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mercoledì 28 settembre 2011

Memory fault

Negli ultimi dieci giorni ho ripreso a dormire normalmente, anzi quasi bene, ma stanotte ho avuto un insolito problema.
A metà nottata ho fatto un sogno che mi ha irritato tantissimo e che, una volta sveglio, mi ha impedito di riaddormentarmi per una oretta buona...

L'irritazione era rivolta verso me stesso e durante il sogno è cresciuta sempre di più trasformandosi in frustrazione e, alla fine, mi ha svegliato.

Ero al liceo (che a fine sogno si confonderà con la casa dei nonni) alle prese con uno strano compito di matematica. Il compito era composto da tre esercizi con i primi due piuttosto standard (ricordo vagamente che il secondo esercizio aveva a che fare con una parabola...). Sfortunatamente avevo impiegato per i primi due esercizi più tempo del previsto e mi rimaneva solo un quarto d'ora per l'ultimo esercizio: una serie di strane espressioni (vedi poi).
Io ci tenevo a completare almeno tutti gli esercizi perché (nella realtà) ero abituato a finire sempre in anticipo.
Sfortunatamente queste espressioni non mi riuscivano perché a metà dell'opera mi dimenticavo alcuni dettagli e, quando me ne rendevo conto, dovevo ripartire da capo. Inoltre, siccome mi sembravano molto semplici, mentre scrivevo la soluzione di una già pensavo alla successiva e così mi confondevo ancora più facilmente.

Le espressioni erano particolarmente strane: avevo due stringhe di caratteri, la prima fissata la seconda invece poteva contenere dei metasimboli che servivano a rappresentare più stringhe contemporaneamente.
Ad esempio la prima stringa poteva essere qualcosa come: “abcad” mentre la seconda “ab(a-d)” rappresentava le stringhe “aba”, “abb”, “abc” e “abd”.
Con queste due stringhe dovevo effettuare una specie di XOR che consisteva in togliere, se presenti, dalla prima stringa i caratteri della seconda o, in caso contrario, aggiungerli.
Nel mio esempio: abcad XOR aba = cd; abcad XOR abb = cadb etc...
Insomma complicato ma non complicatissimo.

Il problema, l'ho già notato in altri sogni simili (per esempio quando analizzo delle varianti su una scacchiera) è che mentre dormo la memoria visuale è perfetta, addirittura migliore che da sveglio, ma la memoria a breve termine non funziona quasi per nulla!
Nel sogno dimenticavo gli step intermedi già fatti ma, quando cercavo di verificare se il risultato fosse corretto, mi accorgevo che qualcosa non andava e, frustrato, ripartivo da capo.

E poi c'era il fattore tempo: tanto più disperatamente cercavo di calcolare tutto a mente per fare più alla svelta e più mi confondevo. Da un lato speravo di avere ancora qualche minuto a disposizione perché, contro ogni evidenza, speravo ancora di completare tutto dall'altro però iniziavo a desiderare che questa specie di supplizio terminasse.

Alla fine, non sono riuscito a terminare e ho dovuto consegnare il compito con l'ultimo esercizio solo parzialmente svolto. Prima di svegliarmi ho fatto pure in tempo a rammaricarmi con alcuni compagni di classe ipotizzando che fra le ragioni di questa mia debacle ci potesse essere l'età.

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