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domenica 21 marzo 2010

The Writer

Dopo due notti di sonno decente ho ridormito male. Almeno oggi è domenica e, ho potuto recuperare, stando a letto fino a tardi. Come conseguenza però sono rimasto rintontito per gran parte della mattinata.
Chi ha letto altri post inizierà a comprendere dove voglio arrivare...
Esatto! Il post di oggi non potrà, causa rintontimento, essere uno dei più brillanti e/o divertenti e/o originali e/o interessanti...

Da qualche settimana, vedi post Dark Steel Break, avevo voglia di guardare l'ultimo film della Bigelow "The Hurt Locker".
Mi era giunta notizia che fosse allegato con Paesaggio (*) e quindi avevo chiesto, a chi passava da un giornalaio, di comprarmelo.
Risultato, ieri, mi è stato consegnato il DVD, allegato a Paesaggio, intitolato "The Reader" di Stephen Daldry del 2008. Non sorprendetemente, ma inaspettatamente, ho visto quindi questo film.

Nel cast spiccano Kate Winslet e Ralph Fiennes. La Winslet ha vinto l'oscar come migliore attrice protagonista.
In effetti l'interpretazione della Winslet è buona anche se non mi è parsa eccezionale. Tenderei a ipotizzare che, per ragioni politiche, si volesse premiare questo film e che, l'unico premio plausibile, fosse, appunto, quello per la migliore attrice....

Il film è prolisso e mi ha fatto sonnecchiare a ripetizione (magari è per questo che poi ho dormito male!).
Se ho ben capito il messaggio del film è sulla fallacità, e forse ipocrisia, della giustizia. Il film argomenta la sua teoria nella seguente maniera: durante la seconda guerra mondiale tutti i cittadini tedeschi erano più o meno consapevoli di come venivano trattati i prigionieri ebrei eppure solo pochi hanno pagato per le loro colpe. Una decina di anni dopo la guerra, una superstite di un campo di concentramento, pubblica un libro che accusa sei sorveglianti (delle SS) di aver provocato la morte di circa trecento prigioniere ebree. Fra queste sei c'è anche il personaggio della Winslet. La Winslet (il suo personaggio ovviamente!) non ha maggiori responsabilità delle altre ma, alla fine del processo, paga per tutte prendendosi l'ergastolo mentre le altre se la cavano con quattro anni a testa. Riepilogando: tutto il popolo colpevole, solo sei processi, solo una vera condanna.
Il film prosegue, per almeno mezz'ora buona, chiosando sull'amore fra i protagonisti, sul significato del carcere e sull'espiazione ma alla fin fine aggiunge ben poco a quanto già detto.

Nel complesso un film che non riguarderò volentieri e che non consiglio di guardare.
Perchè ci ho fatto sopra un post allora?
Perchè sul finale del film il regista ha combinato un pasticcio.
La protagonista non sa leggere e per questo ama ascoltare, le prigioniere prima e il suo giovane amante poi, declamare a voce alta ogni genere di libro. Finita in carcere riceve, dall'ormai ex amante, dei nastri dove egli le legge vari libri. Con l'aiuto di questi nastri, la Winslet, decide (finalmente!) di imparare a leggere. Pian piano, ascoltando il nastro, riesce a identificare le parole corrispondenti sul libro e a capirne quindi il loro significato.
E l'errore? Le cassette e i libri sui quali studia dovrebbere essere in tedesco invece, non riesco a capire per quale motivo, nel film sono in inglese!
Boh, forse questa vi sembrerà una minuzia ma a me sono cascate le braccia e sono rimasto a bocca aperta (ok, questo anche perchè sbadigliavo in continuazione!)

Ah, sulla copertina del DVD, nella descrizione della trama, c'è anche scritto "Fin dove arriveresti per proteggere un segreto?". E` vero, c'è anche questo aspetto nella trama (il non saper leggere è il segreto che scagionerebbe la Winslet dall'accusa più grave ma che ella preferisce non svelare durante il processo) ma, a mio avviso, è solo l'espediente per realizzare la tesi sulla giustizia e non l'elemento fondamentale del film.

Nota (*) I nomi di persone, marche etc. sono di fantasia. Vedi 2+2=boh?

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