«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
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4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

lunedì 17 dicembre 2018

Altra solita poesia

Di seguito una poesia senza senso: pensata, e forse un po’ sognata, in una notte uggiosa e scritta in un mattino grigio, lievemente imbellettato da un accenno di neve.




Le stagioni della vita

C’è un giardino nella grigia città.
La città dove nessuno si ferma,
Dove nessuno raggiunge niente.

Al centro del giardino dorme un albero.
Un giardino assediato dal caos,
Ormai perduto ma non ancora vinto.

Sotto l’albero un tappeto di foglie.
Un albero curvo in antichi pensieri,
sordo al frastuono della follia.

Sotto le foglie radici scavano profonde.
Foglie lievi di momenti perduti,
Lacrime confusi e sospiri insieme.

Fra le radici è sepolto un gatto.
Radici segrete, forti e sagge,
Radici che non dimenticano.

Era il gatto di una buona strega.
Un gatto nero dagli occhi gialli,
Quasi come un cane fedele.

La buona strega viveva nella città,
Passeggiava nel vivace giardino,
Sedeva sotto l’albero benigno,
contandone le foglie sulle fronde,
e ascoltava i bisbigli delle radici
mentre il gatto le ronfava in grembo.

La buona strega era mia madre
e io sono suo figlio: il vento gelido.
Furioso corro per la città morta,
e urlando precipito al giardino.
Qui un attimo mi calmo sospirando:
Accarezzo il sudario di foglie
sotto le quali l’amato gatto,
accarezzato da mia madre, riposa.
Ma subito, senza pace, corro via.

Era la primavera, ora è inverno.

venerdì 14 dicembre 2018

La “regola” del 3%

Una premessa: negli ultimi mesi sto seguendo meno la politica: probabilmente una fase di rigetto dopo un breve ma intenso periodo di maggior coinvolgimento.
In particolare mi sono reso conto che il profilo Twitter di Salvini non mi è utile per conoscere l’andamento della situazione politica italiana: è, sebbene legittimamente, troppo orientato alla propaganda (*1). Mancando totalmente le voci contrarie non riesco a capire cosa succeda realmente: dovrei riequilibrare artificialmente con Repubblica.it o Corriere.it (*0)…
Alla fine la mia fonte principale di notizie è divenuto il profilo Twitter Le frasi di Oshø!
Ovviamente seguo anche il profilo Twitter di Bagnai ma in genere si limita a brevi commenti e a rilanciare cinguettii altrui: raramente propone delle sue proprie riflessioni ben argomentate (*2).
Comunque da qualche tempo avevo notato parecchi rimandi al suo sito ma, scrivendoci ormai poco (*2), pensavo che si riferisse sempre allo stesso pezzo su “Macron” che mi interessava il giusto: invece no!
Finalmente oggi sono andato a dare un’occhiata e ho scoperto che ha scritto ben cinque pezzi apparentemente tutti molto interessanti!
Il primo di questi articoli è Le regole e proprio di questo voglio scrivere oggi (*3): inutile dire che consiglio fortemente la lettura dell’articolo originale del Bagnai perché enormemente più chiaro, completo ed esatto della mia seguente semplificazione…

Da più parti si sente parlare della regola del 3% di deficit rispetto al PIL e spesso non è chiaro perché se il limite è il 3% allora il 2-qualcosa% proposto dal governo italiano non vada bene.
Il problema in generale è che in economia le risposte troppo semplici sono spesso parziali e inesatte: per capire veramente è necessario un approfondimento che richiede un minimo di familiarità con i numeri e molta pazienza. Nel suo articolo Bagnai spiega meticolosamente tutti i dettagli della regola del 3% e io cercherò, come al solito banalmente, di riproporne qui di seguito la mia semplificazione “per idioti” sperando di non inserirvi troppe inesattezze.
Mi si potrebbe obiettare: “Sul sito XXX viene fornita una spiegazione molto diversa: chi ti dice che quella fornita dal Bagnai sia quella corretta?”.
Beh, mi fido di Bagnai perché ormai lo seguo da qualche anno e quanto letto sul suo sito si è sempre dimostrato corretto e affidabile; da un’altra parte perché i suoi pezzi sono corredati di collegamenti a fonti e a informazioni aggiuntive (cosa che MOLTO raramente accade negli articoli di chi scrive che Bagnai ha torto!): quando ho provato a controllare (e un paio di volte l’ho fatto) mi è sempre tornato tutto. Per questi motivi quando Bagnai scrive di economia ha la mia completa fiducia (*4).

Il nocciolo della questione è che il 3% di deficit non è calcolato sul PIL effettivo ma sul “PIL potenziale” (PPIL). Tutto dipende quindi da come si ricavi questo “PIL potenziale” (PPIL).
Il PPIL corrisponde al PIL effettivo al netto della “componente ciclica” dell’economia.
La “componente ciclica” è una stima ottenuta come prodotto di altre due stime e, quindi, a sua volta il PPIL è una stima.
Quando il PIL è superiore al PPIL “significa” (*5) che l’economia rischia di surriscaldarsi e quindi essa va contenuta diminuendo la spesa: ciò effettivamente avviene perché il saldo strutturale (basato sul PPIL) è minore di quello nominale e, di conseguenza, a parità di spesa il deficit diviene maggiore (e quindi si deve spendere meno).
Al contrario quando il PIL è minore del PPIL “significa” che l’economia è in difficoltà e necessita di un aiuto e, quindi, una spesa maggiore sarebbe auspicabile. E in effetti è proprio quello che consentono le formule: il saldo strutturale diviene maggiore di quello nominale e, di conseguenza, a parità di spesa il deficit diviene minore (e quindi si può spendere di più).

Fin qui, a parte le definizioni matematiche più o meno complesse e comprensibili, tutto avrebbe senso: quando l’economia è in difficoltà è lecito spendere un po’ di più mentre invece va raffreddata, spendendo meno, quando corre troppo.

Esiste però un paradosso nel calcolo della componente ciclica che serve al calcolo del PPIL: essa si base sui PPIL degli anni passati!
Dov’è il paradosso? Beh, supponiamo che un’economia subisca uno schock e che da questo non si riprenda immediatamente grazie alla piccola flessibilità permessa dalla regola del 3%, allora ciò che avviene è che la diminuzione del PIL diviene strutturale (indipendentemente da quale fosse la situazione economica qualche anno prima) e negli anni successivi non c'è quindi più quella flessibilità di cui invece, nella realtà, ci sarebbe ancora bisogno per tornare almeno a una situazione pre crisi.

Ma esiste anche un altro paradosso: se in caso di crisi economica un governo ottiene il permesso di spendere di più si ritroverà nell'immediato con un PIL migliore e, negli anni successivi, si potrà permettere maggiore spesa in caso di difficoltà (PIL reale minore del PPIL) perché anche il suo PPIL sarà più alto. Al contrario, se in caso di crisi un paese segue pedissequamente le regole (o viene obbligato a farlo dagli “amici” europei), ecco che si ottiene un doppio danno: l’economia reale (PIL) cresce meno (o cala di più!) rispetto a quella di chi ha potuto sostenerla maggiormente e, nel futuro, il PPIL diviene più basso col risultato che si avrà meno spazio di manovra (sia quando il PIL è maggiore del PPIL, più basso del dovuto, che quando è minore: in questo caso si ha sì un po’ più flessibilità ma non quanta sarebbe stato “giusto” ottenere).

La parte ironica è che quando la crisi economica c’è stata nel 2008-2009 noi abbiamo avuto un Monti che, sebbene osannato come salvatore della patria dai media compiacenti, in realtà ha ottenuto solo di comprimere l’economia italiana e ridurre in prospettiva il PPIL per gli anni futuri.
Guarda caso nazioni guidate con più criterio della nostra hanno fatto l’esatto contrario di Monti: ottenendo così sia un vantaggio immediato, sostenendo la propria nazione con più spesa quando ve ne era più bisogno, ma anche nel tempo, alterando favorevolmente la tendenza del PPIL e garantendosi così più spazio di manovra negli anni seguenti.
E guarda caso proprio chi adesso fa le lezioncine (sbagliate) di economia all’Italia (*6) si è avvantaggiato maggiormente della regola del 3% violandola quando gli faceva più comodo. Per i dettagli rimando alla lettura del pezzo di Bagnai Le regole.

Conclusione: i danni prodotti dal governo Monti, e non corretti dai successivi governi del PD, vuoi per incompetenza o per cieca subalternità all’ideologia del “prima l’Europa”, sono generazionali: la ricchezza di una generazione è stata bruciata e non è quindi un caso che tanti giovani italiani siano adesso costretti a emigrare a causa delle scarse prospettive che hanno in patria. L’EU, di cui tanti ancora agitano fanaticamente la bandiera come cani che scodinzolano al padrone, non solo non ci aiuta ma anzi insiste nell’imporci regole ingiuste e deleterie. Perché? Chiedetevi chi ci guadagna da un’Italia debole e non competitiva...

Nota (*0): il problema è che ascoltare due voci distorte non equivale a sentirne una imparziale!
Nota (*1): un po’ analogamente come col sito della Casa Bianca.
Nota (*2): io ho interpretato il fatto come il risultato della combinazione di due fattori: da un lato è molto indaffarato con la commissione che presiede, da un altro proprio il suo ruolo non gli consente di esprimere liberamente le proprie opinioni personali.
Nota (*3): anche perché credo sia propedeutico per la comprensione dei successivi…
Nota (*4): almeno fino a prova contraria: che però dovrà essere estremamente chiara e ben documentata e non, ad esempio, un trafiletto di Repubblica.it basato su qualche numero di incerta provenienza…
Nota (*5): fra virgolette perché non è tutto così automatico e semplice…
Nota (*6): sciupatrama: Francia e Germania...

mercoledì 12 dicembre 2018

Flop Napoli

E così Ancelotti non è riuscito a fare meglio di Sarri…
Girone più difficile? Può darsi: ma decisivo è stato il pareggio nella prima partita contro la Stella Rossa che, in pratica, ha regalato due punti di vantaggio alle altre squadre; la stessa fatale mancanza di concentrazione c’era stata l’anno scorso con Sarri: a cosa è quindi servita l’esperienza internazionale di Ancelotti?
Bisognerà poi vedere quali saranno le conseguenze di questa eliminazione in campionato…

Comunque la mia opinione di Ancelotti è notevolmente aumentata rispetto a inizio anno: è un ottimo allenatore che, in genere, mette in campo la squadra migliore e indovina i cambi; inoltre, a differenza di Sarri, riesce a far giocare l’intera rosa.

Il mio punto è che il motivo per cui il Napoli non riesce a far meglio della Juventus non era evidentemente il suo precedente allenatore...

Macron - 12/12/2018
Le evidente difficoltà interne di Macron hanno il pregio di impedire ai nostri media di ammannirci la solita minestrina riscaldata con le sue lezioncine (sbagliate) di democrazia/libertà (sull’immigrazione) e di economia (per la EU il deficit francese va benissimo anche al 3,4%: solo per l’Italia ci vuole il pugno di ferro)...

Riletto Siddharta - 14/12/2018
Ho appena finito di rileggere un bel libretto: La vita di Siddahrta di Hammalawa Saddhatissa, Gruppo editoriale Armenia S.p.A., 2000, trad. Lucia Panelli.
Si tratta di un libro che ho ritrovato ordinando e pulendo la mia camera e che ho voluto subito rileggere.
È un’opera che punta tutto sulla semplicità per dare un’infarinatura di buddismo e, in effetti, vi riesce egregiamente: in realtà però non è il libro che volevo rileggere!
Sicuramente avevo già letto questo volumetto, e forse era stato proprio il motivo che mi aveva spinto a saperne di più, ma il testo che ricordavo era molto più poetico e dava una versione più fantastica degli atti del Buddah: probabilmente era un’opera molto più antica...

Domandina facile - 14/12/2018
[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 1.1.0 "Alice").

Nell’Epitome spiego che, in genere, la religione tende ad assumere forme che aiutano a mantenere la stabilità sociale e, contemporaneamente, vi sia una stretta collaborazione fra parapoteri politici e le gerarchie religiose.
Il buddismo non ha però una gerarchia religiosa molto sviluppata e, per questo, si presta poco a collaborare con i parapoteri di livello più alto; contemporaneamente punta molto sul buon senso e sull’intelligenza critica del singolo fedele e, proprio per questo, potrebbe contribuire a rendere meno forti alcuni protomiti fuorvianti.

Per quale motivo allora il buddismo è una religione generalmente ben tollerata dalle autorità?

Suggerimento: ai fedeli viene insegnato a considerare transitorio e quindi a ignorare il dolore in tutte le sue forme.

Botte da lobbi - 16/12/2018
Si danno botte da lobbi: ma alla fine, state sicuri, a rimetterci saranno sempre i cittadini.
Articolo: Copyright: giornalisti, i giganti del web vogliono snaturare il testo da Ansa.it

(ah! Dimenticavo: grazie EU...)

martedì 11 dicembre 2018

Sogno stupido

Sono tre giorni che dormo male: le due scorse notti a causa di una combinazione pioggia/tetto di cui, forse, scriverò in un altro pezzo; stanotte invece ho dormito male per un motivo stupidissimo: ho fatto un sogno che sul momento mi è parso molto interessante e così, a forza di ripensarci e ricordarne i particolari, sono stato sveglio almeno un’ora!

Si è trattato di un sogno tranquillo, come probabilmente lo sono la maggior parte dei miei sogni, ambientato all’epoca del liceo: curiosamente piano piano mi rendo conto di alcune incongruenze logiche fino a svegliarmi…
Mi limiterò a descrivere la parte “curiosa” del sogno visto che, oltretutto, oramai ricordo solo alcuni frammenti e sensazioni delle altre fasi.

Sono in classe e giro fra i banchi aspettando con impazienza che la lezione finisca: non ho l’orologio ma sono sicuro che manchi poco. Ma la professoressa di matematica (*1) aggiunge sempre nuove considerazioni e, anzi, decide di mostrarci un breve filmato che noi dovremo interpretare.
Mi siedo sulla prima sedia libera per osservare la pellicola: è un cartone animato senza sonoro; fa parte dell’esercizio cercare di intuire quello che accade senza sentire i dialoghi.
Dei bambini sono è disposto in un ampio cerchio intorno a un bimbetto che se ne sta bendato nel centro cercando di aprire una merendina che tiene in mano.
Per qualche secondo non succede niente di particolare poi l’inquadratura mostra la maestra che dice qualcosa a una bambina che arrossisce, dopo qualche secondo l’inquadratura torna al bambino bendato e anche lui lo si vede arrossire.
Il filmato si interrompe è la professoressa ci chiede cosa pensiamo che sia successo. Nessuno si sbilancia ma la sensazione data dal montaggio è che la bambina fosse stata amichevolmente presa in giro dalla maestra perché innamorata del bambino al centro del cerchio (probabilmente si era distratta a fissarlo troppo intensamente) e che questo arrossisse semplicemente per essere stato coinvolto, seppure indirettamente, nello scherzo.
Nessuno dei miei compagni di classe si sbilancia e così io, che pure avevo considerato l’intero esercizio una stupidità, ci rifletto un attimo e scherzando, ma anche dato che non lo si poteva escludere, prendo la parola e dico “Probabilmente il bambino era allergico alla merendina e ora sta soffocando!”. Tutti trovano la mia idea bizzarra e ridacchiano divertiti ma, con mio stupore, la professoressa mi loda dicendo che avevo risolto l’esercizio!
Poi, finalmente, suona la campanella e possiamo andarcene e io, stranamente, sono piacevolmente al centro dell’attenzione. Più persone mi chiedono come ero arrivato alla mia conclusione e io allora, ragionando a posteriori, spiego che il bambino era arrossito solo diversi secondi dopo il commento della maestra e quindi non poteva dipendere dalle parole della stessa; inoltre inizialmente la merendina era chiusa e quindi doveva essere riuscito ad aprirla e assaggiarla solo quando la maestra aveva interrotto il gioco.
Ricordo che spiego queste mie teorie a più persone mentre usciamo con la sensazione che l’interesse dei miei compagni sia solo superficiale e temporaneo e che, per questo, dovrei rispondere con poche parole, magari una battuta, senza annoiare con dettagli troppo sottili: però la mia natura è quella di essere preciso e quindi entro nei particolari sebbene consapevole che, dopo pochi secondi, i miei interlocutori si siano distratti e continuino ad annuire solo per cortesia…


Non so perché questo sogno mi sia piaciuto così tanto: forse per la sensazione di essere stato apertamente ammirato e apprezzato dai miei compagni sebbene per un motivo estremamente futile…

Conclusione: beh, temo che questo sogno sia davvero poco interessante! Però ormai l’ho scritto: per non sentirmi in colpa con i miei lettori vi aggiungerò il marcatore “Peso” per avvisare così che non vale la pena leggerlo...

Nota (*1): la professoressa di matematica era l’unica brava che ho avuto in tutto il quinquennio del liceo scientifico (cambiavamo professoressa di matematica ogni anno). Mi piaceva perché aveva un umorismo mordace e spietato: prendeva in giro gli studenti che sbagliavano a rispondere e io mi divertivo moltissimo. È stata l’unica insegnante del liceo con cui io mi sia impegnato al massimo. Ricordo che i suoi compiti erano formati da quattro esercizi più uno di “bonus”: facendo bene i primi 4 esercizi si poteva arrivare a prendere 8, facendo bene anche quello di bonus 9. Io però mi divertivo a cercare di finire il più in fretta possibile, poco più che metà tempo, senza riguardare quanto fatto; in genere, proprio per la mia smania di essere apprezzato da lei, finivo per infilarci delle piccole imperfezioni e prendendo così in genere “solo” 8½ o simili.
La professoressa era perfino dispiaciuta per me ma, ora non saprei dire perché, a me pareva più importante dimostrarle che ero velocissimo. Non so: forse con lei mi sentivo davvero apprezzato… credo che sia state una delle ultime professoresse che ho chiamato “mamma” (ho sempre avuto il “mamma” facile!). Probabilmente non è un caso che proprio lei fosse in questo sogno...