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giovedì 6 agosto 2026

La triste verità (scomodo pure gli gnostici!)

Ho scritto poi il nuovo sottocapitolo sulla libertà basato sulla bozza qui pubblicata pochi giorni fa. Ne sono piuttosto contento e quindi oggi ripeterò l’esperimento per un altro sottocapitolo.
Aggiungo che prosegue la mia difficoltà a scrivere: di solito quando mi sblocco scrivendo parecchio poi procedo molto più spedito entusiasmandomi a quello che faccio. Stavolta ancora non è successo non solo per la mia immane pigrizia ma anche per delle noie famigliari che mi hanno distratto totalmente da questa impresa.
Ma passiamo subito alla mia bozza: come al solito tenete presente che terminologia e riferimenti si rifanno all’Epitome e quindi potrebbero non essere intelligibili per tutti: a fine stesura magari darò una valutazione complessiva più accurata di quanto scritto. Uhm… diversamente dal pezzo sulla libertà dove almeno la seconda parte poteva essere comprensibile anche al lettore occasionale qui tutte le mie argomentazioni sono fortemente conteste col resto della mia teoria… Però se qualcuno vuole provare a leggere lo stesso a me farà più che piacere!
Aggiungo che questa è la seconda stesura: qualche giorno fa avevo iniziato un’altra bozza ma non mi piaceva come stava venendo; allora mi sono rifatto uno schema basato sugli appunti del mio quadernone (come del resto faccio di solito) e seguendo questa falsariga scriverò questa nuova bozza.
PS: non ho voglia di ricopiare le numerose note (i numerini che vedete accanto ad alcune parole). Se però qualcuno è interessato farò questo piccolo sforzo extra...

Ormai quasi giunti alla conclusione di quest’opera mi pare doveroso porre una domanda fondamentale: che speranza vi è per la democratastenia, e in particolare per quella occidentale1, di ottenere una società più giusta2?
Per rispondere a questa domanda ci viene in aiuto la legge della reazione (v. XX): per risolvere un problema è precondizione necessaria rendersi prima conto dell’esistenza dello stesso; in secondo luogo si devono capire quali siano le sue cause ultime senza limitarsi a risolverne gli effetti, cioè solo i sintomi.
In particolare la democratastenia occidentale dovrebbe rendersi conto che la crisi che stiamo attraversando non è né economica, né sociale né militare ma essenzialmente democratica.
È la democrazia che, per i motivi visti nei capitoli precedenti, non funziona più come dovrebbe: non si cerca più di difendere gli interessi della maggioranza della popolazione ma solo quelli di lobbi ristrette: le crisi economica, sociale e recentemente (agosto 2026) anche militare sono il naturale frutto di una politica incapace e disinteressata ai problemi della democratastenia.

Diviene quindi fondamentale chiedersi quale sia il livello di comprensione della realtà che stiamo vivendo della popolazione in generale.
Di seguito un grafico completamente arbitrario che però rappresenta bene la mia personale lettura della situazione attuale.
GRAFICO

Si tratta dell’usuale distribuzione a campana dove l’asse delle ascisse rappresenta la quantità/qualità/capacità di pensiero indipendente3 dei singoli individui.
La prima linea verticale l’ho chiamata barriera del conformismo assoluto: significativamente più della metà della popolazione sta alla sinistra di tale barriera. Queste persone si fidano ciecamente della narrativa dominante proposta dal pensiero maggioritario (v. XX) e, anche se ogni tanto possono avere dei dubbi, questi saranno facilmente spazzati via dalla spiegazione del primo intellettuale organico (v. XX) proposto dal telegiornale della sera.
Alla destra di questa linea vi sono delle persone che, su specifici argomenti, hanno delle opinioni che si discostano da quelle della maggioranza e che anzi appartengono al pensiero minoritario. Ci sarà chi crede che Israele stia compiendo un genocidio ai danni dei palestinesi, chi crede che i partiti tradizionali siano tutti uguali, chi pensa che le case farmaceutiche si siano arricchite a discapito della salute con la pandemia di covid‑19, chi che sia stato proprio l’Occidente a provocare la guerra fra Russia e Ucraina, chi che l’immigrazione incontrollata in Europa sia voluta proprio da Bruxelles, chi crede che la società stia dando troppa importanza al denaro e non abbastanza alle persone, chi che la censura stia divenendo eccessiva e ingiustificata, etc.
Gli individui che hanno molti di questi dubbi superano la seconda linea verticale del grafico, la soglia del pensiero libero: queste persone iniziano a rendersi conto che troppi fatti non collimano con il pensiero dominante e che quindi non può trattarsi di un caso ma che ci debba essere un filo rosso che connette tutte queste problematiche insieme. Sfortunatamente l’unica spiegazione a cui riescono ad arrivare è un generico “complotto dei poteri forti”4 che in realtà non spiega niente e che la maggioranza della popolazione liquida facilmente come l’idea balzana di individui al limite della paranoia.
È utile, per chiarezza di esposizione, dare un nome unico alle diverse fasce di popolazione che abbiamo or ora identificato.
Rifacendomi alla terminologia gnostica5 chiamerò la popolazione alla sinistra della barriera del conformismo assoluto come gli ilici o materiali, il gruppo intermedio come gli psichici e, infine, la parte di popolazione alla destra della soglia del pensiero libero come gli pneumatici o spirituali.

I materiali formano da soli, come detto, la grande maggioranza della popolazione.
Nel capitolo X abbiamo visto che l’uomo non è l’essere ideale che, spesso, si immagina di essere, mentre in X si scopre che nei gruppi le qualità migliori dei singoli tendono a sparire e, anzi, vi si aggiungono nuove debolezze. Ovviamente nella democratastenia, il gruppo aggregato per eccellenza, queste limitazioni saranno massime. I materiali sono quindi quelle persone che non hanno particolari qualità psicologiche6 che le faccia emergere, come gli psichici e gli spirituali, dalla massa.
I materiali saranno quindi più facilmente manipolati, anzi controllati dai media, crederanno nel pensiero dominante, ovvero in quell’insieme di equimiti ed epomiti che danno stabilità alla società, che mantengono cioè lo status quo il quale a sua volta, come abbiamo visto nei capitoli precedenti, permette le sperequazioni di ricchezza7 e, anzi, ne favorisce l’ampliamento.
Chiaramente queste persone non si rendono neppure conto che la società è malata né tantomeno che la democrazia tradizionale non funziona più come dovrebbe. Chiaramente, per la legge della reazione (v. XX), non si preoccupano nemmeno di immaginare un mondo migliore per sé e i propri figli e per lo stesso motivo non saranno in grado di muoversi per neppure tentare di risolvere il problema dell’ingiustizia nella società.
Gli psichici si comporteranno più o meno come i materiali: magari i diversi individui, in base al relativo grado di apertura mentale, potranno avere qualche dubbio in più ma nell’incertezza opteranno sempre per la scelta della maggioranza.
Gli spirituali invece sono accomunati dalla comprensione che vi è un problema di fondo nella società8 ma nella maggioranza dei casi non si saprà identificarne correttamente la natura. Di nuovo neppure gli spirituali saranno generalmente in grado di indicare delle soluzioni efficaci (e non delle pezze temporanee mirate a specifici “sintomi” o problematiche) per risolvere il problema democratico che affligge l’Occidente e in generale, in forme diverse, l’intero mondo9.
In altre parole gli spirituali sono sostanzialmente divisi su quale sia esattamente la vera natura del problema di fondo che avvelena la società attuale: da questo punto di vista la comunicazione D→D, con i suoi infiniti rivoli talvolta anche discordanti, non aiuta ad arrivare a una soluzione condivisa intorno alla quale si possano aggregare proficuamente queste persone.
Essendo così divisi e senza una visione unitaria, forse neppure simile, sulla natura della crisi che stiamo vivendo gli spirituali non hanno la forza di convincere non dico i materiali, obliosi di tutto ciò che non venga pomposamente annunciato dal telegiornale serale, ma neppure gli psichici dell’esistenza di un problema da risolvere.

Che nella quasi totalità della popolazione manchi la consapevolezza che la crisi occidentale è democratica diviene fondamentale dato che nell’Occidente, ovviamente solo formalmente (v. XX e capitoli precedenti), il potere è nelle mani degli elettori.
La maggioranza degli elettori, i materiali, tenderanno a seguire le istruzioni dei media, come spiegato legati ai parapoteri economici e ai partiti sistemici (v. XX), e quindi indipendentemente dalla presenza di alternative fededegne o populismi reali che abbiano la comprensione di ciò che è necessario fare10, il potere resterà nelle mani proprio di quei politici che non solo non hanno interesse a risolvere le ingiustizie esistenti ma che, anzi, nell’attuale fase di decadenza (v. XX) tenderanno ad accentuarle11.

Una domanda legittima è chiedersi se e quanto possa aumentare la percentuale di spirituali rispetto all’insieme della popolazione.
Sarebbe necessaria una scuola mirata a crescere studenti dalla mentalità aperta ma anche critica nei confronti sia del potere che delle ingiustizie: sfortunatamente questa sarebbe una soluzione nel lungo termine e, comunque, la tendenza è di segno opposto (v. XX).
Fondamentali sarebbero dei media tradizionali realmente indipendenti e onesti che dessero voce anche alle istanze sollevate dal pensiero minoritario: ma anche in questo caso la tendenza consolidata è quella dell’appiattimento dell’informazione sul pensiero maggioritario12.
Ciò che rimane è solo la possibilità data dalla rete Internet della comunicazione D→D, ovvero della possibilità per un singolo individuo di, almeno potenzialmente, comunicare e trasmettere le proprie idee a un grande numero di altre persone. In questa maniera, almeno in teoria, si potrebbero mettere a fuoco sempre meglio le diverse problematiche del pensiero minoritario e perfino arrivare a teorie unitarie che cerchino di spiegarle in uno schema più ampio come, nel mio piccolo, ho cercato di fare con quest’opera.
Una volta che vi fosse un’idea, cioè un protomito, capace di spiegare la gran parte delle problematiche che il pensiero maggioritario invece nega, minimizza o distorce allora è possibile che una nuova forza politica13 proponga una soluzione altrettanto articolata per iniziare realmente a risolverle.
È però evidente che la tendenza attuale nell’Occidente, e in particolare nell’UE, è quella della limitazione delle libertà in generale, dell’aumento esponenziale dei controlli sul singolo e della libertà d’espressione in particolare con una censura sempre più pertinace (v. XX). Ovviamente si vuole limitare la comunicazione D→D sgradita che il pensiero maggioritario (il quale, a sua volta, sostiene gli equimiti ed epomiti che danno stabilità alla società14), impegnato a difendere posizioni sempre più insostenibili, non è in grado di affrontare sul piano del confronto onesto e paritario.

Vi sarebbe poi la possibilità che le varie crisi in atto (per esempio la guerra fra Ucraina e Russia e quella fra Israele/USA e Iran ma non solo15) vadano a impattare sensibilmente sulla vita della gente comune: probabilmente scosse di questo tipo potrebbero aumentare leggermente il numero di psichici e spirituali16 ma temo che la maggior parte dei materiali rimarrebbe tale. Questo perché i materiali valutano la realtà da una prospettiva estremamente soggettiva e piuttosto egoistica: in buona sostanza noterebbero una diminuzione di ricchezza nel proprio portafoglio e sarebbero quindi estremamente arrabbiati col governo in carica. Mancando però la capacità critica di comprendere le reali cause dell’impoverimento generalizzato si farebbero facilmente persuadere dalla propaganda accettando il capro espiatorio proposto (interno o esterno a seconda di cosa risulterebbe più credibile in base alla particolare complessione della società) e, alla fine, alle nuove elezioni semplicemente voterebbero per un altro partito sistemico precedentemente all’opposizione col risultato che cambierebbe, forse, l’apparenza del nuovo governo ma non la sostanza17.

Per tutti questi motivi, al netto di eventi inaspettati comunque sempre possibili, gli spirituali mi sembrano destinati a rimanere divisi in piccoli gruppi di pensiero/comprensione indipendenti fra loro e, proprio per questo, ancora meno capaci di influire positivamente sul resto della popolazione. Di conseguenza non sono ottimista sulla possibilità che la democratastenia possa ottenere maggiore giustizia nel breve/medio termine.

NOTE:
1. Le democrazie minori non hanno speranza fin tanto che restano in tale stato: sfruttate dall’esterno non vi è spazio per una significativa giustizia esterna. Gli stati dell’Europa occidentale sono ormai delle criptocrazie (funzionalmente equivalenti alle democrazie minori mentre l’UE sempre orientata a trasformarsi in uno strumento di controllo delle lobbi economiche sulla popolazione perdendo ogni finzione democratica. In pratica rimangono grandi stati come gli USA, la Cina e la Russia e altri minori come l’Iran, la Corea del Nord, Israele etc.
2. Al di là della società forse utopistica che ho proposto nel capitolo XX.
3. Voglio precisare che questo grafico non rappresenta l’intelligenza della popolazione (sebbene vi sia sicuramente una correlazione con essa) ma piuttosto un insieme di caratteristiche psicologiche che rendono gli individui naturalmente meno acquiescenti verso le affermazioni dell’autorità e il conformismo in generale. In altre parole possono esistere persone molto intelligenti che, per ragioni psicologiche, credono nel “sistema” e che tutti, a partire dalla politica, facciano sostanzialmente il proprio dovere: i fatti che inequivocamente dimostrano l’esistenza di problemi siano solo eccezioni che, “chiaramente”, verranno affrontate e risolte col tempo. In pratica queste preferiscono usare la loro intelligenza per giustificare ciò che contraddirebbe la narrativa dominante a cui credono: questa operazione sarà poi facilitata dai media che tenderanno a nascondere i fatti più critici e dall’abbondanza di intellettuali organici (v. XX), anche capaci, pronti ad aiutare a “spiegare” l’eventuale eccezione o a integrarla nella logica del pensiero dominante.
4. Nel capitolo XX vedremo che l’ipotesi di un’oligarchia economica globale non è da scartare a prescindere come assurda ma che, anzi, ha dei motivi (compatibili con la teoria di questa opera) per essere seriamente presa in considerazione.
5. Gli gnostici dividevano infatti la popolazione fra gli individui che avevano una scintilla della divinità e coloro che ne erano invece sprovvisti: chi aveva detta scintilla si sarebbe poi riunito a Dio mentre chi ne era privo si sarebbe semplicemente annullato nell’irrealtà della materia. Vi era poi la via di mezzo dei cristiani che pur privi di scintilla divina conducevano una vita retta.
Ovviamente la mia suddivisione non ha niente di religioso e/o mistico ma ho trovato divertente, e tutto sommato appropriato, il parallelo fra le tipologie di persone nella gnosi e la mia suddivisione fra chi ha la comprensione più profonda della realtà, chi ne intravede solo alcune sfaccettature parziali e chi, invece, vive all’oscuro di tutto.
6. Oppure che non hanno un’istruzione tale da potersi immaginare una realtà diversa da quella proposta dalla narrativa dominante: del resto così come si è quello che si mangia parimenti si pensa quello che si legge. La scuola e in generale l’istruzione hanno la capacità di allargare gli orizzonti delle persone.
7. E tutte le ingiustizie legate alle diseguaglianze di ricchezza: che nel mondo attuale, che pone al centro del bene non il bene dell’uomo ma il denaro, si trasformano in differenze di istruzione, salute, benessere e, in pratica, di libertà.
8. Sono convinto che la maggioranza degli spirituali si rende conto di vivere in un mondo governato dall’ingiustizia.
9. Per esempio non è che il sistema russo sia migliore di quello occidentale (v. XX) ma ritengo che l’attuale successo dipenda invece da un individuo dalle capacità eccezionali come Putin: non è detto che il suo successore ne sarà all’altezza e che quindi la Russia non si avvierà verso un nuovo declino.
Discorso diverso per la Cina (v. XX) la cui forma di governo è strutturalmente più solida in quanto basata sostanzialmente sulla meritocrazia: ma anche qui le sperequazioni di ricchezza fra cinesi ricchi e poveri sono ancora più evidenti e potenzialmente diverranno problematiche se la crescita economica cinese dovesse interrompersi.
10. Politici in buona fede, anche senza la comprensione del problema democratico di fondo, potrebbero almeno temporaneamente interrompere l’ampliarsi della forbice economica fra ricchi e poveri o, addirittura, ridurla un poco.
11. Oltretutto gli psichici che credono nella distorsione “tutti i partiti sono uguali e quindi è inutile votare” e, sospetto, buona parte degli spirituali si asterranno dal voto.
12. E del resto i media tradizionali (ma anche i grandi strumenti di comunicazione come reti sociali, motori di ricerca, YouTube e simili) appartengono a grandi parapoteri spesso di livello globale i cui interessi non sono informare onestamente la popolazione ma manipolarla per una proficua cooperazione col potere politico.
13. Credo che la forza politica dovrebbe essere “nuova” perché se già esistente avrebbe con sé un bagaglio di protomiti difficilmente compatibili con le innovative strategie che sarebbero necessarie; mi immagino una partito sul modello tradizionale, ovvero basato su un’ideologia articolata piuttosto che un populismo, perché per comprendere le interdipendenze fra le diverse problematiche causate dalla crisi democratica è necessaria una comprensione della situazione altrettanto complessa che vedo possibile solo in una sistemazione teorica di una certa complessità.
Alternativamente sarebbe necessario un politico che, almeno a livello personale, capisca la problematica democratica e abbia intenzione di risolverla: a questo punto anche un populismo reale (v. XX) capace di raccogliere i voti anche dei materiali, con proposte mirate a specifici problemi e facili distorsioni comprensibili da tutti, potrebbe essere il punto di avvio per la necessaria riforma democratica. Una figura di questo tipo però la vedo possibile solo dopo la creazione e diffusione di una teoria della problematica democratica (che ne comprenda anche delle possibili soluzioni) fra gli spirituali e da cui il politico possa attingere le idee da presentare al resto della popolazione.
14. E che attualmente, anche nel mondo occidentale, permettono e giustificano enormi differenze di ricchezza alla base di molte ingiustizie sociali di cui, in genere, si avvantaggiano i parapoteri economici globali.
15. Per esempio la ormai costante “crisi” (fra virgolette perché è ormai evidente che si tratta di una precisa scelta politica imposta da Bruxelles) migratoria potrebbe avere improvvisi parossismi (come, ad agosto 2026, a Ceuta); oppure la situazione economica potrebbe degenerare per una forte impennata dell’inflazione causata dalla crisi energetica etc. 16. Perché ad alcuni dovrebbe apparire evidente che, in caso di tracollo militare di Kiev, il protomito propalato dai media che “L’ucraina sta vincendo la guerra contro la Russia” è falso; oppure che non può essere contemporaneamente vero, come sostengono i media “che Trump ha sconfitto (ormai più volte!) l’Iran” ma che però lo stretto di Hormuz rimanga chiuso alla navigazione.
17. Del resto abbiamo già visto qualcosa del genere nel Regno Unito dove dai conservatori Johnson, Truss e Sunak si è passati dopo le elezioni ai laburisti Starmer e poi Burnham ma di sostanziale non è cambiato assolutamente nulla (attualmente, agosto 2026, gli elettori inglesi sembrano orientati a premiare col proprio voto Nigel Farage ma essendo il suo un populismo apparente, anche in caso di vittoria, non cambierà niente). Oppure in Germania dove si è passati da Scholz (SPD) a Merz (CDU) ma di nuovo non è cambiato niente di sostanziale nelle politiche del governo tedesco. Questo perché tutti questi partiti sono sistemici (v. XX) e, come tali, insensibili alle reali necessità della popolazione e al contrario fermamente impegnati a mantenere lo status quo e a promuovere gli interessi di lobbi e parapoteri interni o esterni che siano.

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