«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

mercoledì 21 ottobre 2026

Odio++

I video di Barbero mi piacciono tantissimo: ha un qualcosa di particolare nell’esprimersi, nell’immediatezza del linguaggio, forse nella mimica non so, che riesce a coinvolgerti immediatamente al contrario di altri suoi colleghi che invece fanno addormentare.

Ma il video che ho visto oggi a casa di mio padre (RUSSIA vs UCRAINA: COME È NATO TUTTO? La spiegazione di Alessandro BARBERO) mi ha lasciato perplesso: non per una qualche affermazione storica (figuriamoci!) ma forse per qualcosa di più profondo.
Nella parte iniziale del video (è un commento del 2022) Barbero spiega che per gli ucraini l’evento storico peggiore del XX secolo fu negli anni ‘30 la carestia, indotta da Stalin, in cui molti contadini morirono di fame. Per i russi invece l’evento peggiore fu l’invasione nazista della Russia che provocò milioni di morti e che trovò volontari anche in Ucraina.
Barbero sembra suggerire che questi due eventi storici abbiano giocato un ruolo importante nell’attuale guerra fra Ucraina e Russia come base di odio reciproco.

Da qualche versione ho aggiunto nella mia Epitome un sottocapitolo ([E] 6.8) intitolato “Il paradosso dell’odio” in cui, in breve, espongo la seguenti tesi: l’odio nasce quando una persona, un gruppo, un popolo subisce quella che percepisce come una gravissima ingiustizia e che solo chi la subisce direttamente odia spontaneamente. Il punto è che le generazioni successive non proveranno automaticamente odio per i discendenti di coloro che avevano causato la presunta ingiustizia: deve essere insegnato loro. In altre parole l’odio deve essere volutamente tramandato per mantenersi vivo altrimenti muore con chi ha subito l’ingiustizia iniziale.
E in effetti Barbero accenna anche che nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale (non so bene che periodo intenda forse dagli anni ‘60) questo odio rimase “sospeso”. In altre parole, traduco io, fu dimenticato da tutti coloro che erano nati più o meno dopo la seconda guerra mondiale (e che quindi non avevano direttamente vissuto nessuno dei due eventi).

La mia obiezione è quindi che questi eventi non sono alla base della guerra fra Ucraina e Russia ma che piuttosto sono stati usati strumentalmente dalla propaganda dei due paesi per infiammare gli animi: sono cioè delle scuse, dei protomiti che le relative propagande hanno ingigantito e sfruttato per i propri scopi.
Capite la sottile differenza? Le ragioni della guerra sono altre, gli eventi citati da Barbero erano stati superati e la loro sola memoria non aveva nessuna forza, era un fantasma intangibile.

Questo ci insegna anche che vi sono le ragioni dei potenti, delle élite, che hanno i loro obiettivi e ci sono poi le ragioni date ai popoli, che per tali guerre devono dare il sangue e talvolta la vita.
Questi stessi poteri, evidentemente sfruttando i media, sono in grado di disotterrare vecchi protomiti, vecchi odi, e di insufflargli nuova vita convincendo le nuove generazioni della loro attualità. Ci sarebbe poi da riflettere su quanto facilmente è facile infiammare un popolo all’odio, in genere attribuendo a gruppi specifici colpe reali o no. L’abbiamo visto durante la pandemia: i politici hanno eccitato l’immaginazione della maggioranza della popolazione contro chi, per motivi più che legittimi rifiutavano il vaccino sperimentale contro il COVID: non ricordate, per esempio, il sadismo (del resto latente in gran parte della popolazione) degli infermieri che all’epoca si vantavano sulle reti sociali, come se facessero un’azione degna di lode che riparassero a un’ingiustizia in effetti, di far soffrire volutamente i non vaccinati che avevano la sfortuna di finire nelle loro mani?

Mi si potrebbe obiettare che i russi dalla fine della seconda guerra mondiale hanno sempre festeggiato ogni anno la vittoria contro il nazismo: è vero e infatti la propaganda può sfruttare tale evento per giustificare non tanto l’odio contro gli ucraini in generale ma piuttosto contro le loro milizie neonaziste.
Viceversa la propaganda ucraina ha potuto rimodellare a proprio piacimento il protomito originale (le carestie degli anni ‘30) per indirizzare il rinnovato odio proprio contro i russi anche se, per esempio, si potrebbe obiettare che anche i russi fossero stati vittime del georgiano Stalin!
Nella guerra fra Ucraina e Russia quindi la propaganda russa ha potuto usare l’odio contro il nazismo per giustificare l’intervento militare mentre la propaganda ucraina ha usato l’odio per infiammare l’ardore dei propri soldati nel combattere contro l'esercito di Mosca.

Insomma, in definitiva rimango della mia opinione: i vecchi odi (per eventi avvenuti a generazioni di distanza) di per sé non hanno nessuna forza: possono però essere sfruttati dal potere, tramite la propaganda, per generare strumentalmente un nuovo odio che, appunto, viene insegnato alle nuove generazioni.

Nessun commento:

Posta un commento