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mercoledì 4 agosto 2010

Due appunti calcistici

Appunto 1:
Qualche giorno fa, la Juventus ha giocato, e vinto nettamente, contro gli irlandesi dello Shamrock Rovers. Non ho visto la partita ma, le news che ho sentito, hanno detto/scritto che Amorì ha giocato una bella partita segnando due gol.
Io mi sarei aspettato titoli del tipo: "Amorì comincia bene, speriamo continui così..."
Invece ho sentito/letto articoli, di tono molto più agiografico, conditi con le solite, eccessive, frasi fatte: "Amorì, giocatore da Juventus", "Con un Amorì così strepitoso la Juventus non ha bisogno di altri attaccanti" e "Che culo ha la Juventus ad avere l'attaccante più forte del mondo!".
Il giorno dopo i media, invece di calmarsi, hanno continuato ad eccitarsi col nome di Amorì e, così, sono riapparsi titoli come "L'italiano Amorì pronto per la nazionale", "Speriamo che Brandelli convochi questo grande campione" o, più sinteticamente, "L'Italia ha bisogno di Amorì"...
Ora è possibile che, la deludente scorsa stagione (quanti gol fece Amorì? ad occhio meno di tre credo...), sia stata il risultato della sua cattiva forma con la concomitante stagione nera di tutto il collettivo della Juventus. È quindi lecito, quest'anno, aspettarsi una stagione da campione da parte di Amorì? Secondo me no. Semplicemente perché Amorì non è un campione: è un discreto giocatore che fu solamente pagato quanto un campione...
I due gol contro lo Shamrock Rovers significano molto poco: non credo di sbagliare di molto dicendo che, la compagine irlandese, abbia una forza di gioco equivalente a una squadra debole della nostra seria B.
Ma da dove deriva tutto questo "amore" da parte dei media per Amorì? Solo a causa del nome?

Appunto 2:
In un recente post dovrebbe essere affiorata la mia grande stima per il Roberto Paggio calciatore eppure, le recenti vicende che lo riguardano, mi hanno lasciato piuttosto perplesso.
Ricostruisco la storia: durante i mondiali Paggio, ritornato dal suo esilio, alza il ditino e dice che "gradirebbe un ruolo" in federazione. La risposta del presidente della FIGC Cipresso è possibilista. Ieri le cose sono maturate e, in una lunga riunione con lo stesso, Cipresso ha offerto a Paggio il ruolo di "responsabile tecnico".
Quali sono le mansioni di "responsabile tecnico"? Apparentemente, lo stesso Roberto Paggio, intervistato all'uscita dalla riunione, non ne ha idea. Nasce il sospetto che, la lunga riunione, sia stata incentrata solamente sull'ingaggio (volutamente non scrivo "stipendio"...). Legittimo, ma un po' poco, no?
Ma perché si parla di "ruolo" e non di "lavoro"? un caso? Insomma mi sembra più una situazione nella quale Paggio, presta il suo nome e la sua faccia alla federazione, per aiutarla a ottenere un po' di consenso popolare.
Il nuovo "ruolo" di Paggio dovrà essere approvato dall'assemblea della FIGC ma l'andazzo parrebbe essere quello dell'approvazione per acclamazione...
In conclusione avrei preferito un'operazione più trasparente dove fosse chiaro quali fossero i compiti di Paggio e le sue qualifiche per svolgerle: ma, dopotutto, siamo in Italia...
Comunque sono felice di rivedere il sorriso e gli occhietti furbi di Paggio: solo che avrei preferito se fosse tornato ripartendo dal "basso", magari come allenatore...

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