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martedì 21 novembre 2017

Dal badge ai protomiti

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.4.0 "Leida").

Dopo varie settimane mi sono deciso a dare una nuova occhiata a Goofynomics: mi piace, sono d'accordo su quanto leggo e, spesso, vi imparo cose nuove. Eppure mi stressa perché conferma le mie più pessimistiche interpretazioni della nostra realtà senza dare né speranze né alternative. Per questo lo leggo solo di tanto in tanto.

Come al solito ho dato una rapida scorsa ai vari articoli per capirne l'argomento: ho saltato quelli più tecnici e impegnativi e ho letto quelli più generici che, in realtà, trovo spesso molto interessanti.

In particolare l'articolo di cui oggi voglio scrivere è Il badge. Il pezzo spiega che al prossimo convegno di Goofynomics tutti i partecipanti, rigorosamente registratisi in anticipo, dovranno indossare la tessera col proprio nome: il motivo è che, se lo scopo di questa iniziativa è quello di contribuire a costruire una comunità di persone con la stessa visione, allora non ci può essere spazio per l'anonimato. Come al solito l'articolo è anche piuttosto spiritoso: il Bagnai scherza sul fatto che la grande maggioranza delle persone che lo contattano sono un po' strane (e raramente donne!) e, al riguardo, riporta una considerazione dei suoi collaboratori: «avremo vinto quando saremo seguiti da persone normali».

A una prima lettura superficiale questa frase significa semplicemente che Bagnai e i suoi collaboratori avranno raggiunto il loro scopo quando la maggioranza delle persone, le persone “comuni” cioè, leggeranno Goofynomics così come ora magari leggono Repubblica.it o guardano il TG5.
Ma a mio avviso tale frase solleva anche una questione molto più interessante e profonda: «Come mai le persone comuni non leggono Goofynomics?»
La domanda non è secondaria perché, rispondendo a essa, si potrebbero forse individuare delle soluzioni per diffondere più rapidamente il messaggio e le idee presentate su Goofynomics: in altre parole, come ripetono ottimisticamente i collaboratori di Bagnai, “vincere”.

Per rispondere compiutamente alla domanda «Come mai le persone comuni non leggono Goofynomics?» devo rifarmi a numerosi concetti illustrati nella mia Epitome.

Prima di tutto c'è la questione dei limiti dell'uomo. La persona comune non legge Goofynomics a causa di molteplici forme di limite cognitivo ([E] 1.1), per mancanza di tempo ([E] 1.2) e per altri limiti psicologici. Per la precisione:
1. Il limite cognitivo ha diverse sfaccettature ma in questo particolare caso le più significative sono: l'autoinganno (ovvero l'illudersi di conoscere già le ragioni della crisi italiana), la nolontà (la mancanza della volontà di informarsi) e, soprattutto, l'anti-risipiscenza (ovvero il non voler abbandonare idee intorno alle quali si è costruito la propria vita: l'Europa è un bene per l'Italia, l'Euro ci rende più ricchi etc...). In altre parole l'uomo comune non legge Goofynomics perché non vuole o preferisce non sapere.
2. La lettura di Goofynomics è spesso complessa e impegnativa: molte persone comuni preferiscono impiegare diversamente il proprio tempo libero o, comunque, non hanno le capacità per comprendere direttamente quanto viene qui spiegato.
3. La gente comune preferisce credere a una bugia piacevole piuttosto che a una verità sgradevole e finisce per farsi convincere dalla semplice reiterazione di affermazioni tranquillizzanti.

In altre parole il semplice problema della conoscenza dell'esistenza di Goofynomics è secondario: personalmente mi è capitato molte volte di far leggere a varie persone articoli che ritenevo particolarmente significativi e illuminanti. Sul momento mi veniva detto “sì, è vero: interessante...” ma poi queste stesse persone, che sembravano convinte da quanto letto, non tornavano spontaneamente a rileggere tale sito per saperne di più.

Oltre alle basilari ragioni psicologiche sopra citate c'è un altro motivo che da queste deriva: il paradosso dell'epoca ([E] 6).
L'uomo per sua natura vede il mondo che lo circonda non per quello che è ma attraverso il filtro dei protomiti ([E] 2) ovvero delle sue semplificazioni percepite però non sempre come tali ma, talvolta, confuse con la stessa realtà. Alcuni di questi protomiti sono caratteristici di una determinata epoca e società e sono detti epomiti ([E] 6.2): due epomiti sono «L'Europa porta benessere» e «l'euro porta ricchezza». Non solo: i due epomiti sopra citati sono particolarmente importanti perché contribuiscono a mantenere la stabilità della società, tendenzialmente squilibrata e ingiusta, e sono quindi detti equimiti ([E] 7.1).
Poiché gli equimiti mantengono la stabilità della società, e quindi garantiscono la prosperità e la crescita di ricchezza dei parapoteri ([E] 4), sono strenuamente difesi e protetti da quest'ultimi.
Ora il messaggio principale di Goofynomics è che “l'euro è la principale causa del declino dell'economia italiana” e, nella completezza delle sue declinazioni, è a sua volta un protomito che si oppone però a un equimito sostenuto da potenze globali.
È uno scontro fra Davide contro Golia: e poiché la battaglia è sul piano delle idee i parapoteri sostengono i preziosi equimiti con la spropositata potenza di fuoco dei media a loro, direttamente o indirettamente, asserviti ([E] 9, 9.3 e 9.5) magari facendo sostenere tesi speciose da intellettuali compiacenti, nella fattispecie economisti.

In altre parole se da una parte c'è un canale che propugna un protomito allora, dalla parte dell'equimito dominante opposto a esso, ce ne sono cento. Senza considerare l'autorevolezza dei canali di informazione tradizionali rispetto a un semplice viario. Ad esempio l'uomo comune considererà un'affermazione fatta in un telegiornale nazionale, seppure basata sul nulla, molto più credibile di un lungo articolo zeppo di dati e dimostrazioni di un viario.
La semplice ma continua reiterazione dell'affermazione che “tutto va bene/andrà meglio” ha facilmente il sopravvento su una verità sgradevole sebbene argomentata con solide prove.

Dunque l'uomo comune non legge Goofynomics per: 1. la stessa natura umana che spinge l'uomo a preferire un'illusione positiva a una verità sgradevole; 2. per la complessità del protomito così com'è presentato; 3. tale protomito è poi in opposizione a uno degli equimiti più importanti sui quali è basata la nostra società e si attira quindi tutto il fuoco di sbarramento dei parapoteri.

Cosa si potrebbe quindi fare per diffondere il protomito “L'euro fa male”?
Innanzi tutto andrebbe ribaltata la presentazione di questo concetto: bisognerebbe porre l'accento su quanto sarebbe bella l'Italia senza euro e contemporaneamente puntare il dito contro i problemi che questo ha causato. L'obiettivo sarebbe quello di trasformare il protomito in qualcosa di positivo e auspicabile: invece di “l'euro fa male” meglio “con la lira si starebbe bene”. Invece di elencare le sciagure provocate dall'euro meglio sarebbe indicare i benefici del non averlo.
Il protomito del “no euro” dovrebbe divenire qualcosa di positivo, una speranza semplice di un futuro migliore in cui tutti possano credere. Le formule e le dimostrazioni andrebbero lasciate a parte: a un livello separato, riservato a chi vuole approfondire.
Onestamente pareggiare la soverchiante potenza di fuoco dei media tradizionali è impossibile. L'unica possibilità sarebbe forse quella di creare distorsioni utili ([E] 2.3, nota 35) che minino le basi degli epomiti dominanti ma anche fuorvianti: la distorsione utile ha infatti il vantaggio di propagarsi spontaneamente nella popolazione e l'uso delle reti sociali (per quanto non neutre e quindi non affidabili) potrebbe rivelarsi utile. Parallelamente si dovrebbe scomporre il protomito “No euro” in molteplici distorsioni utili più facilmente trasmissibili. Ad esempio: “Con la lira l'inflazione NON schizzerebbe alle stelle” senza preoccuparsi troppo di spiegarne il perché: basterebbe fornire un semplice riferimento all'articolo di Goofynomics dove tale concetto è approfondito; oppure “Con la lira avremmo la crescita economica e quindi più lavoro e ricchezza per tutti” o meglio “Con la lira più crescita, ricchezza e lavoro per tutti”.

Conclusione: come anticipato la questione è molto profonda e complessa. Volendo cercare di sintetizzare al massimo si potrebbe dire che non è possibile diffondere a tutta la popolazione un protomito nella forma complessa proposta dal Bagnai poiché: 1. egli non ha l'autorità scientifica per imporre il suo protomito; 2. a causa dell'asimmetricità dell'informazione contraria a esso.
Una possibilità potrebbe quindi essere quella di scomporre il protomito complesso in distorsioni utili e positive che potrebbero poi diffondersi spontaneamente nella popolazione e, contemporaneamente, proporre altre distorsioni utili che affermino (a ragione: questa sarebbe la loro forza) la falsità degli equimiti dominanti.
Comunque ho la sensazione che tornerò sull'argomento...

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