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venerdì 22 marzo 2019

Struffato

Premessa: ho un telefonino modello super-economico (pagato sui 16€) con un contratto a consumo e senza canone con Wind. In pratica pago solo, a caro prezzo, le chiamate effettuate ma, siccome lo uso pochissimo (una telefonata al mese forse) mi va più che bene. La carica infatti mi dura per più di un anno e Wind mi invia puntualmente una lettera in cui mi ricorda che devo fare una ricarica almeno ogni 12 mesi altrimenti perdo il numero. L’ultima carica la feci qualche settimana fa, a inizio marzo, perché ero entrato nel mese in cui il telefonino mi funzionava solo in ricezione: ero rimasto con 3€ e qualcosa e ne aggiunsi altri 10€.
In genere tengo il telefonino sempre spento e, talvolta, quando magari decido di accenderlo, spesso scopro che è scarico…
Il motivo? Vago: una forte antipatia dovuta al fatto che, almeno inizialmente, il telefonino era considerato un simbolo di stato sociale; indefinite preoccupazioni per la mia riservatezza; a casa mia non c’è segnale e questo mi scoraggia dal comprare modelli più sofisticati che potrei usare solo limitatamente.

Detto questo, domenica ero da mio padre e dopo cena, uscendo da casa sua, decido di accenderlo nell’eventualità che mi voglia chiamare durante il viaggio.
Arrivato a casa mi ricordo di spegnerlo (di per sé un piccolo miracolo!) e mi accorgo che c’è un messaggio; incuriosito vado a vedere di cosa si tratta:
[dal numero 3202071039 - spedito oggi 17/3/2019 13:37]
MUSIKDATE
fornito da Tekka.
Abbonamento attivo al COSTO di 7E/settimana.
I migliori Contenuti sono a tua disposizione entra e divertiti su http://wap-it.musikdate.com.
Per Disattivare o Informazioni chiamare 800442299 o http://wap-it.musikdate.com/p/ o invia STOP al 3202071039


Sul momento ho pensato che si trattasse di un errore o di un tentativo di phishing (ad esempio che si attivasse realmente solo chiamando il numero o mandando l’SMS…) visto che era impossibile che io mi fossi attivato da solo tale (inutile) servizio. Dopotutto il mio telefonino era rimasto spento per diversi giorni, inclusa l’ora di invio dell’SMS alle 13:37, quindi…
Comunque vado a controllare su Google inserendo come chiave “MUSIKDATE fornito da Tekka. Abbonamento attivo al COSTO di 7E/settimana.”
I collegamenti risultanti sono allarmanti: apparentemente basta cliccare su delle pubblicità e, senza aspettare alcuna conferma, ci si ritrova abbonati a servizi indesiderati che prelevano immediatamente il denaro dal credito del telefono. Alcuni utenti più paranoici sospettano che le stesse compagnie di telecomunicazioni chiudano un occhio sul fenomeno (nonostante i numerosi richiami di AGCOM) perché comunque frutta loro indirettamente parecchio denaro.

Molti siti poi si offrivano di riottenere direttamente il rimborso in mia vece (si fanno poi pagare dal relativo operatore telefonico per il servizio offerto) ma proprio la loro abbondanza mi faceva sospettare un piccolo business che, a sua volta, mi insospettiva.
In pratica, leggendo i vari commenti, avevo ricavato la sensazione che bloccare il servizio fosse facile ma molto più complicato fosse riavere il rimborso di quanto ingiustamente pagato.

Alla fine ho così deciso di provare a chiedere informazioni alla Polizia Postale perché il mio caso mi sembrava di un passo oltre la normale zona grigia e, anzi, direttamente nella truffa: il mio telefonino era infatti rimasto spento da giorni e, comunque, non clicco mai a casaccio sulle pubblicità; ah! E col mio telefonino non si può andare su Internet: quindi chi aveva dato a Tekka il mio numero telefonico?

Il sito della Polizia Postale è, come dire, senza offesa, un obbrobrio stile anni ‘90 difficilissimo da usare. Solo per registrarmi avrò dovuto fare 10 tentativi (*1)!

Alla fine comunque (poco prima di mezzanotte) inserisco la seguente domanda nella sezione del forum (praticamente impossibile da navigare) che mi sembrava più adeguata:
Oggi (17/3/2019) ho ricevuto un SMS da parte di Tekka Lab (dal numero 3202071039) in cui mi si comunica di avermi attivato il servizio "MUSIKDATE".
Leggendo su vari siti in rete (ad esempio https://disserviziotelefonico.it/project/musik-date-abbonamento/ e https://www.tellows.it/num/3202071039 ) sembra si tratti di una truffa che si attiva cliccando su dei banner pubblicitari.
Aggiungo che il mio telefonino è un vecchio modello che non permette di navigare in rete e che all'ora dell'invio dell'SMS era pure spento quindi non ho idea di come io abbia potuto attivarlo.
Vorrei quindi sapere cosa posso fare per disabilitare questo "servizio" assolutamente NON richiesto e ottenere il rimborso di quanto mi è stato addebitato.
Vi ringrazio anticipatamente per ogni eventuale suggerimento,
KGB


Avevo deciso di aspettare un’eventuale risposta per tutto lunedì e di aspettare martedì per decidere cosa fare.
Invece, con mio grande piacere e sorpresa, già nel primo pomeriggio di lunedì, la Polizia Postale mi risponde suggerendomi cosa fare.
Credo che non ci sarebbero problemi a pubblicare qui di seguito la loro risposta (dopo tutto, da qualche parte sul loro sito, dovrebbe comunque essere visibile a tutti) ma nel dubbio mi limito a riassumerla:
1. Contattare per prima cosa il mio operatore per bloccare il servizio e chiedere il rimborso.
2. In assenza di rimborso mandare richiesta SCRITTA di rimborso all’operatore tramite FAX, sito o raccomandata con ricevuta di ritorno.
3. In assenza di rimborso, suppongo dopo un tempo congruo, rivolgersi al CORECOM della mia regione.
4. Per ulteriori informazioni controllare i siti http://www.commissariatodips.it/collabora/denuncia-in-materia-tlc.html e http://www.agcom.it/risolvi-un-problema-con-il-tuo-operatore.
5. Come suggerimento aggiuntivo, per evitare futuri problemi, chiedere di abilitare il servizio gratuito di “Barring Sms”, cioè del blocco degli SMS a pagamento “in decade 4”. 

Martedì provo quindi a chiamare l’operatore dal mio telefono fisso casalingo ma scopro che, essendo con Fastweb, non mi è possibile: rimando quindi all’indomani…

Mercoledì chiamo col mio telefonino il 155 di Wind: mi risponde un operatore un po’ svogliato che mi disabilita subito tutto (anche se non ha idea di cosa sia il blocco degli SMS a pagamento “in decade 4”) ma che non mi rimborsa niente perché non riesce a verificare quanto mi è stato tolto e, ovviamente, non può basarsi solo sulla mia parola. Mi fa anche un vago discorso su “tanti piccoli servizi da 0.99€” che potrebbero aver eroso il mio credito ma alla mia richiesta di spiegazioni mi confessa di non riuscire ad accedere al sistema! Infine mi dice quindi di richiamare venerdì mattina per il rimborso…

Giovedì mattina richiamo il 155: stavolta mi risponde un’operatrice molto sveglia che in pochi minuti mi fa ottenere il rimborso e, alla mia domanda, mi conferma che non ho nessun altro servizio aggiuntivo attivo. Dopo dieci minuti verifico che i 7€ spariti mi sono stati riaccreditati!

Tornato a casa volevo aggiornare il forum della Polizia Postale per ringraziare e riassumere brevemente su come si fosse risolto il mio caso ma, dopo un quarto d'ora di inutili tentativi, ho lasciato perdere perché non mi riusciva ritrovare la mia domanda…

Anche se dubito che mi leggeranno ringrazio qui la Polizia Postale per l’aiuto rapido, professionale e accurato che mi hanno saputo dare.

Conclusione: banalmente potrei scrivere che tutto è bene ciò che finisce bene ma in realtà la mia conclusione è più negativa.
Perché le compagnie telefoniche permettono questi piccoli abusi sui loro clienti? La risposta è, al di là del loro possibile profitto, che la stessa legge, evidentemente, glielo permette: la legge, che infatti ha ben poco a che fare con la giustizia, tutela non i deboli, cioè gli utenti truffati, ma i forti, ovvero le compagnie telefoniche. Tutto questo è del resto in accordo con quanto spiego nell’Epitome nel capitolo 18 e in particolare 18.3...

Nota (*1): Non sto scherzando! I problemi erano ben due e molto subdoli: 1. il nome utente doveva essere di almeno tre caratteri ma il modulo di compilazione diceva di due (e io avevo inserito le mie due iniziali); 2. la parola chiave doveva contenere l’usuale miscela di caratteri strani, maiuscole, minuscole e numeri: l’insolito era che “@” non andava bene ma il messaggio di errore non lo spiegava! E a ogni tentativo dovevo reinserire da capo, per due volte, l’intera parola chiave...

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