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giovedì 16 novembre 2017

Simulazioni e parapoteri

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.4.0 "Leida").

Come i miei lettori più assidui forse sanno, per sviluppare il mio lavoro sull'epitome mi avvalgo di un fondamentale strumento: il mio quadernone!
Su questo quadernone, oltre a scrivere le mie labirintiche bozze (*1) di capitoli e sottocapitoli, ci sono varie pagine di liste, estremamente scarne (una massimo due righe), di cose da fare: aggiunte, correzioni, controlli, migliorie e simili.
Via via che porto avanti una nuova versione dell'epitome traccio una linea sulle azioni completate cosicché quando poi la pubblico queste liste sono un elenco di note cancellate...

Eppure da diversi mesi c'è una nota, ben in evidenza all'inizio di una pagina, che non riesco a cancellare; essa è la seguente: «Dimostrare inevitabilità nella società dei parapoteri: simulazione»
In effetti i termini “dimostrare” e “inevitabilità” sono decisamente ambiziosi!
Fortunatamente l'idea è di farlo con una “simulazione” che, come per le statistiche, permette di ottenere quasi sempre quello che si vuole(*2) modificandone opportunamente i suoi parametri di funzionamento...

Ovviamente una cosa è scrivere quale sia il nostro obiettivo e un'altra è riuscire a raggiungerlo!
In questi giorni però ho almeno incominciato a lavorarci e mi pare stia venendo un modello dal potenziale enorme: probabilmente i parametri in gioco sono troppi con la conseguenza che le combinazioni e interazione fra gli stessi crescono esponenzialmente.
Il pericolo è che, scegliendoli opportunamente, si potrebbe ottenere qualsiasi risultato: ovviamente io non ho interesse a “truccare” la mia simulazione per ottenere specifici risultati ma è altrettanto scontato che dovrò scegliere dei parametri in maniera arbitraria e, di conseguenza, facilmente contestabili.
Per farla breve dubito di arrivare a dimostrare qualcosa ma credo che comunque i miei risultati saranno significativi e, certamente, mi daranno molti spunti di riflessione.

Attualmente la mia simulazione è ancora piuttosto instabile: piccole modifiche nei parametri usati mi portano a risultati totalmente divergenti. Eppure già ci vedo delle dinamiche interessanti: ad esempio adesso credo che il problema sia il semplicissimo modello economico che ho implementato e che permette di creare dal nulla troppa ricchezza. Per questo ho già in mente tutta una serie di idee per rifarlo da zero...

È inutile che provi a descriverlo nei dettagli perché ancora non escludo di apportarci grandi modifiche ma l'idea base è quella di costruire un modello che simuli una società in cui inizialmente tutti i suoi cento componenti (*3) hanno pari ricchezza (*3) e sono suddivisi in quattro gruppi (*3). Casualmente, ma cercando di attenermi alle mie leggi del potere ([E] 5), questi componenti possono interagire fra loro aumentando la reciproca ricchezza, riproducendosi e creando nuovi gruppi.
Ciò che spero di ottenere è che, pur variando i parametri iniziali, un nuovo gruppo di pochi elementi ma di grande ricchezza, ovvero un parapotere secondo la mia definizione ([E] 4.2).

Conclusione: non so se riuscirò a ottenere ciò che spero ma comunque si tratta di un esercizio molto interessante. Non so quanto tempo ancora mi occorrerà: certo che non avere Internet con le sue distrazioni mi aiuta molto!

Nota (*1): dovrei veramente fare qualche scansione per mostrare l'intreccio di linee e diagrammi!
Nota (*2): discorso complesso su cui dovrei scrivere un pezzo a parte con le mie idee e teorie a riguardo. In breve: una simulazione è una semplificazione di un modello reale che possiamo studiare e controllare; esiste però il pericolo che la semplificazione eccessiva porti a risultati non significativi per l'aspetto della realtà che vogliamo studiare. Al riguardo ho pensato a delle regole generali che dovrebbero ridurre questo pericolo...
Nota (*3): parametro arbitrario...

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