«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
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4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

sabato 2 settembre 2017

"Wow" del 1° trimestre del 2017

Domani (oggi) non sarò a casa e quindi mi anticipo con un pezzo leggero. I “Wow” del primo trimestre del 2017: di seguito i candidati al “Wow” mese per mese...

Gennaio 2017: un ottimo mese. Tanti pezzi interessanti, anche se non eccezionali, oltre quelli qui di seguito elencati.
Programma Trump (1/6): Come al solito quando voglio premere il pezzo di una serie cito sempre e solo il primo anche se, in effetti, non è il migliore. A mio avviso la mia analisi, tutta tesa a cercare di comprendere se Trump rappresenti un populismo reale o apparente, è interessante.
Bufale cinesi: confronto la censura cinese e quella italiana.
L'uomo che sussurra alle renne (1/4): un'intervista in cui mi sono impegnato molto riascoltando meticolosamente la registrazione e facendo prima un colloquio preliminare per inquadrare l'argomento. Un architetto indubbiamente interessante.
Le scarpe assassine: un bel ricordo di mia mamma.

Febbraio 2017: di nuovo un buon mese con molti pezzi che quasi sfiorano la candidatura al “Wow”...
Sogno odissea: ma i miei sogni sono normali?
Ove navighi?: la mia “viariocronaca” della corsa in Finlandia del mio amico architetto. Un pezzo che fu per me massacrante ma che mi pare anche divertente e piacevole.
L'euro assassino: un pezzo di economia dove, con parole mie (quindi semplici ma forse non del tutto corrette), riassumo un concetto fondamentale tratto da Goofynomics.
Felicità e dovere: un pezzo di morale: curiosamente rileggendolo adesso mi sono accorto di aver interiorizzato diverse idee di Kant.

Marzo 2017: un mese molto più scarso dei precedenti: molti pezzi iniziano a dipendere in maniera più o meno marcata dalla lettura della mia epitome. Giusto così visto che quello era il suo scopo...
Il soldato romano: un bel pezzo basato su una bella monografia...
Succo di Trump: un'analisi dei primi mesi del governo di Trump interpretato alla luce della mia epitome.
Carattere e clima: un'intuizione interessante.

Conclusione: a breve scriverò il pezzo anche sul secondo trimestre del 2017 così mi rimetterò in pari...

venerdì 1 settembre 2017

Mercato chiuso

Il mercato si è chiuso ma non mi pare ci siano stati colpi tali da modificare l'equilibrio del campionato.

Il Torino ha preso Nyang (che a me piace molto) e adesso ha davvero un bel tridente d'attacco; la Juve ha preso il difensore d'esperienza per tamponare la perdita di Bonucci ma non ha preso il campione necessario a migliorare la squadre: la Juve è infatti piena di buoni giocatori e quindi acquistare altri buoni giocatori non la rende più forte! Per capirci alla Juve servono giocatori del calibro di Dybala e Higuain (magari in altri ruoli!) per migliorare...
Perplesso sul mercato Roma e in particolare sull'acquisto di Schick: l'anno scorso gli ho visto giocare un paio di partite e mi aveva fatto un'ottima impressione ma ancora, come hanno osservato un po' tutti gli esperti, non sono sicuro che valga un Salah.
Anche l'Inter, con la campagna acquisti ridimensionata, non ha preso grandi nomi ma ho comunque fiducia in Spalletti: mi piace come sta gestendo tatticamente Borja Valero (non lo fa correre a vuoto ma gli dà ruoli ben precisi che possano cambiare nel corso della partita) e Vicino (che continuo a tenere d'occhio). A proposito: sono curioso di vedere quante reti segnerà Dzeko nella Roma senza Spalletti: a me Dzeko non mi ha mai troppo convinto e ho la sensazione che segnasse tanto perché, grazie al gioco di Spalletti, gli arrivavano tanti palloni, vedremo quindi come andrà con Di Francesco (che non conosco).
Ancora non ho visto giocare il Milan: i suoi impegni non sono stati provanti ma comunque, oltre che punti, dovrebbero avergli dato fiducia. Ho però visto i gol di Cutrone e sono reti che non si fanno per sbaglio: sicuramente il ragazzo ha delle grandissime qualità, speriamo che Montella riesca a gestirne la crescita.
La Lazio ha perso diversi giocatori importanti ma in questi anni Lotito & C. ci hanno abituato a prendere sconosciuti che poi si rivelano essere all'altezza: certo la possibilità che qualche scommessa non vada come dovrebbe c'è sempre...
Domenica ho poi visto la partita della Fiorentina: ho la sensazione che ancora i nuovi giocatori non si conoscano (né li conosce l'allenatore); mi è piaciuta l'ala destra portoghese Gil Dias e il terzino, sempre portoghese, che aveva sostituito Tomovich era sicuramente meglio. Però Chiesa a sinistra non rende: lo deve mettere a destra. Ho forti dubbi su Simeone, Thereau mi sarebbe piaciuto qualche anno fa: spero che questo anno non abbia troppi problemi fisici e che riesca a giocare con continuità...

Domenica vidi anche Genoa-Juventus: due gol casuali nei primi minuti resero la partita interessante costringendo la Juventus a impegnarsi (diversamente dal solito) per ribaltare il risultato. Gli arbitri, compresi quelli alla VAR, furono disastrosi e sbagliarono tutto ma, almeno, lo fecero chiaramente in buona fede favorendo alternamente entrambe le squadre!
Secondo me nessuno dei due rigori assegnati grazie alla VAR c'era: il primo era palesemente viziato da un evidente fuorigioco, credo però che gli arbitri ne abbiano preso nota (appuntandosi di controllare sempre la presenza di un eventuale fuorigioco) e difficilmente vedremo nel resto della stagione molti altri episodi simili a questo; l'assegnazione del secondo rigore è invece più grave perché sottintende che gli arbitri abbiano valutato che il difensore del Genoa avesse volutamente aumentato l'aria del proprio corpo allargando le braccia (su cui batte effettivamente il pallone) a me però è perso un movimento non solo congruo ma inevitabile nel tentativo di contrastare l'attaccante della Juve e considerarlo quindi rigore mi pare troppo penalizzante per il difensore.
Comunque rimango entusiasta della VAR anche se credo che i conti vadano fatti alla fine della stagione.

Classifica finale?
Allora la Juventus mi pare sempre la più forte e continua, Napoli secondo (l'ultima giornata ha mostrato il limite del gioco, pur spettacolare, della squadra partenopea che ha dovuto faticare parecchio per portare a casa i tre punti: temo che nel lungo periodo perderà per strada qualche punto di troppo con le piccole).
Terzo posto Inter: ho fiducia in Spalletti e scommetto che Icardi, già forte di suo, sarà il capocannoniere del campionato (battendo il primato di reti di Higuain?) venendo valorizzato al massimo dal proprio allenatore.
Il quarto posto sulla carta è del Milan. Dei miei dubbi su Montella ho però già scritto. In più c'è la concorrenza di Roma, forse Lazio se Lotito ha indovinato gli acquisti, e come squadra sorpresa potrebbe esserci il Torino. Comunque anche l'Atalanta nonostante le cessioni (e le due sconfitte iniziali) mi pare ancora competitiva e magari potrebbe aggiudicarsi l'ultimo posto per la UEFA.
La Fiorentina è ancora un oggetto misterioso per me: bisogna vedere che continuità di gol sarà in grado di fornire l'attacco, se Chiesa (magari messo a destra) sarà in grado di dare un contributo significativo e dall'alchimia del resto dei giocatori. La mia sensazione è che si tratti di una squadra mediocre da bassa, massimo media classifica...

Conclusione: tranquilli! Non credo che tornerò spesso a parlare di calcio: è che mi diverto a fare le previsione e adesso le ho fatte... Magari fra qualche settimana potrei “sciogliere la prognosi” per il quarto posto ma non penso di scrivere pezzi settimanali sul calcio...

giovedì 31 agosto 2017

La procedura

Avevo anticipato (v. Varie di fine agosto) che avrei parlato di ospedali ma in realtà non ne ho molta voglia: dopo tutto si tratta di una frequentazione che, per lo stress emotivo associato, si preferisce dimenticare...

Eppure credo sia giusto scrivere qualcosa anche di questa esperienza: però, invece di ripercorrere le riflessioni accumulatesi giorno per giorno, preferisco limitarmi a ciò che mi ha più colpito.

Prima i fatti: il babbo doveva essere operato per ripulire una carotide intasata dal colesterolo, operazione complicata dal fatto che la stessa carotide era già stata operata per l'identico motivo una decina di anni fa e questo rendeva il tutto più complesso. Ricoverato martedì mattina e operato nel tardo pomeriggio dello stesso giorno dalle 17:30 alle 20:30 anche se l'operazione vera e propria, in sala operatoria, dovrebbe essere durata un'oretta. L'operazione va bene e il venerdì mattina viene già dimesso. Sabato dorme parecchio (non aveva dormito in ospedale), domenica non ricordo, ma lunedì mattina si sente male: è parecchio confuso e ha uno strano tic alla spalla destra (l'unica che muove perché il braccio sinistro è da tempo paralizzato). Codice giallo al pronto soccorso dove arriva alle 12:00. Io lo raggiungo verso le 15:00 e iniziamo una lunga attesa senza notizie: cioè lo visitano subito e gli fanno molte analisi, ma a noi non viene detto niente. Se chiediamo informazioni ci viene sbrigativamente risposto che la neurologa vuole confrontarsi con un altro specialista, oppure che stanno aspettando il risultato di un'analisi o simili.
Le prime vaghe notizie le abbiamo verso le 19:00: solo allora ci viene spiegato (vagamente) cosa stanno cercando di capire i medici. Si aspetta, si aspetta, si aspetta e si aspetta: alle 1:15 (di notte) mi viene detto che posso andare a casa e che il babbo sarà tenuto in osservazione per la notte.
Un'infermiera più gentile e paziente ci spiega che la procedura è “questa”, cioè aspettare fra un'analisi e l'altra, e che al Pronto Soccorso quel giorno avevano altri 87 pazienti.
L'indomani andiamo a riprendere il babbo e, finalmente, il neurologo ci dice che sono riusciti a escludere un paio di possibilità (ischemia ed epilessia) ma che, in pratica, non hanno capito di cosa si tratti e infatti definisce il tutto come un generico “deficit cognitivo dovuto all'operazione che si dovrebbe ridurre nei prossimi mesi” che a me, più di una diagnosi, sembra una constatazione venata di ottimismo (spero) giustificato.

Prima di esporre la mia riflessione devo ribadire che al Pronto Soccorso non è passata oltre mezza giornata senza accadere niente: al babbo hanno fatto moltissime analisi (cardiogramma, encefalogramma, ben due TAC, varie soluzioni saline e un angio-qualcosa). Capisco anche che quel giorno i pazienti erano statisticamente più del solito (così almeno mi ha fatto intendere l'infermiera), che comunque gli esami erano molti e le attese inevitabili. Ciò su cui ho da ridire è: 1. la pressoché totale mancanza di comunicazione su ciò che stava avvenendo; 2. che solo alle 1:15 di notte ci sia stato comunicato di andare pure a casa e di tornare l'indomani.

La mia critica va quindi alla procedura in cui tanta fiducia sembrava riporre l'infermiera con cui ho parlato. A mio avviso la procedura dovrebbe prevedere un'informazione continua (diciamo almeno ogni due ore?) su ciò che sta avvenendo e, stabilire il prima possibile se un paziente dovrà rimanere in osservazione per la notte. Questo perché, secondo me, l'ansia di paziente e parenti non è un fattore trascurabile e dovrebbe essere limitata il più possibile.

Ma di chi è la colpa? Anni fa scrissi dell'ufficio postale del mio paese dove gli impiegati, dietro la vetrata che li separa dai clienti, sembravano muoversi al rallentatore, come se fossero immersi in un acquario o si stessero esercitando in studiati movimenti zen...
Ecco, al reparto di cardiologia vascolare e al pronto soccorso gli infermieri non stavano mai fermi: era tutto un continuo correre da una parte all'altra. I medici si vedevano meno ma anche loro non sembravano perdere tempo e girarsi i pollici.
Il motivo, in realtà già lo sapevo, è che gli ospedali sono sistematicamente sotto organico: manca personale. Sicuramente infermieri e, probabilmente, anche dottori.
Il risultato è che il tempo che il personale può dedicare a ogni singolo malato è irrisorio.
Sono convinto che la procedura preveda già che pazienti e parenti vengano informati su ciò che sta succedendo ma quando non c'è tempo per fare tutto qualcosa deve saltare: e quindi si taglia ciò che è ritenuto “meno importante”. Nell'emergenza continua in cui sono costretti a barcamenarsi, si evita di dare ogni due ore un aggiornamento di dieci minuti a un paziente perché, dopo circa 12 ore, il “costo” di questa informazione sarebbe un'ora di lavoro (*1). Lo stesso vale per i dottori: io sono convinto che se avessi avuto la possibilità di spiegare approfonditamente i sintomi di mio padre avrei forse potuto dare delle informazioni che avrebbero potuto aiutare nella diagnosi. Invece no: anche loro sono sempre di corsa, chiedono solo quello che ritengono sia il minimo indispensabile perché probabilmente (suppongo) i quindici minuti in più di approfondimento sono generalmente meglio spesi per risolvere l'usuale emergenza.

La colpa non è quindi del personale medico ma della politica, in questo caso tossica perché uccide (*3), che toglie continuamente risorse alla sanità pubblica (*2) con lo scopo, più o meno recondito, di favorire la sanità privata rendendola competitiva come costi e tempi di attesa (*4). Non per niente nel resto del mondo, ma anche in Italia, la sanità privata è considerata uno dei business del nuovo millennio.

Il risultato di questa distorsione, di questo svilimento della sanità è che, oltre a togliere la dignità a chi lavora in essa di poter svolgere bene il proprio ruolo, l'ospedale diventa come una catena di montaggio. Si perde il contatto umano col paziente che diviene invece simile a un prodotto, sballottato da un reparto all'altro come se fosse in una catena di montaggio; e con i prodotti non di parla: il paziente è quindi disumanizzato e si cerca solo di arrivare il più velocemente possibile alla fine della procedura rispedendolo a casa con un timbro "FATTO" su un foglio di carta e qualche cicatrice in più sulla pelle: questo perché, proprio come in una fabbrica si cerca di produrre il più possibile, così la produttiva di un ospedale viene misurata come il numero di pazienti trattati nell'unità di tempo. Questo a prescindere dal benessere psicologico dei malati e dei loro parenti.

Proprio oggi con puntuale serendipità, dando un'occhiata a FB, mi sono imbattuto in questa frase:
«Se si cura una malattia, si vince o si perde; ma se si cura una persona, vi garantisco che si vince, si vince sempre, qualunque sia l'esito della terapia.» (Patch Adams)

Questa frase di Patch Adams condensa brillantemente in poche parole la mia stessa idea (basta sostituire “prodotti” con “malattie”). È proprio questo il punto: a causa dei tagli la sanità pubblica è costretta a concentrarsi esclusivamente sulle malattie perdendo di vista le persone. Il risultato è che la sanità si snatura e perde di vista il suo ruolo più profondo divenendo fine a se stessa:
«Il compito dei medici non è rinviare la morte, ma migliorare la qualità della vita.»

Conclusione: che altro aggiungere? Non so se Patch Adams sia un buon medico ma di sicuro è un genio di umanità.

Nota (*1): e probabilmente la famosa procedura prevede anche di informare tempestivamente se un paziente dovrà essere tenuto in osservazione: solo che in questo caso il problema sono i posti letto che mancano. Probabilmente alle 20:00 i medici già sapevano che, al 95% (percentuale messa a casaccio), non ci sarebbe stato tempo per dimettere mio padre in giornata ma si sperava comunque di non impegnare un posto letto e lasciarlo disponibile per eventuali altre emergenze. Nell'emergenza continua tenere in sospeso malato e famigliari per ore diventa la paradossale soluzione.
Nota (*2): che ricordiamolo non è gratuita, come vorrebbero farci credere i politici, ma è finanziata dalle tasse degli italiani. E questo senza parlare delle diverse gabelle (i vari ticket) infilate per ogni prestazione.
Nota (*3): di nuovo mi ritorna a mente la più che appropriata frase di  Rudolf Virchow del 1848, «La medicina è una scienza sociale: la politica non è niente altro che medicina su larga scala» (v. La parabola di Hegsted)...
Nota (*4): è bene sottolineare che questo favorire la sanità privata a spese della pubblica non si traduce in un risparmio per le casse dello stato: ciò che salta è infatti la prevenzione. Chi non può permetterselo tende infatti a trascurare la malattia col risultato che, quando infine si aggrava, finisce all'ospedale con costi per la società molti più alti.

Buoni propositi

Sono in procinto di iniziare la stesura della nuova versione della mia epitome che sarà la 0.4.0 (nome in codice ancora da stabilire). Ho già la bozza per un nuovo capitolo sull'informazione (che in realtà non aggiunge niente a quanto già scritto ma che riepilogherà in maniera organica e chiara tali concetti) e un'idea ben precisa per un ulteriore capitolo dal titolo provvisorio di “Epomiti contemporanei”...
E poi ho una pagina e mezzo di annotazioni raccolte durante la stesura di “Aporia” e che, complessivamente, equivalgono a circa un capitolo se non di più.

Insomma mi aspetta un lavoro non indifferente ma adesso non sento più la fretta e la pressione per finire rapidamente perché “Aporia” è già un'opera più che dignitosa.

Tempi ovviamente ancora ignoti ma mi piacerebbe pubblicare per l'anniversario della Beta 1, ovvero il 13 dicembre. Ma come al solito dipenderà tutto dal mio entusiasmo (variabile e incerto) e dalle conseguente voglia di scrivere...

W VERDI - 5/9/2017
Considerato le forme più o meno velate di censura e di repressione della libera espressione ho deciso che in particolari circostanze (vedi lista seguente) esprimerò il mio appoggio o condanna limitandomi alla formula “W VERDI”.
Alle elementari mi insegnarono infatti che nel risorgimento gli italiani, non potendo a causa della censura esprimere apertamente il proprio favore all'unità d'Italia, solevano gridare (o forse scrivere sui muri) “W VERDI” intendendo però “W Vittorio Emanuele Re D'Italia”.

Analogamente io pubblicherò (magari su FB) “W VERDI” nei seguenti casi:
1 – per esprimere il mio sostegno a chi ha il coraggio di esporsi in prima persona andando pubblicamente contro corrente e/o ai singoli individui perseguiti per le proprie opinioni.
2 – per esprimere il mio sdegno verso gli abusi dei forti (siano Stati, grandi aziende o istituzioni) verso i deboli.
3 - contro l'ingiustizia delle leggi liberticide (magari in occasione della loro applicazione).
4 – contro la prepotenza dei forti (politici e potenti in genere) che usano la propria posizione/denaro per colpire chi li ostacola od osa denigrarli.
5 – contro le sentenze che reputo ingiuste.

Conclusione: praticamente dovrò scrivere “W VERDI” tutti i giorni!

Riservatezza, censura e corruzione - 9/9/2017
La notizia: Intercettazioni, pronto il bavaglio di governo: solo riassunti. Stretta sui virus spia, così si cancella l’inchiesta Consip dal IlFattoQuotidiano.it

Ancora è solo una bozza però già così è raccapricciante: leggete l'articolo perché non ho voglia di riassumerlo.

C'è da dire che, in generale, io sono per garantire la massima riservatezza dei cittadini: l'unica eccezione (*1) dovrebbero essere i politici, ovvero chi amministra la cosa pubblica. Fa una parte per ragioni pratiche, cioè la corruzione endemica italiana, da un'altra per ragioni più “filosofiche”, ovvero limitare la forza del parapotere (*2) politico permettendo che sia più controllato.

Anche riguardo i troiani (v. Troiai di Stato) andrei molto cauto e sarei tentato di permetterli solo per i politici/amministratori escludendo invece terroristi e mafiosi. La ragione è che non c'è ambiguità su chi sia stato eletto per amministrare un qualcosa di pubblico; invece su chi sia o non sia un terrorista la questione è molto più arbitraria (*3). In altre parole sarebbe più facile abusare dei troiani usandoli contro presunti terroristi che in realtà NON lo sono.

Conclusione: non è prudente far giocare i bambini con delle pistole cariche semplicemente perché si è detto loro di non premere il grilletto.

Nota (*1): ne accenno in [E] 12.3 per i tecnici ma vedrò di espandere il concetto per tutti coloro che, di propria volontà, vogliano lavorare come amministratori pubblici.
Nota (*2): per la mia teoria ([E] 7.4), in genere, più tutti i parapoteri sono deboli e più giusta è la società. Ovviamente la strada migliore per arrivarci non è indebolire questo o quel parapotere ma principalmente rafforzare la democratastenia ([E] 4.4) nel suo insieme.
Nota (*3): ad esempio alcune organizzazioni sono ritenute “terroristiche” solo per motivi politici e, per questo, neppure dall'intera comunità internazionale.

Battuta difficile - 10/9/2017
Come i lettori più assidui avranno capito dalle mie numerose citazioni, uno dei siti di "informazione" che seguo con più attenzione è Lercio.it
Ieri però mi sono imbattuto nella seguente battuta che non ho capito: Napoli: ladro scippa uno stage di 3 mesi da Carpisa

Siccome sono ignorante ho cercato in rete cosa fosse Carpisa: apparentemente è una catena di accessori di moda specializzata in borse da donna.

Sono tornato a guardare la battuta del Lercio ma ho continuata a non capirla...

Così ho cercato su Google “stage di 3 mesi da Carpisa”: e sotto il collegamento alla stessa pagina del Lercio ho trovato anche il seguente articolo: Carpisa, se vuoi lavorare (gratis) compra una borsa di Francesca Fornario da IlFattoQuotidiano.it

Conclusione: battuta capita. Amaro in bocca.

Libbri - 17/9/2017
Il seguito del grande successo “Avere o essere?” di Erich Fromm: “Ho sonno”