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domenica 8 gennaio 2023

Tanti sogni

Ultimamente sto sognando moltissimo. Soprattutto ieri notte ho fatto un sogno a puntate come a volte mi succede col risultato, in genere, che la trama si complica e prende pieghe strane.

Nel sogno avevo il ricordo di un sogno sognato la notte precedente [non sono sicuro di averlo realmente fatto o se magari è solo una memoria immaginaria] che però consideravo la realtà: ero uscito a cena con una mia amica che, nella realtà, non vedo da anni.
Stavolta, circa una settimana dopo, le ritelefono per fissare di nuovo: scambiamo qualche parola e le propongo un’altra cena per la sera stessa. Seppur non proprio entusiasticamente accetta.
Ci troviamo al “ristorante” che però si trasforma nel grande atrio di un centro commerciale (lo spazio dopo le casse e sul quale si affacciano gli altri negozi).
E invece di cenare ci mettiamo a giocare una partita a scacchi con orologio e scacchiera ma senza i pezzi!
Dopo una dozzina di mosse lei si alza per andare al bagno: mentre io sto pensando alla mia mossa l’orologio inizia a suonare: evidentemente lo avevo programmato male e, invece di aver selezionato una partita lunga, avevo scelto una rapida.
Tutto sommato sono sollevato perché mi rendo conto di non ricordare esattamente la posizione della scacchiera e senza la lista delle mosse giocate non riesco a ricostruirla [delle difficoltà mnemoniche nei sogni ho già scritto spesso].
Quando l’amica ritorna non si scompone né arrabbia né sospetta qualche mio imbroglio ma, semplicemente, decide che allora la “cena” è finita e quindi mi saluta e se ne va.
Io resto perplesso: ragiono che, rispetto alla settimana precedente, l’appuntamento è stato un passo indietro anche se però, almeno, ci siamo visti. Decido di scriverne a una mia cugina per averne il suo parere [cosa che mi è capitata di fare più volte nella realtà (*2)].

Nel corso della notte ci rimugino sopra intrigato e quando mi riaddormento...

Questa volta sono a casa sua [ma in realtà è un’altra casa]. Molto piccola, a pianta quadrata: un piccolo ingresso/cucina con due camere minuscole e il bagno intorno.
I suoi genitori non ci sono e dovrebbero tornare il giorno dopo
Chiacchieriamo a distanza, nel senso che non è una serata intima ma rimane una certa freddezza: le dico che l’appuntamento della cena è stato anomalo e che sono però contento di rivederla con più calma.
Sfortunatamente, con mia frustrazione, dopo poco arriva un uomo e non mi è chiaro che relazione abbia con lei. Viene trattato più come un conoscente che come un fidanzato (*3).
È un po’ più robusto e alto di me (ci vuole poco) e completamente pelato.
Ci studiamo con lo sguardo e anche lui sembra perplesso dalla mia presenza: evidentemente vogliamo capire i rispettivi rapporti con l’amica ma senza affrontare brutalmente il discorso.
Squilla il suo telefono ma per qualche motivo non riesce a rispondere o va via la linea.
Nel frattempo lo fa sedere sul divano mentre io sono su una poltrona accanto. Non ricordo ma suppongo si scambi qualche parola di circostanza.
Ma dopo poco arrivano i suoi genitori rientrati in anticipo (e probabilmente erano loro che avevano provato a telefonare). Mi salutano con simpatia, e anch’io sono contento di vederli, ma mi rendo conto che c’è qualcosa che non va: sono molto preoccupati e tesi. Non verso me ma, mi pare, verso l’uomo sul divano.
Forse per sfida l'amica si accoccola però fianco a fianco dell’uomo che sorride: felice di essere stato scelto.
Senza perdere tempo, forse deluso, decido che non ha senso per me restare: evidentemente avevo valutato male i segnali di lei. La saluto e, con la prima scusa che mi viene in mente, le dico che devo andarmene. Quando poi mi rivolgo a salutare il padre mi accorgo solo allora che ha delle occhiaie nerastre paurose. Mi saluta con affetto e mi dice di stare attento di farmi vedere da un prete perché “quella là”, la figlia cioè, ha un male che corrompe. Penso a un demone e a un qualche tipo di possessione…

Poi mi sveglio: ma resto a lungo perplesso. Quale male incombe? Il tizio era il demone o un’altra vittima da “infettare”? Che problema avevano i genitori? Perché quella casa?
Comunque la sensazione inquietudine mi è durata tutta la notte e ha influenzato i sogni successivi.

Per esempio ne ricordo un altro in cui tornava una pandemia, non ricordo se di covid, comunque entro in una scuola (non so per cosa, ma avevo due macchine fotografiche e diverse valige, forse volevo documentare la situazione all'interno; non chiara mia età) e per prima cosa la bidella mi riempie di regole su cosa fare e non fare. Nella classe non c’è nessuno che conosca ma un tizio parecchio in carne (che ricorda Pandorino Bianconero) è a un calcolatore e prende i dati e, bo, ci spippola. In pratica non c’è più il Verdepasso, abolito dal governo Meloni (?), ma c’è il Certificato Verde che attesta la buona salute (e non le vaccinazioni) del portatore.
Chiaramente mi rendo conto che è una sciocchezza burocratica e, dalla tosse che sento in giro fra i “certificati”, immagino che siano tutti infetti o che lo saranno presto.
Ma anche in questo sogno, la stanza scura, le persone strane, la malattia ignota, predomina la cupezza: la sensazione di disastro è nell'aria pesante.

E oggi ho sognato che la mia casa era un monolocale di legno che poteva muoversi in basso e in alto come una sorta di grande ascensore. L’unica cosa che non mi tornava era che le luci erano collegate al motore dell’ascensore con tutti i cavi che si riunivano in una specie di radiosveglia di plastica bianca con all’interno la chiave di casa. Mi infastidiva perché non capivo come aprire la porta e contemporaneamente controllare l’ascensore o le luci. Lo so: non c’è molto senso e infatti ero confuso…

Ma come mai tutti questi sogni (*1)?
Io credo dipenda dal tè: a causa della pressione alta degli ultimi giorni (sui 90-130 e i battuti altissimi 90+) ho provato a ridurre sensibilmente le mie tazze quotidiane di tè.
Negli ultimi giorni ne prendo uno buono la mattina e un tè verde dopo pranzo e, per il resto della giornata, mi arrangio con infusi (schifosi) vari. La pressione mi sembra in discesa: ieri non ho controllato ma il giorno precedente ero a 85-125. Diversamente da quanto si dice io mi accorgo se ho la pressione alta da delle sensazioni alle tempie, agli occhi e alla nuca e, al momento, non sento quasi più niente. In mattinata riverificherò (*4).

Comunque il punto è che, probabilmente, sia la durata che la qualità del mio sonno è aumentata sensibilmente (direi un 50%) e può darsi che per questo sogni anche di più.
È una fortuna che non mi costi praticamente niente cambiare abitudini anche se inveterate: non è tanto forza di carattere ma debolezza delle mie “voglie”. Se deciderò di smettere di bere tè non avrò problemi a farlo...

Conclusione: dormendo meglio sono meno nervoso e quindi dormo meglio: probabilmente fra un po’ dormirò e basta!

Nota (*1): sogni mi sono via via appuntato in questi ultimi 2-3 giorni, altrimenti non ricorderei praticamente niente!
Nota (*2): tipicamente poi decido di testa mia e in qualche maniera comunque spesso riesco a ottenere consigli che coincidono con le mie intenzioni.
Nota (*3): lo so, il comportamento di questa mia amica può apparire strano ma in realtà è lei che è effettivamente molto fuori dalla media. È di gran lunga la donna più intelligente che conosca ma stranamente (v. Donne alieni e un libro di successo) trovo questa sua caratteristica gradevole: mi piacciono i vari collegamenti che riesce a tirare fuori (ha anche una grande cultura essendo un’avida lettrice di storia). Non è molto scherzosa e ha le idee chiare: pur non dicendolo ti osserva e ti giudica. Sfortunatamente non apprezza particolarmente il mio umorismo. La sua caratteristica precipua è però la sua introversione che, sembra impossibile a dirsi, giudico significativamente maggiore della mia: se io sono decisamente asociale, lei lo è ancora più di me e questo spiega tante stranezze del suo carattere. Per esempio ha uno spazio privato intorno a sé molto più ampio della media: ricordo che un giorno stavamo parlando ma c’era molta confusione nella stanza e così io, che sono leggermente sordo, facevo fatica a comprendere quello che diceva: così, senza pensarci, mi avvicinai di un mezzo passo ma lei automaticamente ne fece un altro indietro mantenendo la distanza di suo gradimento; e così a un mio secondo tentativo che mi convinse che non si era trattato di un caso!
Diciamo che nel complesso le sue “stranezze” mi divertono ma lei non apprezza minimamente le mie. Mi sono chiesto più volte che tipo MBTI sia e sono arrivato alla conclusione che si tratta di una ISTJ e, secondo la mia teoria (v. Amore e MBTI), N (io sono INTP) ed S non sono sentimentalmente compatibili a causa dell’approccio alla vita totalmente diverso…
Nota (*4): Verificato 90-120 e 80bpm. La minima continua a essere un po’ alta ma la massima (in verità 122) mi pare normale. Le pulsazioni alte ma nella mia normalità da qualche anno.

sabato 7 gennaio 2023

Spuntini sfiziosi

Sto accumulando tutta una serie di commenti sulla guerra in Ucraina e ho deciso quindi di raccoglierli in un un pezzo unico.

- 4.000 soldati USA in Romania. È coerente con la mia teoria (v. Natale di guerra) secondo la quale, al netto dei pochissimi dati concreti a mia disposizione, ritengo che la strategia migliore per la Russia sarebbe aprire un nuovo fronte dalla Bielorussia con l’idea principale di evitare che la Polonia (+ USA) crei una zona cuscinetto nell’ovest dell’Ucraina (che provocherebbe tutta una serie di problemi anche nel lungo termine).
Nel pezzo natalizio facevo presente che in caso di nuovo fronte con Bielorussia agli USA sarebbe rimasta solo la possibilità di entrare in Ucraina passando dalla Romania, probabilmente in direzione Odessa. Lo spostare 4.000 paracadutisti rende questa opzione più concreta. Diciamo che una pedina è stata posta in posizione favorevole.

- A inizio dicembre mi sbilanciai scrivendo che Bakhmut sarebbe stata conquistata dai russi entro Natale mentre invece il fronte è più o meno sempre lo stesso.
La mia previsione si basava su un’informazione errata o, meglio, incompleta: inizialmente si era diffusa la notizia che gli stessi ucraini avessero fatto saltare dei ponti critici a nord della città. In passato l’esercito ucraino aveva fatto così quando si preparava ad abbandonare una posizione in maniera che i russi non potessero sfruttare tali infrastrutture a proprio vantaggio.
Pochi giorni dopo si era però saputo che l’unico ponte che era stato fatto saltare era quello di una linea ferroviaria (al momento non usata) che veniva dal territorio controllato dai russi.
Insomma era un’operazione preventiva che non segnalava la decisione di abbandonare la città…
Per pigrizia non avevo aggiornato la mia previsione sul momento ma adesso ho voluto spiegare le ragioni del mio errore.

- Considerazione: l’opinione dei soldati sul campo sull’andamento complessivo della guerra non è affidabile: ancora nel 1945 i soldati tedeschi pensavano di poter vincere la guerra (solo nelle ultime settimane ci furono defezioni significative)…
E in effetti è comprensibile: perché rischiare la propria vita sapendo che si tratta di un sacrificio totalmente inutile?

- Nomi: mi irritano coloro che sono passati dal dire/scrivere Kiev a Kiyv. Per me Kiev è ormai (dai tempi della “Dinamo Kiev”) il nome italiano della città e non ha senso cambiarlo in base alla temperie politica del momento. Poco conta che chi vi abiti la chiami in maniera diversa: Mosca la chiamiamo Mosca perché questo è il nome italiano e non andiamo a cercare di adattare tale nome alla pronuncia dei moscoviti.
Invece, per gli altri nomi di città “sconosciute”, ognuno può fare come vuole: io per esempio chiamo col nome ucraino Bakhmut la cittadina attualmente contesa fra le due parti ma sono consapevole che il nome russo è Arte-qualcosa: ma siccome mi sono imbattuto prima in Bakhmut continuo a usarlo. Poi, non essendo un nome “italiano”, se in futuro si deciderà di cambiarlo in maniera diversa magari mi adatterò a mia volta...

- Come non sopporto la propaganda dei media! a parte la ragione di fondo che la propaganda ha poco a che fare con la verità, mi irrita anche il livello infimo delle bugie che vengono raccontate. Non sono costruzioni attente, realistiche e credibili ma piuttosto mi appaiono come delle scemenze pensate per dei bambini dell’asilo. Basterebbe che le persone vi riflettessero per un attimo per accorgersi della loro assurdità. Per esempio “Putin matto”: ma come avrebbe potuto un matto prendere il potere in una Russia disastrata dalla gestione alcoolizzata di Eltsin e risollevarla? rimettere in piedi l’economia e il commercio, riuscire a rimanere al potere per trent’anni con, sostanzialmente, il favore della maggioranza della popolazione?

- Letto ieri: «E per questo siete stati [voi soldati] quattr’anni nel fango e nell’acqua, per questo è stato ostacolato il saluto che voleva raggiungervi, trattenuto il libro che voleva consolarvi. Volevano che restaste in vita perché non avevano ancora rubato abbastanza nelle loro Borse, mentito abbastanza nei loro giornali, vessato abbastanza nei loro uffici, strapazzato abbastanza l’umanità, in tutte le loro occasioni e attività non avevano ancora abbastanza preso la guerra a pretesto della loro incapacità, delle loro prave voglie, perché giustificasse il loro delitto [...]» (*1)
L’autore presenta un lunghissimo monologo dove il suo alter ego si lamenta per quanto sia stata prolungata inutilmente la guerra quando ormai era chiaro che l’Intesa avrebbe vinto: quante vite sono state perse per niente? Ma soprattutto Kraus è disgustato dallo pseudo motivo per cui il potere non ha voluto ammettere prima la sconfitta: l’interesse economico, l’orgoglio personale, l’incapacità…
Inutile (temo) che ne evidenzi i paralleli con la guerra in Ucraina: tanto, come Kraus aveva predetto, l’umanità non impara niente dal passato e ripete come un ebete gli stessi errori.

- Makeyevka: come sicuramente saprete (probabilmente è uno dei maggiori successi militari dell’Ucraina) l’esercito ucraino è riuscito a colpire con dei missili una scuola adibita a caserma, dove alloggiavano numerose truppe russe, nella cittadina di Makeyevka.
Quello che mi ha colpito è stata la reazione russa: la vicenda non è stata nascosta o ridimensionata e adesso si vuole punire l’errore strategico di fondo, ovvero l’aver alloggiato così tante truppe in un luogo vulnerabile e troppo vicino al confine. A quanto pare molti ufficiali russi di medio livello non sono all’altezza del loro compito: ma in questo caso il colpevole pagherà. Putin chiese subito una relazione sulla vicenda che dovrebbe essergli consegnata entro oggi. Vedremo…
Da un altro punto di vista, l’attenzione data dai media russa a questa vera e propria sconfitta, confrontata con gli usuali silenzi occidentali delle sconfitte ucraine mi fa pensare che la guerra stia avendo un andamento favorevole alla Russia dato che essa può permettersi di ammettere una sconfitta mentre lo stesso non po' fare l’altra parte perché, immagino, sarebbero troppe…
Del resto in guerra entrambe le parti tendono a mentire ma le bugie più grosse dovrà raccontarle la parte che perde in maniera da non far crollare il morale o crescere il malcontento interno...

- Berletic (v. il canale The New Atlas) ha annunciato che inizierà un nuovo filone di video oltre a continuare a seguire la guerra in Ucraina.
Io ho visto il primo e devo ammettere che si tratta di una problematica fondamentale: ma non ne voglio discutere qui per non divagare. Prima o poi affronterò l’argomento con un pezzo a parte...

- Un Uomo In Cammino ha portato alla mia attenzione in un commento al pezzo Mistero risolto? un video di Friedman del 2015: USA stato canaglia – 11.
Il video, sebbene breve, è denso di informazioni: ovviamente consiglio di guardarlo direttamente ma l’elemento fondamentale è l’anticipazione chiara ed esplicita che gli USA useranno l’Ucraina per colpire militarmente la Russia. Questo NON era un segreto e si sapeva già ALMENO dal 2015. Alla faccia del Putin pazzo, novello Hitler, che vuole conquistare il mondo colpendo per primi proprio i neonazisti ucraini…
Da questo punto di vista il video ridimensiona un po’ la capacità profetica del nostro Mini (v. per esempio Mini e Zhok) perché, apparentemente, si trattava di un segreto di Pulcinella per chi seguiva la geopolitica.

- Della mia opinione di Sholz, il Portinaio di Amburgo, già sapete: dopo le riunioni dei Super Incapaci guidati da Capitan Babbeo, lui è quello che rimane a rimettere in ordine e pulire la sala, sempre con il suo mezzo sorisetto stampato in faccia. Nonostante le sue recenti uscite continuo a pensare che questa crisi sia esplosa solo quando la Merkel ha lasciato il proprio posto perché, chi voleva la guerra e il coinvolgimento dell’Europa occidentale, temeva che ella avrebbe potuto mettersi di traverso e, almeno, evitare il peggio.
Insomma giudico Sholz massimamente non all’altezza della situazione e assolutamente debole: non ha neppure battuto ciglio quando gli anglo-americani hanno attaccato la Germania distruggendo il gasdotto sottomarino Nord Stream.
Ebbene settimane fa mi misi a seguire un tizio americano (che non conoscevo) ma che andava ripetendo tutte le mie teorie: quando arrivò a parlare di Sholz mi fece ridere definendolo come il politico con meno “spina dorsale” in assoluto. Ma fu il modo come lo disse divertente: per lui era un’evidenza tale che paragonarlo a una gelatina era già troppo!
Sfortunatamente non ho voglia di ricercare il video perché dovrei scorrermi un mese di cronologia su YouTube...

Conclusione: niente di eclatante, solo tanti sassolini che mi volevo togliere dalla scarpa. Tanti spunti, anzi spuntini, su cui comunque vale la pena riflettere un po’...

Nota (*1): tratto da “Gli ultimi giorni dell’umanità” di Karl Kraus, (E.) Adelphi, 2022, trad. Ernesto Braun e Mario Carpitella, pag. 611.

venerdì 6 gennaio 2023

Fuori dal vaso

Avevo iniziato a scrivere un altro pezzo (varie sulla guerra in Ucraina) ma nel frattempo sono uscite delle notizie molto importanti sui vaccini mRNA contro il covid-19.

In realtà già da qualche giorno (4 per l’esattezza) avevo avuto notizie di una delle due ricerche di cui scriverò oggi da un canale che seguo saltuariamente e che giudico abbastanza affidabile (tendono a usare titoli per i video molto eclatanti e a drammatizzare un po’ troppo le notizie ma non se le inventano):
They CAN'T hide this anymore, it's all starting to unravel | Redacted with Clayton Morris dal canale Redacted

Non ne avevo scritto qui sul ghiribizzo semplicemente perché non avevo trovato il collegamento alla ricerca vera e propria e, soprattutto in questo ambito, preferisco andare con i piedi di piombo.

Oggi però questa stessa ricerca è stata ripresa dal solito Dr. Campbell che l’ha presentata nel dettaglio. Siccome sia io che lo stesso Dr. Campbell pensiamo che presto YouTube la censurerà propongo direttamente il collegamento su Rumble (il video è esattamente lo stesso): More vaccines causes more infections

Il vaccino a cui si riferisce il titolo è quello contro il covid-19 (il Pfizer “aggiornato” per la variante omicron; lo studio prende in esame i dati per tre mesi, da settembre a dicembre del 2022).

Ebbene secondo lo studio in questi tre mesi se la probabilità di un non vaccinato di ammalarsi di covid è 1 allora la probabilità di ammalarsi di chi ha ricevuto:
1 dose è 1.7
2 dosi è 2.63
3 dosi è 3.1
3+ dosi è 3.8

Il p è 0.001 e questo significa che i risultati sono altamente significativi.
In altre parole più richiami si fanno e più diventa probabile ammalarsi di covid-19!!

Fermo restando che questa ricerca deve essere ancora verificata dai pari (che in teoria potrebbero trovarvi degli errori che ne annullerebbero la rilevanza) ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
Ancora oggi sui media si incoraggia la popolazione a fare i richiami contro il covid-19 ma, paradossalmente, secondo questa ricerca, le successive vaccinazioni renderebbero il vaccinato più facilmente infettabile dal virus. Avrebbero insomma un’efficacia negativa.
Ah! La ricerca è questa: Effectiveness of the Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Bivalent Vaccine su MedRxiv.org

La precedente ricerca constata dei fatti ma non spiega il motivo di questa apparente efficacia negativa. Ebbene la seconda ricerca in cui mi sono imbattuto oggi sembrerebbe spiegare almeno un possibile meccanismo.

Ah! ah! nel frattempo YouTube ha, come previsto, censurato il video del Dr. Campbell: alla mia ultima rilevazione aveva avuto 423.000 visioni in 20 ore!

La ricerca (Class switch towards non-inflammatory, spike-specific IgG4 antibodies after repeated SARS-CoV-2 mRNA vaccination) è presentata nel video Surprising result around IgG4 antibodies after booster dal canale DarkHorse Podcast Clips (*1)

Nella puntata odierna spiegano che, con ogni richiamo con vaccini mRNA, aumentano in maniera via via crescente gli anticorpi IgG4.
La sequenza di percentuali di IgG4 è la seguente: 0,04% → 4.82% → 13.91% → 19.27%

Da quello che ho capito i ricercatori erano decisamente allarmati da questo risultato perché gli anticorpi IgG4 tendono a sopprimere la risposta immunitaria: ovvero il sistema immunitario quando incontra effettivamente il virus si attiva sempre meno.

La relazione con la precedente ricerca appare evidente: più richiami con vaccini mRNA si fanno, più aumentano gli anticorpi IgG4 e meno il sistema immunitario reagisce al virus del covid-19.

L’argomento è molto tecnico ma se ho capito bene (*3):
- questo meccanismo è legato esclusivamente ai vaccini mRNA: non ai comuni vaccini o alle infezioni naturali.
- non ho capito come o perché ma questa reazione del sistema immunitario diminuisce la sua efficacia per tutte le malattie. Viene quindi in mente il fenomeno della mortalità in eccesso, non dovuta al covid-19, ancora non spiegata.

I due tubisti poi dibattano a lungo sull’errore di fondo che è stato fatto: ovvero usare su milioni (miliardi?) di persone dei vaccini innovativi (basati su mRNA) mai testati prima sull’uomo e per i quali quindi non erano conosciuti gli effetti nel medio e lungo termine.

Inutile dire che sono d’accordo con loro.
A dicembre 2020 scrissi in Caccia al cigno:
«La questione non è banale né quindi facile da dirimere: da una parte ci potrebbero essere (cigno nero) degli effetti collaterali gravissimi che si manifestano magari dopo un decennio da un’altra (cigno bianco) il vaccino potrebbe salvare la vita di chi l’adopera.

Vaccinarsi equivale quindi ad accettare uno sbilanciamento negativo o positivo?

Ma come ho scritto la situazione non è così semplice: la probabilità di morte del singolo per covid-19 può essere stimata e così quindi anche la probabilità che il vaccino gli salvi la vita. Manca quindi l’elemento di incalcolabilità che caratterizza i cigni: non si tratta di un evento abbastanza raro da essere imprevedibile: non è quindi propriamente un cigno bianco ma un semplice evento favorevole.
Contemporaneamente il rarissimo e imprevedibile cigno nero colpirebbe tutti i vaccinati: un conto sarebbe vaccinarsi a 80 anni con un limite di aspettativa di vita di altri 10 anni ma tutt’altra sarebbe la prospettiva per un giovane di 20 o 30 anni di viverne appena altri 10…

Ecco credo sia questo il punto: il potenziale cigno bianco favorisce solo il singolo individuo mentre il potenziale cigno nero colpirebbe l’intera società.
La matassa quindi si scioglie: il vaccino dovrebbe essere consigliato solo ai soggetti a rischio, cioè agli anziani con più di 70 anni e a quelli con altre comorbilità associate a un esito esiziale del covid-19. Evitare di somministrarlo a tutta la popolazione permetterebbe di evitare il rischio del cigno nero proteggendo la società da un rischio piccolissimo ma potenzialmente disastroso.»
I cigni bianchi e neri si riferiscono ai concetti sulla gestione del rischio (in generale, non legato alla medicina) di Nassim Taleb in “Antifragilità”.
Il succo del mio pensiero era di usare questi vaccini sperimentali solo sulle persone più a rischio (e che quindi ne avrebbero maggiormente beneficiato) e non sull’intera popolazione: questo per evitare che qualche effetto collaterale sconosciuto, più o meno grave, danneggiasse appunto tutti i vaccinati. Ovviamente speravo che questo pericolo ipotetico semplicemente non esistesse ma questa ricerca, e molte altre in verità (*4), fa pensare che non sia così...

È giusto sottolineare che se la classe politica occidentale non fosse al soldo di qualsiasi lobbi (*2) probabilmente, anzi sicuramente, non si sarebbe corso un rischio così assurdo: una specie di roulette russa giocata sulla vita, o almeno sulla salute, dell'intera popolazione occidentale.

Conclusione: prima di tutto aspettiamo di vedere se queste ricerche verranno confermate ma personalmente la mia sensazione è negativa: cioè temo che questi vaccini sperimentali si rivelino estremamente dannosi invece che benefici.

Nota (*1): si tratta di un canale che seguo abbastanza spesso. I due tubisti, marito e moglie, sono dei biologi evoluzionisti: in genere trattano vari argomenti scientifici e, talvolta, parlano anche di tematiche legate alla pandemia. Io li ritengo molto affidabili.
Nota (*2): non solo la lobbi del farmaco ma anche per esempio, la guerra in Ucraina lo ha reso evidente, quella dell’industria bellica etc.
Nota (*3): viene suggerito anche il seguente articolo che spiega le problematiche legate agli anticorpi IgG4 in maniera “semplice”: The trainwreck of all trainwrecks: Billions of people stuck with a broken immune response da Rintrah.nl
Stasera sono ormai cotto ma domani vedrò di leggerlo con attenzione...
Nota (*4): basti pensare a tutte le ricerche che si stanno accumulando sulle miocarditi provocate dai vaccini (e non dal covid-19!).

giovedì 5 gennaio 2023

Ulisse uomo moderno?

Stamani leggevo Darwin e, come spesso mi capita, cercavo di riportare le sue idee al contesto della società moderna.
In particolare cercavo di conciliare insieme la mia teoria secondo la quale le variazioni hanno un impatto maggiore quando la popolazione è scarsa con quella di Darwin secondo cui una popolazione ampia ha più variazioni (mentre la popolazione piccola semplicemente va estinguendosi).

Da qui mi sono chiesto: “ma quale potrebbe essere nella società moderna una variazione significativamente positiva?”. Ovvero cosa permetterebbe all’individuo di prosperare nella società moderna?
Perché è chiaro che ancora 20.000 anni fa essere un po’ più veloci per sfuggire a un predatore o un po’ più agili per arrampicarsi velocemente su un albero potevano fare la differenza fra la vita e la morte: ma nella società moderna quel pizzico di velocità in più al massimo permette di non mancare l’autobus e di arrivare quindi in orario a lavoro: utile sì, ma non una questione di vita o di morte…

Fossi più ingenuo potrei pensare all’intelligenza ma, come ho scritto altrove, non è che la società la premi particolarmente.

Poi ho avuto l’intuizione: se la caratteristica peculiare dell’uomo moderno è la vita in società complesse e super strutturate allora diviene decisivo riuscire a sfruttarla a proprio vantaggio: al darle quindi il meno possibile prendendo da essa il più possibile.

Il cinismo, la furbizia, il mendacio, diciamo pure la piccola disonestà, sono nella società moderna caratteristiche utili. Vice versa in un mondo piccolo, dove tutti conoscevano tutti, compresi i reali pregi e difetti, tali qualità sarebbero state negative.

Non so: sto forse riscoprendo il mito del buon selvaggio? E se non fosse solo un mito ma ci fosse veramente una base genetica? Un’influenza negativa della società che spinga a una deriva della morale individuale?

Mi ritorna in mente Omero (proprio ieri ho letto un articolo sull’Odissea) e penso ai vari personaggi e alle loro caratteristiche psicologiche: mi pare che solo il “callido” Ulisse brillasse per astuzia e, mi pare (ricordi scolastici) che lo stesso Omero non sempre lo dipingesse positivamente soprattutto quando eccedeva nella sua furbizia: quando cioè attraversava un confine che la società del tempo riteneva non scorretto ma addirittura empio attraversare…
Può darsi che Ulisse fosse quindi il prototipo dell’uomo moderno? Colui che, meglio di tutti, sa sfruttare la società a proprio vantaggio approfittando magari dell’ingenuità e buona fede altrui? Non so: è un'idea che mi è passata per la mente...
Ovviamente Ulisse aveva anche caratteristiche tradizionalmente positive come la fedeltà alla moglie Penelope però, mi pare, avesse in sé anche il germe di quelli che sono divenuti i grandi difetti dell’umanità.

Continuando a saltare di palo in frasca mi viene da pensare che il motivo più profondo per cui non abbiamo una società più equa è perché è proprio la natura umana a non esserlo. Pensiamo che nel mondo non possa esservi vera giustizia ed equità perché noi per primi non siamo né giusti né equi. Di fronte al supermiliardario che ha la stessa ricchezza di quella combinata insieme di miliardi di persone il primo pensiero che ci viene in mente è che vorremmo essere al suo posto, non all’ingiustizia che rappresenta…

Conclusione: altro pezzo pessimista e, in effetti, affine e complementare al corto Evoluzione della stupidità, ovvero alla possibile tendenza a individui (indipendentemente dall’intelligenza) facilmente influenzabili e acquiescenti in maniera da avere società più stabili/produttive e, quindi, di maggior successo complessivo.