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mercoledì 13 giugno 2018

Epitome a babordo

Come sapete sono impegnato a rileggere e correggere la mia Epitome per poi poter pubblicare la versione 0.5.1. La lunga pausa mi ha fatto bene perché adesso riesco a vedere più chiaramente non solo i refusi ma anche le frasi non troppo chiare che così riformulo in maniera (spero!) più lineare...

Comunque riflettevo ironicamente che se volessi realmente far conoscere queste mie idee basterebbe cambiarne solo leggermente l'aspetto, cioè la forma e non la sostanza.

Il titolo, ad esempio, dovrebbe divenire “Una nuova sinistra”. Poi dovrei cambiare qualche termine: “masse” invece che “popolazione”, “classi sociali” invece che “gruppi”. I “parapoteri” potrei chiamarli “Forze reazionarie”...
Qualche rimaneggiamento maggiore nel capitolo sui “Populismi”. Lì dovrei riorganizzare il tutto facendo corrispondere il “populismo reale” alla “nuova sinistra” mentre gli altri populismi potrei declassarli a “fascismi vari”.
Certo, un po' contrario alla classica ideologia di sinistra c'è l'importanza che do all'autonomia individuale e non: ma questa potrei forse farla rientrare nella “novità” della “nuova sinistra”...
E, ad esempio, le mie perplessità sull'immigrazione? Basterebbe spiegare che sono i “poteri reazionari fascisti” che, come “novelli schiavisti”, la vogliono così com'è: quando la rivoluzione della nuova sinistra si diffondere in Africa la prosperità sarà tale che nessuno avrà bisogno o vorrà trasferirsi in un altro continente...
Poi dovrei cambiare il titolo del sottocapitolo “La fine della destra e della sinistra” in “La fine della destra e della vecchia sinistra” ma basterebbe quello...

A parte gli scherzi credo veramente che con ritocchi minimi riuscirei a convertire la mia Epitome in qualcosa che potrebbe passare come ideologia di “sinistra”. E sono realmente convinto che questo piccolo cambiamento potrebbe enormemente favorirne la diffusione: conosco almeno tre o quattro persone ideologicamente abbastanza fanatiche da leggere con entusiasmo il mio mattone. Perché la forza delle mie idee è reale ed essi vi troverebbero le risposte che cercano in una forma per loro appetibile e facilmente digeribile. Vi riconoscerebbero infatti delle “basi” con il proprio pensiero e sarebbero più pronti e ricettivi verso le mie novità. Invece adesso leggerebbero "né di sinistra né di destra" e ciò basterebbe a fargli spegnere il cervello...

Ma in realtà, per quanto la trovi un'idea divertente, non ci penso minimamente a metterla in pratica: questo mimetizzare le mie idee dietro altre sarebbe un tradimento verso me stesso. La mia ideologia deriva naturalmente dalle basi teoriche (limiti dell'uomo, protomiti, leggi del potere, etc...) che ho definito: la vedo come un risultato matematico a cui si arriva partendo da specifiche premesse. Ora che senso avrebbe definire un teorema matematico come di sinistra o di destra? Analogamente definire la mia ideologia di destra o sinistra sarebbe sbagliato: essa è semplicemente nuova ed è la mia ricetta neutra, quasi scientifica, per ottenere una società migliore: dove tutti sono più liberi e ricchi.

Bo... forse come sempre, sono troppo testardo nell'attenermi ai miei principi... ma mi irrita troppo l'idea che un postero, fra 20-30 anni, dopo aver studiato i miei scritti e credendo di vedere più lontano di me, dica qualcosa del tipo «In realtà la “nuova sinistra” ha aspetti in comune con la sinistra ma sono solo incidentali”... Vabbè: per la cronaca sto sghignazzando mentre scrivo queste righe: non prendetemi per matto!

Conclusione: beh, in effetti è venuto fuori un pezzo un po' inutile però, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, quello di oggi è un concetto interessante anche se magari non fattibile. L'idea di trasformare leggermente le mie idee per farle sembrare affini e simili ad altre in maniera che possano diffondersi più facilmente è affascinante. L'uomo oppone un rifiuto verso ciò che trova essere troppo nuovo: il misoneismo non è un'illusione...

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