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giovedì 26 agosto 2010

Inconscio furbetto

Stanotte ho fatto un sogno buffo.
Ero a Den Haag e stavo tranquillamente passeggiando in direzione della stazione centrale. Sono passato di fronte a un pub ancora senza clienti (era il primo pomeriggio) e ho visto una cameriera che discuteva col padrone del locale. Era girate di spalle: alta, mora e con le forme di una robusta olandesina. Non mi sono fermato e ho proseguito per la mia strada: stranamente ho continuato a sentire chiaramente quello che ella stava dicendo al suo capo.
Come succede nei sogni sapevo delle cose che non avevo modo di conoscere: in particolare ero a conoscenza di un nuovo “locale” che aiutava la gente a suicidarsi. Sapevo anche che, il gestore del pub, era blandamente favorevole alla sua apertura mentre, la cameriera, stava argomentando contro di esso.
Non solo stava argomentando ma lo faceva anche in maniera incredibilmente convincente: belle frasi, basate su idee intelligenti e profonde.
Almeno una dozzina sparate una dopo l'altra:
“Non bisognerebbe mai morire nel giorno in cui si desidera farlo”
“Se moriamo lasciamo un vuoto: non solo nei nostri cari ma anche nelle persone che eravamo destinati a conoscere”
Accidenti! Mi sono dimenticato la terza frase! Stamani mi sono ripetuto mentalmente le tre che ricordavo ma adesso non la ricordo più: peccato... speriamo mi torni a mente ma dubito...

Qualche commento: nel sogno non solo sentivo le parole ma sapevo anche esattamente cosa la ragazza intendesse dire (vedi il post di ieri sulla comunicazione...).
Il senso della prima frase è che, il giorno in cui si desidera morire, è un giorno particolarmente cupo nel quale, tutti i nostri problemi, appaiono al loro peggio. In quel momento, la decisione di suicidarsi, sarebbe influenzata negativamente dagli aspetti emotivi della situazione.
La seconda frase pare più banale: già il noiosissimo Leopardi faceva notare l'egoismo insito nel suicidio perché recante dolore a chi “rimane”. Però la seconda parte è più interessante: l'idea di persone destinate ad amarci e che soffrirebbero non potendo incontrarci è particolarmente affascinante.

Insomma, tutte le frasi che ho ascoltato avevano come minimo degli spunti di riflessione molto interessanti ai quali, non mi vergogno ad ammetterlo, non avevo mai pensato.

E cosa ci trovo di buffo?
L'aspetto buffo del sogno è che io non avrei particolari obiezioni a una ipotetica “clinica della dolce morte”. Ma allora di chi era la voce della ragazza del mio sogno? Possibile che il mio inconscio “pensi” il contrario della mia mente cosciente? Oltretutto io sono assolutamente convinto della mia posizione... Non solo: come può il mio inconscio argomentare così bene le ragioni della vita con una ricchezza e varietà di idee alle quali non avevo mai pensato?

Sono domande senza risposta: in realtà una teoria strampalata l'avrei, ma la lascio per un altro post!

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