«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

venerdì 28 gennaio 2011

I kamikaze del poker

Recentemente ho provato a fare delle partite (freeroll (*1)) ad orari mattinieri invece che a sera: l'idea era di approfittare del fatto che ci fossero meno partecipanti per arrivare più facilmente a premio.

È stato un disastro!
“Ma come? Non eri migliorato tanto?” - direte voi ridacchiando sotto i baffi.
Infatti! Quello che mi frega è che questa gente non sa giocare a poker(*2)!
Sembra un controsenso: verrebbe da pensare che se non sanno giocare allora dovrebbe essere più facile vincere...
Oppure si potrebbe pensare “Vabbè, dici che non sanno giocare perché hai perso...”

Ok, per prima cosa dimostrerò quindi che i miei avversari non sanno giocare.
Prima di vedere una mano vi fornisco una serie di percentuali di vittoria calcolate tramite Pokerstove(*3) prima del flop (*4):
QQ vince contro K9o (*5) il 72% delle volte.
QQ vince contro A5o il 70% delle volte.
QQ vince contro KJo il 71% delle volte.

Questo significa che, in un testa a testa fra QQ e K9o, il giocatore che a QQ alla lunga, statisticamente, vince il 72% delle volte. Analogamente negli altri casi.

Adesso vediamo una mano reale.
Io ho QQ e dopo aver fatto crescere il piatto vado All-In ovvero gioco tutte le mie chips in questa puntata. Gli altri giocatori dovrebbero accettare di vedere il mio All-In solamente se pensano che io bluffi e non abbia niente in mano o se pensano di avere delle carte molto forti (*6). Da notare che io avevo sempre foldato per tutta la partita e l'unica altra volta che ero andato All-in avevo ancora una volta QQ: questo avrebbe dovuto far pensare che il mio non fosse un bluff...
Ora, come visto, in un uno contro uno, le mie probabilità di vittoria sono significativamente buone >70%, ma vediamo cosa succede quando chiamano tutti e tre i giocatori. Secondo Pokerstove si hanno le seguenti probabilità di vittoria:
QQ → 46%
K9o → 9%
A5o → 29%
KJo → 16%

Come si vede la mia mano, QQ, rimane favorita ma adesso comunque perde oltre metà delle volte... (*7)

Un'altra mano:
Io ho K5o e il mio avversario ha A7o. Sul tavolo c'è K49.
Secondo Pokerstove K5o contro A7o vince solo il 36% delle volte (vedi anche il post Probabilmente sbagliato) prima di sapere qual è il flop.
Quando il flop è K49 allora K5 vince 88% delle volte contro A7.
Diciamo che il piatto è 100 e io punto altre 100 chips.
Cosa dovrebbe fare il mio avversario? Chiamare o foldare?
La risposta è una semplice questione di chip-odds: ovvero quanto gli costa chiamare rispetto a quanto potrebbe vincere confrontato con la sua probabilità di vittoria.
Il mio avversario può ragionevolmente aspettarsi di vincere (non essendo possibile scale o colore) con una coppia di A perché io probabilmente ho almeno un coppia di K o di 9.
Qual è la probabilità che esca un altro A con le ultime due carte? È il 12,21% diciamo 12%.
Questo significa che il 12% delle volte vince 200 mentre l'88% delle volte perde 100 (*8).
Statisticamente tale giocatore deve attendere di “vincere”:
.12*200-.8*100
24-80
-56
Cioè mediamente, chiamando la mia puntata, il giocatore con A7 andrà a perdere 56 chips.

Quindi potrete pensare: “Di cosa ti lamenti? Alla lunga dovresti vincere...”
Sì, in un testa a testa è così ma anche in questa mano si inserirono due persone che non avevano motivo di chiamare: uno con un improbabile progetto di scala e un altro con una coppia bassa (forse di 9 se non addirittura di 4).
Analogamente alla mano precedente, l'entrata contemporanea in gioco, di questi altri due giocatori abbassa la mia probabilità di vittoria ha un valore prossimo al 50%.

Conclusione: un solo giocatore che non sa giocare (ovvero che gioca contro le probabilità) non è un problema. Potrà vincere qualche mano ma, alla lunga, regalerà molte chips. Il problema è invece quando ci sono MOLTI giocatori allo stesso tavolo che non sanno giocare. Il loro effetto è quello di rendere molto più causale tutto il gioco e tendere ad annullare il peso specifico dell'abilità di un singolo giocatore (in particolare la mia!).

Conclusione 2: come strategia di gioco cercherò di evitare confronti multipli con giocatori "imprevedibili" anche se non è facile quando magari ce ne sono 4 o 5 su 9!

Quasi, quasi sono tentato di costruire un modello per verificare questa mia ipotesi... hum... pensiamoci...

Nota (*1): i Freeroll sono tornei gratuiti a cui partecipano migliaia di giocatori.
Nota (*2): Forse non l'ho spiegato ma la variante di poker che gioco è quella chiamata Texas Hold'em. In breve: ogni giocatore riceve 2 carte; si punta; 3 carte sono aggiunte al tavolo; si ripunta; un'altra carta è aggiunta al tavolo; si ripunta; un'altra carta è aggiunta al tavolo; si ripunta. Vince chi ha la mano migliore usando a piacere 5 carte scelte fra le due personali e le 5 sul tavolo.
Nota (*3): Pokerstove è un software gratuito che permette di calcolare le probabilità di vittoria in base alle carte che si hanno in mano e quelle che sono sul tavolo.
Nota (*4): Il flop indica le prime 3 carte comuni del tavolo. “Prima del flop” significa quindi prima che siano viste le tre carte del tavolo.
Nota (*5): K9o significa Re e Nove offsuit, ovvero di due semi diversi.
Nota (*6): Le uniche mani di partenza migliori di QQ sono KK e AA. Già AK è leggermente inferiore. Inoltre l'altro fattore determinante è la dimensione dello stack di questi giocatori: più chips hanno e più possono arrischiarsi a vedere la mia mano.
Nota (*7): Per la cronaca la mano fu vinta da K9o con tris di 9...
Nota (*8): Sto un po' semplificando perché dopo la puntata del flop ci sono altre puntate che potrebbero cambiare le cose ma, sostanzialmente, la situazione è quella illustrata.

Nessun commento:

Posta un commento