«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
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venerdì 11 luglio 2014

30 denari, 80 euro e l'IMU

Da molto tempo ho un nuovo sospetto che contribuisce a spiegare il successo elettorale di Renzi (v. Riflessioni a tiepido). Non mi ero deciso ancora a scriverlo per non farmi cattivo sangue ma oggi sono evidentemente dell'umore giusto...

Aggiungo subito che il mio sospetto è un'intuizione che si basa solo su alcuni deboli indizi e che non ho nessuna prova concreta: eppure mi meraviglierei molto se scoprissi di avere torto completo.

Il sospetto è che, un due settimane prima del voto, sia arrivato “l'ordine” (o, più politicamente, il “suggerimento”) alle forze cattoliche di votare per il PD.
Ovviamente l'indicazione “Domenica votate PD” non sarebbe stata data a tutti i fedeli a fine messa: l'ordine, sicuramente partito dall'alto, sarebbe invece stato fatto arrivare alla “base” attraverso canali più sicuri come sarà chiaro nel prosieguo.

I miei flebili indizi sono i seguenti:
  1. Un paio di ragazzi che conosco, fortemente impegnati nei boy scout, hanno improvvisamente attaccato Grillo con dei commenti su FB. Non l'avevano mai fatto prima e hanno smesso subito dopo le elezioni.
  2. Un mio zio legato a gruppi cattolici, e che aveva sempre espresso uno schietto scetticismo nei confronti di Renzi, mi ha confessato di aver poi votato per lui
  3. Un esponente di FI (non ricordo il nome) dopo le elezioni ha dichiarato “abbiamo prestato i voti al PD per impedire che Grillo vincesse”
  4. Su FB (*1) ho visto recentemente circolare la notizia sull'esenzione dall'IMU per le scuole private
Da questi pochi elementi ho tratto la mia conclusione. Aggiungo anche che la notizia dei 900.000€ del progetto MOSE dirottati dal sindaco di Venezia Orsoni (PD), metà alla Curia e metà a un convento di San Giovanni in Toscana (vedi articolo di GoNews), mi aveva fatto rizzare le antenne riguardo a possibili intrallazzi di questo genere...

La conclusione è triste: la Chiesa, invece di astenersi dal prendere posizione, ha preferito supportare un partito, il PD, che ha tutta l'intenzione di proseguire le politiche deleterie di Monti/Letta e contemporaneamente ridurre le libertà degli italiani (vedi nuovo senato/nuove province/riforma del lavoro/etc...), al posto di un altro, il M5S, che è realmente dalla parte dei più deboli invece che dei poteri forti internazionali.
Io spero che almeno ci sia stata buona fede: ovvero che, chi ha preso questa decisione, ritenesse realmente il PD un'alternativa migliore per gli italiani rispetto al M5S. Certo però che l'abolizione dell'IMU, vedi il punto 4, sembra proprio una ricompensa per il sostegno ricevuto e induce a pensare male.

Nota (*1): Ho cercato conferma: la notizia è reale (leggi qui)! In particolare viene fatto notare che questa decisione del 26 giugno (dopo le elezioni) è in controtendenza con l'originale decisione del 28 febbraio (prima delle elezioni) che esentava dall'IMU solo una manciata di edifici (25) di proprietà del Vaticano.

giovedì 10 luglio 2014

I dolori...

Quello che mi piace del mio e-reader è che non ho bisogno di segnalibri per ricordarmi dove sono arrivato a leggere!
Continua a mancarmi però la sensazione della carta fra le dita: ogni volta che “giro” pagina quella precedente mi pare svanisca nel nulla. Mi dà una sensazione di precarietà che mi causa ansia.

Comunque, nonostante questi piccoli disagi, recentemente ho letto i Dolori del giovane Werther di un tale Johann Wolfgang von Goethe (Ed. LibroLibero).
Era tanto che volevo leggerlo e avendolo trovato scaricabile gratuitamente mi sono finalmente deciso a farlo.
Mi aspettavo chissà quali grandi rivelazioni sull'amore o sulla vita ma, in realtà, sono rimasto piuttosto deluso.
Ho la sensazione che la traduzione, almeno quella dell'e-book, gli abbia dato una bella mazzata: è evidente che ci sono dei passaggi che magari in tedesco sono molto lirici ma in italiano suonano prosaici, talvolta eccessivi e spesso un tantino noiosi.

Mi sono annotato dei passaggi più o meno in ordine cronologico che, per motivi diversi, mi hanno colpito.

«So bene che noi non siamo né possiamo essere tutti uguali» - si riferisce a ricchi (e colti), poveri (ignoranti) e nobili (ignoranti o colti che siano). Non mi sembra una concezione molto attuale...

Poi c'è un capitolo (una lettera: è un romanzo epistolare) in cui si svolge una festa con delle danze: arriva un temporale e si scatena il terrore. E non esagero: ecco la reazione di alcune delle donne che partecipavano al ballo - «La più saggia si mise in un angolo, volgendo la schiena alla finestra e turandosi le orecchie; un'altra si inginocchiò davanti a lei e le nascose la testa sul grembo; una terza venne fra loro due e abbracciò la sorellina in un torrente di lacrime.». Sono soprattutto le donne a impaurirsi e i ragazzi ne approfittano: «Alcune volevano tornare a casa; altre non sapevano più quello che facevano e non avevano sufficiente presenza di spirito per tenere a freno i giovani storditi che sembravano molto occupati a raccogliere dalle labbra delle belle tremanti le angosciose preghiere che esse levavano al cielo.»
L'unica spiegazione plausibile che mi viene in mente è che i parafulmini (prima dimostrazione a Parigi nel 1752) non fossero ancora molto diffusi ma, anche in questo caso, dubito che la probabilità che una casa venisse colpita da un fulmine fosse più alta che adesso...

Finalmente mi ha poi colpito positivamente per modernità (rispetto all'epoca: il romanzo fu pubblicato nel 1774) come il protagonista consideri i bambini: non come “sudditi” ma come “modelli”...
È interessante, se non buffo, considerare come il ruolo dei figli sia cambiato nel corso del tempo: inizialmente erano considerati proprietà del padre (penso alle famiglie della Bibbia o ancora nel medioevo) mentre adesso il figlio, perché spesso è unico, è diventato il padroncino della famiglia al servizio del quale stanno genitori e nonni.

Un concetto che ho apprezzato: «...un uomo che, per volere altrui, ma senza un'intima passione, una personale necessità, si affanna dietro al denaro, l'onore o altro, sarà sempre un pazzo.»
Concordo: nel mondo attuale ancora più di prima si è smarrito il senso della vita.

Ed ecco un altro passaggio, oserei dire, un po' anacronistico: «Chi scaglierà la prima pietra contro il marito che nella sua giusta collera immola la sua donna infedele e l'indegno seduttore?» - chiede il protagonista. In Italia qualsiasi tribunale...

Una frase che sarebbe piaciuta al Leopardi: «Così immaginiamo l'uomo felice. Ed esso è una creatura della nostra fantasia.», e una che è piaciuta a me: «Rido del mio cuore... ma finisco col far sempre la sua volontà.»

Siamo alla nascita del romanticismo e le poesie di Ossian, il falso storico inventato da James Mac Pherson, all'epoca sono considerate originali.
Mi sfuggono i dettagli ma sono sicuro che sia significativo che il protagonista dichiari che “Ossian ha preso il posto di Omero” nel suo cuore. Sul finale del romanzo, a rimarcare l'importanza di Ossian, ci sono svariate pagine di sue liriche incentrate su amori sventurati e dal funereo epilogo finale.
Aggiungo anche che la lettura di queste storie mi ha ricordato moltissimo Tolkien! Non mi riferisco al Signore degli anelli ma al Silmarillion e in particolare alla storia di Túrin Turambar.

Accenno alla credenza calvinista, ripresa dal luteranesimo, della salvezza ottenuta unicamente tramite la grazia (v. il corto Cari Romani...); il protagonista scrive «Lo stesso figlio di Dio non dice forse che attorno a lui staranno coloro che il Padre gli ha dato?»

Forse uno dei passaggi che più mi ha toccato è stato l'incontro del protagonista con un folle; in seguito Werther, parlando con un suo famigliare, chiede quale fosse il “tempo felice” di cui vaneggiava il pazzo: «Qual è dunque il tempo che egli rammenta e nel quale dice di esser stato così felice, così contento? - Poveretto, disse con un sorriso di pietà: vuol parlare del tempo in cui era fuori di sé: ricorda sempre di quando era in manicomio e non aveva coscienza di se stesso.»
Sicuramente il Leopardi sarebbe stato d'accordo!

«Che serve che io dica e ripeta: è bravo, è buono? Il mio cuore è lacerato: non posso essere giusto.» Piace alla mia natura romantica: Werther si riferisce ad Alberto, il marito di Carlotta, del quale aveva più volte scritto grandi elogi. È un concetto che richiama il mio “peggior” racconto (v. Peggior racconto) e infatti al tempo mi ispirai a diversi poeti romantici fra cui proprio Goethe!

Molto interessante l'accenno alla locale tradizione natalizia: adesso imperversa il globale abete di Natale e il Babbo Natale obeso dal pigiama rosso ma, evidentemente, in passato ogni paese doveva avere le proprie tradizioni. In particolare l'autore scrive: «Egli parlò del piacere che avrebbero goduto i bambini, e del momento in cui all'inaspettata apertura di una porta sarebbe apparso l'alloro illuminato, ornato di dolci e di mele, facendo provare ai fanciulli gioie paradisiache.»
Al giorno d'oggi, se per Natale regali a un bambino una mela, è probabile che te la tiri dietro!

Ovviamente, sapendo che il protagonista si sarebbe suicidato, ero curioso di vedere come giustificava tale azione. Poco prima di metà libro c'è il primo accenno: il protagonista esalta il suicidio considerandolo una prova di forza, uno sforzo supremo.
Sul finale invece il tono si fa più drammatico: la morte è vista come un ritorno a Dio e il suicidio una semplice scorciatoia per il cui uso Dio stesso non dovrebbe adirarsi troppo: «Un uomo, un padre, potrebbe forse adirarsi quando il figlio ritornando all'improvviso gli si gettasse al collo esclamando: sono tornato padre mio! Non ti irritare se abbrevio il pellegrinaggio che secondo il tuo volere avrei dovuto ancora proseguire.»

Notevole poi la conclusione del libro dove è descritto il corteo funebre che accompagna il feretro del protagonista: «Alcuni artigiani lo trasportarono, e nessun sacerdote lo accompagnò.»
È evidente l'accusa alla Chiesa non solo assente al funerale ma anche durante il travaglio spirituale del protagonista: talvolta si accenna a Dio ma è un confronto interiore che esclude pastori e/o sacerdoti.

Conclusione: quando ero già a metà lettura mi è capitato di accennarne a un'amica che al riguardo mi scrisse «...Leggere il Werther va sempre bene per istruzione e per capire quanto i "tedeschi" sono diversi dalla quel che è opinione superficiale, corrente in Italia...».
Quindi, applicando le mie annotazioni ai tedeschi, posso concludere: per i tedeschi la divisione in classi sociali nette e distinte è invalicabile; hanno paura dei temporali; grande rispetto per i bambini e le loro potenzialità; sono un po' maschilisti; preferiscono lo pseudo-Ossian a Omero; hanno un rapporto personale con la religione e, in particolare, invece che al libero arbitrio credono nel destino.

A parte gli scherzi, ritengo che questa opera perda moltissimo nella traduzione: alcune parti mi sono anche piaciute molto ma nel complesso sono rimasto deluso probabilmente perché mi aspettavo troppo...

martedì 8 luglio 2014

KGB e Parkour

Parkour credo derivi da parcours che in francese significa “percorso”.
Conobbi questa disciplina qualche mese fa quando un amico mi fece vedere alcuni video su Youtube. Sul momento non ne rimasi troppo impressionato: il protagonista era vestito come il personaggio di un videogioco e, dal mio punto di vista, questo sminuiva e banalizzava le sue evoluzioni.
Secondo la Treccani.it (che conferma la mia etimologia: parkour deriva dal francese “parcours du combatant”) è una disciplina in cui gli atleti affrontano un percorso a ostacoli mediante salti e acrobazie varie. Io aggiungerei che c'è anche una notevole dose di fantasia e creatività perché spesso il “percorso” è costituito da normali giardini o semplici strutture cittadine (e in questo caso è richiesto anche un certo coraggio visto che è evidente la possibilità di farsi male in caso di errore...): questi elementi vengono trasformati in “percorso” fondamentalmente dalla creatività dell'atleta che li vede come ostacoli da superare. A me piace molto questo aspetto di reinterpretazione della realtà, questo andare oltre le regole e dare significati diversi a oggetti comuni. Un esempio per tutti: il significato di un muretto, che normalmente è “non attraversare” viene ribaltato e diventa “saltami e vai oltre”!
Forse è meglio inserire un video per far capire di cosa sto parlando:
The World's Best Parkour and Freerunning

Ecco, da qualche giorno sono rimasto folgorato da questa disciplina estremamente spettacolare. Se potessi tornare giovane l'aggiungerei alle cose da dover assolutamente fare insieme a suonare uno strumento musicale.

Poi ho cercato di capire quali siano le radici di questa mia attrazione: da una parte c'è l'aspetto intellettuale/filosofico di reinterpretazione della realtà ma, da un'altra c'è una insospettabile predisposizione “fisica”. Probabilmente solo chi mi conosce dall'infanzia potrebbe immaginarmi in una disciplina così impegnativa perché dalle medie in poi, non facendo sport, il mio fisico si è avvizzito senza esprimere tutto il suo potenziale.

Eppure da bambino, in effetti proprio alle elementari, facevo un paio cose lontanamente assimilabili al parkour.

La prima era il “salto delle vasche”. Nel giardino della mia scuola c'era infatti una vecchia fontana tonda con dei pesci rossi accanto alla quale ara stata costruito, sempre in pietra, un'altra vasca (non ricordo bene cosa fosse, mi pare avesse anche delle cannelle...), rettangolare di circa mezzo metro più alta della prima.
Ogni giorno quando uscivamo a ricreazione, io arrivavo di corsa e, a tutta velocità, a testa alta, facendo due salti intermedi sui bordi delle vasche, spiccavo poi un gran balzo finale e proseguivo nella mia corsa.
Le suore (andavo dalle suore) vietarono questa pratica ma io le ignorai.
Non è così banale come sembra perché io ero quasi l'unico bambino che faceva questo “percorso”. Avevo solo due imitatori. Il primo era Simone: a differenza di me però, prima del primo salto rallentava tantissimo e stava con la testa china attento a dove metteva i piedi col risultato che il balzo finale non era alto e lungo quanto il mio...
L'ultimo anno si aggiunse anche Cristian: lui era lentissimo, totalmente scoordinato, e faceva un saltino in più sulla vasca rettangolare. Decisamente poco “spettacolare”....
Il fatto che ancora mi ricordi non solo del mio salto ma anche di come saltassero questi miei compagni di classe è significativo: era un po' la mia firma e mi piaceva molto.

Il secondo elemento è il salto della rampa di scale.
La stessa scuola aveva poi una bella rampa di scale che congiungeva il piano terra col primo piano. La particolarità erano i gradini bassi e lunghi con dei pianerottoli intermedi (mi sembra!), forse fatta a posta per i bambini, non so...
Nota: riguardando il disegno mi rendo conto che non è chiaro: la grande freccia grigia che porta al primo piano corrisponde a un'altra rampa di scale!
Comunque io incominciai a saltare da metà scala (dal pianerottolo intermedio che però non sono più sicuro che esistesse) e solo un altro mio compagno di classe faceva altrettanto (Jacopo stavolta).
Proprio per sfida a Jacopo passai poi al salto decisamente più impegnativo dell'intera rampa: prendendo la rincorsa riuscivo a saltare tutti i gradini. Questo salto non lo facevo spesso perché vietatissimo e anche perché non avevo lo stimolo di farlo meglio di altri perché ero l'unico a farlo! In totale l'avrò fatto una decina di volte, non di più...

In conclusioni questi due lontani esempi mi fanno pensare che non solo avrei avuto la “mentalità” per il parkour ma anche l'agilità e il coraggio necessari per cimentarmi in questa disciplina.

venerdì 4 luglio 2014

Dove va Renzi?

Ammetto di non seguire con attenzione il lavoro di Renzi: perché farlo se l'unico risultato è farmi cattivo sangue? Quel poco che mi arriva è più che sufficiente: il pasticcio delle nuove province con la quasi totale perdita di controllo dei cittadini sui loro governanti, la riforma semi-democratica del Senato (“semi” perché avremo solo metà democrazia (*1) visto che solo i deputati saranno eletti), per non parlare delle varie norme illiberali che vengono fatte passare di volta in volta nei decreti legge...

Basandomi sui fatti, ormai da diversi mesi, considero Renzi l'erede naturale di Monti e Letta e, quindi, continuatore della loro politica anti italiana.

Oggi però, scorrendo i titoli del FattoQuotidiano.it (v. qui), mi sono imbattuto in un “Bundesbank a Renzi: "No crescita con debito" - La risposta di Palazzo Chigi: "Non ci fate paura"” e poi nel sommario “E' scontro tra la banca centrale tedesca e il governo italiano dopo l'intervento del premier per il semestre Ue. Il presidente Weidmann ironizza: "Adesso viene a dirci cosa dobbiamo fare". La replica: "Ha sbagliato governo"”.

L'idea che passa è quella di un Renzi battagliero che, per difendere l'Italia, non ha paura di mettersi contro il gigante tedesco. Per intenderci il contrario dei docili e ubbidienti Monti e Letta.

Poco dopo mi sono però imbattuto in un altro articolo dal titolo esplicito “Manovra autunnale da 10 miliardi - Per Mediobanca è "inevitabile"”.
Dal mio punto di vista niente di strano: è chiaro che seguendo inopinatamente la politica Monti-Letta il risultato sarebbe stato questo. Servono misure drastiche ma solo il M5S ha il coraggio di dirlo: anzi i partiti tradizionali non potrebbero nemmeno prendere in considerazione tali iniziative perché non possono permettersi di tagliare gli sprechi (come i poltronifici dirigenziali riempiti di inetti e raccomandati) grazie ai quali mantengono una parte importante del proprio consenso.
Renzi sapeva benissimo che gli “80€” (*2) in più in busta paga erano solo una pubblicità elettorale (di enorme successo!) completamente ininfluente per il rilancio dell'economia.
In autunno però i nodi verranno al pettine: magari non si tratterà di 10 ma di 7 o 8 miliardi, ma non è questo l'importante. Quel che conta è che Renzi si troverà chiamato a prendere delle decisioni critiche e non potrà nascondersi con nuove trovate pubblicitarie.

Io credo che alla fine Renzi sceglierà l'inutile e deleteria politica di Monti-Letta (tagli alla sanità, scuola, ai comuni etc ma non agli sprechi veri; aumento delle tasse sulla casa, sulla benzina, etc... e magari SVENDITA dei beni pubblici a soggetti esteri...)
E allora a che pro la voce grossa contro la Germania?

Non sono sicuro: una teoria è che questa sua presa di posizione sia funzionale unicamente alla costruzione della sua immagine: vuole essere rappresentato come il difensore senza paura degli interessi italiani, come colui che dice all'Europa quello che pensa... In questa maniera forse spera di rendersi più credibile quando dirà agli italiani “ho provato a contrattare con l'Europa però, prima di poter ripartire, dobbiamo fare ancora un piccolo sforzo tutti insieme e, dal prossimo anno, {caterva di promesse varie}...”
Non so: io non credo che gli italiani siano in grado di sostenere, né di digerire, una nuova IMU (+ altre tasse/tagli per arrivare a 10 miliardi). L'immagine di Renzi ne uscirebbe comunque distrutta...

Un'altra possibilità è che Renzi stia iniziando a credere alle proprie favole: che creda magari di poter realmente rilanciare l'economia italiana senza misure significative ma solo con la forza delle sue chiacchiere? Questa possibilità spiegherebbe l'inutile sceneggiata al parlamento europeo ma, francamente, Renzi non mi sembra uno stupido ma una persona furbissima. L'essere furbo non significa che sia intelligente e, forse, è possibile che persone più tecniche di cui si fida gli abbiano fatto credere che la situazione italiana sia diversa dal reale...

Nota (*1): per non parlare della mancanza delle preferenze, dell'esagerato bonus di maggioranza, dell'immunità ai funzionari (perché non eletti) senatori, legalizzata la cosiddetta “ghigliottina” (ovvero la possibilità del governo di interrompere la discussione in aula di un provvedimento per procedere immediatamente alla votazione), l'innalzamento del numero di firme per le leggi di iniziativa popolare da 50.000 a 250.000 etc...
Nota (*2): andrebbe sempre ricordato, per non cadere nel meccanismo propagandistico, che si tratta di un bonus non per tutti e spesso di entità minore...