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sabato 20 marzo 2010

Le Avventure di Cavolina: La commissione per mamma (Pt. 1/3)

Introduzione:
Analizzando la minuscola lista delle mie conoscenze mi sono reso conto che, una percentuale significativa di esse, è composta da mamme o neo-mamme(*).
Per questo credo che, la maniera migliore per coinvolgerle nel mio triste e brutto blog, sia quella di postare, in più episodi, alcune favole per la prima infanzia. Le mamme potranno stamparle e leggerle ai propri piccoli per impartirgli piacevoli ma istruttive lezioni.
Ovviamente queste brevi favole saranno originali di mia creazione e, nei miei piani, collegate fra loro avendo, come protagonista, la piccola Cavolina. La prima storia che presento, a causa della sua lunghezza, sarà divisa in tre puntate. Conto in questa maniera di incrementare enormemente il seguito dei miei lettori (grandi e piccini).

Nota (*) Una neo-mamma è una mamma con almeno un figlio piccolo.

Le Avventure di Cavolina: La commissione per mamma (Pt. 1/3)
La piccola Cavolina era una bambina piccina piccina, con due occhioni azzurri grandi grandi, e i capelli biondi tagliati corti. Viveva, con la mamma e il papà, in una fattoria con tanti animali, vicino a un paesino piccino piccino.
Cavolina aveva anche un fratellino, Pisellino, più giovane di lei di un anno, ma che la superava già di una spanna.
Cavolina voleva molto bene al suo fratellino e, finito di studiare, giocavano sempre insieme. Cavolina era però amica anche di tutti gli animali della fattoria ai quali parlava e raccontava le sue avventure. In particolare, fra tutti gli animali, i preferiti di Cavolina erano la saggia mucca Tirintilla (che se ne stava sempre nella stalla a ruminare con un cappellino in testa) e l'oca Selvaggia. Tirintilla, con il suo sguardo dolce e il muggito tranquillo e profondo, le faceva coraggio quando aveva paura. L'oca Selvaggia invece era Selvaggia di nome ma non di fatto. Selvaggia era infatti molto mansueta e allegra. Quando Cavolina le raccontava le sue storie, Selvaggia, frullava le ali e starnazzava felice. Selvaggia era tutta bianca con una sola penna marrone sul collo. Essendone molto fiera, quando camminava per la fattoria, stava con il lungo collo ben ritto in aria, per mostrare a tutti la sua piuma marrone, quasi fosse una preziosa collana. Anche a Cavolina piaceva molto accarezzarle il collo perchè era lungo e caldo. Quando lo stringeva con la sua manina il collo vibrava di piacere e Selvaggia, tutta contenta, col becco le afferrava il nasino attenta però a non farle male.
Cavolina era anche molto ubbidiente e faceva sempre tutte le cose che la mamma le chiedeva. Tutti dicevano che era proprio brava perchè ubbidiva sempre alla mamma. Faceva sempre tutti i compiti, aiutava il fratellino, sparecchiava la tavola e faceva tutte le commissioni che la mamma le dava.

Un pomeriggio, mentre Cavolina, dopo aver fatto i compiti, si stava trastullando nella sua camera con Pisellino, la mamma venne da lei e le chiese di andare in paese a comprare una zucchina per fare la minestrina.
"Mamma" - chiese Cavolina felice di aiutare - "dove posso trovare la zucchina più grande?"
"Dal macellaro! No, ma cosa mi fai dire, sciocchina, devi andare dal fruttivendolo!" - rispose la mamma.

Così Cavolina si rivestì e indossò il suo abitino preferito: un vestitino a quadretti bianchi e rossi che la mamma, per risparmiare, le aveva fatto tagliando e ricucendo una vecchia tovaglia. La mamma era molto brava a cucire e, anche il papà, diceva che ci sapeva fare con le mani.

Cavolina aveva però paura ad andare da sola in paese. Così chiamò la sua oca Selvaggia e le mise il guinzaglio per andare con lei.
A Selvaggia piaceva molto andare a spasso con la sua padrona: tirava e tirava con il lungo collo piegato in avanti per lo sforzo. Ad ogni cespuglio Selvaggia strattonava per andare a vedere se c'era qualche uovo da covare e Cavolina faceva una gran fatica a non farsi trascinare via. Però Cavolina si divertiva ed era contenta così.

(Fine della prima parte)

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