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mercoledì 25 febbraio 2015

Il mercante di Venezia

Ieri sera ho letto la commedia di un mio collega: Il mercante di Venezia di Shakespeare...
Infatti fra i miei DVD “spagnoli” (v. Rivalutazione) ho anche Il mercante di Venezia con Al Pacino e Jeremy Irons.

Come al solito lo ricordavo brutto e noioso ma in verità non avevo avuto la pazienza di seguire con attenzione i sottotitoli in inglese e, non conoscendo la commedia originale, avevo finito per non capirci niente.

In realtà ancora non ho finito di rivedere l'intera pellicola ma ho già notato qualcosa che mi pare interessante.

Alcuni particolari:
1. Il regista inizia il film con la premessa storica sulla disparità di trattamento degli ebrei nell'Europa antica e, in pratica, si spiega che l'usura era uno dei pochi lavori loro consentito.
2. Poi c'è una scena dove uno dei protagonisti, il mercante Antonio (Jeremy Irons), incontrando l'ebreo usuraio Shylock (Al Pacino), lo spintona e gli sputa in faccia.
3. In una scena successiva Antonio è molto triste e guarda languidamente Bassanio, il suo protetto.

Chiaramente l'idea del regista è quella di giustificare Shylock facendolo passare per vittima dei pregiudizi del tempo e di Antonio in particolare. Contemporaneamente l'interpretazione del melanconico Jeremy Irons è particolarmente anodina e lo allontana dalle simpatie dello spettatore: anche il prestito di cui il maturo Antonio si fa mallevadore non pare completamente disinteressato perché inquinato da una velata torbida passione per il giovane Bassanio; al contrario l'interpretazione di Al Pacino è, tutta fuoco, sguardi spiritati, vivida e coinvolgente...

Nella commedia di Shakespeare mancano I punti 1. e 2. mentre della scena 3. c'è solo la melanconia di Antonio ma nessuna allusioni a rapporti più intimi fra questi e il giovane Bassanio...
In verità la scena 2. è descritta in seguito (in Atto I, Sc. III) da Shylock ma si spiega anche, in altri passaggi, che il vero motivo dell'odio di Shylock per Antonio è che questo prestava senza interesse il proprio denaro diminuendo così, indirettamente, i profitti dell'usuraio.

In altre parole nella commedia di Shakespeare la figura di Shylock è netta: quella del cattivo e buffo, ridicolo nella propria eccessiva grettezza. Questo dà la direzione alla trama: il lettore ha ben chiaro chi sono i buoni e chi i cattivi e riesce quindi, immedesimandosi, a calarsi nelle vicende interessandosi all'evoluzione della storia.

Al contrario nella pellicola lo spettatore, per i motivi sopraddetti, rimane completamente spiazzato. Da una parte Antonio sembra un ricco altezzoso e sprezzante con un debole per i ragazzi giovani e belli; dall'altra il personaggio di Shylock è più accattivante ma è altrettanto evidente che non è il buono della situazione!
Il risultato è che lo spettatore non si immedesima con nessuno dei due con la conseguenza di non riuscire a farsi coinvolgere dalla pellicola: questo provoca noia e disinteresse.
Una possibilità avrebbe potuto essere quella di rendere esplicitamente cattivo anche Antonio e di puntare tutto sulla storia d'amore. Questo avrebbe però comportato una più ardita rivisitazione della sceneggiatura che il regista non si è sentito di fare. Inoltre gli attori “big” sono proprio nei ruoli di Shylock e Antonio con la conseguenza che lo spazio dato alla storia d'amore è ancora più piccola e finisce per ruotare attorno all'odio fra il mercante e l'usuraio.

Devo ancora terminare di vedere come la pellicola viene portata avanti ma è già evidente che la scelta miope del regista di riabilitare, almeno parzialmente Shylock, ha pesantemente compromesso l'intera trama andando ad alterare i delicati equilibri fra i vari personaggi.

Conclusione: secondo me un mezzo disastro... Sono curioso di vedere cosa ne pensa la critica!

Aggiornamento (25/2/2015): ovviamente i commenti che ho trovato su wikipedia sono molto superficiali. Solo sulla versione inglese (The Merchant of Venice) si accenna alla volontà del regista di rivalutare la figura di Shylock ma non si approfondiscono le conseguenze di tale decisione...
Aggiungo anche: è stato un disastro al botteghino incassando meno di quanto sia costato, chissà perché...
Ho letto anche questi commenti su un sito specializzato ma mi pare che non vadano molto oltre il bello/brutto. Decisamente la mia teoria, magari sbagliata, è comunque più interessante...

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