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martedì 11 settembre 2018

Censura a breve?

Notizia: Copyright, l’Ue ha tre opzioni di voto e zero possibilità di approvare una riforma sensata di Guido Scorza da IlFattoQuotidiano.it

Dopo il mio Censura europea: il ritorno sempre per cercare di mantenere viva, nel mio piccolo, l'attenzione sulla fondamentale votazione al parlamento europeo, rilancio questo articolo lucido ed equilibrato del “solito” (*1) Guido Scorza.

Concordo su molte delle sue affermazioni con la differenza che io, essendo molto pessimista, sono convinto che le lobbi abbiano fatto il loro lavoro e che quindi ci sia il rischio concreto che passi il testo appena ritoccato rispetto a qualche mese fa.
Colpisce poi la quasi totale mancanza di informazione su questa fondamentale problematica perché i media sono parte in causa ed, evidentemente, ritengono più utile non parlare dell'argomento visto che qualsiasi dibattito libero e oggettivo porterebbe a rigettare la censura implicita nella direttiva proposta.

Nota (*1): “Solito” perché ho scritto altri pezzi basati sui suoi articoli ed è una delle poche firme che riconosco...

Lobbi hanno lobbato - 12/9/2018
E, come avevo previsto e temuto, alla fine le lobbi hanno raggiunto il loro scopo: è stata approvata la direttiva europea sul diritto d'autore con minime modifiche agli articoli incriminati (ma restano i meccanismi di censura automatica: allucinante!)
Ecco la notizia: Copyright, parlamento UE approva la proposta di riforma. Niente “tassa sui link” per chi li usa a fini non commerciali da IlFattoQuotidiano.it

Per adesso non ho voglia di commentare...

E Orban? - 12/9/2018
L'altro fatto del giorno è l'approvazione da parte del PE delle sanzioni contro l'Ungheria Orban.
Di questo argomento non parlo perché non so niente: comunque di questo parlamento europeo fascista (per definizione di Harari: accentramento e controllo dell'informazione) non mi fido assolutamente. Proprio per questo, non sapendo niente di Orban, scommetterei sulla sua “innocenza”...

Schifo europeo - 13/9/2018
E ora gli editori, che prima della votazione avevano mantenuto un prudente, pavido e ipocrita silenzio, adesso sghignazzano fra sé e ribaltano la realtà. Un esempio: La voglia di fermare i giornali di Alberto Mingardi da LaStampa.it (l'articolo completo è riservato agli utenti a pagamento ma basta il titolo...)
Non conosco le argomentazioni dell'autore ma prendendo per buono il titolo sembrerebbe che la legge per imbavagliare e censurare la rete sia stata fatta per mantenere “liberi” i media tradizionali. Sembrerebbe una barzelletta (*1) o una favola di Esopo (le sto leggendo adesso) ma è quello che scrivono i giornali “seri”.

Vabbè, non ho voglia di farmi cattivo sangue e mi limito quindi a consigliare la lettura di questo articolo: Copyright UE, Becchi: “Legge anti-populisti prima delle Europee. Anche Dagospia a rischio” di Americo Mascarucci da www.LoSpecialeGiornale.it

Un intervista al solito Becchi che sembra basata su quanto scrivo (e prevedo) nella mia Epitome: manca solo, ovviamente, la distinzione (*2) fra populismo reale e apparente...

Nota (*1): I media tradizionali non sono (mai stati) assolutamente liberi ma sono al servizio dei grandi poteri economici spesso associati a doppio filo col tradizionale potere politico di Bruxelles.
Nota (*2): Questa distinzione del resto non interessa ai partiti tradizionali che si oppongono a tutti i populismi con la distinzione di guardare con invidia verso quelli apparenti (sono uguali a loro ma hanno successo) e con terrore (che diviene facilmente odio) verso quelli reali.

Su vaccini e populismi - 15/9/2018
Non so se ne ho già scritto ma mi pare di no. Come sapete il mio dubbio su questo governo è se sia un populismo reale o apparente (*1): tutti gli indizi indicano un populismo apparente e solo con la forza dell'ottimismo mi aggrappo alla speranza che sia reale.

La gestione dell'obbligo dei vaccini è uno di questi indizi.
Un populismo reale avrebbe tolto l'obbligo e avviato controlli massicci sulle dosi per verificare o smentire la presenza di eventuali sostanze inquinanti e pericolose agendo poi di conseguenza.
Al contrario, dopo un ridicolo balletto di tira e molla, tutto è rimasto sostanzialmente come prima e agli elettori non è stata neppure data una spiegazione di questo cambio di rotta a 180° rispetto a quanto affermato prima delle elezioni.

È inevitabile pensare che le lobbi farmaceutiche siano molto ricche e influenti: ma piegarsi alle lobbi è sintomatico di un populismo apparente che non fa cioè gli interessi della popolazione.

Nota (*1): vabbè: non sto a ripetere la solita distinzione fra M5S e Lega. I complicati rapporti interni di questa coalizione rendono difficile individuare le diverse responsabilità e quindi chi è cosa.

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