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martedì 26 febbraio 2013

Banalità

Qualche banalità sul risultato elettorale...

PD: doveva stravincere ma ha solo vintucchiato, praticamente perso. Ha la maggioranza alla camera grazie al premio di seggi ottenuto in virtù dello 0.36% di voti in più rispetto alla coalizione di destra. Al senato invece, con o senza Monti, non ha la maggioranza. Per governare dovrà allearsi, ma con chi?

PDL: doveva perdere e uscire umiliato da queste elezioni e invece ha rischiato di “vincere”. Fra virgolette perché sarebbe stata una vittoria di Pirro, esattamente uguale a quella del PD. Questo risultato è l'unico che mi ha fortemente sorpreso ed è quello che deve fare più riflettere.
I sondaggi inizialmente l'avevano dato al 13% per poi farlo arrancare fino al 20% ma, comunque, lontanissimo dal PD.
Cosa significa? Proviamo a fare l'avvocato del diavolo...
Significa che parecchi elettori del PDL hanno mentito ai sondaggisti. E perché l'hanno fatto? Secondo me per il clima di caccia alle streghe che si era scatenato contro Berlusconi lo scorso anno con i media che facevano a gara ad accusarlo di tutto e di più e che infine portò al governo Monti. Ma come si dovevano sentire gli elettori del PDL, che aveva stravinto le elezioni del 2008, una volta che la sua maggioranza si era (o era stata?) disgregata e con l'aggiunta finale del mezzo colpo di stato del governo tecnico Monti? I media hanno dato semplicemente per scontato che tali elettori si vergognassero dell'“errore” compiuto senza considerare che molti invece dovevano essersi sentiti defraudati. Certo Berlusconi non aveva governato bene: ma aveva avuto la possibilità di farlo? E le alternative a Berlusconi quali erano? Il PD con un programma opposto al suo oppure un inaffidabile M5S...
A causa del clima che dipingeva Berlusconi come l'origine di tutti i mali si pensava che gran parte del suo elettorato non lo votasse più ma invece, in mancanza di alternative, lo hanno rivotato eccome!
La sinistra ha fatto l'errore di finire per credere alle accuse che essa stessa aveva contribuito a montare e per questo si è lasciata cogliere di sorpresa.

M5S: adesso inizia il difficile. Ha ottenuto un buon successo ma ora in parlamento dovrà dimostrare di non essere un movimento di sola protesta. I suoi uomini dovranno dimostrare di non essere solo delle persone oneste ma anche in gamba, in grado di essere costruttivi quando serve senza però lasciarsi corrompere dal sistema. Devono cioè inventarsi un ruolo che in Italia non si è mai visto prima: un'opposizione intelligente con la quale si può dialogare senza però fare nessun inciucio.
Non sarà facile...

Monti: il suo partito, “Scelta Discutibile”, ha ottenuto molti più voti di quanti meritasse. Avrebbe meritato l'1% degli italiani dei quali fa gli interessi mentre invece ha ottenuto circa 10 volte tanto: evidentemente tante persone in buona fede apprezzano la sua “serietà” senza rendersi conto che il suo programma mira a distruggere l'Italia dissanguandola e svendendola alle banche.

Cosa accadrà adesso? Credo che prima di tornare alle urne PD e PDL (*1) le proveranno tutte: non per il bene dell'Italia, della quale se ne fregano, ma per paura di perdere ulteriori consensi...
Una possibilità è il governone PD e PDL insieme (ovviamente col prezzemolo Monti): difficile però farlo digerire ai rispettivi elettori e con il M5S che ha gioco facile all'opposizione...
Oppure un governo tecnico, magari a guida Monti (che “piace tanto” all'Europa): forse questo sarebbe più facilmente giustificabile agli elettori di PD e PDL grazie al ritornello “è l'Europa che ce lo chiede”, “per il bene dell'Italia” oppure “aiuto! Lo spread!!”. Anche qui il M5S avrebbe però una comoda opposizione.
O magari un governo di minoranza del PD con il M5S e il PDL che gli votano la fiducia? Per il PD sarebbe un suicidio ma hai visto mai cosa passa per la mente di Bersani...
Ovviamente se il PD avesse almeno un anno di tempo potrebbe cercare di “rubare” qualche senatore agli altri partiti, PDL in primis ma anche al M5S, però attualmente questo tempo non c'è...

Sì, un governo tecnico, magari con un programma ben definito di riforma elettorale (anche se poi farebbe tutt'altro) mi sembra l'opzione più probabile. Una sconfitta per la politica della quale il M5S, se i suoi uomini valgono quanto spero, riuscirà ad avvantaggiarsi facendo vedere all'Italia qualcosa di nuovo...

Editato (27/2/2013): Mi hanno fatto giustamente notare che non ho considerato l'ipotesi “subito al voto”.
Probabilmente sarebbe la cosa più giusta da fare però credo che tutti i partiti (M5S compreso) ne abbiano paura. In teoria il PD è l'unico partito che può aspettarsi di guadagnare voti (ad esempio quelli degli elettori di Rivoluzione Civile, oppure di Scelta Civile o magari anche del M5S...) però è comunque un rischio: perché se, ad esempio, quel 5% di astenuti in più rispetto alle passate elezioni va a votare M5S o PDL...

Insomma, se io fossi Bersani, rischierei il tutto per tutto ritornando al voto con la STESSA coalizione (SEL e PSI+CD) con cui si è presentato a queste elezioni. Eviterei ad esempio di prendere Monti in coalizione perché il vantaggio di voti (se presente) sarebbe minimo e porterebbe a una frammentazione del potere.

In Grecia mi sembra sia successo questo: dalle elezioni è uscito fuori un governo debole e così sono tornati subito a votare. Peccato per i greci che abbiano scelto i locali emuli di Monti che hanno rapidamente precipitato la Grecia nella situazione attuale...

Insomma per il PD sarebbe forse la scelta migliore ma ci sono due “ma” che rendono questa scelta improbabile. 1) ci vuole coraggio (che non credo abbiano i nostri vecchi politici) 2) Bersani dovrebbe ammettere di aver sbagliato campagna elettorale e passare quindi il testimone a Renzi...

Nota (*1): oltretutto anche al M5S non gioverebbe tornare subito alle urne visto che non avrebbe la possibilità di mostrare la propria diversità agli italiani che non navigano in rete.

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