«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
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4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

mercoledì 2 ottobre 2024

46. Possesso e proprietà

Avrei dovuto scrivere questo pezzo ieri ma a parte il fatto che sono stato fuori tutto il giorno, la sera poi sono stato incollato a Internet a seguire le varie notizie sull’attacco iraniano contro Israele.

Vabbè, distraiamoci un po’ con il mio racconto faceto.

Nella scorsa puntata la dottoressa Saltenberger era intervenuta sotto mentite spoglie (fingendo di essere un’ingenua “cow girl” di campagna di origine russa chiamata Jenny Poputanova) nel tentativo di “aiutare” Zozzapanna a portare a termine la propria missione. Poi, come al solito, le cose non sono andate per il verso giusto: nel momento culminante dell’azione Zozzapanna ha avuto l’istinto di mordere la coscia della dottoressa Lily von Krausslofter e questo ha causato degli effetti a catena di cui vedremo oggi il risultato…

Io come autore, ovviamente, sono leggermente di parte ma la seguente puntata mi pare piuttosto divertente: non per qualche battuta particolarmente riuscita ma per come i personaggi (la dottoressa e Strabuccino) interagiscono fra di loro. Nel come la dottoressa pur non comprendendo pienamente le fantasie di Strabuccino trova la maniera per sfruttarle a proprio favore in una maniera che indirizzerà il resto del racconto in una direzione inaspettata.
Come al solito non posso spiegare troppo senza sciupare la lettura della puntata ma il succo è che la dottoressa Saltenberger, a conoscenza del modus operandi di Strabuccinator, teme che l’orrida creatura abbia esaurito il suo “succo” e che quindi l’occasione per ucciderla è andata persa.
Quando poi scopre che Strabuccinator, cioè la sua coscienza, è ancora presente allora la sua speranza si riaccende: il problema sarà riaccendere la lussuria della creatura malvagia che, come verremo a sapere, non è più giovanissima è avrebbe bisogno di una buona dormita per riprendersi.
La dottoressa cercherà invece di riaccendere la passione di Strabuccinator/Strabuccino quanto prima per portare a termine la missione (ovvero far congiungere Strabuccinator e Zozzapanna, ehm, diciamo “contronatura”).

Emergono poi altre tematiche che mi sono poi divertito ad approfondire. In particolare il maggior pericolo e fonte di violenza per le due donne non sarà Strabuccinator (innamorato di Zozzapanna e impaurito dalla Poputanova) ma la loro rivalità. Sarà la dottoressa a tramare il peggio per Zozzapanna e del resto, quando potrà, anche quest’ultima farà altrettanto. Strabuccino/Strabuccinator sarà il mezzo non la mente delle peggiori trovate che vedremo nel prosieguo del racconto.

Contemporaneamente Strabuccino spiegherà alla Poputanova del gioco dando per scontato che lei sappia a cosa si riferisce mentre in realtà la dottoressa non sa niente di videogiochi: nonostante questo la donna mostrerà la propria intelligenza non perdendo l’occasione per controllare e manipolare Strabuccinator.
A dire il vero si vede già nel sospetto di Strabuccino una prima crepa nel potere di influenza della Poputanova che progressivamente si accentuerà nel corso delle puntate. Strabuccino è infatti sommamente ingenuo ma non è stupido.

Tecnicamente la puntata è divisa in due parti: la prima dal punto di vista di Strabuccino e la seconda da quello della dottoressa. Le due parti a una piccola sovrapposizione temporale che in genere sfrutto per spiegare la comprensione di un concetto da punti di vista diversi.

Come nota finale un accenno al titolo del gioco giocato da Strabuccino: FhF.
Inizialmente volevo trovare un titolo divertente e FhF era solo un acronimo temporaneo che poi avrei sostituito a tempo debito. Successivamente però ha iniziato a divertirmi l’idea di lasciarlo in sospeso...

Il fattore FE non è molto alto: il grosso dell’azione si è svolto nella puntata precedente. Eppure qui rimane una certa tensione sessuale nell’aria che non si può non percepire. Diciamo 5½ su 10.

martedì 1 ottobre 2024

Commento rapido sull’invasione terrestre del Libano

Ancora le informazioni sono troppo vaghe per discutere non solo gli aspetti militari ma anche le conseguenze politiche: mi limiterò quindi a qualche commento secondario ripromettendomi di tornare, magari anche in giornata, sull’argomento.

Personalmente mi ha colpito la figura imbarazzante di Washington: fino a ieri chiedeva/minacciava l’Iran di non rispondere ai bombardamenti e all’attacco con i cercapersona esplosivi; contemporaneamente chiedeva a Israele di non invadere via terra il Libano.
Un mediatore, per quanto di parte e non affidabile, deve pur offrire qualcosa a entrambe le parti in causa. Ma Israele, come spiegato, non è interessato a nessuna mediazione e, anzi, vuole l’intervento dell’Iran per trascinare nel conflitto gli USA.
Adesso, a invasione in corso, la nuova posizione di Washington è: chiede/minaccia l’Iran dal reagire e, contemporaneamente, si prende il merito che l’invasione sia limitata alle zone di confine e non in profondità.

Gli USA però non vogliono la guerra con l’Iran perché, soprattutto in questo momento, è contro i loro interessi. Sfortunatamente l’influenza delle lobbi sioniste è tale che la loro volontà è più forte del buon senso e dell’interesse per i cittadini statunitensi. A ogni mezza critica di Washington a Israele segue immancabile il giuramento di fedeltà alla sua protezione.
Se Washington volesse mettere pace in Medio Oriente basterebbe che tagliasse i rifornimenti bellici a Israele ma questo le lobbi non lo vogliono.

Da qui si possono desumere un paio di considerazioni interessanti.
1. Le bombe americane.
Ormai è evidente che dare le armi a Israele e poi chiedergli di non usarle solo per difendersi non funziona. Ah! Dimenticavo di dire che, secondo le “mie” fonti, questo era il patto con cui Washington cercava di evitare un allargamento del conflitto in Medio Oriente.
La legge generale che se ne ricava è che se si vuole essere obbediti non si dovrebbe fornire i mezzi per infrangere la nostra volontà.
2. L’irrilevanza politica di Biden.
Il presidente degli USA, a causa del suo declino mentale, non conta niente: tutto viene deciso dalla sua squadra. In altre parole il suo potere è diviso fra più persone. In questa maniera a Israele basta essere vicino a uno dei membri della squadra (in questo caso penso a Blinken) per sapere cosa viene deciso dietro le quinte dello studio ovale: in particolare Netanyahu doveva essere ragionevolmente sicuro che la minaccia di Washington di tagliare gli aiuti militari/economici a Israele era solo un bluff.

Come detto da un punto di vista militare è ancora presto per trarre conclusioni.
L’offensiva israeliana è relativamente modesta: se ho ben capito si parla di circa 12.000 uomini e un centinaio di carrarmati; gli hezbollah, per confronto, dovrebbero avere sui 100.000 uomini sebbene nessun aereo o carrarmato (ma abbondanza di armi anticarro): un esercito basato quindi più sulla difesa che per l’attacco. Comunque il punto è che il numero attualmente limitato di forze israeliane non è certo il tentativo di spazzar via gli hezbollah.
Mi colpisce però che questa invasione non sia avvenuta subito dopo l’attacco con i cerca persona quando massima doveva essere la confusione. Suppongo che ci fosse incertezza sull’efficacia dell’attacco o comunque nel suo potenziale di limitare la risposta militare degli hezbollah.
Ovvio poi che l’invasione israeliana sarebbe stata limitata: lo scopo principale è infatti quello di coinvolgere l’Iran (e quindi gli USA) minimizzando al massimo le perdite delle proprie forze.
Se poi anche questo attacco non dovesse provocare la reazione di Teheran e, contemporaneamente, le forze hezbollah dovessero dimostrarsi non capaci di colpire efficacemente le forze israeliane ecco che la profondità dell’invasione potrebbe aumentare.
Al che Washington chiederebbe/minaccerebbe l’Iran di non reagire chiedendo (o vantandosi!) a Israele di non allargare il conflitto alla Siria, alla West Bank o chissà dove!

Io credo che l’elemento saliente per prevedere come evolverà la situazione sarà la capacità degli hezbollah di infliggere perdite alle forze di invasione israeliane.
Una risposta forte, capace di respingere le truppe israeliane, potrebbe “disinnescare” la crisi: potrebbe evitare il coinvolgimento immediato dell’Iran e quindi degli USA e potrebbe rendere Israele più cauto nelle sue politiche militari future almeno verso il Libano.
Chiaro che l’eventuale ritiro israeliano sarebbe spacciato dai media occidentali come un grande successo, una “missione conclusa” che ha raggiunto tutti gli “obiettivi”: come al solito bisognerebbe leggere fra le righe.
Al contrario una risposta debole o assente degli hezbollah potrebbe convincere Netanyahu (il politico non militare della situazione) a fare il passo più lungo della gamba. Ma anche potrebbe spingere l’Iran a intervenire. Una reazione debole potrebbe essere reale debolezza o anche una strategia degli hezbollah: difficile stabilirlo a priori.

Difficilissimo poi prevedere cosa farà l’Iran. La decisione razionale sarebbe quella di non reagire: aspettare perché il tempo gioca a favore di Teheran. Ma politicamente (non ne so abbastanza per valutare) potrebbe non essere una scelta sostenibile sia internamente (per la popolazione locale) che esternamente (gli alleati degli iraniani). Inoltre non reagire spingerebbe solo Netanyahu a tentare un’altra provocazione.
Del resto la scelta razionale di non rischiare di ampliare il conflitto alla lunga ha nociuto al razionalissimo Putin con l’occidente che si è preso sempre più libertà spacciando all’opinione pubblica occidentale la sua prudenza come debolezza.
Forse alla fine all’Iran converrebbe realmente fare un nuovo attacco missilistico, magari colpendo le forze di invasione israeliane in Libano (non so se questo sarebbe militarmente possibile) e incrociare le dita sperando in una scarsa o nulla risposta statunitense come a marzo. Qui, per valutare, bisognerebbe conoscere bene il potenziale militare dell’Iran: non se fosse in grado di vincere ma semplicemente quanti danni reali potrebbe infliggere agli USA. Più i danni fossero alti e meno probabile sarebbe una ritorsione americana contro un attacco missilistico iraniano “moderato” a Israele. Per esempio mi chiedo se i missili ipersonici iraniani sarebbero in grado di affondare una porta-aerei statunitense: io credo di sì ma non me ne intendo abbastanza…
Per quanto scritto precedentemente poi l’Iran potrebbe aspettare per vedere quale sia la capacità di risposta militare degli hezbollah: sempre che la decisione (o vi siano accordi specifici) non sia già stata presa.

Conclusione: situazione brutta anzi bruttissima. Israele (beh Netanyahu in verità) non ha capito che a giocare troppo col fuoco alla fine ci si scotta.

Aggiornamento 1/10/24 ore 20:30
Allora Teheran ha scelto la ritorsione con un grande bombardamento missilistico.
Era una delle possibilità: dalle primissime informazioni sembra che gli obiettivi fossero basi militari e, addirittura, carrarmati. Comunque non obiettivi civili.

Ora la palla passa agli USA.
Se non sono stati attaccati obiettivi civili gli USA avrebbero la possibilità di non aiutare Israele a ricolpire l’Iran evitando così un vero e proprio conflitto. Questa almeno era una delle mie ipotesi.
Bisogna vedere cosa decideranno i badanti alla Casa Bianca.
Per adesso Biden ha dato l’ordine alle forze armate di “difendere” Israele che NON significa attaccare l’Iran ma, semplicemente aiutare ad abbattere i missili.

Al momento sono in attesa del comunicato dell’addetta stampa della Casa Bianca: Pierre qualcosa, tanto per cambiare un’incapace antipatica e altezzosa, che dubito dirà niente di significativo né risponderà alle domande della stampa. Probabilmente anche a Washington occorre un po’ di tempo per valutare la situazione.

Aggiornamento 1/10/24 ore 21:00
Ho ascoltato le dichiarazioni di Sullivan (fortunatamente Karina Jean-Pierre ha solo detto ciao e, quando è stato il suo turno, ha poi parlato di altri argomenti). Ovviamente Sullivan non si è sbilanciato ma ho notato quanto abbia rimarcato che l’attacco iraniano non abbia fatto vittime. Ovviamente, nella sua lettura, tutto merito degli USA e dell’esercito israeliano ma io vi leggo la possibilità di giustificare una risposta limitata che non porti a un conflitto diretto con l’Iran.
Chiaramente sarà lotta fra i badanti guerrafondai e i badanti dotati di un minimo (poco comunque) buon senso. Vedremo nelle prossime ore se la scommessa iraniana è stata vinta o persa.

sabato 28 settembre 2024

Attacco al Libano

Non so se qualcuno dei miei lettori abbia dato un’occhiata all’ultima versione dell’Epitome ma nella sezione su Israele ([E] 16.3) nella nota 1327 scrivevo:
“A oggi (inizio settembre 2024) più volte Israele ha cercato di allargare il conflitto al Libano e all’Iran con l’intento di coinvolgere gli USA in un conflitto regionale potenzialmente molto pericoloso per il mondo intero. Le ragioni sono molteplici: 1. da una parte il prolungamento della guerra nella Striscia di Gaza sta divenendo economicamente, socialmente e militarmente intollerabile per Israele; 2. Netanyahu non può però ammettere (possibile solo con l’aiuto statunitense) l’insuccesso a Gaza sia per ragioni politiche ma anche, sembra, per le sue personali vicissitudini giudiziarie; 3. nella confusione di una guerra regionale Netanyahu spera di annettere, con la forza delle armi, nuovi territori creando un Grande Israele e, contemporaneamente, espellere tutti i palestinesi che ancora abitano quelle terre. È in questa ottica che devono essere interpretate le ripetute provocazioni israeliane all’Iran che, al momento, nonostante la minacciata ritorsione militare sembra, comprensibilmente, preferire aspettare di essere più forte.”

La conclusione della nota mi pare spieghi la vera ragione dell’attacco israeliano agli hezbollah e i bombardamenti in Libano: si vuole coinvolgere l’Iran nel conflitto per trascinarvi così a rimorchio gli USA.
Nel caos di una guerra che rischia di allargarsi a tutto il Medio Oriente, Netanyahu spera di aver la possibilità di espellere i palestinesi dalle loro terre e inglobarle nel territorio di Israele: finito il conflitto (sempre che non si allarghi a Russia e Cina divenendo nucleare), che Netanyahu spera di vincere con l’aiuto degli USA indipendentemente dal costo umano, il mondo sarà costretto ad accettare il nuovo stato di fatto.

Inutile ripetere che qui si gioca col fuoco e che le guerre possono essere imprevedibili: Netanyahu spera di salvare se stesso e, anzi, di divenire un eroe nazionale ma rischia anche la distruzione di Israele (e del mondo in caso di guerra nucleare).
Spesso diamo per scontato che tutti gli attori facciano le scelte più logiche e a loro convenienti e che quindi tutto sia prevedibile entro certi margini di errore: ma l’uomo è irrazionale e l’irrazionalità di uno solo può essere sufficiente a scatenare la follia di molti.
Di nuovo lo scoppio della prima guerra mondiale è emblematico.

Cosa farà l’Iran è per me imprevedibile: lo scorso aprile speravo che non reagisse ma pensavo che, anche date le dichiarazioni bellicose, l’avrebbe fatto.
Poi, invece, a Teheran è prevalso il buon senso: attendere e divenire più forte mentre USA e Israele si indeboliscono è la decisione razionale.
Logicamente l’Iran dovrebbe comportarsi così anche stavolta ma non conosco la mentalità iraniana né le pressioni dei suoi alleati né quelle della popolazione.
Beh, molti di questi ragionamenti li avevo fatti a inizio agosto in Aspettando la guerra e non starò a ripeterli.

Da qualche parte avevo scritto che la situazione dell’Iran è difficile anche perché, se non reagisce alla provocazione di Israele, prima o poi ne verrà un’altra. Ho cercato sul ghiribizzo questo concetto ma, suppongo, devo averlo scritto sul mio quadernone di appunti di geopolitica.
Quindi se anche stavolta Teheran non reagisse allora state pur certi che Israele, prima di Natale, colpirebbe ancora.
Forse, all’Iran conviene ormai aspettare le elezioni statunitensi di novembre per vedere chi sarà il nuovo presidente: sia Trump che la Harris sono schierati al 100% con Israele ma la Harris è un burattino dell’apparato militare industriale, Trump è più indipendente e ha dimostrato di avere buon senso. Non è nell’interesse degli USA una guerra con l’Iran e, FORSE, potrebbe, al di là dei proclami, costringere Israele a una pace.
Certo è un FORSE molto grande ma a novembre manca poco e secondo me varrebbe la pena aspettare.

Sarebbe interessante sapere se l’Iran ha fatto qualche dichiarazione ufficiale ma al momento non mi risulta niente.

Stasera mi sa che farò nottata per vedere cosa succede: in caso di guerra aspettatevi benzina/energia alle stelle: e adesso non abbiamo neppure il salvagente dell’energia a basso costo russa. Ovviamente anche l’inflazione a due cifre.
Se poi si arriverà alla guerra nucleare, sapete come la penso: problema risolto.

giovedì 26 settembre 2024

Censura 10++

Oggi volevo segnalare un video sulla censura ma, contemporaneamente presentare un brevissimo aggiornamento sia sulla mia Epitome che sulla situazione mondiale. Avrei potuto scrivere tre pezzi separatamente ma dato che non ho intenzione di scrivere molto preferisco mettere tutto insieme.

Partiamo dalla censura.
Il seguente video, AMB. Craig Murray : The UK and Genocide, è un’intervista del giudice Napolitano a un ex ambasciatore britannico (storico e attivista per i diritti umani). L’argomento, almeno della prima metà, è lo stato della censura nel Regno Unito.
La situazione è peggiore sia degli USA che anche della UE, sicuramente, dell’Italia. Però è indicativa della direzione in cui la tendenza alla riduzione della libertà d’espressione sta andando: in altre parole anticipa quella che sarà la situazione anche in Italia di un X numero di mesi. Per questo è importante sapere cosa sta avvenendo nel Regno Unito per poter poi riconoscere lo stesso meccanismo anche da noi: una sorta di vaccino contro l’oppressione.
Ma il vero motivo per cui questo video mi è rimasto impresso è un altro: il giudice Napolitano chiede al suo ospite “perché ora?” ed egli gli risponde qualcosa del tipo “perché i sistemi di persuasione normalmente usati iniziano a non funzionare più. Il ricorrere alla censura è un atto di disperazione”.
E mi pare che qui l’ospite abbia centrato perfettamente la situazione: la democrazia come comunemente l’intendiamo (“il potere del popolo”) non è mai esistita. Semmai si è sempre guidato la popolazione facendole desiderare, o comunque non osteggiare, ciò che il potere voleva. Un’eterodirezione che guidava l’opinione pubblica nella direzione voluta. Davvero consiglio a tutti di leggere “Un mondo nuovo” di Huxley (che fa coppia con “1984” di Orwell).
Ma ora le cose vanno sempre peggio, la fiducia nel potere/politica è ai minimi, la popolazione segue sempre meno i canali di (dis)informazione ufficiale ma ascolta sempre di più le fonti indipendenti.
Ecco quindi il comparire della censura: il bastone che si adopera quando la carota non funziona più.

Sulla situazione mondiale ci sarebbe molto da dire ma voglio limitarmi all’argomento che più mi pare importante: il cambiamento delle linee guida sull’uso delle armi atomiche da parte della Russia.
Precedentemente tali linee guida dicevano che la Russia non avrebbe mai usato le armi atomiche per prima ma solo se attaccata (come la Cina ma non gli USA) da una potenza atomica o per difendere la propria esistenza.
Adesso le nuove linee guida dicono che la Russia potrà (a propria discrezione cioè) usare le armi atomiche anche quando attaccata da un paese terzo ma supportato da una potenza atomica. Chiaro quindi il riferimento all’Ucraina e al sostegno di USA, UK e Francia.
In pratica si tratta di un altro meccanismo di dissuasione contro eventuali attacchi missilistici a lungo raggio da parte dell’Ucraina (che avrebbero per la loro natura il bisogno di assistenza tecnica da parte NATO/USA).
Onestamente, se in questi anni ho capito qualcosa di Putin, non credo che risponderebbe con un attacco diretto contro l’occidente anche in caso di una nuova “escalation” da parte Ucraina (uso di missili a lungo raggio): questo perché la Russia sta vincendo e quindi non ha senso rischiare la terza guerra mondiale. Ma d’altra parte non lo può ammettere perché allora l’occidente darebbe subito il suo assenso all’uso di tali armi che, inevitabilmente, provocherebbero più morti e danni alla Russia.
Però ha senso, a sua volta, per l’occidente rischiare una guerra mondiale per l’Ucraina che comunque ha perso la sua guerra contro la Russia? Per i guerrafondai della UE sì (vedi il recente voto al parlamento europeo, in cui almeno si sono distinti i parlamentari italiani che hanno votato per il "no" compresi quelli del PD, normalmente i più euromaniaci) ma per tutte le persone con un minimo di buon senso no.
Ora, sfortunatamente, il buon senso non abbonda nella testolina svampita di Biden e dei suoi mediocri collaboratori però, almeno per il momento, il via libera all’uso dei missili a lungo raggio non è arrivato: sembra che tale permesso avrebbe dovuto esserci già qualche settimana fa quando il primo ministro inglese arrivò alla Casa Bianca, probabilmente per una dichiarazione congiunta con Biden, ma invece si dovette accontentare di un nulla di fatto e qualche foto e sorrisi davanti alle telecamere: qualche ora prima Putin, in un’intervista aveva minacciato l’uso di armi nucleari se la Russia fosse stata attaccata da missili a lungo raggio (che, lo ripeto, richiedono il coinvolgimento diretto di personale NATO/USA per essere usate).
Vedremo: se tutto va bene eviteremo ancora, almeno per un po', la guerra nucleare ma è bene ricordare che molte guerre sono scoppiate per molto meno.
Vale la pena ricordare la prima guerra mondiale: per anni lo scoppio di una guerra fra le potenze europee era stata evitata a forza di ultimatum, in pratica della minaccia diretta di guerra. Non mi sembra che la situazione attuale sia troppo diversa. Nel 1914 cominciò una guerra mondiale che nessuno voleva, che tutti temevano ma che pochi avevano tentato realmente di disinnescare. Al contrario le dichiarazioni minacciose erano cresciute sempre più di tono e alla fine la polveriera era esplosa senza che nessuno riuscisse a disinnescare la miccia ormai cortissima.

Infine veniamo alla mia Epitome. Mi ero ripromesso di cominciare la rilettura generale per una nuova versione (la 1.13.1). Ed effettivamente un giorno mi misi di fronte al calcolatore per partire ma mi accorsi che avevo combinato un pasticcio con le nuove epigrafi (che aggiungo in maniera asincrona alle versioni che pubblico) e non ebbi il coraggio di metterci le mani per paura di far di peggio. Gli ultimi giorni in città sono stati infatti terribili: ho dormito, non so perché, molto meno che in agosto e il risultato è stato che non capivo niente.
Da questo lunedì sono tornato a casa dove ho dormito per due giorni!
L’idea è di procedere comunque con la rilettura generale, vedere quanto ci metto, e decidere poi come muovermi: pubblicare la versione 1.13.1 o, magari, aggiungere ulteriore materiale (per esempio i famosi nuovi sottocapitoli rimasti in sospeso dalla volta scorsa) per una eventuale versione 1.14.0?
Vedremo…

Aggiungo che da circa un’oretta ho iniziato a starnutire a raffica e ora mi sento una leggera febbre: speriamo bene…