«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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giovedì 19 gennaio 2012

Commento antipatico

Qualche giorno fa ho ricevuto un commento al post La solitudine del pamviro che è riuscito a irritarmi...

Sarebbe lungo spiegare perché ho trovato così irritante quel commento: basti dire che conosco (da quando sono nato!) il suo autore e, per questo, vi leggo fra le righe numerosi sottintesi non detti e vari pregiudizi.
Normalmente non avrei avuto niente in contrario a un commento, anche molto critico, se avesse affrontato l'argomento del post ma, sfortunatamente, questo ha un altro difetto che non me lo fa digerire: banalizza il finale, che la mia assurda sensibilità trova poetico, e, con considerazioni superficiali, distoglie il lettore dalla vera essenza del post...

Per questi motivi, col consenso dell'autore, l'ho rimosso dal post a cui si riferiva e lo ripropongo qui di seguito integralmente:

"Non credo che il sentirsi solo e/o incompreso dipenda dalle tue vere o presunte capacità intellettive che ti pongono al di sopra della media, ma da altre caratteristiche come il piacere di stare in compagnia o quello di condividere nuove conoscenze o avventure con gli altri. Esiste una seconda possibile ipotesi cioè che il tasso di vampirismo sia più elevato del normale......"

Eppure anche questo commento ha del merito. In particolare la parte evidenziata (da me) in neretto pone un'interessante questione: c'è una relazione fra intelligenza e socialità?
L'autore del commento pare suggerire che non sia così...

Ma prima di tutto, per evitare fraintendimenti, visto che non conosco la definizione esatta di socialità, premetto che per il resto di questo post mi limiterò a considerarla sinonimo dei vari gradi di relazione che si possono instaurare con un estraneo facendolo diventare prima un conoscente e poi un amico più o meno intimo.

Mi chiedo: su cosa si basa una relazione fra individui? Ovvero, perché due persone vorrebbero passare del tempo insieme?
Semplificando mi vengono in mente le seguenti tre motivazioni (che potrebbero anche in parte sovrapporsi): interessi comuni, simpatia reciproca e interessi egoistici.
La categoria degli “interessi egoistici” è particolarmente ampia e vi includo a torto o a ragione: il voler diventare amico per riceverne futuri benefici, attrazione sessuale, motivi di lavoro. A mio avviso affrontare questa categoria di motivazioni esula dal vero spirito della domanda, che implicitamente mi pare considerare la socialità nella sua essenza più pura escludendone i secondi fini, e quindi mi concentrerò solo sugli “interessi comuni” e la “simpatia reciproca”.

Personalmente, come si può facilmente capire leggendo questo blog, i miei interessi sono estremamente eclettici (mi vengono in mente GdR, scacchi, poker, programmazione/algoritmi, storia/antica, religione/eresie, chitarra etc...) e forse per questo motivo trovo un po' noiose le persone fissate su pochi interessi, tipicamente lavoro/famiglia/calcio. Certo, non avrei problemi a passarci una mezza giornata insieme ascoltando tutto quello che c'è da sapere sul loro lavoro, ma dopo un po' troverei molto frustrante non poter a mia volta spaziare oltre e parlare, che so, dei tarocchi o dell'ultimo libro che sto leggendo senza che il mio interlocutore inarchi un sopracciglio guardandomi come un mezzo matto.

Domanda: c'è una relazione fra intelligenza e numero di interessi? Secondo me, almeno in parte, sì: cioè una buona intelligenza è condizione necessaria (ma non sufficiente!) per avere una comprensione non superficiale di più argomenti...

Riguardo la “simpatia” voglio intenderla nel suo senso etimologico: soffrire insieme e quindi condivisione delle emozioni. A mio avviso per potere condividere delle emozioni bisogna avere una visione perlomeno simile della realtà che ci circonda.
Senza questa visione comune non sarebbe infatti possibile capire i problemi, le decisioni, le gioie e forse anche i sentimenti dell'altra persona. Non ci può essere immedesimazione senza la comprensione dell'altro e, tale comprensione, non è possibile se si parlano linguaggi diversi: se si prova a leggere la storia della vita di una persona scritta con caratteri di un alfabeto sconosciuto e in una lingua dimenticata cosa mai potremmo capirci?
Anche in questo caso, a mio avviso, l'intelligenza influenza pesantemente la nostra visione del mondo e quindi la possibilità di condividere pensieri ed emozioni: in altre parole la simpatia.

Ad esempio, molto banalmente, per far “funzionare” il mio umorismo con una certa persona la devo conoscere, e quindi interpretare e capire (simpatia), bene. Il motivo è che, esaminando il mio umorismo nella sua essenza, esso consiste nell'evidenziare aspetti della realtà che mi colpiscono mostrandone le loro contraddizioni. In parole povere sono sarcastico e ironico: per non rischiare equivoci devo stare attento a calibrare le mie affermazioni in maniera che le mie parole non vengano fraintese dal mio interlocutore...

L'argomento è lungi dall'essere esaurito e sarebbe forse interessante provare a esaminare gli altri elementi che determinano la socialità ma, per il momento, mi pare di aver sufficientemente argomentato quello che mi premeva affermare: ovvero che l'intelligenza influenza significativamente la socialità delle persone poiché ne determina la rispettive visioni del mondo e, di conseguenza, la possibilità di apprezzare pienamente “...il piacere di stare in compagnia o quello di condividere nuove conoscenze o avventure con gli altri...”

Un'ultima precisazione: spero di non aver dissuaso i miei lettori dal postare commenti per paura di irritarmi! In realtà è molto difficile farmi arrabbiare e, solo il particolare Autore del commento preso in esame, è capace di farlo con irrisoria facilità per motivi noti solo al Dr. Freud: commentate quindi con tranquillità perché non vi farò mai una sfuriata alla De Falco-Schettino!

mercoledì 18 gennaio 2012

Lezione X

Oggi mi sono fregato da solo...
Ero arrivato con largo anticipo ma, avendo trovato la scuola di musica ancora chiusa, dopo dieci minuti d'attesa in balia degli elementi e considerato che ne avevo ancora quindici da aspettare, ho deciso di andare a prendere una cioccolata calda al bar.
Un po' titubante ho chiesto se “fosse possibile” avere la mia bevanda preferita: l'unica barista presente mi studiato col suo occhio ceruleo e poi ha annuito solennemente senza proferire parola. Il fatto è che sono consapevole che preparare la cioccolata non è un'impresa da poco: per questo a casa non me la faccio mai...
Così la barista si è girata per armeggiare alle sue macchine e, per MINIMO 10 minuti, non si è più voltata. Nel frattempo si è formata una coda di svariate persone che attendevano per un caffè o per pagare il conto e io, sentendomi in imbarazzo per aver indirettamente provocato il ritardo, mi sono un po' defilato.
Poi la cioccolata era caldissima e io, che mi scotto la lingua già a 40 gradi, ho iniziata a berla con estrema prudenza mentre leggevo una rivista.
Ero così impegnato quando il maestro mi ha trovato venendo a prendersi un caffè: solo allora mi sono accorto di aver fatto tardi e sono velocemente corso a prendere l'attrezzatura che avevo lasciato in macchina...
Insomma abbiamo iniziato leggermente in ritardo ma è stata colpa mia e quindi non posso lamentarmi: inoltre la cioccolata mi aveva messo di buon umore!

La lezione è stata ok.
Gli ho spiegato che le uniche difficoltà le avevo trovate nella seconda progressione (quella col B7 e A) ma che speravo di cavarci le gambe in un'altra settimana senza bisogno di cambiarla. Gli ho anche detto che, invece di suonare l'intera progressione, mi ero concentrato sui quattro accordi D A B7 E e lui mi ha detto che andava bene. Anzi me li ha fatti suonare e io, con le mani intorpidite dal freddo e senza riscaldamento, ho suonato da schifo: il maestro ha però ribadito che sono troppo severo con me stesso. Può darsi ma col B7 proprio non ci siamo...

L'altra “sorpresa” è stata con l'esercizio di blues: come scrissi in Lezione 9 avevo inserito i tre nuovi accordi minori di settima in questo modo:
1) Dm7 Dm7 Dm7 Dm7
2) Am7 Am7 Dm7 Dm7
3) Em7 Am7 Dm7 Dm7
Ma era stata una mia idea! Semplicemente avevo dato la parte del leone all'accordo più rognoso, il Dm7, lasciando Am7 e Em7 in secondo piano perché sono molto più facili.
Questo perché credevo che l'essenza dell'esercizio fosse nei tempi e non negli accordi utilizzati: ma non è così! Anche gli accordi sono importanti!
Quando gli ho spiegato cosa avevo fatto mi ha risposto: “ho capito cosa hai fatto ma questo non è più blues...”. Il motivo è che gli accordi da suonare non possono essere scelti a caso ma devono seguire la seguente regola:
1) I-7 I-7 I-7 I-7
2) IV-7 IV-7 I-7 I-7
3) V-7 IV-7 I-7 (V-7) (*1)
Cioè il primo accordo può essere un qualsiasi accordo di settima ma i primi due accordi della seconda riga devono essere formati dalla terza nota successiva a quella di partenza. Analogamente il primo accordo della terza riga deve essere basato sulla quarta nota dopo quella iniziale.
La scorsa lezione mi aveva infatti assegnato: E7 (I), A7(IV) e B7 (V).
Io, partendo da Dm7 (I), avrei dovuto suonare Gm7 (IV) e Am7 (V): il problema è che Gm7 ancora non si è fatto...
Per questo il maestro mi ha suggerito di usare Am7(I), Dm7(IV) e Em7(V).
Anzi, mi ha semplificato anche il ritmo: invece della “strana” battuta 1-Plettrata giù, 2-Nulla, 3-Plettrata su, 4-Mute (zittire le corde), 5-Nulla, 6-Nulla devo passare a 1-Plettrata giù, 2-Nulla, 3-Nulla, 4-Plettrata giù, 5-Nulla e 6-Nulla. Cercando però di aumentare la velocità (per riuscire a percepire il senso del ritmo)...

Poi ha fatto un excursus teorico sui tempi semplici e i tempi composti ma l'ho capito il giusto e ne riparlerò solo quando lo vedo all'opera e mi chiarisco definitivamente le idee...

La seconda parte della lezione l'abbiamo passata preparando la mia prima canzone!
Il maestro mi aveva chiesto quali autori mi piacciono e io gli avevo passato la mia playlist su Youtube (questa!) con numerose annotazioni sui gruppi non presenti in essa: alla fine il responso è stato “Fear of the dark” degli Iron Maiden (questa qui...).
Mi ha dato i primi 10-12 secondi: in teoria mi sembrava facile perché sia le note che i ritmi sono semplici però, ieri ci ho provato tutta la sera, e quello che mi viene fuori non assomiglia neanche vagamente alla canzone degli Iron Maiden...

Chi conosce la musica immagino lo sappia bene ma, per me, è stata una sorta di rivelazione scoprire come si “prepara” un brano...
Quando studiavo da solo mi ero comprato un libriccino con varie canzoni e relativo spartito e, semplicemente, pensavo che bastasse memorizzare le note e suonarle nei giusti tempi per imparare il brano.
In realtà non è così semplice! Per prima cosa il maestro mi ha spiegato tutta la diteggiatura che, in parole povere, significa con quale dito si preme un certo tasto; poi quali sono le note “giuste” all'interno della stessa ottava; poi ci sono gli abbellimenti, che invero dovrebbero essere presenti nello spartito ma che comunque non sono sempre uguali (ad esempio sullo slide a volte c'è bisogno di una seconda plettrata e altre volte no). E infine ci sono i trucchi/consigli (tipo “qui cerca di tenere l'indice ancorato...”, “qui fai scorrere il dito sulla corda per non perdere la posizione...”, “qui premi la corda con il polpastrello perché poi con la punta devi premere la corda superiore...”, “queste note suonale staccate...”, “qui cerca di usare questi due diti MA, se non ti riesce, prova in quest'altro modo...”, etc...) che sono impossibili da riportare sullo spartito...

Insomma, accanto all'associazione note/durata, c'è tutta una mole di lavoro artigianale, di interpretazione, che non immaginavo...

Nota (*1): l'ultimo accordo è fra parentesi perché è un po' "libero": nel blues classico è V-7 ma si può usare anche altri accordi e infatti, per semplicità, il maestro mi ci aveva messo I-7...

martedì 17 gennaio 2012

Voto De Falco

Probabilmente l'avete già ascoltate comunque...




Leggendo i commenti su Youtube ne ho trovato uno molto interessante:
“After his retirement Winston Churchill was cruising the Mediterranean on an Italian cruise liner. Some Italian journalists asked why an ex British Prime Minister should chose an Italian ship. Churchill said: «There are three things I like about being on an Italian cruise ship:
First their cuisine is unsurpassed. Second their service is superb. And then, in time of emergency, there is none of this nonsense about women and children first
”.»

Che più o meno si traduce così:
“Ritiratosi dalla politica Winston Churchill stava facendo una crociera nel Mediterraneo su una nave italiana. Alcuni giornalisti italiani gli chiesero come mai l'ex primo ministro inglese aveva scelto una nave italiana. Churchill rispose: «Ci sono tre cose che mi piacciono di una nave da crociera italiana: primo la loro cucina è inimitabile, secondo il servizio è eccellente e infine, in caso d'emergenza, non c'è il non senso di “donne e bambini prima”!»

Nota: è un corto perché le righe della traduzione non le conto!

Aggiungo... 17-Gennaio-2011
Saltando di palo in frasca sono arrivato a leggere del naufragio dell'Andrea Doria su Wikipedia. Copio e incollo il seguente paragrafo:
"Il numero limitato di vittime ed il completo successo delle operazioni di soccorso è merito del comportamento eroico dell'equipaggio dell'Andrea Doria e soprattutto del comandante Piero Calamai e delle rapide e difficili decisioni da lui prese in momenti tanto concitati. Tali capacità furono dovute alla sua grande esperienza soprattutto nelle due Guerre Mondiali. Dopo il salvataggio di tutti i passeggeri, il comandante Calamai restò a bordo dell'Andrea Doria rifiutandosi di mettersi in salvo; fu costretto a farlo dai propri ufficiali tornati indietro appositamente. Egli dichiaró ai propri sottoposti, prima di farsi convincere ad abbandonare per ultimo la nave, che era suo dovere rimanere a bordo di guardia al transatlantico: un'antica legge marinara, infatti, autorizzava chiunque prendesse possesso di un'imbarcazione abbandonata di farne cosa propria. Eroicamente, il comandante Calamai intendeva scongiurare tale possibilità."

Tubo spiritoso... 18-Gennaio-2011
Aggeggiando con Youtube:

Colline 11: humor nero 22-Gennaio-2011
C'è qualcosa che non capisco: ho visto i provvedimenti "omeopatici" sulle liberalizzazioni e poi ho letto, dal Corriere.it (vedi Nuove norme), la dichiarazione che, grazie a queste straordinare norme, il PIL potrebbe crescere dell'11%!!! Io immagino che potranno avere un impatto, bo, al massimo dello 0,11% se va bene...
Probabilmente non è la manovra del premier che non capisco ma il suo umorismo!

Manifestazione Lega contro governo Colline 22-Gennaio-2011
Sto guardando il video con la “diretta” della manifestazione della Lega contro il governo Colline a Milano: come ho infatti scritto in vari post (ad esempio Colline 6: la Lega spiegata) la scelta del governo Colline di schierarsi a muso duro contro la Lega avrebbe potuto premiarlo nel breve periodo ma, alla lunga, avrebbe avuto un effetto negativo. La manifestazione di oggi, e in particolare l'adesione della gente, è fondamentale per capire in che fase siamo di questo processo.
...
Baa... vista tutta la diretta: una perdita di tempo!
Per sapere l'opinione della Lega su Colline basta leggere i miei post e sostituire Padania/padani a Italia/italiani. La Lega è il classico esempio di partito che predica bene e governa male... Non ho neanche capito quante persone hanno partecipato alla manifestazione.
Comunque mi è piaciuta la definizione Colline=Sceriffo di Nottingham!

Quattro balzi fra le balze

Domenica, colto da un'improvvisa frenesia salutistica, ho partecipato a un'escursione a piedi per la campagna della zona. Non conoscevo gli organizzatori e avevo trovato i loro numeri di telefono in un articolo di un web-giornale locale.
Onestamente non sapevo cosa aspettarmi ma, visto che mi interessava soltanto camminare e fare qualche foto, ero fiducioso che sarebbe andato tutto bene.
E così è stato: anzi tutto è andato meglio del previsto! La gita in sé è stata molto bella, complice una giornata freddissima (-7 gradi al mattino!) ma dalla luce spettacolare, i partecipanti erano molto gentili e, anche se si conoscevano tutti fra loro, hanno cercato fin da subito di farmi sentire a mio agio e inoltre non si è camminato e basta!
Abbiamo avuto anche due lezioni: la prima sull'origine delle particolari colline della zona, dette “balze”, che sono i resti di un lago preistorico (*1); la seconda su una pieve romanica (e sui suoi affreschi) dove ci siamo pure fermati a mangiare.
E non è finita qui!
Io non lo sapevo ma nelle uscite di questo gruppo c'è l'usanza di portare molto cibo (ma anche vino e grappa!) in più per fare una mangiata tutti insieme. Ovviamente io ho preferito non condividere il cibo (*2) con questi estranei (vedi Cibo per amicizia) ma comunque mi è sembrata un'iniziativa carina...

Per la cronaca, partiti verso le 9:00 e tornati verso le 16:30, abbiamo camminato per 21 Km con non poche salite e discese...

Nota (*1): Gli abitanti del posto amano dire che le balze sono rappresentate nello sfondo della Gioconda di Leonardo...
Nota (*2): Non temevo di essere avvelenato! Semplicemente parte del divertimento era vedere se riuscivo a dimagrire un po'...

Di seguito alcune foto che ho scattato (commenti molto graditi perché devo ancora decidere quali immagini pubblicare sulla pagina del gruppo su FB...):

Nota: per vedere le immagini ingrandite cliccateci sopra col tasto destro del mouse e selezionate “Apri in un nuovo Tab”...

In queste valli fra le balze, dal clima gelido, mi ha stupito trovare un ananas!

Freddo!

Viale di freddo

Foglie infreddolite...

Meglio questa o...

...meglio questa?

Questa foto (come altre del resto) non rendono ridotte di dimensioni...

Una delle mie preferite

Non c'era solo brina e ghiaccio però faceva freddo lo stesso!

Finestra

Notare l'omino sulla sinistra

Balza nuda e cruda

Meglio questa...

...o questa? (l'idea è sempre di mostrare la serie di balze sullo sfondo)

Balze dietro a un dosso

Cielo terso

La processione dei miei colleghi escursionisti

Vigna e balze

Ri-balze

La mia foto preferita

Al tramonto, quasi arrivati...