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giovedì 5 agosto 2010

Amaltea

Col tempo si cambia e si provano strane nuove emozioni.
Vi è mai capitato, ad esempio, di preferire non rincontrare una persona che non vedete da molti anni (diciamo una decina)? Ovviamente mi riferisco a una persona che vi è cara e che significa qualcosa: non a una vecchia e antipatica conoscenza!

Fino a qualche anno fa avrei detto che è impossibile: è un controsenso voler bene a qualcuno e non volerlo rivedere.
Eppure, adesso, non la penso più così.

Mi sono reso conto che, la persona dei miei ricordi, sarebbe molto diversa da quella attuale.
Non mi riferisco all'aspetto fisico: sarebbe il minimo. Una ruga o un capello bianco in più non cambiano di certo la sostanza.
Mi riferisco alle esperienze e a come esse potrebbero aver influenzato la personalità. Anzi, il condizionale "potrebbero" è sbagliato: inevitabilmente l'esperienze ci cambiano anche se magari, sul momento, noi stessi non ce ne rendiamo conto.
Inoltre non significa che questi cambiamenti siano in peggio! Magari adesso, questa nostra vecchia conoscenza, è una persona più bella: sia fuori che dentro.
Eppure non sarebbe più la stessa dei miei ricordi.

Mi è già successo in passato un'esperienza di questo genere: ricordo che guardavo questa persona e vedevo due immagini che si sovrapponevano, che sfarfallavano l'una sull'altra. La persona reale e quella dei miei ricordi, forse più perfetta di quanto mai fosse stata...
Sfortunatamente, l'indomani, la faccia associata a questa persona, nei miei ricordi, non era più quella tanto cara, ma quella vista il giorno prima che, per me, non significava niente.

Quindi cosa ci guadagnerei a rincontrarla? Niente... Anzi, avrei solamente da rimetterci...
Ho la fortuna (sfortuna?) di un'ottima memoria visuale: senza sforzo posso rivederla perfettamente. Ogni sorriso, ogni buffa smorfia, ogni movimento è registrato nel mio cuore.

No, rischierei una delusione troppo grande...

Cosa mi rimarrebbe se i suoi occhi non brillassero più come un tempo?
E se la sua risata non fosse più un balsamo per il mio animo?
E se un suo sorriso non mi facesse più scordare chi sono?
E se non vedessi più nel suo spirito il frammento mancante al mio?

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