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sabato 28 ottobre 2017

Il balletto di Grasso

L'articolo è questo: Pd, Grasso sull’addio: “Una violenza la fiducia sul Rosatellum. Imbarazzante deriva del Pd, mina le istituzioni” dal FattoQuotidiano.it

Il balletto di Grasso è molto semplice: prima un passo indietro, poi un passo laterale, dopo una giravolta di 180° e, infine, un passo avanti.
Il passo indietro è il suo smarcarsi dal PD, il non “riconoscersi” nelle sue politiche, e dovrebbe servire, in parte, a tirarsene fuori.
Il passo laterale, schioccando le dita come i bulli di Grease, è l'ammissione che in questi anni i sostanziali formalismi delle regole democratiche (*1) sono stati più volte violati.
La giravolta, che io immagino come un mezzo tuffo alla Neon di Matrix per schivare un proiettile, è il considerare il Rosatellum una legge come le altre e non quella che stabilisce le regole del voto: una legge di questo genere infatti dovrebbe essere stabilita congiuntamente da maggioranza e opposizione, poi magari la maggioranza potrebbe anche far valere i propri numeri, ma è esecrabile che non si tenga neppure un dibattito in aula su di essa.
Infine il passo avanti... anzi questo lo spiego dopo...

Non sarei così duro con Grasso se si fosse risvegliato solo adesso dopo quattro anni in coma, ma egli in questi anni è stato il Presidente del Senato: queste tardive ammissioni, che qualcosa nel funzionamento del cuore della vita democratica dell'Italia non va, mi sembrano troppo sospette. Come Presidente del Senato ha accettato di piegare ogni regola a esclusiva convenienza della maggioranza e adesso, invece di assumersi le proprie responsabilità, scarica tutta la colpa sul PD e dice «Politicamente e umanamente la misura è colma. Io non mi riconosco più nel merito e nel metodo di questo Pd».
A me pare troppo poco e troppo tardi per essere un'affermazione credibile, sincera e non opportunistica. Le mie conclusioni sul perché di queste dichiarazioni le ho già tratte: è il passo avanti del suo balletto che serve per dire “Io sono disponibile, quale partito vuole nelle proprie fila un'ex figura istituzionale per le prossime elezioni?”. E D'Alema gli ha già fatto l'occhiolino...

Conclusione: e la Presidente della Camera allora? Non ha fatto di peggio? Vabbè, la Boldrini vive nel suo mondo e vede solo quello che vuole vedere: non è un caso politico ma uno di un tipo diverso.

Nota (*1): e parlo di formalismi “sostanziali” perché alla fine la democrazia è solo forma e quindi, chi crede in essa, dovrebbe essere intransigente nel rispettarli. Vedi Oltre i conFini.

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