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giovedì 2 febbraio 2012

Riflessione indotta

Pochi giorni fa ho ricevuto un commento che prima mi ha fatto sorridere e poi mi ha fatto riflettere.

Per comodità ricopio tale commento (al post Grave lutto) qui di seguito:
Mi piace in modo particolare ricordarlo come partecipante all'armata Cattolica che negli anni '50 combatteva contro le donne che osavano esibire le loro spalle (!) senza coprirle con maniche o giacche, anche in piena estate quando fa veramente caldo. Fu sconfitto in pieno dopo una prolungata e dura lotta a colpi di centimetri di pelle nuda esposta al sole. Lentamente anche la maggior parte degli italiani capì che la morale di una donna non si può misurare in base a metri di stoffa che coprono o non coprono la pelle.

La mia riflessione può essere sintetizzata nel seguente modo: “Lo sguardo vede come impudico ciò che il cuore concupisce”.
La frase suddetta è mia, nel senso che l'ho elaborata durante una fase d'insonnia indotta dal cappuccino dell'altro ieri (vedi il corto Dannata caffeina), ma suppongo che il concetto non sia nuovo e che, magari, sia stato espresso in maniera migliore...

Il suo senso, inutile dirlo, è che si trova impudico solo ciò che ci provoca del desiderio: se il vedere qualcosa ci fosse indifferente allora lo sarebbe altrettanto anche il mostrarlo o nasconderlo...

Un altro aspetto del problema è che, l'eccessiva indignazione e l'intollerenza verso un comportamento altrui, sono dovute alla percezione del desiderio come una colpa o un peccato. Se a monte non ci fosse tale senso di colpa per un'istintiva pulsione sessuale allora, anche il bigotto, pur dal suo limitato punto di vista, non avrebbe ragione di indignarsi per il mostrare o nascondere un pezzetto di corpo: evidentemente rivolgerebbe le sue attenzioni verso altri atteggiamenti che la sua pruderie non condivide.

Infine è interessante notare come, proprio la persona dotata di estrema ipocrisia ed egoismo, non riconosca che l'elemento chiave sia il proprio desiderio, evidentemente a stento controllabile, piuttosto che il comportamento altrui.

Questo mi fa venire in mente una delle pochissime massime che ricordo a memoria: “Non è egoista colui che vuol fare ciò che gli pare ma colui che vorrebbe che gli altri facessero ciò che pare a lui” - Oscar Wilde.

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