«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

martedì 20 marzo 2012

Triplice serendipità

Ieri sera iniziai un post ma era tardi e non lo finii: si trattava del mio commento su “La notte nel Medioevo” del quale ho già accennato nel corto Book overflow. Oggi avrei potuto terminare di scriverlo ma, nel frattempo ieri sera, sono andato avanti nella lettura di “Storia della stregoneria” di Giordano Berti (Oscar Storia Mondadori, 2010) e in poche pagine si sono verificate quel genere di coincidenze che tanto mi sorprendono (vedi ad esempio Serendipità libresca)...

Qualche settimana fa una mia amica mi scrisse: “cosa mi dici del corpo e il sangue di Eymerich?”.
Io, che non sapevo nemmeno se si riferisse a un libro o a un film, le risposi che non avevo idea di cosa fosse questo Eymerich...
Ieri sera, a pagina 63 di “Storia della stregoneria”, leggo: “I limiti {nell'uso della tortura} definiti da Gui {Bernardo Gui, quello del “Nome della rosa”} furono sostanzialmente ribaditi da un altro inquisitore, il catalano Nicholas Eymerich (1320-1399), che agì principalmente in Spagna ma la cui influenza si perpetuò in tutta Europa, nei secoli a venire, grazie al Directorium inquisitorium, redatto nel 1376.”. E continua con varie informazioni su Eymerich per un'altra mezza paginetta...

A pagina 64 (ibidem) inizia poi il sottocapitolo intitolato “Il culto del caprone” dove viene spiegato che per la prima volta fra il 1320 e il 1350 (ma forse, spiega poi, si tratta di un falso storico di qualche secolo posteriore) il diavolo viene a essere identificato col caprone: streghe e stregoni gli devono baciare l'ano per riceverne in cambio conoscenze proibite.
Letto il paragrafo mi si è immediatamente formata nella mente un'immagine: “ma dove l'ho vista?” mi sono chiesto. Dopo un secondo mi sono ricordato:

Esatto! Si trattava della copertina del libro che avevo finito di leggere il giorno prima!

A pagina 67 (ibidem) infine, sempre riferendosi al culto del caprone, viene spiegato che un fondo di verità nelle confessioni estorte dall'inquisitore è probabile. In particolare si legge: “...l'identificazione fra il caprone e il diavolo rappresenta la demonizzazione di un rito agrario più antico, legato a qualche divinità celtica cornuta come Cernunnos, o anche alla sopravvivenza di culti bacchici ...”.
Beh, come poteva mancare un riferimento al libro più citato in questo blog?
E infatti pochi giorni fa, a pagina 557, ne ho letto il capitolo 49 “Antiche divinità della vegetazione come animali” del quale il primo sottocapitolo è intitolato “Dioniso, la capra e il toro”: inutile dire che si parla esattamente del summenzionato accenno alla relazione fra rito agrario/Dionisio (Bacco per i latini) e caprone!

lunedì 19 marzo 2012

Marzo 2001

Questa volta (vedi Febbraio 2001) non mi ero dimenticato di pubblicare questo post.
Solo che volendo essere imprevedibile avevo rimandato, rimandato e rimandato... Ah, e poi quando mi ero deciso a pubblicarlo non ricordavo più dove avevo salvato la scannerizzazione delle pagine dell'agenda...

Ma “finalmente” eccolo qua!

Motto di marzo: “Non si può avere la botte grassa e la moglie magra”

Santi:
1 San Grissino
2 Santa Bella
5 Santa Telegom Troia
6 San Cazzio vescovo
7 Santo Nevischio
8 Santa Mimosa
9 Santa Invidia Inutile
12 Santa Papilla Gustativa
13 San Grazie
14 San Caffè
15 Santa Paola martire
16 San Paolo apostolo
19 San Ovidio
20 Santa Patrizia
21 Santa Pancia
22 Santa Zoccola
23 Santa Assunta
26 San Cispino
27 Don Fumino pastore
28 San Iodosan
29 San Bue Tordo
30 Santa Mucca Pazza

Note ai Santi:
Interessante la predominanza di sante rispetto ai santi. Paola e Patrizia erano colleghe. Telegom, come si può notare dalla scannerizzazione, non era proprio scritto così: non ho idea di cosa mi avessero combinato...
Non mi pare ci sia un santo del mese particolarmente simpatico: in mancanza di meglio opto per “San Bue Tordo” in contrapposizione con “Santa Mucca Pazza”.

Pagina di esempio:

Note alla Pagina:
Come al solito ho censurato il nome del cliente per il quale lavoravo. Vedo che finalmente ero passato a lavorare in Java: sia pagine jsp ma anche delle classi autonome. Bellino.
Immancabile la formazione: credo che praticamente tutti cercassero di minimizzarla (penso per apparire più bravi/produttivi) ma io invece ero tutto contento quando potevo farla perché mi divertivo. Simone è un mio amico ingegnere: devo verificare che legga il mio blog...
Interessante l'annotazione “sfrutto il viaggio”: avevo infatti scoperto che, seppur con paga ridotta (all'80% mi pare), il tempo di viaggio fra sede e cliente valeva come orario di lavoro: se però si eccedeva le canoniche otto ore allora questo tempo extra andava perduto. Credo che i miei lettori possano immaginarsi quali furono le mie conclusioni!
Buffa la correzione del giorno della settimana al 1 e 2 marzo: per correggere il “lunedì” in “giovedì” sono dovuto arrivare al venerdì!

sabato 17 marzo 2012

Rock Time!


Inizio oggi una nuova serie di corti dove mostro i video delle interpretazioni del mio repertorio. L'idea è di seguire l'ordine cronologico nel quale ho imparato i vari brani e così inizio col video dell'Inno alla Gioia di Beethoven.
Perdonate la mia posizione sbracata che finisce per cacciare la cima della chitarra fuori dall'inquadratura...


Come termine di paragono c'è il seguente video:

Qui il giovane artista suona tutto in prima posizione mentre io, invece, suono la seconda metà del brano in seconda posizione...

Poesiaccia 19-Marzo-2012
Nonostante overdose di cioccolato fondente continuo a essere di umore pessimo.
Questo cattivo umore mi ha portato a produrre la seguente “poesia”.

Un tempo era incandescente
e il suo fuoco animava le membra.
Dietro gli occhi baluginar di fiamma.

Adesso lacrime di pioggia
ne bagnano la superficie fredda.
Scorrono fra le sue crepe lavando via
fantasmi di memorie migliori.

Perduto il colore, perduto il calore,
rimane solo il grigio della cenere.

Nessun eco di risa lontane:
la pietra del mio cuore è silenziosa.


Rivoluzione! 20-Marzo-2012
Stamani mi sono sentito importante: ho ricevuto un'email che mi metteva al corrente di un imminente complotto internazionale che, gentilmente, condivido con i miei lettori.
Il piano è molto semplice: occupare il parlamento di Londra il 5 novembre e il congresso americano l'11 novembre; subito dopo mettere fine alla guerra, cancellare il debito e ridistribuire la ricchezza (quest'ultimo punto mi va però bene solo se ci guadagno...).

Scherzo? Abbastanza ma non totalmente. Stamani ho infatti ricevuto la seguente email da parte di Anonymous:
L'email mi è stata inviata da fmformation.net un forum a cui mi ero iscritto anni fa quando giocavo a "Football Manager 20XX". Immagino che sia da là che hanno preso il mio indirizzo email. Sarà interessante vedere quante persone riusciranno a coinvolgere: la mia sensazione è che sarà un flop ma vedremo...

The Entertainer 20-Marzo-2012
Questo è il secondo brano che ho imparato.
Tecnicamente ci sono un paio di slide ma soprattutto devo suonare note su corde non adiacenti e, inizialmente, incespicavo sempre su quelle nel mezzo!
Rispetto al brano precedente inoltre la ritmica è più complessa: soprattutto il maestro mi aveva dato la tablatura senza i tempi dicendomi di scoprirli da solo per esercizio: sfortunatamente questo brano non lo conoscevo e così ho adattato tutto al mio gusto. È possibile che i tempi originali siano molto diversi...

Nota stilistica: l'abbigliamento del chitarrista sembra quello della puntata precedente e, in realtà, è proprio lo stesso: il motivo non è che il chitarrista ha solo quegli abiti ma che le registrazioni sono state effettuate una dopo l'altra...

Soddisfazione (molto piccola) 21-Marzo-2012
Oggi ho iniziato a fare gli esercizi e, dopo pochi secondi, ho avuto la netta sensazione che una corda fosse stonata: strano perché la mia chitarra regge l'accordatura molto a lungo. Comunque la sensazione era così forte che ho voluto controllare con l'accordatore che mi ha dato completamente ragione: la corda incriminata era MOLTO scordata

Ledificio (4/10)

Quarta puntata del racconto Ledificio: vedi anche parte 1, 2 e 3.
Il protagonista, entrato insieme a due compagni in un misterioso edificio, è rimasto solo e non riesce più a uscirne. Non solo: l'edificio sembra essere un labirinto dove strani fenomeni inspiegabili sono all'ordine del giorno...

-= 4 =-

Non so quanto a lungo corsi gridando: lentamente però la futilità del mio terrore iniziò a divenirmi evidente. È difficile dire quando successe ma, a un certo momento, iniziai ad accettare che la realtà che mi circondava non seguiva le leggi naturali a cui ero abituato. Stranamente questo pensiero ebbe il potere di calmarmi: per quanto strano, il passare a concepire di non essere in una situazione folle, in una specie di incubo assurdo, ma in qualcosa di ancora, temporaneamente, non comprensibile fece riprendere il controllo alla parte razionale della mia mente. L'alternativa del resto sarebbe stata solo quella di impazzire e di continuare a vagare senza meta per chissà quanto tempo ancora...
So cosa penserà il lettore, ma non è come potrebbe pensare: mi pizzicai più volte il braccio, e verificai che ero completamente sveglio!

Fu poco dopo aver ripreso il controllo di me stesso che mi capitò di notare una luce diversa, più luminosa, veramente luce, filtrare da sotto una porta. Incuriosito dal cambiamento andai subito a investigare: strattonai a lungo la porta che non si voleva aprire ma alla fine questa cedette e io potei passare.
Mi ritrovai in un piccolo balcone: la prima sensazione che provai fu la gioia immensa per aver ritrovato la luce del sole! Era una giornata nuvolosa ma i colori mi sembravano così intensi e vividi come mai ricordavo di averli visti. L'aria puzzava di cattivo e di fumo e il balcone sembrava essere stato usato per accatastarci delle cianfrusaglie: c'erano pile di scatole piene di rottami metallici, pezzi di legno, tubi ma anche bambole e giochi per bambini, cornici di quadri, un vecchio lampadario e molti altri oggetti ancora. Ma la mia attenzione era tutta rivolta a quanto vedevo all'esterno: a nemmeno dieci metri di distanza, quattro persone, tre uomini e una ragazza, erano in attesa alla fermata dell'autobus.
Mi accorsi che un pannello della vetrata del balcone si poteva aprire e freneticamente sganciai i fermi che lo tenevano chiuso. Stranamente non urlai: per qualche motivo ero sicuro che non avrebbero udito la mia voce. Presi invece una cassetta di plastica nera e la scagliai con tutte le mie forze sulla strada. Con mio stupore questi si voltarono e guardarono verso l'alto, nella mia direzione. Abituato a rimanere sempre deluso ero convinto che non mi avrebbero visto o che, improvvisamente, sarebbero scomparsi. Invece uno degli uomini gridò: “Che fai ragazzo, sei impazzito?” e poi “Come hai fatto a finire lassù?”.
Non capii bene cosa intendessero ma ero così felice che non me ne preoccupai e, finalmente, ritrovai la voce e urlai: “Fatemi uscire! Sono imprigionato qua dentro! Non riesco a trovare l'uscita!” o qualcosa di questo tenore, non sono più sicuro...
Evidentemente il tono allarmato della mia voce fece capire agli uomini che non scherzavo e che dovevo avere un serio problema: subito infatti due di essi passarono attraverso una fessura nel recinto che circondava l'edificio (che alla luce del giorno mi sembrò molto più mal ridotto di quel che ricordavo) e sparirono poi dalla mia visuale.
Un vecchio con la ragazza rimasero invece a guardarmi: io non osavo muovermi e rimasi anch'io zitto a fissarli. Il vecchio stava mormorando qualcosa all'orecchio della giovane che mi fissava intensamente. Poi mi sentii stupido a restare così senza parola e, accorgendomi che doveva essere quasi mezzogiorno, chiesi: “Sapete niente dei miei amici?”.
Fu il vecchio a rispondermi: “Quali amici?”. E io: “Eravamo insieme: avevamo bevuto e volevamo visitare una stanza famosa al secondo piano...”.
Il vecchio ridacchiò. Non capii ma non mi preoccupai troppo perché, nel frattempo, mi sembrava di udire dei rumori provenire dall'interno dell'edificio: i soccorsi si stavano avvicinando!
Poi il vecchio, dopo aver meditato qualche secondo, mi rispose con lo strano sorriso furbo di chi pensa di saperla lunga: “Se tu avessi la mia età e avessi letto i giornali lo sapresti!”
I rumori all'interno dell'edificio erano ancora più forti e finalmente sentii delle voci che mi chiamavano proprio dietro la porta del balcone.

Fui scellerato: non ragionai. Questi minuti di ritorno alla realtà mi avevano fatto dimenticare tutto quello che avevo passato compresi i paradossi nei quali mi ero imbattuto. Senza riflettere aprii la porta e ritornai nella stanza adiacente al balcone sicuro di incontrare i miei salvatori. Invece ritrovai solo l'odiosa luce grigia e il silenzio assoluto. In un attimo di panico mi girai ma la porta che dava al balcone non c'era più.
Tentai freneticamente tutte le porte della stanza ma fu inutile: ero di nuovo completamente sperduto.