«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
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» Pv. 22,17

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martedì 19 settembre 2017

Non mi mordo la lingua

Recentemente mi è capitato di scoprire che vari amici e parenti usano il cosiddetto “morso”, ovviamente chiamato in inglese bite per renderlo più accattivante.
Ormai sembra un accessorio comune e indispensabile: i ragazzi portano gli apparecchi e i loro genitori stressati il morso. Per chi non lo sapesse lo scopo del morso è impedire alle persone di digrignare i denti nel sonno in maniera che non si sciupino consumandoli.

Curiosamente, senza saperlo, risolsi questo stesso problema a modo mio ormai molti anni fa. In un anno imprecisato mi accorsi che un dente della mascella iniziava a sporgere leggermente in fuori (accavallandosi e sovrapponendosi a quello al fianco) col risultato di toccarmi fastidiosamente il retro degli incisivi.
La mia soluzione fu quella di addormentarmi interpornendo la punta della lingua sui denti inferiori, come se fosse una sorta di cuscinetto: in questa maniera, contemporaneamente, evito di serrare la mascella perché mi morderei la lingua. Addirittura mi accorgo adesso di tenere ormai anche di giorno, a riposo, la lingua sopra i denti frontali inferiori...

Il vecchio meglio - 20/9/2017
In Novità musicali 9 decisi di iniziare a scegliere il mio brano preferito fra i nuovi aggiunti non immediatamente ma qualche mese dopo, subito prima di pubblicare una nuova selezione di pezzi. E così ho fatto...

Dei 15 brani aggiunti lo scorso maggio ben tre di essi hanno ottenuto il punteggio di 4½ stelline. Di questi due li avevo già presentati: “A thousand years” di Blaze Bayley e “Yggdrasil” di Brothers of Metal e, per questo motivo, ho deciso di assegnare il mio titolo di “Migliore dell'infornata” al terzo:

Malady di Shield of Wings

Piccola curiosità - 22/9/2017
Confrontando le copertine degli album degli anni '80-'90 con quelle successive al 2000 si nota che le prime erano molto più artigianali: a volte basate su un disegno realizzato a mano decisamente scadente. Adesso invece anche i gruppi più sconosciuti hanno spesso delle bellissime copertine...

Possibile che prima del 2000 non si sapesse disegnare? Ovviamente no: la risposta deve essere un'altra...

Io credo che da una parte gli strumenti di elaborazione dell'immagine si siano diffusi maggiormente e siano di svariati ordini di grandezza più potenti di prima. Da un'altra parte credo che la rete Internet permetta molto più facilmente al disegnatore indipendente di mettersi in contatto con potenziali clienti. Al giorno d'oggi anche il gruppo di una piccola cittadina non avrebbe problemi a commissionare a un disegnatore che vive a migliaia di chilometri di distanza la copertina per il proprio album, poi c'è Pay Pal e il gioco è fatto...

Sogno in Islanda - 24/9/2017
Passeggiavo lungo un sentiero innevato in Islanda e meditavo se fosse il caso o meno di partecipare alla corsa di resistenza fatta dall'amico De Ninno e di cui ho ampiamente scritto: v. L'uomo che sussurra alle renne (1/4) e Ove navighi...
Valutavo seriamente fra me e me i pro e i contro e alla fine ero giunto alla conclusione che non fosse il caso. Comunque arriva il lupus in fabula De Ninno col quale percorro chiacchierando l'ultimo tratto prima di arrivare alla strada lungo la riva del mare.
Ma ecco la sorpresa: è completamente allagata! Vi scorre un fiume di acqua alto parecchi metri, più oltre l'oceano...

Al giorno d'oggi anche chi si trova sul posto di una vicenda non si informa con i locali per capire cosa sia successo ma, usando il proprio telefonino, guarda su Internet. Io però non ho un telefonino così moderno e quindi... chiedo all'amico di guardare in rete!
De Ninno mi spiega che si tratta di un alluvione e io per sdrammatizzare replico: “Va bene così allora: l'importante è che non sia l'Islanda ad affondare!”

Conclusione: il sogno prosegue con qualche altra scena non molto significativa, però questa mia battuta mi era persa divertente e quindi...

Nota 213 - 26/9/2017
La nota 213 del nuovo capitolo dell'epitome sulla comunicazione recita:

I libri si prestano ancor meno dei giornali a diffondere contenuti (protomiti) fuorvianti: essi richiedono infatti un significativo esborso economico e un certo impegno da parte dell'acquirente per completarne la lettura. I libri devono pertanto essere ben scritti e suscitare un sincero interesse per essere acquistati e letti. Per questo motivo solo un parapotere con una smodata opinione di sé e delle proprie capacità tenterà di scrivere un libro che, necessariamente encomiastico e autoreferenziale, sia anche avvincente. L'unica possibilità è quella indiretta: commissionare l'opera a un professionista della scrittura capace, grazie alla propria sensibilità artistica, di miscelare insieme contenuti fuorvianti a una storia stimolante.

Ogni riferimento ad Avanti di Matteo Renzi è puramente immaginario...

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