«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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mercoledì 5 ottobre 2022

Che succede al fronte?

Già qualche giorno fa scrissi un pezzo analogo dal titolo simile, Che succede in Ucraina!?, per spiegare sulla base delle mie conoscenze gli avvenimenti bellici del momento.

Si era infatti appena conclusa con successo l’offensiva sulla regione di Kharkov con i russi che invece di tentare di difendere la zona avevano preferito ritirarsi più o meno ordinatamente.

All’epoca condividevo la spiegazione di Berletic (The New Atlas) ovvero che alla Russia andasse bene così: meglio cedere terreno che perdere uomini, comunque infliggendo gravi perdite all’esercito ucraino. L’eccezione era che io consideravo complessivamente la ritirata di Kharkov una sconfitta sebbene non militare.

Intorno al 20 settembre (non mi sono segnato la data) vi è poi stata la mobilitazione parziale russa che aveva lo scopo di reclutare circa 300.000 riservisti, già esperti, per rinforzare la spedizione in Ucraina. Questo è andato a sovrapporsi con l’annessione, a seguito di referendum locali, delle zone a maggioranza russa occupate. Considerarle parte della Russia è importante sul piano legale (russo) perché permette/obbliga alla loro difesa con tutta la forza disponibile e non di una frazione di essa.

Comunque a quel punto la domanda è divenuta: quando arriveranno sul campo questi uomini?
Berletic parlava di settimane: non si tratta infatti di persone che non hanno mai visto un fucile ma di riservisti esperti per i quali è quindi necessario solo “rinfrescare la memoria”.
Altri, come il “neutro” “New World Ecom”, parlavano di almeno tre mesi.
Alla fine avevo concluso che ragionevolmente vi sarebbe stato un arrivo scaglionato durante un periodo intermedio a quelli indicati.
Nel complesso però consideravo la guerra in Ucraoina come se fosse già conclusa: era solo questione di tempo, di quando fossero arrivati i rinforzi russi.

Ma da allora la situazione non è rimasta immutata.
1. Nella zona di Kharkov l’Ucraina ha continuato ad avanzare e i russi si sono ritirati a una seconda linea di difesa.
2. A sud di Kharkov l’Ucraina ha conquistato la cittadina di Lyman dove il contingente di difesa russo rischiava di rimanere isolato.
3. Recentemente, a sud, nella regione del Kherson, apparentemente ben difesa, è partita una nuova offensiva (quella di inizio settembre era fallita) che sembra stia avanzando.

Vi è poi l’incognita del clima: da quello che avevo capito con la pioggia l’Ucraina si sarebbe dovuta trasformare in una piana fangosa che avrebbe reso le operazioni militari molto difficili: al momento non pare così. Non so se, semplicemente, non ha piovuto oppure se ci sono nuovi elementi che non conosco. Probabilmente non ha piovuto ma non ne sono sicuro.

In tutti questi casi i russi non sono stati sconfitti ma, semplicemente, hanno preferito ritirarsi.

Secondo Berletic militarmente va tutto bene: si tratta di ritirate strategiche che, comunque, infliggono pesanti perdite di uomini e mezzi all’Ucraina.
Io inizio ad avere qualche dubbio. Fondamentalmente sull’entità delle perdite militari ucraine: ho la sensazioni che Berletic le sovrastimi. Lui ha infatti paragonato queste offensive a quella delle Ardenne nella seconda guerra mondiale quando la Germania nazista, in cerca di una vittoria militare per cercare di ottenere una pace politica, lanciò tutte le divisioni corazzate che le restavano contro gli alleati che avanzavano rimanendo però poi totalmente in balia dei nemici.
Secondo Berletic anche l’Ucraina ha fatto lo stesso: ha usato per queste offensive tutto il materiale ricevuto dall’occidente e le sue ultime riserve di uomini. Esaurite queste offensive, che non avrebbero la forza di sfondare dove i russi si oppongono con forze simili, l’Ucraina rimarrà impotente e non in grado di reagire all’inevitabile controffensiva russa.
Questa versione era credibile fino alla nuova offensiva nel Kherson: qui le forze russe dovrebbero essere sufficienti per garantirne la difesa ma, nonostante questo i progressi ucraini sono significativi.

Io vi vedo due possibilità principali.

Parto dalla prima più “favorevole” alla Russia: la strategia russa è cambiata.
Sapendo che, prima o poi, probabilmente presto arriveranno i rinforzi che, secondo logica, dovrebbero far collassare l’intera difesa ucraina aprendo nuovi fronti a nord del paese (suppongo attacchi da Bielorussa e direttamente dalla Russia (a nord della regione di Kharkov per capirsi), diventa strategicamente meno importante difendere i territori attualmente sotto il controllo russo.
Mi spiego meglio: se prima la Russia non voleva sacrificare più di 3 battaglioni per la difesa di un territorio, adesso è scesa a un battaglione. Nel piano strategico generale non avrebbe senso: basta aspettare X settimane o al limite mesi e questi verranno riconquistati con gli interessi.
In questa ipotesi le ritirate russe hanno senso, se non politicamente militarmente, e Berletic ha sostanzialmente ragione.

La seconda possibilità è che fino ad adesso le perdite ucraine siano state fortemente sovrastimate: l’Ucraina avrebbe quindi ancora uomini e mezzi per dire la sua. Non si tratterebbe di offensive dettate dalla disperazione ma di una metodica riconquista di territori che Kyev ritiene propri.
Affinché queste azioni abbiano senso si deve anche ipotizzare che le nuove truppe russe in arrivo siano male addestrate, male equipaggiate e fortemente demotivate. Di nuovo non mi sembrerebbe il caso ma magari sono influenzato dalle valutazioni di Berletic che spesso parla molto bene dei mezzi militari russi. È possibile che questi armamenti russi superiori siano meno del previsto: che la Russia non ne abbia 10 ma 1?

La seconda possibilità mi pare più improbabile: soprattutto il fatto che l’Ucraina possa reggere all’apertura di nuovi fronti per quanto contro truppe male addestrate, equipaggiate, guidate e demotivate. E in questa ottica allora che senso hanno le attuali offensive? Anche riuscissero a riconquistare tutto il Donbass non scalfirebbero le capacità belliche della Russia: Napoleone arrivò quasi a Mosca o dintorni, i nazisti si fermarono in zona. Cioè se la Russia non si arrende come fai a obbligarla? Per non parlare delle armi nucleari come mezzo di estrema difesa.

Eppure questa seconda possibilità è paradossalmente rafforzata dal sabotaggio dei gasdotti.
Gli USA evidentemente temevano un accordo invernale fra Russia ed Europa e hanno quindi deciso di eliminare preventivamente questa opzione distruggendo la principale moneta di scambio russa che poteva venire messa sul piatto.
Che nel medio lungo termine si tratti di una mossa disastrosa per gli USA l’ho già scritto e spiegato altrove.
Quello che è importate notare è che, evidentemente, secondo gli USA la Russia non sarà in grado di vincere la guerra entro l’autunno. La propaganda occidentale è completamente inaffidabile ma è ragionevole supporre che i servizi statunitensi abbiano una valutazione accurata e realistica di quanto avviene sul campo.
C’è da dire che, come ho scritto ieri, da dei cretini c’è da aspettarsi delle cretinate illogiche: può anche darsi che la Russia sia in grado di forzare la pace con Kyev in autunno o inverno e che quindi il sabotaggio dei gasdotti abbia avuto l’unico scopo di evitare una normalizzazione dei rapporti fra Russia ed Europa.

Mi pare chiaro poi che gli USA puntino tutto sull’eliminazione di Putin: inizio a pensare che la guerra in Ucraina, o anche solo il suo prolungamento, abbia l'unico scopo di provocare le condizioni affinché questa avvenga. La grande maggioranza della popolazione russa sembra essere con Putin quindi vedo improbabili rivolte di piazza.
Rimane l’esercito, che non ho idea di quanto sia fedele (ma se ha armi nuove e guerre con cui "divertirsi" dovrebbe stare tranquillo), e soprattutto gli oligarchi: di questi ultimi non c’è da fidarsi. Con le sanzioni sono quelli che hanno più da perdere. Come i loro omologhi occidentali sono interessati solo al profitto e, probabilmente, sono culturalmente impregnati degli stessi principi iperliberisti occidentali. Fra questi oligarchi potrebbe esservi la volontà e la capacità di organizzare o anche solo favorire un assassinio.

La mia conclusione sul piano militare è quindi incerta: ritengo più probabile la prima possibilità (80%) ma non me la sento più di escludere del tutto la seconda (20%).
Come ho poi spiegato la vera guerra degli USA è contro Putin: difficilmente un suo sostituto ne avrebbe le capacità. Magari gli USA pensano che sarebbero in grado di riuscire a piazzare un proprio uomo, forse un giovane oligarca denaroso e in grado di controllare i media locali…

Sul piano militare credo che entro un mese, al netto delle condizioni atmosferiche, dovrebbe farsi chiarezza. Si dovrebbe capire cioè quanto le ritirate russe siano strategiche oppure dettate dall’iniziativa ucraina. Per il resto, ovvero la guerra personale a Putin, bisognerà attendere eventuali iniziative della CIA...

Conclusione: comunque sia a me pare che, anche se il piano USA avesse successo (eliminazione di Putin), il gioco non valga la candela. Ma dall’amministrazione di un demente senile (e dalla squadra che lo coadiuva di imbecilli) sarebbe sciocco aspettarsi iniziative logiche. Di sicuro Biden è riuscito a mettere il proprio maggiore alleato, l’Europa, nella m#### e in forte difficoltà il proprio paese. Sulla Russia vedremo come va a finire. Di certo il resto del mondo sembra stia organizzandosi in funzione anti occidentale. Non conosco abbastanza la storia americana per esserne sicuro ma se Biden non è di gran lunga il peggiore presidente degli Stati Uniti di sicuro deve essere sul podio!

martedì 4 ottobre 2022

Ultimi giorni

Oggi, per la prima volta, non sono contento della paginetta faticosamente scritta stamani del mio romanzo/racconto di Strabuccinator. A malincuore mi sa che domani la poterò un po’.

Mi sono poi deciso a comprare un’unita UPS: vivendo nel bosco gli sbalzi di corrente sono frequenti e, temo, si aggraveranno questo inverno. Prima che l’euro perda del tutto il suo valore ho fatto questo piccolo investimento.

Insieme all’UPS ho comprato a caro prezzo (19€!!) un nuovo libro che ho già iniziato a leggere: “Gli ultimi giorni dell’umanità” di Karl Kraus.

Chi è Karl Kraus? Io, nella mia ignoranza, lo conoscevo solo per i suoi aforismi che mi avevano colpito per il loro umorismo: diversi sono stati in ballo per entrare a far parte delle epigrafi della mia Epitome.
Poi, leggendo “Il secolo breve”, l’ho trovato menzionato come un ottimo resoconto della prima guerra mondiale e dei suoi orrori.
“Gli ultimi giorni dell’umanità” è una commedia in cinque atti di oltre 700 pagine: non è stata pensata per essere realmente rappresentata ma è lo stile che l’autore ha deciso di adottare. In pratica non descriverà l’atmosfera del tempo ma lo farà fare ai propri personaggi.

Nella premessa l’autore ci tiene a precisare che anche le parti più surreali sono basate su fatti veramente accaduti così come gli abissi di orrore a cui portò la guerra. Kraus ci scherza ma specifica che solo chi, come lui, ha superato la guerra senza perdere la ragione ha il diritto di farlo.

Leggendo un minimo di biografia (come sapete preferisco evitarla fino a lettura conclusa per non farmi influenzare) ho scoperto che l’opera fu scritta direttamente durante la guerra ma che Kraus continuò a lavorarci anche in seguito per diversi anni. La versione definitiva è del 1922.

Per adesso sto leggendo il “Preludio”, una specie di “Atto 0” diviso in numerose scene. È ambientato a Vienna (dove l’autore ha sempre vissuto ed è morto nel 1936) e quindi, suppongo, il punto di vista sarà austriaco: sicuramente la prospettiva che più mi affascina.

L’inizio non lascia delusi: è appena giunto l’annuncio dell’assassinio del principe ereditario e della consorte a Sarajevo. La reazione della gente è fondamentalmente di indifferenza: non c’è troppa preoccupazione che possa scatenarsi una guerra. Del resto l’impero “vuole la pace” sebbene non sia “per la pace a ogni costo”. Un’affermazione molto attuale: apparentemente di principio ma in realtà ipocrita. I giornalisti invece pensano già a come contraffare la realtà, per esempio a descrivere una reazione popolare di interesse e di cordoglio che in realtà non c’è (altrove si legge che la stampa è già stata opportunamente imbeccata). La maggioranza delle persone sono solo seccate che lo spettacolo in teatro salterà o per altri fastidi alla propria quotidianità.
I potenti invece fanno sfoggio di ipocrisia e cinismo: burocrati pigri che vogliono solo fare bella figura loro stessi senza preoccuparsi del resto, men che meno del bene della popolazione.

Le scene sono numerosissime e rappresentano vari quadretti con la reazione alla notizia della morte dell’erede al trono. Come ho detto nessuno sospetta, indipendentemente dalla fascia sociale, che da questo assassinio nascerà la guerra.

Eppure il paragrafo più inquietante l’ho trovato nella premessa dello stesso autore: afferma che nella guerra «[...] personaggi da operetta recitarono la tragedia dell’umanità.»

Può essere più attuale questa frase? Chi se non degli incapaci possono scatenare un tale orrore?
E di questi individui oggi l’occidente ha un improvvisa e improvvida abbondanza: a partire dal demente senile, la triglia inglese, la baronessa tedesca, il galletto spennato francese, l’ottuso cancelliere, l’attore/comico ucraino…
Tutta una classe dirigente non all’altezza e da cui è da temere il rifiuto del buon senso, la negazione dell’errore compiuto, la mancanza del passo indietro necessario.
Sono proprio questi personaggi tarati, che la storia ha ironicamente messo nel posto sbagliato al momento sbagliato, i più pericolosi perché incapaci di comprendere pienamente il risultato delle loro azioni guidati, come sono, da agende politiche a brevissima scadenza.

Il pericolo della guerra, che nessuno prende sul serio perché troppo assurdo, è invece reale perché a guidarci sono degli incapaci che vivono al di fuori della realtà.

E non solo, come poco più di cento anni fa, il potere miope non è all’altezza della situazione: anche la popolazione è cieca come allora; è indifferente perché non crede al reale pericolo di guerra che poi, alla fine, sarà combattuta col loro sangue e non con quello degli inetti che prendono decisioni folli.

Putin non bleffa: mi auguro però che si renda conto di aver a che fare con dei cretini che, come tali, faranno diverse cretinate. Un esempio, impensabile, lo abbiamo già avuto col sabotaggio del gasdotto tedesco-russo. Vedremo infatti quali saranno i risultati nel medio lungo termine di questa “brillante” iniziativa statunitense che, solo nel breve, rende più difficili accordi in extremis fra Europa e Russia ma che, a mio avviso, ha distrutto le fondamenta alla base della fiducia dell’Europa negli USA.

La cosa drammatica è che una persona intelligente (Putin se non fosse chiaro a tutti) ha grande difficoltà a confrontarsi con degli stupidi: proprio perché nella loro stupidità sono illogici e imprevedibili.
Lo insegna Bonhoeffer (v. Propaganda e stupidi) o, più trivialmente, il nostro Cipolla (v. Cipollozzo).
In altre parole la stupidità alla guida dell’occidente potrebbe portare alla guerra nonostante l’intelligenza di Putin…

Conclusione: per adesso è una lettura piacevolissima oltre che molto interessante: il fatto che sia di oltre 700 pagine non mi preoccupa.

lunedì 3 ottobre 2022

Rombo di censura

In un’epoca di decadenza come la nostra, dove principi e morale vengono soppiantati dall’unico valore del profitto, la censura aumenta in maniera apparentemente inesorabile.
YouTube ha da tempo dato prova di quanto limitati siano i suoi orizzonti di tolleranza del libero pensiero: si fermano esattamente dove inizierebbero a ledere gli interessi dei suoi principali inserzionisti ovvero, indirettamente, alla lontana periferia del profitto dell’azienda stessa.

La logica, che l´azienda produca auto, farmaci oppure informazione, è sempre la stessa: massimizzare il profitto, ogni altro valore o principio è secondario.
L’abbiamo visto bene nell’interpretazione del metodo scientifico: una ricerca è credibile, non se è pubblicata su una rivista, verificata dai pari e con i dati liberamente accessibili alla comunità scientifica, ma se è compatibile con gli interessi economici delle multinazionali del farmaco. Se è favorevole agli interessi economici di un'azienda allora anche un semplice comunicato stampa è considerato una verità assoluta: anche quando è della stessa azienda di vui va a vantaggio! Questo pare essere il criterio principale…

Vabbè, scusatemi per l’usuale sfogo che non avevo anticipato di pubblicare dato che, ormai, ripeto sempre le stesse cose…

Quello che volevo dire è che, semplicemente, molti tubisti che sviluppano contenuti e sono stati vittima della censura di YouTube hanno iniziato a mettere un piede su Rumble od Odissey: piattaforme che, al momento, non censurano.

Ma Jimmy Dore (v. Russell Brand CENSORED by YouTube!) ha fatto un’osservazione che condivido: Rumble adesso non censura ma lo farà non appena avrà abbastanza successo. Adesso infatti vale un millesimo o poco più di Youtube e i guadagni che fornisce sono proporzionali.
Ma mettiamo che YouTube censuri sempre di più e che Rumble quindi inizi a essere usato maggiormente (*1). Ecco allora che le pressioni politiche sulla proprietà si farebbero più forti, magari si farebbero leggi ad hoc… e, male male, arriverebbe l’offerta di acquisto per qualche miliardo di dollari, insomma di 4-5 volte il suo valore reale. Il nuovo proprietario, ovviamente una multinazionale, poi imporrebbe le proprie regole strizzando l’occhio al potere politico…
E nel giro di un anno la censura su Rumble raggiungerebbe quella di YouTube…

Insomma dovrebbe essere la politica a imporsi e a limitare FORTEMENTE la censura che il privato può imporre sulla propria piattaforma informatica. Ovviamente il mondo va al contrario ed è proprio la politica che vuole e favorisce la censura del privato.

Conclusione: questa è uno dei paradossi della spirale involutiva innescata dalla decadenza: il capitolo 15 della mie Epitome…

Nota (*1): per adesso infatti io ci vado solo per vedere video che non trovo altrove ma normalmente rimango su Youtube...

sabato 1 ottobre 2022

Algoritmo ubriaco

In questi giorni, oltre al racconto di Strabuccino che procede stralentissimamente, sto continuando a inserire dati nel programma delle epigrafi, ad aggiungervi funzionalità e a correggere bachi.

Ieri mi sono appunto concentrato sul correggere un problema, non proprio un baco perché funzionava, e in altri piccoli miglioramenti.

Il problema era alla creazione di nuove “Entità” (che è il brutto nome che ho scelto per indicare gli oggetti che contengono un’intera serie di associazioni epigrafi x capitolo (*1)): la creazione era casuale e, solo una volta terminata, verificavo se fosse accettabile o no. Se non era valida (ovvero se la stessa epigrafe veniva usata per più capitoli) ripartivo da capo. Mi rendevo conto che non era efficiente ma solo quando ho aggiunto il capitolo 12 (più o meno non ricordo esattamente) la lentezza si è fatta esasperante. All’epoca risolsi agendo sui dati: inserendo delle epigrafi vuote specifiche per ogni capitolo. In questa maniera la probabilità che casualmente venisse scelta una combinazione non valida diminuiva drasticamente.
Ovviamente io non voglio epigrafi vuote quando ve ne sono di buone ma ero fiducioso che l’algoritmo genetico le avrebbe fatte “emergere”. E in effetti sembrava funzionare.
Quando però ho inserito il capitolo 14 (e quindi anche il 13) il problema si è ripresentato: infatti non l’avevo risolto ma avevo semplicemente diminuito la probabilità che si verificasse.

Così mi sono deciso a cambiare il codice per far sì che venissero create solo “entità” valide.
A questo punto ho raccolto qualche statistica. Sfortunatamente quelle più vecchie non sono confrontabili perché basate su epigrafi per meno capitoli…

La prima prova del nuovo codice ha impiegato 1 minuto e 1 secondo, ha trovato una soluzione da 312.5 punti con ben 27 epigrafi vuote (FIT) associate ai capitoli.
Poi ho iniziato a rimuovere le epigrafi vuote (che spesso avevo aggiunto solo per rendere più improbabili combinazioni non valide ma che col nuovo algoritmo non erano più necessarie tranne alcuni casi speciali (*2)) e mi sono divertito a osservare i miglioramenti.
-1 (meno cioè le epigrafi vuote per il primo capitolo): 54s, 314.9 punti e 26 FIT.
-3 (e -2): 46s, 316.3 p., 25 FIT
-5 (e -4): 1m 1s, 318.9, 19 FIT
-7 e -6: 40s, 319.6, 23 FIT
-9 e -8: 46s, 316.6, 24 FIT
-11 e -10: 43s, 324.8, 21 FIT
-13 e -12: 38s, 320.8, 15 FIT
-14: 39s, 321.0, 14 FIT

Non male: la velocità è quasi triplicata e le soluzioni trovate tendono a migliorare leggermente. Apparentemente anche le epigrafi vuote sono appetibili: la mia ipotesi è che quando un epigrafe vuota prende il posto di un epigrafe valida ma che vale poco può comunque far scattare un bonus di 2 punti per l’epigrafe di un solo autore. Ok non si capisce, ecco un esempio: se ho due epigrafi di Russell di cui una vale 3 punti e un’altra 1 in totale ho 4 punti. Se però la seconda la sostituisco con un epigrafe vuota allora la prima prende un bonus di 2 punti come unica epigrafe di un autore: la prima va a valere così 3+2 punti (5) e anche se la seconda vale 0 in quanto vuota, il totale diviene 5 e non 4. Forse dovrei provare a ridurre tale bonus a 1 o forse a toglierlo del tutto, non so…

La seconda ottimizzazione non era tanto di pura efficienza quanto di logica del codice.
Un problema è infatti che elimino solamente le entità col punteggio minore: in questa maniera temevo di perdere delle singole associazioni buone ExC (epigrafe x capitolo) dando troppo “vantaggio” a quelle complessivamente migliori.
Allora ho attivato un filtro sull’età delle entità che del resto avevo già previsto: dopo 5 generazioni un’entità comunque viene eliminata.
Fatta la modifica ho eseguito 4 prove.
Il risultato migliore è stato:
38s, 324.7, 12 FIT
Mediamente:
40s, 322, 16 FIT

Insomma non ha impattato molto anche perché a causa della rapida crescita della popolazione (più o meno del 50% a ogni generazione) la quantità di entità che eliminavo a partire dalla sesta era molto piccola rispetto alla popolazione totale.

A questo punto ho aggiunto una ottimizzazione più drastica che permetta di rimettere in gioco associazioni non contenute da nessuno dei due genitori (v. anche il precedente Epigrafi genetiche).
Delle specie di “mutazioni” casuali, una o meno per ogni entità neonata, che mi avrebbe dovuto permettere di rimettere in gioco associazioni valide sparite dal “bacino genetico” esistente per qualsiasi motivo (magari perché presenti in un entità complessivamente scadente).
Ho fatto un unico esperimento il cui risultato non è stato particolarmente esaltante:
58s, 317.9 e 12 FIT.
L’incremento del tempo di generazione impatta notevolmente e, almeno in questo singolo tentativo, sembrerebbe che il risultato migliore trovato sia un po’ sotto la media.
Nonostante questo non ho minimamente pensato che fosse una cattiva modifica e, al contrario, ho pensato a una nuova ottimizzazione.

L’idea è quella di non eliminare solo le combinazioni peggiori (che potrebbero comunque contenere singole associazioni ExC valide) ma avere un qualcosa di più progressivo e, contemporaneamente aggressivo.
In pratica ho diviso tutte le entità in sei fasce basate su media dei punti e varianza.
Della fascia peggiore (con punteggio minore della media meno due volte la varianza) elimino i 6/7 delle entità, per quella successiva i 5/7, poi 4/7, 3/7, 2/7 e 1/7 per le migliori.
Insomma elimino un maggior numero complessivo di entità e lo faccio in maniera meno draconiana, non punendo cioè solo quelle col punteggio peggiore. Volendo introduco un po’ di sorte: anche una combinazione infelice se ha fortuna può sopravvivere e magari riprodursi così come una combinazione felice ma sfortunata può morire prematuramente.
Ecco i risultati di due prove:
5.8s, 313.7, 18 FIT e 9 G (generazioni)
6.0s, 320.6, 15 FIT, 9 G
Il tempo, che è proporzionale alla popolazione, è crollato a un decimo della precedente versione.
Anche la qualità della migliore soluzione trovata è diminuita ma non tantissimo.
Allora ho iniziato ad aumentare il numero di generazioni…
9.8s, 324.8, 14 FIT, 11G
9.5s, 321.9, 13 FIT, 11G
Con 11 generazioni, con 1/5 del tempo, riesco già a ottenere soluzioni di qualità analoga a quelle di prima di quest’ultima modifica!
Proviamo con 13 generazioni:
15.3s, 333.3, 16 FIT, 13G
15.8s, 330.5, 14 FIT, 13G
14.8s, 330.1, 14 FIT, 13G

Con tredici generazioni, e un terzo del tempo della precedente versione, ottengo soluzioni significativamente migliori!

Conclusione: non male: oggi ho ottenuto sia la botte piena che l’algoritmo ubriaco!

PS: Dopo pranzo non ho resistito alla tentazione di fare qualche altro esperimento. In particolare mi chiedevo, a parità di tempo, che punteggio avrei ottenuto?
Ho fatto delle prove e ho visto che con 17G avevo tempo di calcolo di 46.5s con soluzioni di punteggio intorno a 345!
Successivamente ho provato a usare il profilatore di NetBeans e ho scoperto che parecchio tempo veniva perso nel verificare che un oggetto appartenesse a un ArrayList: evidentemente veniva fatta una semplice scansione sequenziale. Così vi ho associato un HashSet e in questa maniera ho risparmiato un 30%, forse più!
Non sono sicuro perché nel frattempo avevo aggiunto il capitolo 15: comunque adesso, nonostante il capitolo extra, sempre per calcolare 17G impiega sui 39s, insomma significativamente meno di quando i capitoli erano 14!

Nota (*1): per capitolo intendo sia capitoli, che hanno fino a tre epigrafi associate, e sottocapitoli che ne hanno solo una.
Nota (*2): troppo complesso da spiegare qui!