Ma davvero viene chiamato così?! Comunque…
1. Personalmente io sarei, almeno nel sistema democratico attuale ( per alternative vedi [E] 20), per un proporzionale puro, senza coalizioni, con soglia di sbarramento bassa.
2. Sono fortemente contro le circoscrizioni estere.
3. Fortemente contrario anche ai candidati già ordinati sulle liste e che, in pratica, garantiscono la poltrona al primo nome: annullano il valore delle preferenze, della qualità quindi del candidato e dell'importanza che l'elettore si informi sulle persone.
4. La raccolta firme per collegio dovrebbe essere invece bassa magari anche meno della 1500 richieste nella precedente legge.
5. Come obiezioni minore sono contro all’alternanza di genere.
Le mie motivazioni:
1. Il proporzionale è puro è il meccanismo più “giusto” ovvero che dà lo stesso peso a tutti i voti. Certo c’è il problema della governabilità ma è un problema inevitabile: si potrebbe alleviare facendo come in altri paesi (ho in mente l’Olanda) dove già prima delle elezioni i partiti si mettono d’accordo sul programma che cercherebbero di realizzare se governassero insieme. Questo sistema responsabilizzerebbe gli elettori spingendoli a non votare, per esempio, per il partito che ha fatto fallire una possibile alleanza di governo senza buone ragioni.
L’entità “coalizione” invece non ha senso democratico in un sistema proporzionale (vedi poi).
La soglia di sbarramento (il 3% mi sembra ragionevole) è per evitare che partitini insignificanti possano divenire l’ago della bilancia, contemporaneamente tale soglia non deve essere troppo alta altrimenti rischierebbe di impedire a nuovi soggetti politici (che in genere nascono necessariamente piccoli) di raggiungere il palcoscenico nazionale.
2. Sono contrario alle circoscrizioni estere perché chi vive all’estero NON ha idea della situazione italiana e non è giusto quindi che influisca sulla vita politica del paese. Comunque poi i voti provenienti dall’estero dovrebbero avere lo stesso valore di quello dei residenti: ogni voto deve “valere” come gli altri.
3. I partiti NON dovrebbero avere il potere di decidere chi verrà eletto: cioè ovviamente devono poter decidere loro chi candidare nelle proprie fila ma poi dovrebbero essere solo le preferenze degli elettori a stabilire chi accederà in parlamento e non (com’è in pratica) l’ordine in cui sono stampati i nomi sulla scheda elettorale.
4. Essendoci già una soglia di sbarramento non c’è bisogno di filtrare troppo a monte: è meno importante la raccolta delle firme che, nella pratica è solo un gigantesco ostacolo burocratico/organizzativo che penalizza ingiustamente le potenziali nuove forze politiche. Forse poter firmare tramite SPID potrebbe aiutare ma è comunque un ostacolo per chi non ha familiarità con lo strumento informatico.
5. L’alternanza è a mio avviso inutile: sembra dire agli elettori “voi siete stupidi e non sapete scegliere, quindi vi aiutiamo noi…” Poi alla fine questo è un problema minore perché vi è quello a monte dell’ordine di lista stabilito dal partito che è molto più grave.
Voti al Melonellum:
1. Mettere un premio di maggioranza a una coalizione non ha senso in un sistema elettorale proporzionale. Chiaro che l’obiettivo è la governabilità ma così si introduce una distorsione di rappresentatività ingiusta. Quindi voto base 6 di incoraggiamento modificato così: proporzionale +1, prevede coalizioni -1, premio di maggioranza -1, soglia di sbarramento +1. Si rimane a 6.
2. Circoscrizioni estere: facendo dei calcoli MOLTO approssimativi i voti degli italiani all’estero contano un po’ meno di quelli dei residenti ma, come spiegato, secondo me non dovrebbero neppure esistere quindi: Modificatore -1 (voto totale 5)
3. I partiti decidono (in pratica chi sarà eletto rendendo ininfluenti le preferenze): -3 (voto totale 2)
4. L’innalzamento esagerato del numero di firme necessarie è chiaramente inteso per bloccare preventivamente l’entrata in Parlamento di nuove forze politiche: 6.000 firme su circoscrizioni di 100.000 elettori equivalgono al 6% dei voti. Praticamente così si blocca completamente il ricambio ideologico della politica. Modificatore: -3 (Voto totale -1).
5. Sistema di alternanza: una scemenza comunque ininfluente. Modificatore -.5 (voto totale -1.5)
Così il voto finale del Melonellum è -1.5 che è probabilmente in linea, voto più voto meno, con la precedente legge elettorale.
Del resto la politica italiana è in crisi da tempo: ci sarebbe da scrivere parecchio sul perché (ci sono cause esterne e interne) ma di certo questa legge non migliora la situazione.
Probabilmente alcuni lettori potrebbero stupirsi che io abbia tolto ben 6 voti complessivi ai punti 3 e 4 mentre a quello che è il grosso del nuovo sistema elettorale abbia attribuito un modificatore finale neutro. Il fatto è che abbiamo un parlamento pieno di partiti e parlamentari sistemici (che quindi non fanno gli interessi degli italiani ma delle lobbi economiche ed estere) e quindi anche riarrangiandoli nei modi più strani il risultato finale non cambia: verrà fuori comunque un governo sistemico che andrà contro gli interessi degli italiani.
I punti 3 e 4 sono invece per me ben più gravi perché impediscono un cambiamento democratico positivo, un ricambio ideologico ormai più che necessario.
Attualmente non si vota infatti per sinistra, centro o destra ma per liberismo, neo liberismo e turbo liberismo: questa sono infatti le sostanziali ideologie che è possibile votare in Italia…
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