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lunedì 21 settembre 2026

Alla ricerca dell'amore perduto

Come mio solito voglio scrivere di ciò che non conosco!
Si tratta di una teoria che mi ha attraversato il cervellino mentre scorrevo i video di YouTube…

Un video era intitolato (in inglese) “Gli uomini hanno smesso di dare appuntamenti [sottinteso alle donne]”. Non so, forse in passato avrò guardato un paio di minuti di un video simile e Youtube deve aver pensato bene che mi interessasse l’argomento…

In realtà non mi intendo né di donne né di appuntamenti né, e sarà significativo nel prosieguo, degli strumenti informatici ora tanto usati da giovani (e non solo) per incontrarsi.

In pratica il video spiegava che gli uomini sono stanchi di dare appuntamenti a donne a cui devono pagare tutto: baby sitter, cena e, magari, un contributo per abito e trucco.
E qui ho smesso di guardare il video e quindi non ho idea se l’autore ha poi provato a spiegare il fenomeno al di là delle interpretazioni più semplicistiche.

Ma qui è forse bene premettere cosa so degli strumenti informatici che facilitano gli incontri di uomini e donne.
1. Nel corso degli anni si è creato un monopolio e tutti i maggiori siti adesso appartengono alla stessa proprietà.
2. È nell’interesse di questi siti che le persone giuste NON si incontrino immediatamente (in maniera che continuino a usare il sito) senza però scoraggiarle (in maniera che continuino a usare il sito).
3. Gli uomini pagano per usare il sito e, soprattutto, per contattare le donne: più pagano e più opzioni hanno.

Poi, non avendo mai usato questi siti, non ne so altro. Da qui in poi si tratta di mie intuizioni da prendere quindi con le molle.

Questi siti cambiano totalmente il modo di incontrarsi e, in particolare, di come i loro utenti si creano una prima impressione sulla controparte. L’utente non incontra delle persone ma dei dati che le riguardano e siccome le persone sono bugiarde ci si fida solo degli elementi certi: gli uomini guarderanno le foto, le donne cercheranno di inferire l’ampiezza del conto in banca (se per esempio l’uomo ha l’abbonamento livello “oro” da 1000€ al mese oppure quello di prova che permette di contattare 1 donna e mezzo ogni cinque settimane).
Non si sa praticamente niente dei pregi della personalità dell’altro se non le potenziali bugie dichiarate e, ovviamente, niente dei suoi difetti.

In questa ottica gli utenti tendono a svalutare la persona nel suo insieme e a concentrarsi su pochi aspetti: non si ha quindi più un corteggiamento ma un negozio: io offro X e tu offri Y e se lo scambio è accettabile per entrambi ci incontriamo, altrimenti no.
Chiaro che il passo a richiedere vincoli aggiuntivi per accettare l’incontro è breve: è la logica commerciale del sistema informatico che spinge in tale direzione.

Ah! un’altra conseguenza dell’uso del sistema informatico è quella di alzare le aspettative delle parti:
4. Gli uomini punteranno a donne più belle e le donne a uomini più ricchi.

La mia sensazione è che questo aumento delle aspettative non sia simmetrico: gli uomini tendono maggiormente ad accontentarsi dell’aspetto della donna mentre le donne hanno alzato molto di più i requisiti minimi di disponibilità finanziaria dell’uomo.

Alla fine questi siti funzionano bene solo per gli uomini con grande disponibilità economica che però non cercano una relazione stabile ma solo una bella ragazza per il fine settimana. Gli uomini che hanno capito questo meccanismo e hanno stipendi nella norma (e di conseguenza sono per definizione la maggioranza) ne sono scoraggiati e preferiscono non partecipare a un gioco percepito come “truccato” a loro sfavore; lo stesso vale, a maggior ragione, per coloro che hanno un reddito minore della media!

Credo poi che questo meccanismo commerciale, questa maniera di pensare all’altro in una semplice ottica di dare e avere, venga più o meno consciamente replicato anche in altri ambienti tradizionali come può essere il bar o la discoteca.

E questa è in definitiva la mia teoria: la difficoltà degli incontri è il risultato della commercializzazione dell’amore su larga scala e il cambio nelle aspettative, ma anche della visione dell’amore stesso, che essa provoca.

Ah! mi baso su video americani quindi la situazione italiana potrebbe essere di una decina di anni indietro nel fenomeno, non so...

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