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sabato 20 novembre 2021

Pseudepigrafe?

Ieri un mio amico mi ha mostrato questo detto di Aristotele: «Chi legge sa molto, chi osserva sa molto di più.»

La frase mi ha lasciato interdetto: da quel poco che ho letto di Aristotele non mi tornava molto.
A occhio uno degli obiettivi dell’uomo è quello di acquisire le virtù dianoetiche: queste si possono ottenere con lo studio, quindi con la lettura…
Certo ogni frase va vista nel suo contesto: magari qui “osservare” poteva essere nel senso di “rifletterci sopra attivamente” forse in contrapposizione a una lettura passiva e sterile? Può darsi: mi sembra un’interpretazione tirata per i capelli ma comunque possibile.

Allora ho provato a fare una ricerca su Google: tale frase campeggia tale e quale in molti siti di frasi celebri ed è sempre attribuita ad Aristotele. Il problema è che manca la fonte: io volevo sapere da che testo proveniva ed, eventualmente, cercare di capirne il senso vero.

Poi ho provato a cercarne la traduzione in inglese ma, in questo caso, Google non mi ha trovato niente…

Il dubbio che ho adesso è se la frase sia di uno studente svogliato (e spiritoso) che si è inventato questa frase attribuendola ad Aristotele (direi 60% di probabilità) oppure sono io imbranato e per questo non mi è riuscito trovarne la fonte (40%).

Ultimo esperimento: voglio provare a cercare questa frase con lo strumento del filtro temporale per vedere se capisco quando è stata introdotta in rete.
Allora la prima citazione che ho trovato è del 2006 sul sito Daimon.org, poi non se ne sente più parlare fino al 2014 quando approda su Pinterest sotto forma di meme (associato a una foto di una ragazza con dei libri); da qui sbarca negli anni successivi anche sui siti italiani di frasi celebri.
Ah! aggiungo anche che la stessa identica frase l’ho trovata attribuita anche ad Alexander Dumas figlio.

Miracolo? - 24/11/2021
Ieri mi sono imbattuto in una notizia importante e significativa: ma prima di asfissiarvi con la mia versione del classico “te l’avevo detto” (ovvero “ve l’avevo scritto”!) aspetto conforme.
Spero in giornata: se non ne riscrivo vorrà dire che si tratta di una bufala, vedremo.

Come scrissi tanti anni fa (2010?) bisogna diffidare soprattutto delle notizie che ci piacciono perché proprio verso esse siamo meno critici e obiettivi: tutto il nostro essere ci spinge a credere che siano vere.

Buchi nella storia - 24/11/2021
Sono ormai a buon punto di “The fall of Rome” di Kyle Harper e, mi pare, la mia sensazione originale era corretta.
L’autore tende a perdere la prospettiva umana di fronte alla prospettiva storica della durata dell’impero romano. Cinquanta anni sono poca cosa per l’impero romano e viene quindi naturale mettere in relazione due eventi separati da tale distanza temporale. Bisogna però ricordare che cinquanta anni corrispondono a due generazioni che portano a una società (soprattutto all’epoca) totalmente diversa.

Per adesso sono citate tre grandi epidemie:
1. Forse vaiolo: 165-172 d.C. (peste antonina o di Galeno)
2. Forse simil ebola: 249-262 d. C. (peste di Cipriano)
3. Forse peste bubbonica: 541 d.C. per circa due secoli (peste di Giustiniano)

Ora è chiaro che quando Roma cade nel 476 d.C. (o comunque la crisi irreversibile è intorno al 410 d.C.) non ci sono particolari pestilenze.
L’autore si immagina una sorta di resilienza dell’impero intaccata dalle due precedenti pandemie: ma è la sua ipotesi non sostanziata da nessun dato o misura precisa: anzi è proprio lui che, quasi con stupore, afferma che l’impero si era pienamente ripreso da queste epidemie…
È come se confondesse la vita dell’impero con quella di un uomo: cosicché all’autore sembra che le due epidemie, sebbene superate, lascino permanentemente degli strascichi, degli acciacchi, nella salute dell’impero!

Vlahovic - 24/11/2021
La tendenza generale dei giocatori di calcio (almeno quelli più forti e richiesti) e di non rinnovare con le proprie squadre e di andare a scadenza contratto per intascare stipendi più alti dalla nuova società che non dovrà acquistarne il cartellino. In pratica il costo del cartellino verrà spalmato sullo stipendio del calciatore e del suo agente.
Questo significa che le squadre si devono abituare a una logica dove sparisce il prezzo dell’acquisto di un giocatore e rimane solo lo stipendio. L’obiettivo delle società sarà quindi quello di assicurarsi i giocatori più forti allo stipendio più basso.

Perché la precedente banale premessa?
Beh, stavo riflettendo sulla situazione di Vlahovic con la Fiorentina: la Viola lo acquistò per 1,5 milioni e quindi, in pratica, ha già un giocatore molto forte con uno stipendio molto basso potenzialmente per un altro anno e mezzo.
Ha quindi senso accettare un’offerta alta (50 milioni) ma non folle?
Se la Fiorentina avesse problemi di liquidità certamente sì ma, da un punto di vista tecnico, credo di no: riprendere un giocatore di forza comparabile fra cartellino e stipendio verrebbe a costare molto di più.
Secondo me quindi la società, a meno di offerte clamorose (almeno 70 milioni), farebbe bene a tenerselo stretto fino a fine contratto…

Altri due ghiribizzi - 27/11/2021
Mi sono stufato di avere nella colonna dei “Ghiribizzi che seguo”, fra i siti gestiti da persone comuni come me (insomma Zhok e Bagnai sono casi a parte), solo quelli che ripetono, con parole proprie e più o meno brillantemente, la narrativa dominante.

Poi è chiaro che la varietà nel pensiero espresso dai ghiribizzi rifletta quello della popolazione: se la maggioranza la pensa in un certo modo allora un pensiero affine sarà riproposto anche in Rete.
Eppure mi aspettavo un po’ più di apertura mentale da chi scrive e riflette su tematiche, anche impegnative, quotidianamente… vabbè…

Comunque sono andata alla ricerca di siti e alternativi e li ho trovato anche piuttosto facilmente!

Il primo è: Un uomo in cammino. Ancora lo devo leggere bene per capire il pensiero dell’autore. Per adesso ho compreso che è contrario all’uso “a tappetto” dei vaccini (ma devo, per esempio, capire se parla per pregiudizi o se si basa su dati scientifici concreti) e questo mi basta. Di sicuro scrive molto bene e difende in maniera decisa le proprie idee: l’unica cosa strana è come faccia ad avere così tanti commenti/lettori!

Io davo per scontato di avere pochi lettori perché sono di nicchia ma magari è solo perché scrivo male!

Il secondo è: Correndo sull’orlo del boccale. Questo in verità l’ho inserito in lista in prova: per adesso vi ho trovato solo pezzi che riportano aneddotica di reazioni avverse ai vari vaccini e che, come tali, non trovo interessanti. Anche se emerge la tendenza, in realtà già chiara e teoricamente comprensibile, delle autorità di negare sempre e comunque la relazione fra vaccino ed effetto collaterale portando quindi a una forte sottostima degli stessi.

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