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lunedì 31 agosto 2015

Panem et circenses

Bisogna ammettere che, nonostante i suoi difetti, spesso FB è una buona fonte di spunti...
Qualche giorno fa ho visto girare un meme in cui si metteva in relazione il noto detto latino panem et circenses con il gioco del calcio: così come nell'antica Roma il popolo rimaneva tranquillo e mansueto se aveva la sua dose di giochi al circo e cibo gratuito adesso, nell'Italia odierna, gli italiani non pensano ad altro che al calcio dimenticandosi di tutti gli altri problemi molto più importanti.

Non contesto questo parallelismo ma, anzi, lo considero banalmente vero.

Voglio piuttosto evidenziare un errore più insidioso: una presunzione di noi uomini moderni che ci fa interpretare in maniera sottilmente errata, da una prospettiva sbagliata, la detta analogia.
Leggendo tale meme si potrebbe concludere: “interessandoci esclusivamente al calcio siamo uguali agli antichi sempliciotti e ignoranti che popolavano l'antica Roma”.

Lo vedete l'errore? Ho usato un paio di aggettivi volutamente forti...
L'errore di prospettiva è considerare gli antichi abitanti di Roma come dei sempliciotti ignoranti: come capacità intellettive erano certamente dei nostri pari! Anzi, secondo delle teorie (*1), i nostri antenati erano più intelligenti e svegli di noi perché l'intelligenza media è in costante diminuzione...
Ed erano realmente così più ignoranti di noi? quali sono le cognizioni che il moderno uomo medio ha in più rispetto a 2000 anni fa? Sa leggere e scrivere (*2) e sa fare (forse) semplici operazioni matematiche ma non legge libri né ha altre attività culturali significative.
Dire che l'uomo (medio) moderno non sia particolarmente più istruito dei propri antenati è forse una provocazione ma non credo sia troppo lontana dalla realtà. Non confondiamo l'erudizione superficiale con la cultura né, tantomeno, con la capacità di effettuare profonde riflessioni!

Questo errore di percezione non è senza conseguenze. Mi immagino che l'uomo medio, leggendo il meme circolato su FB, pensi qualcosa del tipo: “Ah! Ah! È vero, in effetti ci sono delle forti analogie, però...” dove il però non è un vero e proprio pensiero ben definito ma piuttosto una sensazione di scetticismo dovuta alla, come si è visto, errata consapevolezza di essere enormemente superiori ai nostri progenitori. In pratica la verità espressa dal meme è percepito come un divertente lazzo che fa riflettere per un secondo ed è subito dimenticato.

La maniera corretta di porsi di fronte a tale meme dovrebbe invece essere qualcosa del tipo “È vero: stiamo ripetendo lo stesso grave errore dei nostri antenati.” Senza se e senza ma. E il motivo è che biologicamente e intellettivamente siamo completamente uguali. La scienza moderna all'uomo attuale ha dato solo una sottile mano di vernice.
È vero: alcune superstizioni sono effettivamente state sconfitte dalla scienza. Quando vediamo un fulmine non temiamo che un dio irato ci voglia punire per le nostre colpe: sappiamo che i fulmini sono scariche elettriche, poi magari solo pochi di noi ne conoscono i dettagli fisici ma, oggettivamente, è già un progresso.
Però è altrettanto vero che le conoscenze scientifiche dell'uomo medio sono estremamente superficiali. Un esempio banale: quante persone prendono antibiotici per combattere un virus? Quante prendono gli antibiotici per un periodo minore a quello prescritto?
La risposta è molte. La conseguenza è che gli antibiotici stanno rapidamente perdendo di efficacia. Il motivo sono, in ultima analisi, le conoscenze scientifiche superficiali dell'uomo medio.
Ma non è tutto: quante delle antiche superstizioni sono state sostituite da altrettanti miti ugualmente perniciosi?
Un esempio: "l'attuale democrazia occidentale è l'espressione della volontà e degli interessi del popolo". Non è così carissimi lettori: la democrazia è una balla, è una superstizione: eppure agiamo come se fosse una verità e consideriamo legittime e vincolanti anche le decisioni di governi che palesemente vanno contro il bene del popolo che dovrebbero rappresentare...

Da questo punto di vista mi tornano in mente le parole di Nietzsche sul fallimento della scienza: non solo la scienza non è in grado di darci tutte le risposte a cui aneliamo ma, aggiungo io, l'influenza sull'uomo moderno è solo apparente e superficiale e non ne cambia la sostanza.

Non mi credete? Sono eccessivo?
Allora pongo la seguente domanda ai miei lettori: se davvero la scienza moderna ci rende superiori ai nostri antenati come possiamo allora spiegare le due guerre mondiali dello scorso secolo? Per non parlare di tutti i conflitti più o meno locali recenti...
Ragionateci e fatemi sapere!

Conclusione: possedere uno smart phone non ci rende più svegli e intelligenti di un antico plebeo romano... Magari ci dà l'illusione di esserlo ma non ci rende tali!

Nota (*1): che, lo ammetto, non mi convince troppo...
Nota (*2): secondo una recente ricerca il 45% degli italiani è un analfabeta funzionale, ovvero non capisce realmente quello che legge né è in grado di esprimere le proprie idee in forma scritta...

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