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domenica 20 settembre 2026

La verità e la cipolla

Riflettevo, in questi giorni ma anche da tempo, che la verità è come una cipolla: più la si studia attentamente, più si studiano i vari fattori che determinano un fatto, e più che la nostra comprensione sarà diversa.
Per esempio: a un primo livello possiamo avere “Tizio ha fatto X a Caio” e questo ci dà una prima lettura di una situazione, a un secondo livello “Tizio ha fatto X perché precedentemente Caio aveva fatto Y”. Queste nuove informazioni possono o no cambiare il nostro giudizio complessivo ma, sicuramente, ci danno una migliore comprensione del tutto.
Ma possiamo andare oltre: “Caio aveva fatto Y perché Sempronio aveva fatto Z1 e Tizio Z2”. Di nuovo queste ulteriori informazioni possono o no cambiare il nostro giudizio ma ci saranno comunque utili per comprendere meglio gli eventi.

Questa comprensione sarà utile, per esempio, se vogliamo impedire per il futuro che “Tizio faccia X a Caio”: infatti potrebbe essere più semplice, e magari più giusto, impedire che “Caio faccia Y” o addirittura che “Sempronio faccia Z1 a Caio”.
Oppure un’interpretazione più profonda potrebbe farci variare completamente la valutazione di un evento: si potrebbe cioè passare dal pensare che “Tizio ha torto” a “Caio ha torto” o perfino che è “tutta colpa di Sempronio”.

L’elemento costante di questi esempi è che a ogni livello di lettura di un evento è fondamentale conoscere le cause che l’hanno provocato che, in genere, per gli eventi più complessi non avremmo mai singole e semplici ragioni ma ci sarà una serie di queste che, magari, si intrecciano e sovrappongono fra loro. E queste ragioni avranno a loro volta tutta una serie di altre motivazioni e cause più profonde e così via.
Alla fine si arriverà alle motivazioni psicologiche, alla natura umana e a degli ideali personali e/o culturali che impongono con forza il proprio marchio nelle scelte individuali.
Non si arriverà quindi, anche scavando il più a fondo possibile, a una verità ultima perché anche il nostro giudizio sarà a sua volta basato su specifici ideali personali/culturali che, per definizione, potrebbero cambiare da persona a persona e, soprattutto, da cultura a cultura.

E i media tradizionali, in questo modello a cipolla della verità, che lettura ci forniscono?
Ci danno la buccia secca più esterna ancora sporca di terra: ci danno cioè informazioni sia incomplete che di parte. Per tornare al nostro esempio se “Tizio aveva fatto X1, X2 e X3 a Caio” allora ci viene semplicemente raccontato che “Tizio ha fatto X3 a Caio” secondo poi il punto di vista dello stesso Caio!

In passato seguendo più fonti era talvolta possibile ricostruire, con un po’ di intuizione e soprattutto buon senso, fatti e motivazioni ma adesso non più. Non c’è, soprattutto su alcune categorie di fatti, una distinzione significativa fra i racconti dei vari media e la verità che presentano è talmente distorta che per ricostruirla da quello che ci viene detto non bastano né intuizione né buon senso ma ci vorrebbe un indovino!

Questo perché l’utente non è più il cliente che va soddisfatto fornendogli informazione di qualità ma è divenuto lui stesso il prodotto la cui visione della realtà deve essere opportunamente modellata per determinare specifiche scelte che soddisfano gli interessi di terzi.

E potrei scrivere ancora molto approfondendo sempre di più… chi fosse interessato può leggere la mia Epitome...

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