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e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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martedì 5 maggio 2020

Historielline

Come ho spiegato in qualche pezzo qua e là ultimamente sono decisamente apatico e sto leggendo solo “Insomnia” di Stephen King: oltretutto nonostante lo abbia quasi finito non sto accelerando per togliermelo di torno perché, invece di essere curioso per il finale, mi piace sempre meno.

Del resto non voglio leggere altri libri prima di finire questo mattone e così rimango bloccato. Allora ieri sera ho pescato una rivista Historia a casaccio: il numero 280 del giugno del 1981.

La copertina è dedicata a Sant’Antonio (era il 750° anniversario della morte) e mi ispirava pochissimo ma del resto l’articolo principale è solo uno dei tanti.

Me lo sono gustato, sfogliando le varie pagine lentamente e gustando la sensazione tattile della carta sottile e l’odore dei fogli…

La prima perplessità riguarda una rara pubblicità dove viene venduto “lo stemma e la storia della vostra famiglia” seguito da due colonne di cognomi e relativo costo (dalle 20.000 alle 40.000 lire). La cosa che mi ha stupito e che i vari cognomi non sono in ordine alfabetico!
Mi viene il dubbio che la cosa fosse voluta: ipotizzo che il lettore, alla ricerca del proprio cognome, si imbattesse in altri nomi noti e decidesse di acquistare il relativo stemma per regalarlo…

Poi ho letto un articoletto di due pagine di Riccardo Pazzaglia “Il vino buono Alboino se lo serviva in testa”: non mi è piaciuto. Avrebbe voluto essere divertente ma mi è parso solo banale.

Poi c’era una delle mie rubriche preferite: le domande dei lettori e le relativa risposta.
Ho letto “Il perché della rivolta giacobita” visto che qualche anno fa guardavo una serie su Sky ambientata proprio all’epoca. In realtà il “perché” non viene affrontato ma viene descritto il “come”.
Poi ho letto “Origini della colubrina”. La “colubrina” è infatti una delle parole che ho studiato su Anki ma non mi era chiarissima la differenza con la “spingarda”. Però la risposta, non accennando alla spingarda, non ha risolto i miei dubbi.
Poi ho letto “L’eteria”: altra parola che ho studiato su Anki. Nella risposta viene descritto il movimento rivoluzionario greco che prese tale nome nel XIX secolo. Probabilmente sarei stato maggiormente interessato ai significati antichi…
Poi ho letto “Il telegrafo ottico”: niente di che. Segnalazioni luminose da postazione in postazione da Parigi a Lilla nel 1794: meccanismo presto imitato dalle altre nazioni europee. Semmai stupisce che si sia pensato a questa soluzione così semplice solo alla fine del XVIII secolo…

L’articolo politico “Quel giorno che Turati allungò dieci lire a un crumiro”, che credo riguardasse una polemica del tempo su uno sciopero, l’ho saltato. In una vignetta però la caricatura di Turati ricorda molto Salvini! (ma in foto sono molto diversi).

La seconda parte di un articolo sulla seconda guerra mondiale (“Sull’Amba Alagi rantola l’aquila imperiale”) l’ho saltato. Però ho guardato bene le vecchie foto talvolta più interessanti di molte parole. Mi ha colpito la foto del duca Amedeo d’Aosta che, dopo essersi arreso, passa in rassegno le truppe sudafricane che gli rendono l’onore delle armi: è un omone, alto e magro, ovviamente serio ma anche estremamente dignitoso nella sconfitta.
Così oggi (ero andato in bagno!) ne ho letto una breve trafiletto che ne tracciava la biografia. Ne è venuto fuori il ritratto di una persona estremamente in gamba e coraggiosa: non un nobile raccomandato. Non mi voglio dilungare troppo ma riporto solo questo: nato nel 1898, a 16 anni, nel 1915 chiede di partire volontario per il fronte: il permesso gli viene accordato direttamente da re Vittorio Emanuele III; come soldato semplice in un reparto di artiglieria a cavallo riceve per atti di coraggio due medaglie d’argento e una di bronzo al valore militare.

Infine ho letto, in un’altra delle mie rubriche preferite (“Prime donne”) la parte riguardante una tale Serao Matilde nata a Patrasso nel 1856 e morta a Napoli nel 1927. Mi aveva colpito la foto dove si vede il busto di questa signora di mezz’età: uno sguardo intelligente, attento, non privo di umorismo e con qualcosa di mascolino. Mi ha ricordato una mia nonna!
Anche in questo caso non voglio dilungarmi troppo ma questa donna, di buona famiglia ma non particolarmente ricca, ha fondato e diretto il “Corriere di Roma”, il “Corriere di Napoli” e “Il Mattino”: pensate all’epoca in cui visse e il suo spessore appare chiaro.
Inoltre ha scritto “Il ventre di Napoli” che, da vaghi ricordi liceali, doveva essere ispirato a “Il ventre di Parigi” ma comunque un libro importante…

E questo leggendo un terzo della rivista prima di spegnare la luce e provare a dormire…

Conclusione: il libro di King scorre bene, si sente che riesce a trasformare le immagini in parole senza alcuno sforzo. Va giù bene come fosse una Coca Cola eppure, dopo averne letto 654 pagine, non ho ancora trovato un’idea che mi abbia colpito: al contrario, spigolando un quarto d’ora in una quarantina di pagine, vi ho trovato almeno un paio di storie che hanno impressionato la mia fantasia.
Se, così come il nostro corpo diviene ciò che mangiamo, anche la nostra mente diviene ciò che leggiamo allora King è l’equivalente dell’hamburger del Mac Donald!

lunedì 4 maggio 2020

Pessimismo

Oggi avrei molte idee di cui scrivere ma per non pubblicare un pezzo troppo lungo mi limiterò a quella di maggiore attualità: l’inizio della “fase 2”.

A inizio aprile scrissi il pezzo Libertà e salute da cui copio e incollo qui di seguito: «
Probabilmente io sarei per concedere più libertà, e quindi responsabilità, ai cittadini. Vuoi andare a trovare la fidanzata o i genitori che vivono altrove? Va bene: purché si sia pienamente consapevoli, da ambo le parti, dei rischi: ovvero se tu o loro avete avuto sintomi influenzali anche lievi nelle ultime due settimane potreste essere infetti e mettere quindi a rischio la salute dei rispettivi nuclei familiari. Ma se tu, la fidanzata e i genitori (e i rispettivi nuclei familiari) ne siete consapevoli allora ci dovrebbe essere la libertà di incontrarsi.
È evidente che, per leggerezza o errori di valutazioni, avremmo dei contagi e anche morti in più ma personalmente lo riterrei un prezzo equo per il valore della libertà.
...
»

Da oggi, 4 maggio, è possibile visitare parenti e affetti stretti, tradotto dal burocratese, genitori e fidanzati/e.
Finalmente quindi anch’io sono d’accordo con la decisione del governo Conte?
In realtà nì.
Nel frammento del mio pezzo riportato qui sopra mettevo l’accento sulla consapevolezza dei cittadini dei rischi: una persona infetta, magari con sintomi lievi o asintomatica, può infettare i propri cari oggi come un mese fa; vice versa chi era sano un mese fa non poteva infettare nessuno allora come adesso.
La differenza è che oggi sappiamo che la percentuale di infetti è molto (?) diminuita e quindi statisticamente i contagi saranno meno numerosi.
Mi pare però che si sia mancato di trasmettere il concetto della prudenza, che ogni cittadino deve essere responsabile per se stesso e i propri cari e valutare bene le proprie condizioni e stile di vita (ovvero quanti contatti ha con sconosciuti). In base alla sua valutazione dovrà decidere se visitare i propri cari o no.
La sensazione è che invece sia passato il concetto che per legge, anzi per DPCM, non ci sia nessun rischio a visitare parenti o fidanzati/e. Semplicemente non è così.

Ovviamente il cittadino andrebbe aiutato a esercitare il proprio buon senso: chi ha anche sintomi lievi dovrebbe poter fare immediatamente il tampone per sapere se è sano oppure no e poter quindi agire di conseguenza tutelando la salute degli altri, se malato, oppure la propria libertà in caso contrario.
Da questo punto di vista invece siamo rimasti fermi al palo: non ci siamo attrezzati, e questo avrebbe dovuto essere compito del governo, per poter fare un numero sufficiente di campioni soprattutto ai paucisintomatici.

Poi, lo ripeto anche se l’ho già scritto in passato, un problema di fondo è che la gestione del governo di questa emergenza non è dettata da una strategia ma dall’assenza di essa. Si è insistito fino ad adesso sulla quarantena generalizzata pura e semplice, non mirata cioè a isolare solo chi è realmente infetto, solo perché si è stati incapaci di organizzare maggiori controlli.
Discorso simile per l’inizio della “fase 2”: il governo non ha dati epidemiologici certi su cui basare le proprie decisioni: ancora non si sa se i malati attualmente siano 100.000, un milione o 10 milioni! Con questa incertezza la decisione del governo è una vera e propria scommessa: probabilmente si è deciso di ripartire perché così hanno iniziato a fare altrove, magari in condizioni totalmente diverse dalle nostre.
Se ho letto bene da oggi dovrebbero iniziare degli esami sierologici a campione in tutta Italia per capire finalmente quale sia, almeno statisticamente, la situazione: il governo avrebbe dovuto aspettare l’esito di questa ricerca per decidere il da farsi ma, evidentemente, le pressioni sono state troppo forti.

Conclusione: esprimere una previsione in assenza di dati è semplicemente una scommessa: l’ho già spiegato nell’aggiornamento del 22/4 di Speciale Coronavirus 14: aspetterò quindi i risultati dell’indagine epidemiologica per esprimermi con un minimo di cognizione di causa. La mia sensazione è però negativa: da una parte non mi pare che il cittadino sia stato adeguatamente responsabilizzato e da un’altra non gli si fornirà gli strumenti per prendere decisioni corrette (la possibilità di fare tamponi in caso di pochi sintomi): temo quindi che l’epidemia tornerà a crescere: c’è solo da sperare sull’efficacia delle mascherine e del distanziamento sociale che però, considerando la lentezza con cui sono calati i contagi in questi due mesi, sembra essere piuttosto scarsa.

sabato 2 maggio 2020

Strano sogno ricorrente

C’è un sogno piuttosto ricorrente (cioè sognato a intervalli di anni) che non so bene spiegarmi: non è un incubo ma qualcosa che vivo quasi con stupore e ammirazione e che, quando mi sveglio, mi lascia in uno stato di inquietudine.
Sono abbastanza sicuro di averne già descritto uno qualche anno fa ma recentemente l’ho risognato e mi sono divertito ad azzardare qualche ipotesi.

Innanzi tutto vediamo di descrivere gli elementi comuni del sogno che non si ripete mai uguale a se stesso: si tratta di un’enorme nube nera che si alza nel cielo e che si muove in maniera estremamente veloce: da quando la vedo a quando arriva passano pochi secondi ed è quindi del tutto inutile cercare di sfuggirle. Ho inoltre la consapevolezza che essa porterà una pioggia violentissima: ma è una sensazione perché quando arriva mi sveglio.

La versione più recente è stata sensibilmente diversa ma sapevo che era lo stesso sogno: invece della nube nera c’era una specie di enorme ciminiera naturale dove, per qualche strano motivo scientifico, l’acqua che vi entrava veniva trasformata in sassolini rosati (o forse ghiaccio?).

Proprio questa diversità mi ha fatto pensare.
Alcune esperienze traumatizzanti si sognano più volte nel corso degli anni: è successo a mio padre per anni dopo che rischiò di scivolare in un burrone in montagna ed è successo a me (ovviamente anni fa ci scrissi un pezzo!) per una disavventura che coinvolgeva le onde del mare…
Eppure non ricordo esperienze a questo riguardo con nubi nere…

Arrivato a questo vicolo cieco dovrei chiudere il pezzo visto che, al momento, non è possibile aggiungere altro di sensato. Invece voglio aggiungere qualcosa di insensato: se il sogno non rappresenta un’esperienza passata potrebbe forse indicarne una futura?
La scienza e la ragione ci dicono di no eppure personalmente non sono così convinto della linearità del tempo: spesso ho la sensazione di rivivere la mia vita con niente di ciò che accade completamente nuovo o inaspettato. Ovviamente è solo una sensazione, lo so, però, se accettiamo l’ipotesi di tempo “circolare”, allora si potrebbe ipotizzare che questo sogno ricorrente sia il risultato di un’esperienza che non ho ancora vissuto, di una memoria del futuro.
E di quale esperienza si potrebbe trattare? Il sogno più recente, quello della “ciminiera naturale”, fa chiaramente pensare a un vulcano e, quindi, la nube nera che si muove velocemente potrebbe essere una colata piroclastica o magari, dato che non mi ci vedo ad avvicinarmi a un vulcano attivo, potrebbe essere la nube sollevata dalla caduta di un asteroide?
O magari, “più semplicemente”, in una mia vita passata sono stato Plinio il Vecchio?! Leggendo su Wikipedia qualche similitudine ci sarebbe… più o meno!

Vabbè vedremo…
Mi è tornato in mente un aneddoto dei tempi dell’università: all’epoca studiavo e vivevo a Pisa dove uno dei miei pochi (ero decisamente solitario anche allora) amici era un ragazzo napoletano molto in gamba (adesso lavora per Google) e simpaticissimo. Una sera passeggiavamo in centro e c’era grande preoccupazione per una possibile esondazione del fiume Arno che attraversa la città: lui se ne lamentò e disse qualcosa del tipo “Non capisco come si possa costruire una città sulle rive di un fiume che può esondare in qualsiasi momento!”, nella specifica situazione la sua frase era comprensibile ma io gli feci notare che “costruire una città sotto le pendici di un vulcano attivo mi pare essere ancora più pericoloso!”. Non ricordo cosa mi rispose: ho la sensazione che si fece tutti una risata…

Conclusione: lo so: ho scritto un altro pezzo completamente inutile. Ma questo sito non ha l’ambizione di essere utile né vuole rincorrere i lettori con articoli accattivanti e divertenti: è un po’ il mio “diario” e quindi a volte ci scrivo cose che ho voglia di scrivere indipendentemente dal fatto che possano piacere o interessare. Siccome mi sento un po’ in colpa ci metterò il marcatore “Peso” per avvertire i lettori del pericolo (forse dovrei creare un marcatore “Inutile”? Sarebbe più appropriato in casi come questo…).

venerdì 1 maggio 2020

Frammenti di memoria

Ormai da molti anni (v. Anki del gennaio 2013) tengo allenata la mia memoria usando un programmino chiamato Anki: anche se in effetti ho un’ottima memoria sento che è il mio punto debole (*1) e, per questo, mi sforzo ogni giorno.

Il programma funziona benissimo e già dopo un mese si inizia a notare la differenza: la memoria diventa più precisa e puntuale.
Nel mio metodo di allenamento c’era però un errore: in pratica mi ero abituato a ripetere una definizione partendo da un vocabolo specifico. Il risultato bizzarro e indesiderato era che spesso, magari mentre scrivevo un pezzo per il mio sito, ricordavo una definizione ma non il vocabolo relativo!
Insomma l’utilità delle parole che studiavo era dimezzata: ero in grado di capire anche i significati più specifici di alcuni termini ma non di usarli io direttamente…

Allora, ormai da parecchi mesi (direi da questa estate) ho iniziato anche un secondo esercizio (che in realtà non faccio tutti giorni). Cerco, a distanza di ore, di ricordarmi le parole studiate in giornata e, già che ci sono, di ripeterne le definizioni. Inizialmente facevo tutto “a mente” e quindi mi chiedevo: “Dunque, quali piante avevo oggi? Quali minerali? Quali termini filosofici?”. In breve ho quindi perfezionato il mio sistema: quando studio mi annoto una serie di etichette con cui delimito l’argomento della parola incontrata. Questo dà alla mia memoria una direzione in cui andare a ripescarla…
Inizialmente ricordavo appena un 50-60% delle parole studiate la mattina ma adesso sono sul 90-95%.
Soprattutto quando voglio usare una parola non mi ricordo solo la sua definizione ma anche il vocabolo vero e proprio!

Nel pezzo di oggi voglio elencare le sigle che adopero per indicare l’argomento della parola studiata.
In genere si tratta di due lettere ma, se l’argomento è estremamente ricorrente, di una sola. Se l’argomento della parola è su più generi allora li elenco separandoli da una sbarra: questo però quando non si tratta di diversi significati ma dello stesso.
Per esempio “cane” indica sia l’animale che la parte dell’arma che innesca il colpo: in questo caso uso o “Z” (animale) o “W” (arma) e non “Z/W”. Ho infatti notato che se mi segno “Z/W” mi confondo: la mia memoria non sa da che parte cercare!
Invece, per esempio, “episteme” lo marco con “F/Sc” perché il suo significato riguarda sia la filosofia che la scienza.
Per ogni significato diverso mi limito ad aggiungere un “+”: in effetti quindi “cane” lo indico o con “Z+” o con “W+”. Non sono rare le sigle seguite da 4 o 5 “+”!
Il “+” è un modificatore ma non è l’unico. Uso anche “~” per indicare che la sigla usata va intesa in senso molto lato. Se ne uso due ancora di più!
Poi ho la “E” cerchiata per indicare una parola che ho sbagliato a ripetere e una “N” cerchiata per indicare una novità.
Inoltre per le parole che indicano un comportamento (Cm) o uno stato (St) uso altri 5 modificatori altrimenti l’indicazione sarebbe troppo vaga per essermi d’aiuto: “+”, “-” e “=” indicano rispettivamente uno stato positivo, negativo o neutro; un cerchietto pieno indica che la caratteristica si esprime sul singolo mentre un asterisco che si manifesta su altre persone.
Poi un triangolo pieno rivolto verso l’alto indica un aggettivo (che sarà seguito dalla sigla dell’argomento), un triangolo pieno rivolto verso il basso indica un verbo (seguito da una speciale sigla di 3 lettere che indica l’argomento) mentre un triangolo vuoto rivolto verso il basso indica un avverbio (seguito dalla sigla di 3 lettere di riferimento).
Infine uso una freccina circolare (di quelle cioè col “gambo” che parte in una direzione e poi torna indietro!) che indica che il vocabolo è sia un sostantivo che un aggettivo…

Le sigle di 3 lettere le uso non solo per verbi e avverbi ma anche per un sottoinsieme di sigle a 2 (o meno) lettere molto usate: le riporterò di seguito alla sigla principale...

Ma veniamo alle sigle usate:
AA → Araldica
AE → Arte
AG → Agricoltura
AK → Archeologia
AO → Astronomia
AR → Architettura
AT → ??
B → Botanica
+ Pia → Pianta
BU → Burocrazia
CA → Carattere (in disuso)
CC → Caccia
CI → Cibo
CL → Critica Letteraria
CM → Comportamento
CO → Colore
CU → Cucina
CZ → Comunicazione
EC → Economia ?
ED → Edilizia
F → Filosofia
FO → Forestierismo
GA → Gioco
GE → Geografia
GI → Giuridico
GN → ??
GR → Grammatica
HE → Grecia antica
HU → Uomo
IN → Indumento
K → Chimica
L → termine Letterario
LA → mondo romano antico
M → Malattia
+ Sint → è un sintomo
+ Str → è uno strumento
MB → Mobile ?
ME → Medioevale
MI → Minerale
MO → Moda
MU → Musica
NA → Nautica
NU → Natura
PE → Poesia
PO → Politica
PS → Psicologia
R → Religione
+ Alt → non cristiana
RE → Regionale
RU → Ruolo (di una persona)
+ Art →Artistico ?
+ Lav → Lavoro
+ Pro → ??
SC → Scienza
SE → Sensi
SO → Società
SP → ??
ST → Stato (d’essere)
TK → Tecnica
TM → ??
TX → Tessuto
UM → Unità di Misura (e Monete!)
W → Arma o Guerra
Z → Animale
+ Alt → non è un animale ma lo riguarda.

Sigle per Verbi:
- AzA → Azione su altri
- AzM → ??
- Lav → Lavoro
- Mov → Movimento
- Sta → Stato

Sigle per Avverbi:
- Pos → Posizione

Sigle per Aggettivi:
- Luo → Luogo
- Mov → indica Movimento
- Qua → ??
- Sen → Sensi
- Sta → ??
- Tmp → Tempo

Inizialmente (nei primi mesi) facevo abbastanza confusione (tipo per decidere cosa usare per Architettura e Archeologia!), poi col tempo le varie sigle si sono stabilizzate. Certo non è che adesso siano scritte nella pietra: ogni tanto mi invento qualcosa di nuovo e se non lo uso abbastanza spesso poi me ne dimentico il significato!
Poi c’è stata tutta un’evoluzione. Soprattutto con le sigle di tre lettere sono particolarmente creativo…

Intendiamoci: questa lista non è completa! Ho semplicemente preso una manciata di bigliettini su cui mi elenco le sigle e ho copiato qui quelle trovate…
Scegliendo altri biglietti potrebbero saltare fuori altre sigle (probabilmente poco usate o addirittura dimenticate) ma le principali dovrebbero esserci tutte...

Conclusione: un pezzo abbastanza inutile ma mi piaceva l’idea di elencare (soprattutto per me) le varie sigle che uso. In effetti le cose sono più complicate di quanto non sembrino. Anche un semplice esercizio per la memoria può divenire discretamente complicato!

Nota (*1): storia lunga: ne ho scritto nei pezzi sull’università ma non ho voglia di cercarli...