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giovedì 25 aprile 2013

Varie sulla situazione politica 5

Prima di tutto voglio precisare che questi pezzi “Varie sulla situazione politica” sono scritti estemporanei: infatti, durante la settimana, non mi annoto tutti gli eventi politici rilevanti per poi scriverne. Può quindi succedere che mi dimentichi anche di fatti relativamente importanti: si tratta però di semplice distrazione e non di malizia...

Dopo una serie di elezioni andate a vuoto, ma che hanno comunque disintegrato il PD, è stato eletto il “nuovo” Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano detto il giovane (per sorridere vedere anche Napolitano 2.0).
Personalmente avrei gradito una figura estranea alla politica, magari una donna, anche se mi rendevo conto che i partiti tradizionali non l'avrebbero mai permesso. Da questo punto di vista Rodotà sembrava un buon compromesso: un politico con forti radici di sinistra ma che comunque aveva sempre dato prova di onestà intellettuale. Credo sarebbe stato un buon presidente...
Invece alla fine i vecchi partiti hanno optato per l'usato sicuro: un presidente digeribile alle varie anime del PD e gradito al PDL. Ovviamente infischiandosene dell'opinione pubblica.

Come ho scritto in Novità nel PD negli ultimi giorni mi è parso evidente l'influsso del M5S, nella fattispecie il suo modo di dialogare fra parlamentari e semplici attivisti, sulla base del PD. La base del PD ha manifestato chiaramente le sue preferenze sulla scelta del presidente e si aspettava, se non di essere ascoltata alla lettera, almeno presa in considerazione. Invece i vecchi geronti dell'apparato, Bersani in testa, l'hanno completamente ignorata mentre la parte più nuova, i giovani eletti attraverso le primarie, hanno recepito queste aspettative popolari e soprattutto che sarebbe stato errato andarci contro: questo ha creato la spaccatura generazionale all'interno del partito.
Ovviamente è una mia opinione personalissima: non ardisco a capire o interpretare le lotte intestine fra le correnti interne del PD o di altri partiti...

La manifestazione improvvisata, specialmente per i toni drammatici dell'appello a recarsi a Roma, è stato un grandissimo errore del M5S.
Alla fine Grillo è riuscito a rimediare con la conferenza stampa e organizzando una passeggiata per il centro di Roma: ma si è giocato col fuoco senza ottenere in cambio quasi niente...
Se al potere ci fossero stati dei “serpenti” politici come Andreotti o Cossiga sono sicuro che le forze dell'ordine avrebbero ricevuto l'ordine dall'alto di provocare la piazza per far scoppiare qualche incidente: in una simile circostanza poi i vecchi partiti avrebbero avuto buon gioco ad accusare il M5S di essere un partito violento e pericolosamente antidemocratico.
Fortunatamente tutto è andato bene e, grazie anche all'impegno diretto dei parlamentari del movimento scesi in piazza a calmare gli animi, si è evitato il disastro. Vedi il pezzo in tempo reale Situazione Roma per ripercorrere le mie paure...
Non escludo che questa bislacca iniziativa sia costata diversi voti in Friuli...

Già il Friuli...
Prima delle elezioni ero stato tentato di provare a fare delle previsioni ma poi avevo desistito rendendomi conto di non aver nessuna idea dell'atmosfera che si respira nel nord-est.
Onestamente mi aspettavo però un risultato migliore, ovvero che il movimento arrivasse almeno secondo: invece, pur con vari “ma”, ha preso circa metà voti rispetto alle politiche...
Difficile spiegarne i motivi non conoscendo, come detto, la situazione locale. Posso fare però delle ipotesi: la più probabile è che sia successo quello che avevo previsto. Ovvero che il mancato accordo di governo fra M5S e PD sia stato visto molto negativamente.
Altre concause potrebbero essere state: il candidato debole, la propaganda della stampa ache non ignora più il M5S ma è attivamente contro di esso, magari anche l'improvvisata manifestazione a Roma (che potrebbe aver impaurito parte dell'elettorato), l'impossibilità di farsi pubblicità come gli altri partiti e magari dei fatti locali a me ignoti.
Magari è irrilevante ma faccio anche notare che, secondo un sondaggio pubblicato ieri, nel Nord-Est c'è la massima sfiducia per le sorti del paese: forse c'entra forse no...

Adesso col M5S chiaramente all'opposizione inizia una fase politica nuova molto più facile da gestire: il movimento dovrà controllare l'operato del governo smascherandone le truffe e presentare le proprie proposte di legge attraverso il parlamento.
Se il governo dovesse agire bene (ma è più facile che un elefante obeso passi attraverso la cruna di un ago!) allora tutto di guadagnato per l'Italia ma, in caso contrario, il M5S riguadagnerà con gli interessi il consenso popolare. Come ho già spiegato altrove credo che la scelta del M5S di non allearsi col PD sia stata penalizzante solo nel breve termine ma, nel lungo, sarà vincente.

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