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sabato 11 maggio 2024

18. 6½/10

Bene oggi, in questo giorno assolutamente non speciale, avevo proprio voglia di scrivere un commento alla nuova puntata di Strabuccinator T799+: e questa è una puntata molto importante perché entra in scena Strabuccino e si capiscono un po’ di cose.
Poi, onestamente, se un lettore avesse cercato di intuire la trama probabilmente vi sarebbe riuscito: ma questo non è un giallo, non c’è da scoprire l’assassino, e solo un racconto di intrattenimento che, spero, abbia dei momenti divertenti…
Che dire: Strabuccino è il personaggio più amato da grandi e piccini. Qui ci viene presentato nella sua casa all’interno dell’albero magico che spippola al calcolatore. Non sciupo niente anticipando che sta scrivendo una recensione: per questo motivo, seguendo le norme grafiche che mi sono auto imposto, tutto il testo è racchiuso da doppie parentesi quadre: [[ Questo è un testo scritto... ]]
La sua personalità è ben nota: qui comunque si aggiungono nuovi particolari. Per esempio Strabuccino è un po’ tirchio ma poi non esita a spendere anche cifre significative in maniera non troppo logica e coerente. È pasticcione e goffo, ha un umorismo grezzo e banale: insomma è Strabuccino e sicuramente si metterà nei guai!
Non so: rileggendo la puntata forse ho rivelato anche troppo… magari era meglio se lasciavo qualcosa da svelare per il prosieguo… bo… giudicate voi!
Il coefficiente EF è basso basso, quasi nullo direi: dato la tematica comunque gli assegno 1/10...

mercoledì 8 maggio 2024

Tante epigrafi

In questi giorni mi sono dedicato alla raccolta di epigrafi per l’Epitome.
In realtà le epigrafi le prendo solo (*1) dai libri che leggo: durante la lettura mi marco i passaggi che mi sembrano adatti.
La parte noiosa e lunga è ricopiare il testo per inserirlo nel mio apposito archivio; leggermente meglio ma comunque impegnativa è la fase successiva dove devo decidere a quale capitolo/sottocapitolo associare la nuova epigrafe (anche più di uno) e assegnarli una relativa valutazione di valore alla combinazione. Contemporaneamente a questa fase inserisco i nuovi dati nella mia banca dati su archivi JSON che verranno poi usati dal mio programmino Java per creare le associazioni effettive.
Se poi ho aggiunto nuovi sottocapitoli che vanno a mutare la struttura dell’Epitome devo aggiornare allora tutti i dati della mia banca dati. Questo è un processo semiautomatico in cui devo inserire i cambiamenti fatti in uno speciale formato seguendo la cui guida poi il mio programma aggiorna i dati veri e propri.

Questa volta avevo parecchio materiale da inserire e quando mi sono reso conto che avevo un solo autore con 6 epigrafi e pochissimi con 5 ho deciso di aggiungere tutto quello che avevo trovato: di solito, con alcune eccezioni (tipo per Rawls data la lentezza della mia lettura), aspetto infatti di terminare la lettura prima di copiarne le epigrafi…

A un certo punto mi è venuto in mente di verificare come calcolavo il punteggio delle singole associazioni (intendo insieme di combinazioni epigrafe↔capitolo) e ho scoperto che non era come pensavo! Evidentemente è qualcosa che avevo pensato di fare ma che poi mi ero dimenticato di implementare…

Ogni autore ha un numero ideale di epigrafi e io calcolavo la distanza quadratica da tale valore e poi la mediavo. Usavo poi questa specie di “varianza” per dividere il punteggio.
Il problema è che qui l’autore che idealmente avrebbe dovuto avere 3 epigrafi ma ne aveva solo 1 veniva penalizzato come se ne avesse avute 5!
In realtà pensavo già di aver risolto questo problema considerando la componente di questa speciale “varianza” zero per gli autori con un numero di epigrafi minore o uguale all’ideale.

Una volta effettivamente implementata questa logica ho iniziato a vedere associazioni come avevo sempre desiderato: grande varietà ma col giusto peso (senza esagerare) agli autori più importanti!

Avevo quindi deciso che era giunto il momento per aggiornare le epigrafi dell’Epitome secondo le indicazioni del mio programma quando mi sono accorto di un problema: il sottocapitolo 20.3 non aveva epigrafe.

In realtà ben 9 sottocapitoli (8 se riesco a inserire una nuova epigrafe che ho in mente) sono senza epigrafe: alcuni sono recentissimi (e quindi non ho avuto tempo di trovare niente di adeguato) e altri sono “difficili”.
Il problema è che in questo caso un’epigrafe per il capitolo 20.3 esisterebbe, e il programma indipendentemente dal punteggio, comunque dà la precedenza ad aggiungere tutte le combinazioni possibili…
Il problema è che tale epigrafe era associabile anche al capitolo 20, che viene prima, e dove le altre epigrafi appartengono a quegli autori che già ne hanno troppe (Aristotele, Hobsbawm, Rawls, Hobbes, Machiavelli etc.).
Succede quindi che le associazioni SENZA l’epigrafe per il capitolo 20.3 (dato che l’unica possibilità è stata invece assegnata al 20) hanno un punteggio più alto di quelle che assegnerebbero ai soliti noti un’epigrafe aggiuntiva (dato che poi questa “varianza” va a modificare l’intero punteggio dell’associazione). Avevo provato infatti a disabilitare nel relativo archivio JSON l’associazione per tale epigrafe al capitolo 20 ma non è servito a niente per quanto spiegato precedentemente.

Sì, potrei brutalmente eliminare tale combinazione dell’associazione che la usa ma mi sembrerebbe un po’ di barare: voglio che il mio programma sia in grado di risolvere questi problemini automaticamente senza bisogno che io vada a fare modifiche profonde…

Quello che voglio provare a fare prima di arrendermi: aggiungere la nuova epigrafe per uno degli altri sottocapitoli che ne sono privi (non dovrebbe cambiare niente); Aggiornare il numero di epigrafi ideale per alcuni autori portandolo da 1 a 0 (ci sono pochi casi di questo tipo); rimuovere nuovamente la possibilità che per le nuove associazioni la famigerata epigrafe sia associata al capitolo 20 invece che unicamente al 20.3

Poi, una volta ottenuta la mia lista di associazioni, devo trovare una maniera efficiente per inserirle nell’Epitome… uhm… ma temo che non ci sia…

Conclusione: se tutto va bene fra qualche giorno pubblicherò la versione 1.12.1 col nome in codice “Sentenziosa”…

Nota (*1): qualche eccezione risale ai primi tempi quando aggiunsi varie epigrafi prese da un libro di aforismi (che avevo letto). Col tempo le ho eliminate quasi tutte ma qualcosa rimane là dove non ho ancora trovato alternative valide...

martedì 7 maggio 2024

17. Tripla gaffe

Premetto che questa è una delle puntate che trovo più divertenti in assoluto.
Le disavventure della Saltenberger sono tante e tali che è impossibile non provare tenerezza per questo personaggio.
L’ho già scritto in passato ma furono proprio tutte queste scene che la vedevano coinvolta a convincermi che avrei dovuto dedicarle più spazio e che mi portarono ad allungare significativamente l’intera storia rendendola un piccolo romanzo di cui Lily von Krausslofter sarebbe stata uno dei personaggi principali…

Delle imbarazzanti avventure non anticipo niente. Diciamo che contribuiscono a fare emergere aspetti machiavellici del suo carattere e a evidenziare ulteriormente il contrasto col colonnello.

L’idea alla base della scena è la disparità di trattamento riservata dal direttore Kack a lei e all’Ingegnere: mentre il secondo viene congratulato (vedi finale puntata precedente) la dottoressa viene invece considerata una “poco di buono”.

Rimane, volutamente, il dubbio sui reali sentimenti del capitano taciturno nei confronti della dottoressa Ruth von Krausslofter.

Emergono poi delle mie personali perplessità sul “lavoro di squadra” e sulla mancanza di comprensione da parte di chi dovrebbe dirigerla…

Per il voto EF voglio esagerare: 8 / 10 !

Pericolo crescente

La guerra in Ucraina va male e l'Occidente non sa più che fare per salvare almeno la faccia. Macron ha avuto la bella trovata di mandare soldati a combattere: soldati che però non sono proprio francesi dato che si tratta della legione straniera però... alla Russia questa ambiguità non sta bene. Non so cosa giri sui media italiani ma secondo le “mie” fonti i rapporti fra Russia e occidente stanno ulteriormente peggiorando.
In pratica Mosca ha convocato gli ambasciatori di vari paesi che hanno ipotizzato di mandare le proprie truppe in Ucraina e gli ha fatto sapere che, in tal caso, li considererà aggressori e di conseguenza colpirà obiettivi anche fuori dall’Ucraina per proteggersi.
Che significa “fuori dall’Ucraina”? Significa anche i centri di comando in Romania o Polonia; forse anche in Francia o UK se tali paesi manderanno truppe o daranno a Kiev armi capaci di colpire anche a grande distanza nel territorio russo. Non si escludono le nucleari tattiche…

Cosa significa l’uso di armi nucleari? In breve sarà la fine del mondo o, nel caso migliore, dell’Europa.

Ma i nostri politici non sono preoccupati e pensano che Putin stia bleffando.
Si dice che Burns (il capo della CIA) stia facendo di tutto per convincere la Casa Bianca che la minaccia è reale e che, forse, è un confine che sarebbe meglio non oltrepassare. Ma Blinken e Sullivan, badanti di Biden, hanno paura di perdere la faccia e così non è chiaro quale sarà la decisione del Presidente che, in condizioni normali, sarebbe stata scontata.

Non c’è pericolo reale? Bo, io non sarei così tranquillo: la prima guerra mondiale è cominciata per molto meno. Durante la guerra fredda più volte si è sfiorato il conflitto nucleare per semplici errori e incomprensioni: qui le possibilità per incomprensioni le stiamo volutamente moltiplicando.

E non è che abbiamo una strategia complessa che miri a chissà quali obiettivi: il problema è che siamo guidati da dei cretini irresponsabili che non sanno quello che fanno. Bambini che giocano col fuoco perché tanto, credono, a bruciarsi non saranno loro.

Personalmente non so cosa pensare: come ho scritto in passato la prudenza di Putin è stata scambiata dai nostri politici e dai media come debolezza. E i bulli non interrompono le loro angherie con chi si dimostra debole, anzi.
Contemporaneamente però Putin ha dimostrato di essere uno dei pochi adulti nella stanza: essendo interessato al bene del proprio paese (non, sfortunatamente, come i nostri politici) sicuramente non vuole la guerra. Ma, a differenza di altri, mantiene ciò che dice…

Io credo quindi che una possibile risposta di Mosca potrebbe essere colpire un centro di comando al di fuori dell’Ucraina ma non con nucleari tattiche ma con un paio di missili ipersonici.
Sarebbe una risposta sufficiente per far tornare l’Occidente sui propri passi?
Se avessimo dei politici normali sì. Ma se avessimo dei politici normali non ci saremmo ritrovati in questa situazione. In realtà i nostri guidoni si sono rivelati essere stupidi, incompetenti e impegnati a favorire gli interessi non della popolazione ma dell’apparato militare industriale.

La situazione è insomma molto grave e onestamente mi chiedo se i nostri media, ormai abituati a mentire sistematicamente, abbiano la capacità di spiegare adesso come stanno le cose.
Il loro problema è che da anni hanno portato avanti la narrativa di una Russia stremata economicamente e con soldati reclutati nelle steppe “sdentati” e armati solo di pale: ammettere che la Russia non subisce e basta ma mette dei punti fermi sarebbe corrisponderebbe a darsi dei bugiardi. Non so, magari potrebbero mascherare la richiesta sotto la maschera della "follia" di Putin. Il cane rabbioso minaccia di colpire l'Occidente non "se" ma a prescindere. Ed ecco fatta l'informazione...

Intanto BlackRock, uno degli investitori in Ucraina, è a battere cassa con Zelensky: si dice che sperasse nella conclusione della guerra l’anno scorso e che adesso si accontenterebbe invece di limitare le perdite.

Qui potrebbe subentrare un meccanismo interessante: gli ucraini credono di combattere per la propria terra e, hanno dimostrato, sono disposti a battersi con coraggio per difenderla. Sono piuttosto sicuro che non abbiano capito che le ricchezze della loro terra siano state vendute alle multinazionali occidentali. E l’obiettivo di queste ultime è quello di salvaguardare le loro proprietà: non se ne fanno di niente se queste vengono distrutte…
Ecco che dice Brecht:
«FAVRE La Guardia Nazionale, ecco la sfortuna del paese. Per patriottismo abbiamo compiuto il sacrificio di armare la teppa contro i prussiani. Ora hanno le armi… contro di noi. Lei ha ragione, però è anche vero… si potrebbe anche dire… che quella gente difende Parigi, insomma che si combatte!
THIERS Mio caro Favre, che cos’è Parigi? Tra quella gente se ne parla come d’un santuario che sarebbe meglio bruciare, piuttosto che cederlo al nemico! Ci si dimentica, però, che è composto di tante cose che hanno un valore; e chi è che lo dimentica? Chi non ha nulla! La teppaglia è pronta a far saltare tutto: tanto, non è roba loro! Urlano chiedendo petrolio: ma per le autorità, per noi, Parigi non è un simbolo: è una proprietà. Bruciarla non significa difenderla.» (*1)

Per la cronaca Thiers e Favre sono personaggi storici: il primo era il presidente francese dell’epoca mentre il secondo un importante politico. Ci sono analogie e differenze con la situazione attuale: ma… ci ho ripensato, non voglio essere pedante, giudicate voi le varie similitudini…

Insomma potrebbero essere i poteri economici a chiedere che la guerra finisca; sarebbe poi “divertente” se i soldati ucraini esigessero, una volta terminata la guerra, di non patire la fame e di avere parte delle ricchezze del paese che hanno difeso. Da noi si parlerebbe di “eccesso di democrazia” o, magari, di “interferenze russe”: ma io lo troverei molto divertente…

Conclusione: situazione pericolosissima che personalmente mi preoccupa il giusto ma che non dovrebbe far dormire sonni tranquilli a chi, a differenza di me, ha figli e si augura per loro un futuro migliore… o almeno un futuro...

Nota (*1): tratto da “I Giorni della Comune” di Bertolt Brecht, (E.) Einaudi, 1982, trad. Giulio Gatti, pag. 22.