e per la società.
Attenzione! sto parlando delle persone che rompono le regole in "buona fede", per ottenere un risultato migliore per tutti, e non del disonesto che ricerca solo il proprio vantaggio a scapito degli altri!
In definitiva, se tutte le persone seguono le regole, la società ne trae vantaggio. Per questo considero, la scrupolosità nel seguire le regole, un pregio.
Il problema è che l'ostinarsi a voler seguire le regole nelle situazioni eccezionali, a volte, può causare conseguenze disastrose.
Due esempi: la strage di Sebrenica, dove le forze olandesi, ovviamente seguendo gli ordini, si ritirarono, dando alle truppe serbe, la possiblità di massacrare circa 8000 civili; il match di riunificazione, per il titolo di campione del mondo di scacchi, fra Kramnik e Topalov dove, l'arbitro olandese, seguendo rigidamente il regolamento, rischiò di fare saltare tutto a causa di una sciocchezza...
In entrambi i casi sono convinto che, degli italiani, avrebbero gestito meglio queste situazioni.
Nel complesso però, la società italiana, risente negativamente di questa sorta di "anarchia" della propria popolazione...

E la famosa tolleranza olandese? In realtà si tratta di un fraintendimento. Quella olandese non è vera tolleranza ma la sua cugina povera: l'indifferenza.
L'olandese non tollera le persone di cultura e usi diversi dai propri: semplicemente gli sono indifferenti.
La differenza fra tolleranza e indifferenza appare evidente quando gli usi e costumi altrui incidono nella vita quotidiana dell'olandese.
A quel punto, ignorare non guardando, o guardare sorridendo, non è possibile. Così, anche l'olandese, attraverso le istituzioni competenti, fa sentire la propria voce e mette paletti e regole dove crede sia più opportuno per sopprimere il comportamento molesto.

A volte il comportamento dell'olandese può confondere un italiano. Come scritto, esteriormente, per uso ed educazione, l'approccio olandese può apparire all'italiano più intimo e amichevole di quanto in realtà voglia essere.
L'olandese tiene accuratamente celati i propri pensieri e non concede facilmente autenticà intimità. L'italiano a primo acchito più scorbutico, spesso maleducato, è invece molto più portato ad aprire il proprio cuore (beh, magari parzialmente...).

Non so che impressione ho dato degli olandesi con queste mie note: non vorrei fosse troppo negativa.
Soppesando i pro con i contro, la mia opinione degli olandesi, è sostanzialmente positiva: sicuramente li preferisco agli italiani.

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