«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

sabato 22 febbraio 2020

Deportazioni

Stamani mi ero ripromesso di non scrivere più (almeno per un po’) del Coronavirus a meno di notizie allarmanti come, per esempio, il raddoppiamento del numero degli infetti. Alle 10:50 sembra ormai inevitabile che tale cifra sorpasserà abbondantemente le 32 unità ma per il momento voglio attenermi alla mia decisione: del resto non ho niente di ulteriore da aggiungere a quanto ho già scritto…

Allora ho ripreso in mano La banalità del male per vedere di trovare qualche spunto interessante: mi sono così tornati in mente dei dati che mi avevano stupito. Soprattutto perché sono in controtendenza con quanto va per la maggiore oggi…

La Arendt nella seconda parte del suo saggio analizza minuziosamente, per ogni stato europeo, come vennero rastrellati e deportati gli ebrei, le interazioni fra nazisti, società e autorità ebraiche locali.
I nazisti usarono sempre lo stesso modus operandi ma questo fu più o meno efficace di nazione in nazione.
In particolare si distinse positivamente la Danimarca dove la società, a tutti i livelli, protesse gli ebrei e le deportazioni vennero sostanzialmente evitate: addirittura l’atteggiamento fermo della popolazione influenzò positivamente anche le autorità naziste sul posto. Come se la morale e, soprattutto l’umanità, dimostrata dalla società avesse almeno parzialmente “contagiato” anche i nazisti.

Ma sapete qual è il secondo paese in Europa dove, almeno stando alla Arendt, gli ebrei se la passarono meglio?
L’Italia (*1).
L’autrice più volte chiarisce che le autorità italiane sebbene a parole si dicessero pronte a seguire le direttive naziste poi, nella pratica, le intralciavano rendendole nulle. E non è che i nazisti non ci provarono: l’Italia all’epoca era un modello per altri stati fascisti che, quindi, la prendevano a esempio...
Almeno prima dell’armistizio dell’8 settembre del 1943 i territori occupati dall’esercito italiano, per esempio nel sud della Francia, erano sicuri per gli ebrei che, infatti, vi si rifugiavano.
Oppure, cito: «Il sabotaggio [delle deportazioni] era tanto più irritante, in quanto era attuato pubblicamente, in maniera quasi beffarda. Le promesse erano fatte da Mussolini in persona o da altissimi gerarchi, e se poi i generali non le mantenevano, Mussolini porgeva le scuse adducendo come spiegazione la loro “diversa formazione intellettuale”. Soltanto di rado i nazisti si sentivano opporre un netto rifiuto, come quando il generale Roatta dichiarò che consegnare alle autorità tedesche gli ebrei della zona jugoslava occupata dall’Italia era “incompatibile con l’onore dell’esercito italiano”» (*2).
E le leggi antiebraiche degli anni ‘30? Furono richieste dall’alleato nazista ma c’è un dettaglio importante da considerare: oltre alle consuete eccezioni (veterani di guerra, ebrei superdecorati e simili…) c’era un’ulteriore categoria di esentati: gli ebrei iscritti al partito fascista insieme ai “loro genitori e nonni, mogli, figli e nipoti”. I pochi ebrei veramente antifascisti erano già in gran parte all’estero.
Le cose cambiarono dopo l’armistizio: dalla Germania vennero infatti inviati dei “famigerati sterminatori” che dovevano prendere in mano la gestione delle deportazioni (*3). Il primo obiettivo avrebbero dovuto essere gli 8.000 ebrei di Roma «...al cui arresto avrebbero provveduto reggimenti di polizia tedesca dato che sulla polizia italiana non si poteva fare affidamento. Gli ebrei furono avvertiti in tempo, spesso da vecchi fascisti, e settemila riuscirono a fuggire.» (*4)
È vero: anche in Italia fu infine organizzato un campo di concentramento in Friuli nei pressi del confine austriaco, ma la Arendt lo considera il minimo che il governo italiano potesse fare per soddisfare le pressanti richieste dei nazisti. Il grosso delle vittime poi ci furono «Nella primavera del 1944, … …, i tedeschi violarono la promessa [di non deportare i prigionieri del campo italiano in Germania] e cominciarono a trasportarli ad Aushwitz: ne portarono via circa settemilacinquecento, di cui poi ne tornarono appena seicento» (*5).
Il dato più forte a sostegno delle affermazioni della Arendt è che le vittime fra gli ebrei italiani furono meno del 10% della popolazione dell’epoca: confrontate questa percentuale con quella di altri paesi e vedrete la differenza (*6).

Il mio stupore deriva dal fatto che oggigiorno le responsabilità italiane, che ovviamente ci furono, sono considerate molto maggiori. Almeno io, non conoscendo l’argomento, le ritenevo tali.
Una mia ipotesi per spiegare questa “benevolenza” della Arendt verso l’Italia è che, magari inconsciamente, l’autrice volesse attribuire tutta la colpa alla Germania: era un argomento molto forte il poter addurre che l’alleato principale della Germania, comunque un paese fascista, aveva evitato per quanto possibile le deportazioni degli ebrei.
Insomma per esaltare le responsabilità tedesche l’autrice potrebbe aver minimizzato quelle italiane...
Aggiungo anche che questo sentimento doveva essere molto diffuso negli anni ‘60: ricordo che i fondamentali studi sull’obbedienza all’autorità di Milgram avrebbero inizialmente voluto dimostrare che l’uomo (non tedesco!) che riceve ordini contrari all’umanità rifiuta di eseguirli. Come sappiamo invece i suoi esperimenti dimostrarono il contrario: l’uomo obbedisce all’autorità anche quando questa gli richiede comportamenti disumani (*7).

La riconsiderazione del ruolo dell’Italia nelle deportazioni sembra a mio avviso avere una giustificazione politica: vi scorgo una generica volontà di appiattire, nel bene e nel male, le responsabilità di tutti. Come se si voglia ottenere un’atmosfera dove ognuno si senta ugualmente colpevole indipendentemente dalle responsabilità storiche.
In questo senso mi torna in mente un cinguettio (questo QUI) del Presidente del parlamento europeo David Sassoli in cui afferma che Aushwitz fu costruito dagli europei. Ovvio che i tedeschi sono europei ma in questo caso la generalizzazione è molto fuorviante!
I motivi? Li lascio a menti più acute della mia...

Conclusione: ecco, ho già scritto due pagine di testo e non ho neppure affrontato nessuna delle mie glosse che mi ero appuntato sul saggio: è il bello, ma anche il brutto, di un testo importante...

Nota (*1): vabbè, mentre il 1° posto della Danimarca è indiscutibile, il 2° è più opinabile: magari potrebbe essere l’Olanda, non so? Resta il fatto che l’Italia fu fra i paesi che cooperò pochissimo nella deportazione degli ebrei.
Nota (*2): tratto da La banalità del male di Hannah Arendt, (E.) Feltrinelli, 2019, trad. Piero Bernardini, pag. 204.
Nota (*3): lo sterminio degli ebrei era divenuto ormai lo scopo principale della Germania nazista ormai conscia della sconfitta militare.
Nota (*4): ibidem, pag. 207.
Nota (*5): ibidem, pag. 208.
Nota (*6): a memoria: in Olanda le vittime furono il 75% su, oltretutto, una popolazione ebraica molto maggiore.
Nota (*7): come avevo intuito il collegamento fra processo a Eichmann ed esperimenti di Milgram è molto stretto: vedi prime righe della pagina Esperimento di Milgram di Wikipedia...

venerdì 21 febbraio 2020

Preparatissimi

Con l’usuale ribaltamento della realtà adesso i nostri politici al governo ci raccontano che era “tutto previsto” e che siamo “preparatissimi ad affrontare ogni emergenza”.

Talmente preparati che ben 5 dei nuovi 16 contagiati odierni sono del personale sanitario: dato allarmante su cui, ovviamente, nessuno sta ponendo l’accento...

Dal mondo parallelo - 22/2/2020
Notizia: Fallisce il vertice europeo sul bilancio, Europa spaccata. Conte: "Via sconti anche alla Germania" da HuffingtonPost.it

Mi chiedo quanto sia condivisa la volontà di Conte di aumentare il bilancio UE (ovvero pagare di più di quanto già non facciamo).
Non dico fra la popolazione italiana, della quale ai politici interessa ben poco, ma fra gli stessi parlamentari sia dei partiti al governo che all’opposizione…

L’ho già scritto che di Conte non mi fido, vero? Siamo sul livello di Monti se non, addirittura, peggio...

Ultima dai... - 22/2/2020
...a meno di nuove notizie, tipo il raddoppiamento del numero degli infettati, vorrei smettere almeno per un po’ di scrivere del Coronavirus…

Voglio però esprimere una mia ultima considerazione: il fatto che su 16 contagiati ben 5 fossero degli operatori sanitari mi fa pensare che tutta questa “preparazione” decantata dal governo sia solo burocrazia, ovvero tutta sulla carta, e che alla prova dei fatti si rivelerà quindi essere il niente, la totale inefficienza.

Seconda considerazione: se 5 operatori sanitari sono infetti quante persone già all’ospedale rischiano di essere state contagiate da questi? Anche la difficoltà a risalire al paziente zero è sospetta. Spero di sbagliarmi ma temo che la situazione sia già sfuggita di controllo. Lunedì farò un po’ incetta di scatolette e integratori così, per sicurezza...

Il grande centro - 23/2/2020
I virus non sono né di sinistra né di destra!

Sono di centro.

Geometrico - 23/3/2020
Dove si trova il baricentro di un solido?


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Di solido a Bari.

Tre articoli

In questi giorni mi sono imbattuto in rapida successione in tre articoli vagamente collegati fra loro dal comune argomento: il lavoro.

Il primo: Jobs Act, il Consiglio d’Europa lo boccia. Ora si riparta dall’articolo 18 di Enzo Martino da IlFattoQuotidiano.it
Il Jobs Act di Renzi è ritenuto inaccettabile perfino dall’UE (per la precisione dal “Comitato europeo per i diritti sociali” (*2)). Le tutele “crescenti” in realtà non sono tutele per il lavoratore ma, anzi, lo espongono a possibili abusi del datore di lavoro che lo potrà licenziare, anche senza giusta causa, pagandogli un certo numero di mensilità.
Ovviamente lo si sapeva già: la legge sprizzava ingiustizia da tutti i pori ma i media compiacenti l’avevano descritta come il toccasana per l’economia italiana. Sì, infatti: si è dimostrata utile per favorire la delocalizzazione all’estero.

Il secondo: Brexit, dal 2021 visti solo a chi sa l’inglese e ha un lavoro qualificato da Open.Online
Più o meno il titolo dell’articolo ne riassume il contenuto: che ne pensate? L’UK sprofonderà nell’oceano atlantico? I media già versano lacrime di coccodrillo per i poveri giovani italiani che non potranno andare in UK a fare i lavapiatti per imparare sul luogo la lingua. Invece le lacrime vere sono degli sfruttatori: di coloro che si approfittavano di manodopera a basso costo pagando poco i lavoratori e guadagnando quindi moltissimo sul loro lavoro.
Quando i salari sono troppo bassi infatti significa che un “padrone” si sfrega le mani e si arricchisce alle spalle di chi sfrutta.
Spariranno dei servizi oppure aumenterà il loro costo? No: semplicemente diminuiranno i profitti delle aziende e aumenteranno gli stipendi di chi vi lavora.
Meno disparità sociale equivale a una società più giusta. Ovviamente questi aggiustamenti nel mercato del lavoro prenderanno anni: ricontrollate l’UK fra una decina d’anni e verificate.

Tre articoli: Imprenditori non trovano 32,8% assunti da Ansa.it
Va beh… sorvoliamo sul titolo scritto in un italiano stentato: come più o meno si intuisce gli imprenditori non riescono a trovare il 32,8% del personale che vorrebbero assumere.
Ma allora il lavoro in Italia abbonda! Sono i giovani italiani a essere pigri e svogliati!
Poi si scopre che gli “imprenditori” cercano personale da pagare 3,50€ all’ora, magari chiedendo di fare un certo numero di straordinari la settimana, compresi sabato e domenica, e con tutta una serie di altri obblighi e limitazioni.
E qui si capisce uno dei perché i parapoteri economici vogliono importare manodopera a basso costo: non è per il bene degli immigrati ma per i loro interessi economici, semplicemente vorrebbero personale da pagare poco o niente. Diseguaglianza, tensioni sociali, ingiustizie: non gliene importa niente anzi è razzista chi se ne preoccupa.
E i giovani italiani che emigrano all’estero: sono benvoluti se preparati. Contribuiscono ad abbassare il costo del lavoro nei paesi dove emigrano e portano ricchezza sotto forma di istruzione.

Avrei voluto tracciare un filo rosso per unire insieme questi tre articoli: in realtà il collegamento c’è ed è evidente. Solo eliminando le tutele dei lavoratori è possibile sfruttarli, aumentando la quantità di manodopera si abbassa il costo del lavoro: in UK stanno semplicemente bloccando questa tendenza promossa dai parapoteri economici.

Conclusione: i media italiani nella loro piaggeria e sudditanza al potere sono diventati facilissimi da interpretare: parlano bene di un provvedimento politico (*1)? Allora favorisce i forti e sfavorisce i deboli. Ne parlano male? Allora favorisce i deboli e penalizza i forti.

Nota (*1): o di una movimento/forza politica: vedi Sardine e Gretini…
Nota (*2): e questo significa che non cambierà NULLA. Le valutazioni del “Comitato europeo per i diritti sociali” hanno un valore solo politico. Dovrebbe essere il governo italiano a “correggere” il Jobs Act ma, ovviamente, il PD al governo si guarderà bene dal farlo… E il M5S? Fa da stampella e non conta niente...

mercoledì 19 febbraio 2020

Giochi di parole

Notizia di ieri: Coronavirus: “a Wuhan i malati chiedono aiuto, ma sui social i loro post vengono cancellati. Pazienti e medici disperati” da IlFattoQuotidiano.it

Il (cattivone) governo cinese blocca e cancella le richieste d'aiuto dalla città di Wuhan. Dal 7 gennaio si sapeva del virus ma era stato dato l’ordine di non diffondere la notizia.

Segnalo alcuni vocaboli e locuzioni usate dal governo cinese (tratte dall’articolo sullodato) per descrivere i messaggi della popolazione allarmata: “voci”, “notizie illegali” e “voci dannose” e “[voci/notizie] che turbano l’ordine pubblico”. Manca “disinformazione” ma tale termine è implicito e sono sicuro che altri articoli lo abbiano utilizzato.

In altre parole la Cina evita la diffusione di “bufale” che potrebbero allarmare la popolazione o mettere in cattiva luce il governo. È giusto? Decidete voi. Certo che, in questo caso, il ritardo nel prendere provvedimenti ha causato e sta causando numerosi morti, per non parlare dei danni economici.

Però la lezione che la censura sia sempre e comunque sbagliata non sembra essere stata appresa dalla UE che, da tempo, ha dichiarato guerra alle “bufale” anche in Europa.

Che mondo! - 21/2/20202
Come deve stare andando a rotoli il mondo se mi tocca dare ragione a Burioni!

L’articolo: Coronavirus, sono tre i primi contagiati in Italia. Uno è molto grave da Ansa.it

Un trentottenne ha cenato (ancora non si da quando) con un amico rientrato dalla Cina ed è stato infettato dal Coronavirus: con lui anche la moglie e un amico (non si sa se un secondo amico oppure quello ritornato dalla Cina).

È evidente che affidarsi a Speranza non è sufficiente. Come io, che pure non so niente di epidemiologia, avevo scritto fin dai primissimi giorni, a non applicare la quarantena per tutti colori che rientrano dalla Cina si scherza col fuoco. Se va male si rischia un’epidemia che potrebbe mettere in ginocchio l’Italia.

Per evitare questo pericolo in altri paesi si prendono provvedimenti serissimi da noi invece non ci si preoccupa e si ripete il solito ritornello: "Niente panico, va tutto bene". Perfino Burioni, l’unico medico che può dire quello che vuole perché lui “sa di vaccini”, ha affermato: «Le ultime notizie mi portano a ripetere per l'ennesima volta l'unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni.» e «Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili.»

Ah, ecco... - 21/2/2020
Notizia: Coronavirus: poche storie, il virus è trasmesso anche da chi non ha sintomi di Roberto Burioni su MedicalFacts.it

CVD

Viva la prontezza - 21/2/2020
Volevo aggiungere un mio commento su quanto riportato dall’articolo dell’Ansa nel corto precedente. Il problema è che nel frattempo è stato aggiornato (i nuovi casi sono passati da 3 a 6) e la frase “incriminata” è sparita…

Si trattava di un proclama di questo tipo: “Tutto bene: le autorità sanitarie sono intervenute tempestivamente” o qualcosa di questo genere.
La mia obiezione è che tanto “tempestivamente” non sono intervenute: se tutti colori che rientrano dalla Cina fossero stati messi in quarantena probabilmente nessuno dei 3 (o 6) nuovi casi si sarebbe verificato. La colpa è ovviamente politica.

Intanto Conte, da buon leguleio, gioca con le parole per non dire il vero: comunque l’ha sempre fatto quindi niente di nuovo in questo caso...

Piccoli misteri - 21/2/2020
Come mai i media non riportano informazioni su: 1. la data in cui il trentottenne infettato avrebbe cenato con la persona tornata dalla Cina; 2. l’identità di questa persona tornata dalla Cina.

Possibile che si debba controllare tutti tranne che questa persona?
Chiaro che non mi interessa il nome e cognome ma mi piacerebbe sapere che anch’egli (ella?) sta venendo controllato, compresi i suoi eventuali altri contatti…

La mia ipotesi è che si voglia “proteggere” un alto dirigente di una multinazionale. Ovviamente, secondo me, andrebbe trattato come qualsiasi altra persona…

MODIFICATO (21/2/2020): non ho fatto in tempo a pubblicare questo corto che il mistero si è svelato (almeno parzialmente). La persona che si pensava avesse infettato il 38enne è stato controllato ma è risultato negativo. Di conseguenza non si sa chi sia il “paziente zero” che ha infettato i sei (al momento) italiani...
Oppure, lo sto sentendo adesso, visto che la cena col 38enne è stata fatta a gennaio potrebbe essere ormai spontaneamente guarito. Insomma si brancola nel buio.