«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

sabato 1 dicembre 2018

Test scientifici

Test scientifici dimostrano che il 95% dei test scientifici commissionanti da multinazionali dimostrano ciò che il committente voleva dimostrare.

Scoperta l’acqua calda - 8/12/2018
Articolo: Unione europea, a Bruxelles troppe “porte girevoli” tra politica e lobbismo di Redazione FqM da IlFattoQuotidiano.it
Da tempo cerco di evitare di copiare anche minimi frammenti di articoli in linea (grazie UE anche per questo…) ma in questo caso ce n’è uno che sembra la sintesi dell’introduzione del capitolo 12 dell’Epitome…

Prandelli schivato - 8/12/2018
Sicuramente Prandelli e Montella sono due allenatori migliorati moltissimo nel corso di questi ultimi anni: il primo, con i capelli corti, ha un aspetto molto più professionale e il secondo, con la barba lunga, sta molto bene. Eppure spero di non rivedere nessuno dei due alla guida della Fiorentina.

Per Montella, visto come si lasciò con la dirigenza, non dovrebbero esserci problemi ma per Prandelli c’era il rischio concreto di un suo ritorno invece...
In bocca al lupo al Genoa.

Altra sintesi - 9/12/2018
«Chi semina povertà raccoglie protesta»

Altra ottima sintesi dell’introduzione del capitolo 12 dell’Epitome: credo la frase (l’ho trovata su Twitter) sia da attribuire a Salvini.

Pulizia - 9/12/2018
Ieri ho fatto qualcosa che odio: pulire la mia camera!
In realtà si è trattato di una pulizia parziale (in teoria dovrei finire oggi) limitata al ripostiglio che occupa un quinto della mia stanza.
Ho dovuto spostare una marea di scatole e scatoloni ma, come speravo, ne ho anche ricavato qualcosa!
Ho ritrovato la mia serie di libri di epica e poesia antica, un libretto sul Buddha molto bellino che ho subito iniziato a rileggere (La vita di Siddharta di Hammalawa Saddhatissa), una specie di giubbotto di sicurezza che cercavo e, soprattutto, sono riuscito ad aprire un armadio che contiene oltre un centinaio di riviste di “Storia Illustrata”…
Sfortunatamente non ho invece ritrovato i libri di francese che mi ero comprato qualche anno fa: da tempo volevo riprenderne lo studio ma non li trovo più…

Conclusione: niente di strano dato il mio pauroso disordine!

venerdì 30 novembre 2018

Reti smagliate

Oggi scrivo per me! Il lettore assennato non vada avanti nella lettura o resterà deluso!
Il pezzo odierno infatti, nelle mie speranze, dovrebbe aiutarmi a capire un concetto del libro sulle rete neurali che sto leggendo che mi sfugge…
Spesso infatti ripercorrere i vari passaggi, magari semplificarli per riproporli qui sul ghiribizzo, mi aiuta non solo a memorizzarli meglio ma anche a capirli in maggiore profondità: e in questo caso ne ho proprio bisogno!

Prima però è necessaria una premessa: nel corto Warawow e in Scarsa memoria spiegavo che avevo iniziato a leggere i miei libri sulle reti neurali partendo da un testo super teorico (Deep Learning di Josh Patterson e Adam Gibson, Ed. O'Reilly, 2017). Dopo quattro capitoli di pura teoria, con concetti che si ammassavano l’uno sull’altro, senza arrivare a niente di concreto ero passato all’estremo opposto, a un testo puramente pratico con vari esempi concreti e funzionanti (Deep Learning Cookbook di Douwe Osinga, Ed. O’Reilly, 2018).

A causa di problemi tecnici (insufficiente memoria RAM) avevo avuto delle difficoltà col primo esercizio (calcolare le somiglianze del testo sfruttando word embeddings (*1)) ma poi le avevo superate.
In questo primo esercizio di reti neurali non ci sarebbe stato neppure bisogno: così, a scopo didattico, ne era stata inserita una che imparava a riconoscere i nomi degli stati dalle altre parole ma, volendo, se ne sarebbe potuto anche fare completamente a meno visto che per allenarla si usava direttamente una parte dell’elenco di tutte le nazioni! Lo specifico perché in questo caso l’autore non si era preoccupato di entrare troppo nei dettagli della rete neurale usata ma io non me ne ero preoccupato…

Il secondo esercizio (quello su cui mi sono bloccato) sfrutta alcuni concetti visti nel primo capitolo.
L’idea è quella di costruire una rete neurale in grado di suggerire pellicole (o qualsiasi altro soggetto) estraendo i dati su cui addestrare la rete neurale da wikipedia.
La prima parte del codice, che non ho studiato perché non mi interessava, serve infatti a estrarre i dati che servono da wikipedia: per ogni film il codice è in grado di estrarre tutti i marcatori presenti sulla relativa pagina. Alla fine si ottiene un grosso archivio di testo con 10.000 pellicole e, se non erro, sui 60.000 marcatori.
E qui cominciano le difficoltà: l’idea è quella di trasformare ogni pellicola in un vettore multidimensionale in base ai marcatori che lo caratterizzano e, fatto questo, sfruttare gli stessi strumenti matematici che ci permettevano di trovare parole di significato simile nel primo esercizio.

Premetto che il codice funziona benissimo (*2), quello che non capisco è come i film vengono trasformati in vettori. Cioè io mi aspetterei delle operazioni puramente matematiche basate sui marcatori di ogni pellicola ma invece si utilizza una rete neurale che viene addestrata con le associazioni film↔marcatore. I dettagli di questo passaggio sono appena accennati e il mio scopo odierno è quello di capirli almeno a un livello intuitivo.

Un problema di questo secondo libro infatti è che viene presentato del codice per risolvere dei problemi concreti (anche molto interessanti) ma non viene fornito un minimo di accenno teorico (*3) al perché si utilizzi uno specifico tipo di rete neurale invece che un altro.
Oltretutto il codice Python utilizzato è piuttosto complesso nel senso che l’autore usa tutte le astuzie per renderlo il più compatto ed efficiente possibile. Il problema è che più un codice è compatto e più è difficile da capire (vengono fatte più cose insieme). A questo si deve aggiungere che io non conosco il Python e alcuni suoi costrutti non mi sono ancora ben chiari…

Allora proviamo a ripercorrere insieme i vari passaggi.
1. Viene costruita una lista con tutte le associazioni film↔marcatore. [e questo è chiaro!]
2. ?? [qui l’unica parta comprensibile delle spiegazione del testo è “Ora siamo pronti a introdurre il nostro modello [di rete neurale]” il resto è decisamente incomprensibile. Cosa infatti siano gli “strati di embeddings per le pellicole e i marcatori” non mi è assolutamente chiaro! Per non parlare della frase successiva: “Lo strato di embedding allocherà un vettore di dimensione embedding_size per ogni possibile ingresso. Altre due righe e la spiegazione è finita…]
3. ?? [viene poi “spiegato” l’addestramento vero e proprio della rete con 5 linee di testo per 16 linee di codice…]
4. ?? [viene poi eseguito l’addestramento vero e proprio, quello che sul mio calcolatore necessità di 75 minuti circa…]

In realtà il punto chiave è il 2: credo che i punti 3 e 4 sarebbero molto più chiari una volta compreso il secondo. Adesso proverò a (ri)studiarmi il codice…

Innanzi tutto dalle dichiarazioni iniziali si scopre che vengono usati tre oggetti della libreria Keras (quella che si appoggia a un’altra liberira di livello più basso che modella i dettagli della rete neurale) ovvero: Model, Embedding, Input, Reshape e Dot.
Però dalla libreria sklearn viene importato l’oggetto LinearRegression.
E ovviamente c’è la libreria matematica numpy

Queste sono informazioni utili perché così so dove andare a cercare i dettagli delle funzioni usate anche se, da quel poco che ho visto, le spiegazioni delle varie API non sono banali e spesso accennano a della matematica che non conosco…

Qualche dato: le pellicole sono 10.000, i marcatori (usati almeno tre volte) sono 66.913 e le associazioni film↔marcatore 949.544. Ogni marcatore ha quindi associati mediamente 95 marcatori e ogni marcatore è mediamente associato a 14 pellicole.


Un paio di ore…

Cena

Un’altra oretta…


Va bene: adesso ho compreso l’80% del codice. Fondamentale è stato leggere la API di Keras per gli oggetti e i metodi usati. Numpy è usato solo per mescolare casualmente delle matrici mentre la LinearRegression non è ancora stata usata.
Non entro nei dettagli (l’avevo premesso che questo pezzo era per me e non per i lettori!) perché mi richiederebbe troppo tempo.
Il passaggio chiave è l’oggetto Dot che corrisponde a un particolare strato intermedio della rete neurale, l’unico su cui vi siano i pesi da aggiustare. Non mi è chiaro perché ma vi sono 50x10.000 pesi per i film e 50x66.913 pesi per i marcatori (dove 50 è il numero di elementi per blocco di addestramento): in totale oltre 3.800.000 parametri!
In particolare i vettori di ingresso corrispondenti a film e pellicole vengono moltiplicati fra loro: non capisco perché si deve fare proprio questa operazione e non un’altra (tipo sommarli insieme oppure farne la media…).

Comunque adesso ho il seguente piano.
Affinché la lettura di questo libro di esempi pratici sia proficua deve conoscere un po’ di Keras (che qui viene usata ma non spiegata) e devo conoscere il Python in maniera da non rimanere confuso dalla sintassi e non perdere ore per capire poche linee di codice.
Quindi adesso che ne so un po’ di più posso dare un’occhiata rapida a tutti i libri che ho a disposizione sull’argomento e vedere se c’è qualcosa di adatto: ad esempio ricordo che ho un libro su TensorFlow ma adesso so che tratta di una libreria di livello troppo basso per essermi utile… l’ideale sarebbe avere un libro su Keras…

Nel caso peggiore cercherò un minicorso in rete: ho già visto che c’è qualcosa. Non mi servono troppi dettagli, mi basta capire il funzionamento generale.
Lo stesso vale per Python: se trovo un buon minicorso in 2/3 giorni dovrei essere in grado di impararlo sufficientemente, ovvero capire le sintassi complicate e scriverne di semplici…

Conclusione: pezzo inutile? Per me no!

Nota (*1): non sono sicuro della definizione corretta di word embeddings ma, in pratica, si sfruttava un gigantesco dizionario in cui a ogni parola è associato un vettore multidimensionale (nel caso dell’esempio di 300 dimensioni!). Parole simili hanno vettori simili: usando una libreria matematica gratuita è facile fare tutte le operazioni del caso…
Nota (*2): anche se il mio povero calcolatore è stato nuovamente umiliato: l’autore spiega infatti che il tempo di addestramento della rete neurale sarà “piuttosto breve” anche con hardware non potente e senza l’uso GPU. Beh, nel mio caso il calcolatore ci ha messo 1 ora e 20 minuti sfruttando tutte e quattro le CPU al 100%!
Nota (*3): al contrario gli autori dell’altro libro si perdevano nella teoria evitando di compromettersi con esempi concreti. È l’atteggiamento tipico dei professori: di fronte a qualcosa di complesso rimangono nel vago piuttosto che dire delle leggere inesattezze. È il contrario del mio modo di procedere: io preferisco una spiegazione approssimativa a nessuna spiegazione!
Il commento vago non riesco a memorizzarlo perché ha troppe interpretazioni possibili (cioè può significare dieci cose diverse in base a come si interpretano dei singoli dettagli: tutta questa indeterminatezza alla fine mi confonde) mentre l’esempio concreto mi rimane scolpito in mente (e, in genere, non ho problemi poi a generalizzare dal singolo esempio specifico).

giovedì 29 novembre 2018

Nietzsche neurale

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 1.1.0 "Alice").

Sono incerto: avrei da scrivere un pezzo sulle reti neurali, soprattutto per chiarirmi delle idee, ma ho anche letto delle pagine interessanti in Al di là del bene e del male
Data l’ora un po’ tarda, e considerando che per il pezzo sulle reti neurali dovrei anche fare dei conti su carta, opterò per Nietzsche.

Come scritto in precedenza (v. Pensiero #201 e dintorni) non sono particolarmente entusiasta di ciò che sto leggendo ma finalmente ho trovato delle pagine piuttosto interessanti.
In realtà si tratta di due argomenti piuttosto diversi: infatti sono a cavallo fra il finale del capitolo 7 e l’inizio dell’8!

Il pensiero #232 tratta infatti della donna. Come ho scritto altrove per Nietzsche gli uomini non sono tutti uguali e, anzi, egli insiste molto sul fatto che la tendenza del tempo (seconda metà del XIX secolo) vada a premiare la mediocrità della massa piuttosto che venire incontro alla minoranza migliore. Ma di questo ho già scritto.
Comunque, coerentemente con l’ipotesi che gli uomini non sono tutti uguali, Nietzsche afferma che la donna è a sua volta profondamente diversa dall’uomo.
Nel pensiero #232 ci va giù piuttosto pesante (cosa che ovviamente trovo divertente, vedi (*1) per un frammento...) ma in realtà la sua opinione della donna non è propriamente negativa.
Nell’esempio riportato in (*1) ad esempio la donna è accusata di essere ostile ed estranea alla verità: ma se ben ricordate (v. Al di là di Nietzsche) l’opera inizia proprio col paradossale attacco alla verità, anzi all’esaltazione dell’illusione ritenuta superiore alla verità. Per Nietzsche non esiste una morale assoluta: anzi ogni filosofo ha infatti costruito la propria morale per giustificare il proprio pensiero.
Nietzsche afferma quindi chiaramente solo che l’uomo e la donna sono diversi ma non dice mai espressamente che l’uomo le è superiore: per dirlo dovrebbe infatti contraddirsi. Non esistendo valori assoluti non è neppure possibile ordinarli in peggiori e migliori. Nietzsche dovrebbe infatti affermare che la ponderatezza e l’attenzione sono, ad esempio, sempre superiori alla superficialità e alla sufficienza; al massimo potrebbe forse dire che ciò è vero per la mentalità maschile ma gli si potrebbe allora obiettare che, per la mentalità femminile superficialità è sufficienza sono più importanti.
Insomma niente di sbalorditivo in questo finale del 7° capitolo. Come detto lo trovo divertente: mi immagino di leggerne dei frammenti a qualche amica e mi immagino le relative smorfie di disappunto…

Molto più interessante è l’inizio dell’ottavo capitolo intitolato “Popoli e patrie”. Come si può facilmente intuire Nietzsche dà il suo punto di vista su vari popoli, a partire ovviamente dai tedeschi, e il loro rapporto col patriottismo.
Ma i pensieri #241-242 sono particolarmente interessanti perché vi fa delle considerazioni generali sull’Europa e sulle tendenze attuali e future.
Quello che Nietzsche nota è una tendenza all’assimilazione, all'omogenizzazione degli europei in un’unica tipologia di persona/mentalità. Prevedibilmente Nietzsche è preoccupato da questa tendenza perché prevede un appiattimento verso il basso che, contemporaneamente, intrappolerà le menti più brillanti. Lo strumento con cui si attua questa tendenza è la democrazia vista in maniera negativa non tanto perché “dà potere a molti” (*2) ma perché soffoca, anestetizza, diluisce e coarta la volontà dei pochi migliori.
Le caratteristiche dell’europeo saranno: la sovrannazionalità, la propensione a muoversi fra stato e stato, una notevole duttilità, la mediocrità nel senso di appiattimento verso il basso (*3).
Non so, queste parole, le attente e precise enumerazioni, mi riecheggiano Tocqueville quando scrive delle possibili degenerazioni della democrazia: in realtà Nietzsche non nomina l’autore francese ma ho la sensazione che in qualche maniera ne sia stato comunque influenzato…

Qui è interessante confrontare il punto di vista di Nietzsche sulla democrazia con il mio.
In realtà la nostra diversità di visione ha un’origine più profonda: Nietzsche vede l’umanità divisa fra la massa dei mediocri e una minoranza di migliori (che a volte chiama “filosofi”, a volte “uomini del futuro” e a volte semplicemente “noi”…). Per me invece le limitazioni umane ([E] 1) colpiscono ugualmente tutti gli uomini: sia l’uomo molto intelligente che lo stupido. Si tratta infatti di limitazioni innate che non possono essere quindi evitate ma, al massimo, grazie alla consapevolezza della loro esistenza, attenuate.
Insomma, da un certo punto di vista, io sono più tollerante rispetto a Nietzsche: l’uomo ideale non esiste e siamo tutti mediocri, chi più e chi meno.
La democrazia è quindi per Nietzsche sbagliata a prescindere, indipendentemente dal fatto che riesca a distribuire equamente il potere e che promuova l’interesse collettivo. Non ne ho trovato menzione esplicita ma suppongo, da vari accenni, che Nietzsche sarebbe invece favorevole a un potere aristocratico, a una oligarchia dei migliori.
Al contrario la mia obiezione all’attuale forma di democrazia è che essa sia solo un’illusione (un protomito fuorviante, [E] 2.3, per la precisione) che non mantiene le sue promesse e, anzi, sembra progettata ([E] un po’ tutta!) per opprimere proprio la maggioranza (cioè la democratastenia, v. [E] 4.4) che invece dovrebbe tutelare.

Eppure la descrizione che Nietzsche riesce a dare dell’europeo del futuro mi pare estremamente indovinata: in pratica viene descritto il lavoratore/consumatore ideale, felice e soddisfatto del poco che ha, senza grandi ambizioni o ideali, che obbedisce senza porsi domande all’autorità costituita…

Ma Nietzsche va oltre e intuisce un grande pericolo nella democrazia: ovvero che persone estremamente scaltre riescano a usarla a proprio vantaggio per prendere il potere.
Questi statisti/tiranni sarebbero capaci di distogliere il popolo dalle sue virtù tradizionali e soppiantarle con altre idee che il popolo/gregge non sarebbe in grado di valutare adeguatamente ma di cui si convincerebbe facilmente e che seguirebbe poi con cieca inerzia.
Nietzsche parla di “tiranni” ma è facile leggervi un’anticipazione dei “dittatori” dell’inizio del XX secolo…

Insomma nei pensieri #241-242 si trovano delle notevoli intuizioni con previsioni estremamente precise e corrette. Come ho spiegato l’ipotesi di partenza di Nietzsche non è la mia ma la valutazione della democrazia è, seppur per ragioni diverse, ugualmente negativa. Impressionante però è l’accuratezza con cui Nietzsche aveva intuito il futuro…

Ah! in questa mia sintesi mi sono dimenticato di riassumere quale sia secondo Nietzsche il ruolo del patriottismo/nazionalismo in questa tendenza evolutiva dell’europeo. Beh, secondo il filosofo tedesco, il patriottismo potrà fare delle “fiammate” che potrebbero rallentare o fermare il processo in corso ma però solo temporaneamente. Facile anche in questo caso leggervi un’anticipazione delle due guerre mondiali...

Conclusione: Al di là del bene e del male è un libro strano, troppo frammentario per i miei gusti, ma proprio per questo è anche possibile trovarvi delle gemme di grande valore...

Nota (*1): Difficile scegliere… Ecco, il seguente frammento ha anche il pregio di essere corto: «Nulla le è [alla donna cioè] più estraneo, da sempre, più ripugnante, più ostile della verità, - la sua grande arte è la menzogna, le cose che le stanno più a cuore sono l’apparenza e la bellezza.» da Al di là del bene e del male di Nietzsche, Grandi Tascabili Economici Newton, 1991, trad. Silvia Bortoli Cappelletto.
Nota (*2): fra virgolette perché, argomento centrale della mia Epitome, la democrazia non dà assolutamente il potere a molti. E Nietzsche ne è, credo, consapevole.
Nota (*3): «un laborioso uomo del gregge, polivalente e abile» ibidem.

lunedì 26 novembre 2018

Valutazione previsione

In Previsione finale 2018-2019, scritto a inizio ottobre subito dopo la 7° giornata, feci le mie previsioni per il campionato di calcio.
Avevo più volte spiegato che ero molto dubbioso perché avevo seguito poco le varie partite e, quindi, avevo meno dati per poter giudicare (v. il corto Dubbioso).

Ciò che forse mi ero scordato di dire è che avevo fatto le mie previsioni senza guardare la classifica: questo ha avuto dei pro e dei contro. Da una parte non mi sono fatto influenzare ma da un’altra non ho notato delle tendenza abbastanza significative.

Oggi, senza ovviamente cambiare la mia previsione, volevo iniziare a buttare giù qualche riflessione. Intanto ripropongo la mia classifica finale:
«...
1° Juventus: unica certezza e facile previsione.

2° Milan: voglio dare fiducia a Gattuso ma non sono convinto: è che le altre squadre mi sembrano più deboli...

3° Inter: prevedo qualche black out (imprevedibili perché psicologici e non tecnici) nel corso della stagione: se non ci fossero l'Inter potrebbe anche arrivare seconda ma se fossero più numerosi e prolungati del previsto potrebbe anche precipitare in classifica...

4° Napoli: do fiducia ad Ancelotti ma soprattutto mi sembrano più deboli dell'anno scorso le due romane.

5° Fiorentina: via, voglio essere ottimista. La Fiorentina è più equilibrata rispetto all'anno scorso ma soprattutto sono le altre a essere più deboli. Magari potrebbe giocarsi anche il 4° posto con il Napoli...

6° Roma: colpa di Monchi...

7° Lazio: ma... l'ho vista proprio poco: se poi arrivasse 5° non mi stupirei troppo...

8° Torino: nonostante la partenza in salita ho fiducia in Mazzarri.

9° Sassuolo: soprattutto perché l'Atalanta mi pare in difficoltà.

10° Atalanta: poi se Gomez si scatena potrebbe anche risalire parecchie posizioni ma dubito che accada.

...»

L’errore più grosso mi pare sia sul Napoli: il problema è che avevo sottovalutato Ancelotti. Io in realtà seguo il calcio con una certa attenzione solo da una decina di anni e in questo torno Ancelotti aveva sempre lavorato all’estero: lo conoscevo quindi solo di fama ed, erroneamente, me l’ero immaginato sul livello di Mancini: ovvero un venditore di fumo.
Invece si è dimostrato un allenatore solido che sa gestire bene la rosa e intervenire in maniera efficace a partita in corso. Resto dell’idea che abbia qualcosa meno di Sarri ma i conti si faranno a fine anno, anche in base ai risultati della Champions: se dovesse uscire alla fase a gironi (e il rischio c’è) la squadra potrebbe entrare in crisi, se invece la superasse allora darebbe a tutta la stagione una sfumatura più rosea anche racimolando qualche punto in meno in campionato.
Comunque ho la sensazione che, a parte la partita di ieri, il Napoli abbia ottenuto qualche punto in più di quanto si meritasse.

L’Inter è invece forse la mia previsione migliore: il non essermi basato sulla classifica per giudicarla mi ha aiutato a non sottostimarne le possibilità. Rimango però dell’idea che la squadra rischi di essere soggetta a improvvisi black out che potrebbero costargli punti preziosi in campionato.

Il Milan è decimato dagli infortuni e questi iniziano a pesare sul rendimento della squadra. Sulla carta la squadra mi pare molto forte con l’unica eccezione di un centrocampo “normale”.
Comunque la squadra di Gattuso è lì: sette punti dal secondo posto sono tanti ma non è una distanza incolmabile (soprattutto se recuperasse un po’ di giocatori).

Anche la mia previsione sulla Roma sembra azzeccata: inizio anche a sentire per radio le mie stesse critiche a Monchi per la campagna acquisti e per la dissoluzione del centrocampo.

La Lazio al momento è quarta ma non è troppo lontana, come punti, dal 7° posto al quale l’avevo relegata. Come ho sempre scritto la Lazio è per me un oggetto misterioso: la seguo pochissimo e quindi tende sempre a sorprendermi.

La Fiorentina è l’altra mia previsione (oltre al Napoli) fondamentalmente sbagliata.
Il motivo è che le partite iniziali, su cui mi ero basato, sono state fuorvianti. L’anello debole è Simeone: io sono sempre stato scettico e molto critico nei suoi confronti ma, più o meno dalla quarta giornata ha subito una notevole involuzione: non corre più come un matto sacrificandosi come l’anno scorso e, contemporaneamente, continua a segnare poco.
Altri giocatori, rispetto alle prime partite, hanno subito un certo appannamento: primo fra tutti Biraghi. Inoltre i due centrocampisti, Gerson e Fernandes, che mi avevano positivamente impressionato nella prima partita, non sono più riusciti a ripetersi ai medesimi livelli: quando gioca bene uno va male l’altro e talvolta combinano poco entrambi (*1). Non ha poi ingranato Pjaca sul quale contavo molto. Bene Chiesa ma non può fare tutto lui!
E poi non capisco perché Pioli non cambi qualcosa: abbiamo l’attaccante serbo che in nazionale ha giocato benissimo, possibile che non lo si possa far giocare almeno per un tempo al posto dell’evanescente Simeone? E poi Veretout: è uno dei pochi giocatori capaci di trovare la porta e di inventare qualcosa ma Pioli è riuscito ad “annullarlo” facendolo giocare davanti alla difesa dove, nel caso migliore, è completamente sprecato; al suo posto ci starebbe benissimo Dabo (ma Pioli non pare più prenderlo in considerazione). E meno male che si è dimenticato di Eysseric! Ma magari è solo infortunato, non so…
La mia teoria è che Pioli difetti un po’ di personalità col risultato che, quando inizia a conoscere bene i suoi giocatori, non se la senta di non far giocare quelli che per lui sono i titolari anche se magari, in quel momento, sono fuori forma.

Poi vediamo chi manca: ah! Il Torino è all’11° posto invece che all’8°, ma si tratta di due punti: ancora non conosco la gravità del problema di salute di Mazzarri ma, se sarà in grado di tornare rapidamente a gestire la squadra, non ci saranno problemi a recuperare posizioni.
Sassuolo e Atalanta sono più o meno lì dove avevo previsto.
Molto bene invece la sorpresa Parma che onestamente non avevo preso in considerazione ma in cui mi aveva impressionato moltissimo Gervinho…

Insomma tutto sommato la mia previsione, con parecchia fortuna, potrebbe ancora realizzarsi. Dovessi rimetterci le mani adesso darei una posizione in più al Napoli con un testa a testa con l'Inter per il secondo posto senza però escludere un possibile rientro del Milan nel caso le altre due dovessero avere dei cali di rendimento. Contemporaneamente toglierei 3/4 posizioni alla Fiorentina: avevo già spiegato che la mia previsione di 5° posto era estremamente ottimista ma l’imprevedibile sterilità realizzativa di Simeone unita all’incapacità di Pioli di mettere in campo una formazione alternativa stanno riuscendo nel difficile compito di affossare a metà classifica una squadra certo non eccezionale ma con potenzialità ben maggiori.

Conclusione: e la Juve? Per il campionato non c’era niente da dire: semmai la questione aperta è se Ronaldo riuscirà ad aggiungere qualcosa in Champions: l’aspetto positivo è che le altre grandi d’Europa quest’anno sembrano un po’ in difficoltà. Potrebbe quindi essere la volta buona della Juventus se non si farà fregare da qualche squadra inglese...

Nota (*1): solo nell’ultima partita (contro il Bologna) Gerson mi è di nuovo piaciuto parecchio: ma si è ritrovato a giocare all’attacco a destra dove sovente è stato in grado di saltare l’uomo e creare pericoli. Se Pioli ne prendesse nota e capisse che quando la squadra non gira può essere utile cambiare giocatori e l'assetto della squadra... ma magari la prossima settimana ritorna Eysseric e così Gerson, sempre che lo schieri, lo retrocede al centrocampo...