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giovedì 2 settembre 2010

Allergia all'altezza

Ieri volevo postare qualcosa ma, la seconda notte consecutiva insonne, mi aveva privato dell'entusiasmo necessario.
Fortunatamente stanotte ho dormito bene e ne approfitto quindi per una breve constatazione.

Di solito invecchiando, per quanto riguarda la salute, si cade dalla padella nella brace: ovvero, i problemi che si possono avere avuti da giovani, tendono a ingigantirsi e peggiorare.

Sotto questo aspetto, stranamente, io presento due eccezioni: le allergie e le vertigini.

In primavera, verso maggio-giugno, iniziavo a starnutire appena mettevo il naso fuori casa e continuavo, più o meno violentemente, per quasi tutta l'estate. Notoriamente poi, le allergie, aumentano e peggiorano con l'età.

Una volta trasferito in campagna (beh, a quel tempo, pendolavo, durante i week end, da Pisa e, quindi, respiravo pollini in abbondanza solo il sabato e la domenica!) le cose peggiorarono.
Un giorno che stavo starnutendo più del solito e avevo gli occhi gonfi e arrossati, la mamma mi propose di prendere una delle sue medicine, "molto potente", contro l'allergia (un antistaminico immagino). In genere evito di assumere qualsiasi medicina, tantomeno se non prescritta da un medico, ma quel giorno ero così ridotto male che accettai.
Già l'indomani stavo benone e, da allora, senza più prendere alcuna medicina, l'allergia mi provoca, in tutta l'estate, una manciata di starnuti.
Questo anno per esempio ho fatto solo DUE starnuti di origine allergica: lo ricordo bene perché ero andato a correre ed ero senza fazzoletto...

L'altra eccezione sono le vertigini: in realtà, non sono sicuro, forse queste migliorano con l'età, comunque segnalo la mia esperienza personale.

Fin da piccolino ho sempre avuto un po' di vertigini: non fortissime ma comunque apprezzabili.
Ricordo che, fino a qualche anno fa, arrampicarmi su una scala o lavorare sul tetto, mi dava una sensazione estremamente sgradevole.
Quando soli pochi anni fa, decisi di ripulire il tetto della casa dalle foglie, ricordo che, per raggiungere le grondaie, strisciavo carponi e, allungandomi tutto, con una mano, cercavo di ripulirle tastando alla cieca.
Proprio ieri (nonostante il sonno!) ho nuovamente ripulito le grondaie solamente che, invece di strisciare a due metri di distanza, me ne stavo tranquillamente accoccolato a mezzo metro!

Forse per le vertigini, almeno per i casi lievi come il mio, aiuta molto farci l'abitudine: a forza di salire su una scala il cervello si rende conto che il pericolo di cadere non è poi così alto e così smette di preoccuparsi inutilmente.

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