«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

lunedì 29 luglio 2024

La cerimonia di apertura delle olimpiadi di Parigi

Se guardate il marcatore per “Europa” vedrete in basso a destra una testa di caprone. Abbiamo poi il crocifisso invertito simbolo dell’anticristianesimo e un pentagramma a indicare l’esoterismo del potere che controlla i burattini apparentemente a capo dell’occidente.
All’epoca avevo giocato di intuizione, oggi scopro che avevo intuito bene.

La cerimonia di apertura ha mostrato al mondo i disvalori dell’occidente. Mancava l’esaltazione di Mammone ma quella era probabilmente data per scontata.
E quando il potere, di cui i media tradizionali sono la voce, immerge le mani in questa spazzatura, ne estrae qualcosa e ridendo dice: “questo è il bene” adesso dovrebbe essere chiaro che quello è il male.
Tutti i principi sono invertiti: la colpa con la ragione, il vero con il falso, il sacro col profano, il bene con il male. Questa è Parigi, questa è la Francia, questa è l’UE, questo è l’occidente.
E il Papa zitto. Forse va rivalutata la profezia dell’apocalisse con il suo falso Papa, la venuta dell’Anticristo, e il male esaltato come se fosse bene.

L’occidente ha deciso di suicidarsi ma non ha scelto un modo dignitoso per farlo bensì preferisce annegarsi nel proprio vomito.

sabato 27 luglio 2024

Censura 4

Solo un aggiornamento dato che sono passati diversi giorni dal mio precedente pezzo.

In realtà sono già entrato in modalità “fine ghiribizzo” e quindi non ho più lo stimolo necessario per scriverci qualcosa. Non pensate che sia abbattuto o dispiaciuto: è un lato della mia personalità molto utile quello di poter chiudere qualcosa senza troppi rimpianti. Per anni avevo un abitudine e, anche solo per valutare la forza della mia volontà, l’ho abbandonata da un giorno all’altro: mi sarà capitato una buona dozzina di volte.

Come ho spiegato nei pezzi precedenti continuerò a scrivere su questo ghiribizzo su pochi argomenti. Eventualmente deciderò se spostarmi su un altro sito ma al momento non ne ho voglia.

Siccome mi era utile scrivere di quello che leggo (per memorizzarne il contenuto) continuerò a farlo su dei quadernoni. Al momento ho deciso di dedicare un quadernone a ogni libro: credo che sarà più facile ritrovare il materiale che mi interessa; la controindicazione è che ho iniziato a scrivere su una decina di quadernoni. Poi però, terminato un libro, continuerò a usarne il quadernone per il successivo. Vedremo come mi troverò.
Di sicuro così faccio più alla svelta che a scriverne sul ghiribizzo: non sto a spiegare i dettagli che do per scontati come invece mi sentivo in dovere di fare quando ne scrivevo qui. Insomma scrivere per me è molto più rapido che scrivere per gli altri!
Avevo una mezza idea di pubblicare delle foto di quanto scritto (di Rawls, Hobsbawm e Marshall, gli unici sui cui libri ho scritto più di una pagina) ma onestamente non credo che lo sforzo valga la pena...

Il “povero” Strabuccinator non è stato ancora censurato: sono io che non sono più stato dell’umore giusto per rileggerne e commentarne le nuove puntate. Ma ora vedrò di pubblicarne tre episodi consecutivi…

Sul lato della censura lunedì o martedì ho fatto “ricorso” per il pezzo censurato. Sapevo che era un’operazione praticamente inutile ma, ormai, dato che comunque non mi importa più della risposta ho deciso di provare, più che altro per curiosità.
Avevo preparato il seguente testo perché supponevo che fosse possibile inserire una sorta di “difesa” da passare ai “censori:".
In inglese: “I am not sure what was deemed 'misleading content' anyway, the article in question consisted of three mini-posts: the first on an international petition ('The Hope XXX'), the second on Jung/Nietzsche, and the third on my handling of readers' comments.

I suppose, by elimination, that the issue was found in the first mini-post: however, here I make no claims but simply present the link to the petition's website and refer to two videos by Dr. Campbell (still present on YouTube and therefore NOT violating their rules while also sharing the international petition site) that delve into the substance of it.

Having made no claims, there cannot be any misleading content: I therefore suppose that there has been a mistake and that maybe the algorithm got confused by mixing together the content of the three mini-posts.”

In italiano: “Non sono sicuro di cosa sia stato ritenuto un “contenuto ingannevole” comunque, l’articolo in questione era composto da tre minipost: il primo su una petizione internazionale (“The hope XXX”), il secondo su Jung/Nietzsche e il terzo sulla mia gestione dei commenti dei lettori.

Suppongo, per eliminazione, che il problema sia stato riscontrato nel primo minipost: qui però io non faccio nessuna affermazione ma mi limito a presentare il collegamento al sito della petizione e a rimandare a due video del Dr. Campbell (tuttora presenti su YouTube e che quindi NON ne violano le regole pur condividendo a loro volta il sito della petizione internazionale) che ne approfondiscono la sostanza.

Non avendo fatto nessuna affermazione non è possibile che via sia contenuto ingannevole: suppongo quindi che vi sia stato un errore e che magari l’algoritmo si sia confuso mischiando insieme il contenuto dei tre minipost.”

In realtà ho scoperto che non è possibile comunicare niente: semplicemente c’è da premere un pulsante per far ripassare il pezzo, dopo averlo eventualmente modificato, all’algoritmo.
Forse avrei potuto inserire questa mia difesa all’inizio del pezzo ma onestamente ci ho pensato solo più tardi. Così ho premuto il pulsante della verifica senza modificare il testo.
Per due tre giorni non è successo niente poi nella pagina di amministrazione del ghiribizzo mi è apparso la notifica che un pezzo è stato censurato (ma non specifica quale). Nella posta elettronica non ho ricevuto nessuna nuova epistola.
Insomma suppongo che sia stato “ricensurato” il solito pezzo ma non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale e la notifica non specifica quale pezzo sia stato rimosso…

Ancora non ho deciso cosa provare a fare. Anzi, ora che ci penso, fatemi rimuovere il termine “Accord” dai testi presentati qui sopra per evitare di far scattare nuovamente l’algoritmo!

Insomma: novità sulla censura sostanzialmente non ce ne sono (se non che, evidentemente, il meccanismo di appello è una completa sciocchezza) e io ho praticamente abbandonato questo ghiribizzo. Non sono per questo particolarmente affranto dato il mio carattere quindi non preoccupatevi immaginandomi depresso o, magari, roso dal desiderio di scrivere senza cedere a farlo: no, in realtà già non ci penso nemmeno e sfrutto il tempo in più per fare altro…

Conclusione: alla prossima… probabilmente Strabuccinator...

Puntate 32, 33 e 34

Va bene, proviamoci, non sono dell’umore giusto per commentare l’eccitanti e divertentissime avventure di Strabuccinator/Strabuccino, Zozzapanna e della dottoressa Saltenberger ma ci provo comunque!

Prima il riassunto della precedente puntata.
Ci troviamo alla base segreta ItacaXXX dove la dottoressa Lily Saltenberger ha presentato ufficialmente la recluta Zozzapanna che, secondo il piano, dovrà uccidere la creatura fungoide Strabuccinator grazie a un potente veleno antimicotico nascosto in una siringa infilata là dove non batte il sole.
All’insaputa di tutti però la siringa ha un doppio veleno che ucciderà anche Zozzapanna quando il membro di Strabuccinator l’attiverà. La dottoressa infatti non vuole problemi con le risorse umane ed eliminare la recluta sembra la soluzione più facile.
Zozzapanna non è molto contenta di essere stata reclutata contro la propria volontà e sembra voler cogliere ogni occasione per mettere in difficoltà la dottoressa: in particolare nell’ultima puntata aveva fatto in modo che proprio la von Krausslofter recitasse la parte della canina affamata pensata per sedurre l’ignaro Strabuccinator.

32. Il lago delle conigliette di Cazzkovsky
In questa puntata Zozzapanna porta a compimento la sua ennesima piccola vendetta sulla dottoressa Ruth Saltenberger. La dottoressa rimane fedelissima al proprio personaggio ma il direttore Kack alla fine boccia anche questa sceneggiatura e si decide a proporre la propria idea.
Non entro nei dettagli del piano del colonnello ma se al termine della prima fase Strabuccinator non approfitterà della bella Zozzapanna allora la ragazza passerà a dei piani alternativi fino ad affrorsi alla creatura in cambio di denaro.
Per sicurezza il direttore Tualet decide di mandare insieme a Zozzapanna una squadra di supporto che la seguirà a distanza e che interverrà in caso di necessità. Poi, per carenza di personale adatto, il colonnello, anche se non è la procedura ortodossa, propone alla dottoressa di andare da sola come squadra di supporto: a sua volta la coraggiosa ragazza accetta in maniera da poter intervenire direttamente se Zozzapanna cercasse di sabotare in qualche maniera il piano…
Da notare che Zozzapanna è stata condizionata a ubbidire a delle profonde compulsioni che la obbligano a seguire il piano.
Come mi sembra di aver spiegato nelle precedenti puntate il ruolo della dottoressa Saltenberger von Krausslofter avrebbe dovuto essere limitato alla prima parte della storia e, sostanzialmente, secondario. Poi però mi sono affezionato al personaggio decidendo che la storia non sarebbe stata completa senza un incontro fra la dottoressa e Strabuccinator.
Onestamente mi sembra di aver fatto un buon lavoro nella costruzione della trama…

33. La conigliola pasquale
Non sto a riassumere la puntata precedente dato che presumo l’abbiate appena letta!
La puntata inizia nella dimora di Strabuccino il quale, dopo aver atteso uno sconto sostanziale sul gioco FhF (ben 20€), ha deciso di scaricare una “crack” (un programmino illegale che modifica il codice del gioco per aggirarne le protezioni) per sbloccare la propria versione demo.
Per questo è impaziente di mettersi a giocare anche se, sfortunatamente, non prevede di raggiungere in questa sessione di gioco il suo prossimo obiettivo: la sua moglie e vedova Stramele.
Dopo questa breve introduzione la scena si sposta all’esterno della base ItacaXX dove Zozzapanna aspetta che passi Strabuccinator per iniziare la scenografia per l’adescamento.
Inizialmente tutto sembra andare come previsto: Zozzapanna inizia il proprio balletto erotico e Strabuccino si convince di aver trovato un “Easter egg” del gioco e, proprio per questo, temendo di poterlo perdere è particolarmente circospetto nell’approcciare la ragazza…
Finalmente abbiamo anche il punto di vista di Zozzapanna e, quindi, sapremo cosa pensa: ho cercato di costruire un personaggio estremamente razionale, rapido a pensare e molto intelligente. Qualità che in parte emergevano già nelle puntate precedenti.
In particolare qui vedremo la ragazza impegnata a cercare la maniera di vincere le compulsioni che la obbligano a seguire il piano: riuscirà grazie alla sua intelligenza a sfuggire alla triste sorte che la dottoressa ha preparato per lei?
Da un punto di vista tecnico introduco una nuova simbologia per evidenziare i messaggi che arrivano dalla radio: anzi in generale è la stessa che uso per indicare una voce che proviene da degli altoparlanti e l’ho già usata nella puntata in cui Baccabriciola è al telefono con padre Luke...

34. Я не могу поверить этому!
Ebbene sì! Ci saranno delle brevi frasi in russo! Ma ho fatto in modo che il lettore ne sappia sempre il significato…
Ma andiamo con ordine!
Zozzapanna continua a cercare di combattere contro le compulsioni che la spingono, contro la sua volontà, a seguire il piano. Scopriamo anche che orecchie e codino da coniglietta sono impianti ipertecnologici e che sono collegati alle sue zone erogene.
Strabuccinator non sembra reagire come sperato al balletto e quindi Zozzapanna passa a proposte più esplicite: con parole semplici e supplichevoli si rivolge alla creatura offrendogli i propri servigi sessuali. E qui arriva la sorpresa della risposta in russo…
Nella prossima puntata si svelerà anche questo piccolo mistero!

Conclusione: Mi sono dimenticato di assegnare i punteggi VE: direi 32→ 6/10; 33 → 5/10 e 34 → 5/10…

sabato 20 luglio 2024

Censura 3: scrivere o non scrivere?

Ho perso entusiasmo per scrivere qui sul ghiribizzo. Un curioso motivo psicologico.
Da quando ho ricevuto lo “strike” sono infatti entrato nell’ordine delle idee che questo ghiribizzo mi sarà chiuso a breve: chiaramente mi dico “pazienza: guadagnerò tempo per fare cose più utili”.
E ne sono già convinto: del resto, come ho sempre scritto, scrivevo più per me che per gli altri e, proprio per questo, avere pochissimi lettori non è mai stato un problema. Alla fine passare da pochi a zero non fa tutta questa differenza.
Contemporaneamente però questo convincimento mi ha tolto energie per scrivere anche su argomenti neutri o irrilevanti: perché impegnarmi nello scrivere qualcosa di interessante, o comunque faticare per mettere nero su bianco le mie idee se, tanto, a breve tutto verrà cancellato? Meglio fare altro, no?

Per questo ancora non ho avuto voglia neppure di scrivere il mio pezzo di commento a Strabuccinator (che di solito mi diverte molto).
Avevo anche, per esempio, una mezza idea di collegare insieme Longo (“Psicologia criminale”) a Hobsbawm (“L’età degli imperi”) mediante la fisica: ma chi me lo fa fare?

Vabbè, mi limito a una considerazione psicologica che mi pare interessante. Consideratelo un pensiero di addio: un ricordo di cosa era questo ghiribizzo e che non sarà più
Ben due persone, sapendo della censura ricevuta, mi hanno suggerito se potrebbe essere stato Caio o Sempronio a fare la segnalazione. Io invece non avevo neppure preso in considerazione l’idea optando invece per un algoritmo automatico che banalmente avesse trovato il collegamento incriminato e, magari, si fosse confuso con termini usati nel corto successivo (ma all’interno dello stesso articolo dal punto di vista di Blogger) su Nietzsche.

Questo mi pare un ottimo esempio dell’errore fondamentale di attribuzione.
In occidente, quando accade una vicenda e si cerca di comprenderne i motivi, si tende a favorire la causa umana al posto di qualcosa di più generico come le circostanze.
L’esempio tipico: un nostro collega arriva tardi al lavoro e si pensa che sia pigro e abbia dormito troppo invece che, per esempio, abbia forato una ruota dell’auto: insomma colpa della persona e non degli eventi.
Nel mio caso attribuire a una persona la segnalazione invece che a un algoritmo (stupido) mi sembra un modo di pensare molto simile che, nella sua essenza, consiste nell’attribuire intenzioni o volontà specifiche a individui anche quando esistono spiegazioni alternative, anche più probabili.
In questo mio caso, per esempio, io avevo scartato l’idea della persona perché il pezzo incriminato era essenzialmente innocuo mentre invece sono sicuro di aver scritto molti altri articoli in cui mi sbilancio molto di più in giudizi e idee. Una persona che avesse voluto farmi censurare avrebbe scelto materiale diverso; un algoritmo stupido invece si basa sulla presenza di un collegamento e, forse, su eventuali termine di contorno. Il tutto magari traducendo malamente dall’italiano all’inglese.

Vabbè: fra qualche tempo non potrete più leggere pezzi interessantissimi come questo. Non una grave perdita in effetti.

Ah! un amico mi ha scritto: “Il mio rammarico per la censura che subite si accompagna alla realtà dei fatti: queste piattaforme sono gratuite e quindi con limiti evidenti, come esse vi hanno ricordato.”
La frase sembra implicare che se voglio usare un prodotto devo adeguarmi alle regole che ne stabiliscono l’uso, oltretutto gratuito.

Il mio punto, che avevo cercato di spiegare in “Sono stato censurato” (mi fa fatica inserire il collegamento), è che nel pezzo censurato non ho violato nessuna regola: ho semplicemente condiviso un collegamento sgradito. Non c’era materialmente spazio per inserire un “contenuto ingannevole” in 80 parole e 508 caratteri: no, vabbè, volendo per una frase ingannevole ne bastano anche meno. Quello che voglio dire è che non ho violato nessuna regola: è tutto un automatismo.

La questione non è quindi che si debba rispettare i termini d’uso ma che, se ti vogliono censurare, lo fanno comunque dicendo che li hai violati anche se non è vero. Poi il risultato finale è lo stesso ma la differenza, l’uso di un pretesto, è significativo se non altro come prova dell’ipocrisia di questi giganti informatici.

Sarebbe poi doveroso che questi siti spiegassero esattamente cosa e dove si siano infrante le regole: non limitarsi a dire che il pezzo contiene una violazione, così, senza specificare niente.
Il vero motivo per cui ciò non viene fatto è che nemmeno le grandi aziende lo sanno!
È un algoritmo che decide tutto senza capire niente: vede alcune parole chiave e decide che il pezzo è da censurare senza comprendere niente del contesto. Soprattutto, immagino, se l’articolo originario non è in inglese.
Se queste aziende specificassero che il contenuto ingannevole è XXX ci sarebbero molti ricorsi perché sarebbe facile dimostrarne, spesso, l’arbitrarietà: io credo che l’effetto complessivo sarebbe una diminuzione del 99% delle censure e, magari, con costi legali significativi (almeno negli USA).

Avevo iniziato a scrivere questo pezzo qualche giorno fa e, proprio ieri, ho fatto una scoperta interessante. Provate a cercare “The h0p& accord” su Google e poi su DuckDuckGo: nel primo caso vi chiederà se magari non cercavate “The h0p& accordi” senza poi fornire nessun collegamento al sito in questione; nel secondo caso il sito della petizione è, correttamente, il primo restituito.
Questo conferma il mio sospetto che sono stato censurato solo per aver condiviso tale collegamento: niente di ciò che avevo scritto, come spiegato, era fuorviante.
E questa censura di Google spiega anche perché, in genere e in questo caso, non possano spiegare quale clausola delle regole della comunità si sia violato e dove, cioè in quale frase: apparirebbe infatti evidente che l’utente non ha violato nessuna regola!

E poi, se ci pensate, come facevo io a sapere che tale collegamento non può essere pubblicato?
Che io sappia non ci sono liste di proscrizione consultabili per sapere cosa si può condividere e cosa no.
Del resto il sito in questione è assolutamente legittimo: magari si può essere contrari alla petizione ma essa, di per sé, è perfettamente ragionevole.

Forse potrei cercare di scrivere una petizione proprio per chiedere l’obbligo per i colossi informatici di specificare esattamente la frase o le frasi che violano le regole della comunità/termini di servizi e, ovviamente, qual è la regola/e violata/e. Ma ovviamente sarebbe una perdita di tempo…

L’ambiguità è un po’ come se sull’autostrada ci fosse la regola della comunità: “Non viaggiare troppo velocemente”. A quando si deve andare: massimo a 130 Km/h?
Però poi, anche se si va a 120 Km/h si prende ugualmente la multa perché, nell’arbitrarietà della regola, ci viene detto che nelle curve pericolose si doveva viaggiare massimo a 110Km/h e non a 130.
Se poi, per non correre rischi, si decide di viaggiare a 80Km/h ecco comunque che arriva la multa perché con la pioggia, ci dicono, si deve viaggiare sotto i 60Km/h.
Infine si vede un tizio che guida a 200Km/h che però non prende nessuna multa perché va nella direzione opposta alla nostra! Allora nessun problema si può dire tutto in tal caso.

L’ambiguità della violazione corrisponde invece ad accusare una persona di furto senza specificare che cosa abbia rubato, dove e quando. Vi sembrerebbe giusto? Ovviamente non lo sarebbe: l’onere della prova dovrebbe spettare all’accusa e non alla difesa. Invece con Google & C. il principio è rovesciato: si subisce un accusa generica e all’utente spetta poi il compito di dimostrare la propria innocenza senza neppure sapere esattamente per cosa.

E, riassumendo, cosa ho deciso di fare? Come rispondo alla domanda del titolo?
Beh, da quando ho iniziato il pezzo due giorni fa, mi sono reso conto di non essere più interessato a mantenere questo sito.
La libertà di scrivere tutto ciò che è consentito scrivere non è vera libertà!
Né ho voglia di misurare ogni mia parola e, magari, di autocensurarmi: primo, come dimostra questa mia specifica esperienza, bisognerebbe avere dei poteri extrasensoriali per sapere in anticipo cosa sia possibile scrivere/condividere; secondo non poter scrivere/dire qualcosa è il primo passo per smettere di pensarla: preferisco avere le mie idee, anche solo per me stesso, che non averle per niente.
Mi sono anche detto che, così facendo, “gliela do vinta”: ma qui devo essere realistico. La mia influenza sul resto della popolazione è nulla. Come ho scritto passare da dieci lettori a zero non fa nessuna differenza. Posso investire decisamente meglio il mio tempo in altri modi.
Per questo credo che ridurrò i nuovi pezzi al minimo: i pezzi su Strabuccinator, sulle nuove versioni dell’Epitome, rispondere a eventuali commenti (compresi i 7 di Anonimo ancora in sospeso!) e, bo, qualunque altra cosa mi sembrerà appropriato (magari aggiornamenti sulla censura di Google & C).
Poi, come ho scritto altrove, vi erano dei pezzi di utilità personale: che mi aiutavano cioè a memorizzare, ricordare e rintracciare idee, concetti e ragionamenti frutto delle mie disparate letture. Queste cose dovrò continuare a scriverle ma sicuramente non lo farò qui sul ghiribizzo: devo ancora decidere se usare un quadernone (più veloce) o, comunque, un supporto informatico (maggiore portabilità). Deciderò con calma.

Vabbè, ho deciso anche di provare a fare appello usando il collegamento fornito nell’epistola che Blogger mi ha spedito. Oramai sono sicuro, verificata la censura del sito della petizione da parte di Google, che non vi sia stato nessun equivoco, magari causato dai vocaboli usati nel corto seguente su Nietzsche/Jung: ma tentare ormai non nuoce né mi interessa, eventualmente, aumentare le probabilità di essere “perdonato” aspettando improbabili novità.

Conclusione: i pochi lettori arrivati fin qui mi facciano un piacere e, essenzialmente per “dispetto” a Google, vadano a vedere il sito censurato dopo aver provato a cercarlo su tale piattaforma. Oltretutto sarà istruttivo anche per voi farvi un'idea di ciò che il potere non vuole che leggiate.
Già, un ultimo commento: non ripetetemi la litania che le aziende private possono imporre le regole che vogliono ai propri utenti. Non è questo il punto! A Google & C. non importa niente di questa petizione: è il potere politico (su pressione delle relative lobbi) che ha chiesto loro di censurarlo.
Questa è censura del potere, quindi politica, mascherata come censura del privato.
Poi ci sarebbe da scrivere sulla Baronessa Tedesca visto che limitare la libertà d’espressione (oltreché il suo supporto assoluto alla guerra e al genocidio palestinese) è parte fondamentale del suo programma di governo: ma non voglio divagare. Vi consiglio solo di prendere nota di quali partiti italiani l’hanno votata (o che l’avrebbero votata in cambio di un “contentino”: leggi Fratelli d’Italia) e di ricordarvelo alla prossima elezione ammesso che ci sia: sempre grazie alla Baronessa potremmo ritrovarci in una guerra nucleare o completamente privi anche della parvenza di democrazia che abbiamo oggi.