«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

lunedì 9 novembre 2020

Riprova

Nel precedente corto Elezioni USA scrivevo che secondo me Trump era stato sconfitto solo a causa della cattiva gestione della pandemia.

Questo articolo porta molti dati che sembrano confermare la mia teoria: Elezioni Usa 2020, l’economia ha pesato più del Covid. Trump non è crollato perché fino alla pandemia disoccupazione e povertà calavano di Felice Meoli da IlFattoQuotidiano.it

Nota: il titolo contraddice il contenuto dell’articolo: è il covid-19 che ha pesato più dell’economia visto che alla fine Trump non è stato rieletto!

Brandelli colpisce ancora! - 9/11/2020
Nooo!!!!!
Torna Prandelli sulla panchina della Fiorentina!

Ma che si creda che Prandelli faccia meglio di Iachini e porti la Fiorentina in coppa UEFA?
Bene che vada ci si salva e allora, se questo era l'obiettivo, si poteva anche tenere Iachini.

Se invece si voleva prendere un allenatore per costruire per il futuro allora che c’entra Prandelli?

A me pare una scelta fatta solo per far star buoni i tifosi: io comunque le partite della Fiorentina con Prandelli nemmeno le guarderò (magari delle vittorie contro squadre importanti, ammesso che ve ne siano, vedrò le repliche).

Ma a che scuola giochiamo? - 10/11/2020
Notizia: Massimo 3 ore e mezza di lezione al giorno da inizio anno, scuola ripartita a singhiozzo in un istituto di Genova: “Siamo senza professori” di Alex Coriazzoli su IlFattoQuotidiano.it

Leggendo il titolo di questo articolo sembrerebbe che nel resto d’Italia la scuola proceda normalmente o sbaglio? Altrimenti perché focalizzarsi su uno specifico istituto di Genova, no?

Da giorni però mi informavo anche da una mia amica con due figli (liceo e medie) per conoscere la situazione. Ora una sola testimonianza non fa statistica ma aneddotica eppure mi sembra significativa. Di seguito tutte le varie informazioni che mi ha fornito:
Liceo
- prima 3 giorni di lezione e uno no, ora fino a Dicembre a casa. [scritto prima dello zilionesimo DPCM che rende la cosa automatica]
- in classe erano rimasti 13 studenti su 26.

Media
- classi decimate (alunni in quarantena)
- nella sezione di un’amica ci sono ancora tutti gli studenti ma non ci sono gli insegnanti: praticamente è rimasto un unico professore ma devono andare comunque a scuola …
- compito geometria senza voto (professore in quarantena) [e non è l’unico caso]
- alcuni alunni si tolgono le mascherine durante le lezioni [sospetto che alle superiori avranno fatto di peggio]

Entrambi
- ora vedo psicologicamente provati anche loro [i figli]: perdono motivazione, sembrano anestetizzati, è una brutta sensazione…
- le scuole sono nel caos.

In effetti da quello che mi ha scritto la situazione è davvero caotica: ma sicuramente avrà ragione l’Azzolina e, nel resto degli istituti scolastici d’Italia (a parte quello di Genova citato nell’articolo), va tutto bene ed è la mia amica ad aver avuto un’esperienza sfortunata.

Soupe - 11/11/2020
Ieri sera sul tardi ho finito di scrivere un racconto (Il Sopravvissuto) a schermo spento, senza cioè vedere quello che scrivevo: è un metodo che dovrebbe stimolare la creatività bloccando la parte più razionale (quella che rilegge ciò che si scrive e che ci fa fermare per correzioni e modifiche interrompendo così la concentrazione) e che mi pare funzioni…

Poco dopo sono andato a letto e durante la notte ho avuto sogni estremamente vividi: mi chiedo se ci sia una relazione fra l’esercizio di creatività e i sogni notturni.

PS: “Soupe” era il nome di un brano musicale per cui una vecchia azienda per cui lavoravo doveva pagare la SIAE e io dovevo lasciare un’annotazione a una segretaria affinché se ne ricordasse! Un sogno super stressante: volevo lasciare due copie, una in italiano e l’altra in francese, ma prima non trovavo la carta, poi la penna, poi non ricordavo un nome, poi il titolo della canzone, poi sbagliavo qualcosa e dovevo ripartire da capo etc...

Infermo - 14/11/2020
In questi giorni scriverò poco perché ho il braccio destro bloccato da un gomito del tennista (dovuto alla mia cattiva postura al calcolatore) che avevo sottovalutato e che però invece di migliorare sta peggiorando. Così adesso uso solo la mano sinistra ma è uno strazio scrivere così lentamente!

“Peccato” perché avrei da ululare contro il governo e la sua gestione maldestra (a dir poco) della pandemia...

Divagazioni insalubri

La libertà non dovrebbe essere contrapposta alla salute: anche nella situazione attuale la libertà potrebbe essere usata bene oppure male: e con "male" intendo comportamenti che mettono a repentaglio la salute propria e degli altri. Solo queste azioni più pericolose dovrebbero essere vietate e sanzionate.
Al contrario si preferisce eccedere nel divieto, vietando e punendo anche ciò che sarebbe lecito e, talvolta, giusto e benefico fare. Questo crea un conflitto fra libertà e salute che però, come detto, non dovrebbe esistere: la protezione della salute si trasforma quindi in ingiustizia.

La domanda allora diviene perché le autorità eccedono nel porre divieti.
La risposta più superficiale è che “gli italiani sono immaturi non seguono i buoni consigli e, lasciati liberi di agire, attuano quei comportamenti malsani che provocano la diffusione del covid-19”. Quindi si decide di colpire tutti per colpire i "molti", che guarda caso sarebbero gli “altri” e mai noi, che non seguono le regole.

In realtà, a mio avviso, le vere risposte sono altre.
Prima di tutto la stragrande maggioranza degli italiani (*1) ha seguito e continua a seguire le regole suggerite, e talvolta normate, nel corso di questi mesi: il problema non è però il rispetto più o meno esatto di specifiche procedure ma piuttosto che queste non funzionano: probabilmente aiutano a contenere ma non a evitare la diffusione del virus. È inutile portare al parco il cane indossando la mascherina la domenica quando poi il lunedì mattina si prende con gli altri pendolari un treno dove si è pigiati come in una stia (oppure si va a lavoro o a studiare in luoghi chiusi e non ventilati, mascherina e distanziamento o non mascherina e distanziamento (*2)).
In secondo luogo c’è l’incapacità di individuare e punire i comportamenti “pericolosi”: forse anche perché poi ci sarebbe il paradosso di non voler sanzionare situazioni ancora più deleterie per la salute che però non si possono o non si è stati capaci di evitare: per esempio i "soliti" trasporti e luoghi di lavoro/studio al chiuso e non ventilati.

In altre parole i divieti in realtà nascondono inefficienza e incapacità: sia nel prevenire che nel controllare.

Al contrario il puntare il dito contro gli italiani “irrispettosi delle regole” sembra essere l’estrema sintesi della politica dello scaricabarile caratteristica di questo governo: quando le cose vanno bene il merito è del governo e, anzi, gli altri paesi chiedono ai nostri ministri, con ossequiosa ammirazione, i suoi “protocolli”; quando vanno male la colpa è delle regioni che non hanno gestito bene la sanità locale oppure dei comuni che non hanno adeguato i trasporti, oppure dei presidi di scuola che non hanno saputo seguir le giuste procedure e, infine, degli italiani, mala gente, che si divertono a infettarsi a vicenda.
Comunque il governo, col pieno sostegno dei media, mi sembra abbia raggiunto il suo scopo: ha diviso ulteriormente gli italiani, che si accusano fra di loro, nascondendo così le proprie responsabilità.

Si può obiettare che la situazione italiana è paragonabile a quella degli altri stati europei che, evidentemente, non hanno fatto troppo meglio al di là delle diverse capacità dei relativi sistemi sanitari.
Questo è vero: negli altri paesi europei la situazione non è troppo migliore e, talvolta, è peggiore.

Questo però non significa che non si potesse fare meglio: come mai non si prende in esame il motivo per cui in estate il virus fosse quasi sparito?
La risposta, non certa ma fortemente probabile, è la vitamina D, che in estate viene prodotta abbondantemente dal corpo grazie alla maggiore esposizione alla luce solare, che rafforza il sistema immunitario proteggendo dal contagio e/o rendendolo meno grave: in pratica si può ipotizzare che chi ora è asintomatico in estate non si sarebbe neppure contagiato, chi ora è paucisintomatico sarebbe stato asintomatico, chi ora è all’ospedale avrebbe avuto solo pochi sintomi etc.

Ecco allora un qualcosa di semplice ed estremamente fattibile che non si è fatto: produrre grandi quantità di vitamina D e distribuirle gratuitamente a tutta la popolazione. Questa semplice precauzione avrebbe probabilmente fatto molto di più di un ipotetico vaccino, sicuramente più costoso, e che comunque ancora non esiste: ma su questo ritornerò poi.

Oppure, visto che le mascherine semplici sono solo un piccolo aiuto nell’impedire la diffusione del virus ma che sono comunque insufficienti per garantire la sicurezza in luoghi chiusi, allora perché non organizzare la produzione di massa delle mascherine FFP 2 per poi distribuirle gratuitamente a tutti?
Non credo che la tecnologia di questi prodotti fosse così complessa da non poter essere riprodotta in Italia.
In questo caso credo che vi sia un problema di fondo ancora più grave: si è lasciata la produzione di queste maschere più sicure all’economia di mercato, ovvero alla buona volontà degli imprenditori. Suppongo che i nostri imprenditori, che scemi non sono, abbiano fatto i propri conti arrivando alla conclusione che dovendo avviare da zero la produzione di questo prodotto il suo costo finale sarebbe stato doppio o triplo di quello proveniente dall’estero e, quindi, non economicamente sostenibile.
Discorso diverso se lo Stato fosse intervenuto direttamente mettendoci tutto il denaro necessario per produrre i milioni di pezzi necessari.
Ma qui è la follia: lo Stato, in ossequioso e ottuso rispetto della teoria economica liberista, non interviene neppure per proteggere e salvare la vita dei propri cittadini. Paradossalmente però, proprio l’assenza di un suo intervento diretto, causa danni ingenti a tutta l’economia del paese.

Infine c’è da chiedersi se queste opzioni non fossero realmente state prese in considerazione questa primavera e, nel caso, perché si è deciso di non far niente.
Io ho il sospetto, ripeto SOSPETTO, che non si sia voluto intervenire per pressioni lobbistiche: un prodotto si vende bene quando la richiesta è alta, meglio ancora se è questione di vita e di morte.
Prendete l’antivirale Remdesivir: produrlo costa 5€ e viene venduto a 2000€, per ogni malato un guadagno di 1995€… non male…
Invece la vitamina D è senza brevetto e se le mascherine fossero state prodotte e distribuite gratuitamente non ci sarebbe stato nessun guadagno per pochi.
Ecco quindi che giocare con la salute della popolazione può essere estremamente remunerativo: e, scusatemi, spero di non offendere nessun lettore scrivendo che è sciocco colui che crede che le case farmaceutiche abbiano a cuore il benessere della popolazione mondiale e non il proprio profitto.
Ipotizzo quindi che le industrie farmaceutiche abbiano fatto notevoli pressioni lobbistiche su politici, giornalisti, medici e virologi affinché il problema del ritorno dell’epidemia venisse sottovalutato: tanto a dicembre il vaccino sarebbe stato pronto e la pandemia comunque risolta con beneficio di tutti e, soprattutto, di pochi...
Non si sarebbe trattato di niente di nuovo solo che le previsioni erano sballate: adesso infatti del vaccino a dicembre non si sente più parlare con, oltretutto, voci che la sua efficacia, al di là degli eventuali rischi, sarebbe pure scarsa…

Insomma alla miopia della politica nella gestione di questa emergenza potrebbero aver contribuito, oltre all’ovvia difficoltà di affrontare un problema inedito, anche pressioni esterne.
Dal canto loro le opposizioni non hanno "aiutato" il governo ad anticipare il problema e, per questo, adesso non possono, giustamente, cogliere pienamente i frutti delle incapacità della maggioranza.

Bisognerebbe poi iniziare a renderci conto che le case farmaceutiche non sono la soluzione ma parte del problema. Ma qui si aprirebbe una questione molto più ampia di (re)visione della società nel suo complesso, del significato di espressioni come "diritto alla salute" e del ruolo dello Stato: chi è interessato può trovare qualche idea al riguardo nella mia Epitome...

Conclusione: vuoi per banale incapacità, vuoi per colpevole collusione, lo Stato non è stato capace di intervenire efficacemente per prevenire ed evitare la seconda ondata di covid e adesso tutti ne stiamo pagando le conseguenze. La responsabilità non sarebbe però di chi aveva il potere di fare e non ha agito ma degli italiani cattivi e incoscienti.
Volendo chiudere con un "sorriso", uno dei tanti insegnamenti che si possono trarre da questa malagurata gestione della pandemia è che cercare di sconfiggere un virus a colpi di burocrazia equivale a cercare di afferrare il vento con una rete da pesca. Solo chi ha molta Speranza può credere che funzioni.

Nota (*1): per non parlare poi di commercianti e imprese che hanno dovuto mettersi a “norma” con spese significative rivelatesi poi completamente inutili o quasi.
Nota (*2): a questo riguardo è molto chiarificatore il seguente articolo:
Un salotto, un bar e una classe: così si trasmette il contagio per via aerea di Mariano Zafra e Javier Salas su Repubblica.it (l’articolo originale su El Pais).
È evidente che coabitare per molte ore in un ambiente chiuso e non ventilato provoca, in pratica automaticamente, il contagio: mascherine o non mascherine. Nei grafici si vede infatti cosa succede dopo 2 ore: immaginiamoci cosa accade quindi a rimanere 5 o 8 ore in un ambiente saturo di virus...

domenica 8 novembre 2020

Saggezza inascoltata

Avrei un pezzo un po’ impegnativo da scrivere (su Antifragile) ma non ne ho voglia e preferisco rimandare…

Piuttosto potrei scrivere delle mie riflessioni su FB: ho infatti la sgradevole sensazione che più sono intelligenti e più vengono ignorate!
A questa tendenza contribuisce chissà come FB con i suoi algoritmi: è chiaro infatti che se mostra un mio commento a 20 persone oppure a 5 allora il numero delle risposte che ricevo ne è fortemente influenzato.

Spesso ho notato un effetto “valanga”: più un commento riceve “like” e più diviene visibile aumentando la possibilità di ricevere ulteriori consensi.
Molto dipende quindi dagli amici “base” selezionati da FB e dalle loro reazioni iniziali: è possibile che FB abbia selezionato i miei amici “base” scegliendo fra quelli maggiormente interessati alle banalità piuttosto che alle riflessioni un minimo più profonde.

Poi, per scelta, su FB pubblico solo pensieri molto semplici: è tempo sprecato fare ragionamenti un minimo approfonditi.
Ah! Ho anche notato che le domande generano più facilmente delle reazioni rispetto ad affermazioni assertive. Vediamo comunque nel dettaglio come è andata nell’ultimo mese: di seguito copierò ciò che ho pubblicato nella mia bacheca accompagnato da un marcatore che ne identifichi la tipologia, mia valutazione dell’importanza (=, +, ++, +++), e seguito dal numero di “like” e di commenti ricevuti. Quando indico “Articolo XXX” significa che ho pubblicato un collegamento a un articolo, niente di direttamente mio.

6/XI [Meme buffo (di matematica) =] – Immagine – 0 “like” - 0 commenti
5/XI [Epitome +] – Commento spiritoso su nuova versione Epitome - 0 “like” - 0 commenti
4/XI [Riflessione ++] - «Un'affermazione può essere fattualmente corretta ma operativamente irrilevante.» - 0 “like” - 0 commenti
3/XI [Riflessione +] - «Ci pensavo da qualche giorno: secondo me un altro motivo per cui il covid-19 si diffonde è che parecchi paucisintomatici (e a maggior ragione se asintomatici), lavoratori autonomi, preferiscono evitare di farsi il tampone per non rischiare di essere messi in quarantena perdendo così la possibilità di lavorare per un tempo potenzialmente lungo (senza parlare delle storie di "abbandono" da parte delle autorità sanitarie).
Ovviamente sbagliano in quanto rischiano di infettare, potenzialmente con esiti mortali, tutte le persone con cui vengono in contatto. Allo stesso tempo però il loro comportamento è comprensibile: se lo Stato non ti supporta con degli indennizzi adeguati, assumendosi il costo della sicurezza collettiva, allora il singolo lavoratore scarica tale rischio/pericolo sugli altri.
La morale, non sorprendentemente, è che la povertà favorisce la malattia non la salute.» - 3 “like” - 0 commenti
2/XI [Articolo politico/sanitario +] - 1 “like” - 0 commenti
1/XI [Riflessione =] - «Che delusione Prezzolini!» - 1 “like” - 0 commenti
31/X [Articolo curiosità =] - 0 “like” - 0 commenti
30/X [Riflessione +] «In teoria tutti sono favorevoli al rispetto e alla tolleranza ma basta navigare su FB per rendersi conto quanto tali principi siano professati solo a parole ma non realmente creduti.
Di solito i messaggi (ovviamente mi riferisco a quelli che abbiano un minimo di contenuto ideologico) sono: “le cose stanno così e chi la pensa diversamente da me è un cretino/fascista/negazionista/ignorante/etc”.
Sarebbe invece più costruttivo un approccio del tipo: “Io la penso così: e voi? E perché?”.
Insomma le reti sociali potrebbero essere un luogo dove dialogare e scambiarci idee mentre invece finiscono per essere dei ring dove si sfoga sterilmente la propria frustrazione: dove, schiumando rabbia, si sbraita che gli altri sbagliano e che solo noi capiamo tutto. Dove magari si raccolgono un pugno di consensi senza rendersi conto di allontanarne il doppio…
Ma a FB, col suo meccanismo del “like”, va bene così: il suo scopo è profilare gli utenti e in questa maniera vi riesce molto più facilmente...» - 6 “like” - 1 commenti
29/X [Riflessione =] - «"for whatever may be the evils resulting from a too susceptible heart, nothing can be hoped from an insensible one" (cit.)» - 0 “like” - 0 commenti
28/X [Meme buffo =] - 3 “like” - 0 commenti
27/X [Articolo su Covid +] - 1 “like” - 2 commenti
25/X [Domanda +] - «È preferibile non fare niente oppure fare qualcosa di inutile non potendo fare di proficuo?» - 3 “like” - 7 commenti
24/X [Riflessione ++] - «Riflessione per il fine settimana: una serie di osservazioni giuste non garantisce una sintesi corretta.
Da un altro punto di vista il semplice riconoscere ed elencare una serie di errori non garantisce di trovare una strategia per risolverli.» - 1 “like” - 0 commenti
21/X [Articolo locale su Covid +] - 1 “like” - 1 commenti
21/X [Video Bagnai +] - 0 “like” - 0 commenti
20/X [Articolo su Covid +] - 0 “like” - 0 commenti
20/X [Articolo su Assange +] - 0 “like” - 0 commenti
20/X [Scherzo =] - «Stamani un momento di commozione: ho trovato sotto il letto un calzino grigio listato di rosso e mi sono ricordato di averne uno uguale in bagno: il momento in cui li ho fatti rincontrare dopo anni di separazione è stato super emozionante!» - 9 “like” - 0 commenti
20/X [Articolo salute +] - 0 “like” - 0 commenti
18/X [Articolo lavoro +] - 1 “like” - 1 commenti
18/X [Articolo covid +] - 0 “like” - 4 commenti
18/X [Riflessione ++] - «Ciò che si può comprare è ritenuto legittimo possederlo ma, invece, talvolta non dovrebbe essere neppure lecito venderlo.» - 1 “like” - 0 commenti
17/X [Articolo su Assange +] - 0 “like” - 0 commenti
15/X [Scherzo =] - «Orco! Mi è appena arrivato un libro (7€) ordinato su Amazon: pensavo fosse qualcosa di leggero sulle 100 pagine e invece è di 450 e scritto pure in piccolo!
Diciamo che per il rapporto pagine/prezzo ho fatto un affare...» - 4 “like” - 3 commenti
12/X [Meme Partito Comunista +] – 1 “like” - 2 commenti
12/X [Riflessione +] - «Esercizio di poesia, completare con un terzo verso:
"È mesto il raggio della Luna, e Dio
Lo temprò in armonia colla sventura"» - 1 “like” - 0 commenti
10/X [Domanda =] - «Sondaggio: normalmente leggete un libro alla volta o 2 (o più) insieme?» - 1 “like” - 7 commenti
9/X [Riflessione =] - «Interessante: sembra, siccome di vaccino per l'influenza oggi ce n'è poco, che ora lo vogliano tutti...» - 2 “like” - 2 commenti
8/X [Domanda ++] - «Quesito: poiché in generale la verità fa male allora ciò che fa piacere è falso?» - 1 “like” - 2 commenti

Bo, difficile trarre conclusioni definitive: in realtà vengo poco considerato in assoluto!
Anche se bisogno considerare che su FB ho solo 86 “amici” mentre la media credo sia di 200-300…
Comunque, più o meno, mi pare che le tendenze che avevo percepito si riflettano anche nei dati di questo ultimo mese: dovrei fare un lavoro più sistematico per ottenere indicazioni più precise ma non mi pare ne valga la pena.

Non ci credo! Per curiosità ho controllato il numero di amici dei primi 10 utenti con cui sono più in contatto (di cui uno l’ho cambiato perché aveva tale numero nascosto). Ecco i risultati:
1165
4986
404
2289
458
1805
2193
2553
588
209

Con media di 1665!! Ora, ripensandoci, gli utenti più attivi è probabile che abbiano anche più amici ma di sicuro la media è comunque più alta di quello che pensavo!
E non è che, nonostante questi numeri, raccattino molti più consensi di me…

È proprio FB progettato volutamente male per impedire la comunicazione costruttiva e bene per profilare gli utenti…

Conclusione: sono sempre più dell'idea che FB sia una perdita di tempo anche se, in effetti, ogni tanto c'è qualcosa di interessante...

giovedì 5 novembre 2020

Trampata

Non ho seguito le elezioni in USA ma avevo bisogno di un nome in codice per la nuova versione 1.7.0!
Fra ieri e oggi ho infatti completato anche la riscrittura parziale del capitolo 17 (l’ex 15, ma l’ho spostato in fondo alla Parte II dell’Epitome) che mi ha impegnato moltissimo.

Alla fine mi pare di aver fatto un lavoro discreto ma è stata particolarmente dura: normalmente per scrivere un sottocapitolo mi occorre una pagina di quadernone di appunti: i nuovi sottocapitoli sono 4 ma le pagine del quadernone 8!
In effetti il lavoro di sintesi svolto è discreto ma non è terminato, comunque molto meglio del vecchio testo che, come ho già spiegato, era ormai obsoleto…

Altre novità sono:
- modifiche alle epigrafi capitoli 7, 10, 11 e 15;
- aggiunti i sottocapitoli 6.3, 13.6 e 14.6;
- cambiamento importanti in 3.2 e 3.3;
- aggiornato il sottocapitolo 17.4 (ora 16.4);
- aggiunta sezione “Ringraziamenti”;
- eliminati/inglobati i vecchi sottocapitoli 15.1, 15.2 e 15.3;
- cambiata posizione del capitolo 15 ora divenuto il 17;
- aggiunti i nuovi sottocapitoli 17.1, 17.2, 17.3 e 17.4;
- cambiati i titoli di 17.5 e 17.6;
- aggiunta nuova appendice D.

In totale Trampata ha 355 pagine e 1428 note contro le 334 pagine e 1340 note della versione 1.6.2: insomma una crescita significativa, praticamente è come se avessi aggiunto un nuovo capitolo…

Nella versione 1.6.2 avevo anche deciso di abbassare il registro stilistico dell’opera, cercando di renderla più alla mano: ovviamente non volendo riscrivere tutto mi ero limitato a cambiare la prima persona plurale in singolare e poco altro.
Invece in questa nuova versione, specialmente per la riscrittura del capitolo 17, mi sono espresso più liberamente indicando chiaramente gli aspetti che mi lasciavano perplesso: mi sento molto più a mio agio con la mia coscienza adesso!

Conclusione: adesso voglio lasciar perdere per un bel po’ l’Epitome ma so già che a dicembre mi tornerà la voglia di rimetterci le mani: Antifragile di Taleb ha molti punti di contatto con le mie teorie e già medito alcune integrazioni qua e là…