«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
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lunedì 11 aprile 2011

Rimbambito 1/2

Da qualche tempo fantasticavo di tornare a visitare Iseoland (il famoso parco giochi sulle rive del Garda). Sfortunatamente non vedevo realisticamente molte possibilità per farlo invece, potere della telepatia, sono stato invitato ad andarci in una piccola comitiva di sei persone (su un furgoncino a 8 posti che chiamerò, per comodità, Argo).

Per motivi di privacy eviterò di fare nomi posso però dire che gli argonauti, oltre a KGB, erano: l'amico di KGB, sempre ben pettinato, al timone di Argo; la moglie dell'amico di KGB, sempre sorridente e serena senza fare uso di droghe; l'amica dell'amico di KGB e armatrice dell'Argo; sorellina dell'amica dell'amico di KGB, facinorosa fan dei Sonora (*1) che si sarebbero esibiti a Iseoland; l'amica e silenziosa ombra della sorellina dell'amica dell'amico di KGB.

La spedizione è partita al rilento con KGB che, solitario, presidiava una desolata piazza in una brumosa alba. KGB aveva infatti avuto la grande soddisfazione di constatare come, arrivando 15 minuti in anticipo sul luogo di ritrovo, non ci fosse ancora nessuno.

Con un simbolico ritardo di pochi minuti sono arrivati poi l'amico di KGB con la sua compagna. Questa era stata opportunamente munita di numerosi marsupi, bisacce e borracce per avere la sicurezza che il marito avesse viveri e bevande sufficienti per sopravvivere fino alla prevista colazione in autostrada.
L'armatrice e la sua sorellina vivevano a pochi metri dal luogo di partenza e quindi, dopo una scampanellata, erano più o meno sveglie e pronte alla partenza: mancava solo l'ombra della sorellina ma questa viveva a diversi Km e sarebbe stata raccolta a domicilio successivamente.

L'amico pettinatissimo sale così al timone dell'Argo e, con qualche titubante balzo (era infatti la prima volta che la guidava) partiamo verso l'avventura. Sfortunatamente non ho critiche da muovergli: ha ben condotto il mezzo con una guida lineare e sicura. Anche sulla via del ritorno non ci sono stati problemi nonostante guidasse semiaddormentato avvinghiato al timone: fortunatamente delle vetture che di tanto in tanto osavano sfanalarci provocavano dei repentini quanto furiosi scoppi di ira che aiutavano a tenerlo desto.

Prendiamo l'autostrada e alla prima uscita andiamo a raccogliere la fida ombra della sorellina.
Beh, il prelievo non è stato poi così automatico. La ragazzina abitava a una quindicina di Km di distanza, però nonostante qualche incertezza, la raggiungiamo senza problemi seguendo le indicazioni della Cri Cri.

La Cri Cri è la versione femminile del Tom Tom che avevamo in dotazione. Può sembrare una contraddizione in termini che una donna sia anche esperta di percorsi stradali ma questa è la verità. Anzi ero molto sorpreso della fiducia canina con cui il mio amico seguiva le sue istruzioni: avevo quasi la sensazione che egli si fidasse più di lei che dei cartelli stradali...
A mio modesto avviso la nostra Cri Cri aveva però un pregiudizio che si può riassumere con “Meglio muoversi che stare fermi”. Tutto i percorsi che calcolava in tempo reale rispondevano a questa legge.
Per questo, avendo visto segnalata una coda sull'autostrada, ci ha subito fatto fare una deviazione fra i monti per circonvallare Firenze. Oltretutto le colline del Mugello erano ancora immerse nella nebbia e i segnali stradali particolarmente confusi: a uno incrocio con tre vie c'erano cartelli per l'autostrada per ciascuna delle tre direzioni...

Improvvisamente la crisi: stavamo salendo per una tortuosa stradina quando scoppia l'emergenza zuccheri. Con una debole vocina il mio amico ha solo la forza di dire “ciboo...”. Subito la moglie che sedeva alle sue spalle scatta: lestamente delle patatine vengono tirate fuori da una bisaccia e, mentre il mio amico riesce a malapena a continuare a tenere il timone, due muliebre braccia extra iniziano a nutrirlo. Debolmente il nostro timoniere riesce a deglutire ma la crisi non è finita: “bananaa...” riesce a mormorare. Rapida la moglie sbuccia una banane e ne premorde pure un pezzetto per facilitarne l'ingestione: di nuovo le braccia si protendono oltre la spalliera del sedile del conducente e, appena in tempo, riescono a nutrire il compagno in difficoltà. La situazione sembra migliorare ma quando tutto appare ormai risolto si sfiora il dramma: la banana non scende!! Con un filo di voce appena udibile un drammatico appello: “acquaa...”. La moglie è lesta e con agilità riesce a introdurre il biberon con l'acqua nella bocca del compagno. Lui inizia con difficoltà a suggere, poi il pomo d'Adamo sale e la banana scende: è fatta, siamo salvi!
Tutti insieme festeggiamo con degli urrà la prontezza della mogliettina che per un soffio ci ha salvato tutti ma improvvisamente questa inizia a menare dei gran colpi sul retro del sedile del marito: ci guardiamo perplessi non capendone la cagione ma poi il mio amico emette un lungo e sonoro ruttino e tutto diventa chiaro...

La situazione è però ancora grave: avevamo già accumulato un notevole ritardo sulla tabella di marcia e, da un po' di tempo, non vedevamo più nessun cartello per l'autostrada. Anzi, il nostro pilota ne aveva visto uno nello specchietto retrovisore che puntava nella direzione opposta alla nostra.
Il panico aveva quasi sopraffatto l'equipaggio: le bimbe piangevano disperate abbracciandosi preoccupate, non tanto per la propria incolumità, quanto per il pericolo di non arrivare in tempo allo spettacolo dei loro beniamini; il pilota, come un registratore rotto, ripeteva ogni cento metri di voler tornare indietro sicuro di essere sulla rotta sbagliata; anche la Cri Cri, priva di punti di riferimento (i satelliti non si vedevano nella nebbia), era perplessa. Solo la moglie era rimasta imperturbabile sempre all'erta nel caso il mio amico avesse un un nuovo calo di zuccheri...
Fortunatamente, prima che vengano compiuti atti inconsulti, gli dei ci guardano benignamente e un raggio di solo squarcia la nebbia illuminando un cartello per l'autostrada ormai prossima. Dopo poco è fatta: rientriamo sull'A1 a Barberino in direzione nord verso la Colchide.

Sull'autostrada la navigazione procede tranquilla con solo qualche occasionale invettiva del nostro timoniere verso le macchine ree di intralciare la nostra rotta (non essendo abbastanza leste a scansarsi o non agevolandoci sufficientemente il sorpasso).

Attraversiamo il Rubicone, pardon il Po, lanciando dadi a più non posso e poco dopo ci fermiamo a un autogrill. Colazione, bagno e si riparte.

Si esce a Peschiera del Garda e si iniziano a seguire le indicazioni per il parco giochi. Dall'autostrada si passa su una breve superstrada, poi si gira in una strada ampia, poi in una normale e infine in un vicoletto di campagna fra i campi e, finalmente, alle 11:50 (*2), arriviamo a destinazione.
Sul momento l'incongruità di una via d'accesso così palesemente inadeguata a un parco che attrae decine di migliaia di persone non ci appare evidente. La follia e l'incompetenza degli enti locali ci sarà poi chiara quando, a sera, cercheremo di lasciare insieme a tutti gli altri visitatori il parco.
A parte gli scherzi è una vergogna che il comune, la provincia, la regione, i politici locali o insomma a chi spetta fare qualcosa, non abbiano invece fatto NIENTE per migliorare la viabilità del luogo.

Il parco è pieno di nuove attrazioni dall'ultima volta che ci sono stato una dozzina di anni fa.
Ci fermiamo a fare foto a una sagoma (un cavaliere nel nostro caso) di quelle dove è possibile infilare la testa dal retro. Le due bimbe mostrano di essere ben educate: attendono pazientemente che i “grandi” a turno si dilettino a fare smorfie strane (non KGB ovviamente!). Quando poi la sorella maggiore lascia andare le briglie ed esse si dileguano, rapide come il vento, alla ricerca dei loro idoli.

Sfortunatamente partiamo dall'attrazione sbagliata: troppo vicina all'ingresso e con coda ben più lunga di quanto meriti. Oltretutto facendo la coda si scopre che adesso sono in vendita degli speciali pass che permettono di evitare le file. Questa nuova idea mi disgusta profondamente e meriterà un post a sé stante: per il momento quindi passo oltre ma immaginatevi la bile provocata a KGB da queste persone che evitano 40 minuti di coda...
La giostra fa pena: credo che si chiami “Fuga dalla Tunisia”. Degli scafisti ci fanno salire su dei barconi che si muovono su dei binari immersi nell'acqua. Facciamo una salita e poi c'è una divertente discesa con qualche schizzo d'acqua. Si rimane per un po' alla deriva fra statue di Nettuno, tritoni e delfini poi nuova discesa, nuova deriva e si sbarca a Lampedusa. Attrazione finita. Che schifo!

continua...

sabato 9 aprile 2011

Succiacapre

Oggi vorrei scrivere qualcosa di divertente ma non ho idee.
Ha volte quando inizio a scrivere così, a casaccio, alla fine qualcosa, non dico di divertente, ma almeno di interessante viene fuori.
Il mio umore è medio: non particolarmente allegro né particolarmente depresso.

In realtà non sono mai né particolarmente allegro né particolarmente depresso. Se lo fossi sarebbe un perfetto esempio di sindrome maniaco depressiva che, infatti, alterna periodi di grande energia e iniziativa a periodi di stanca depressione.
Certo che se avessi le ruote sarei una bicicletta.

Se invece avessi le ali sarei un succiacapre.
Eh! Eh! I succiacapre altri non sono che i caprimulghi. Lo strano nome popolare era dovuto al fatto che si credeva che succhiassero il latte degli ovini... ma non è così!
Il nome caprimulgo invece è molto più evocativo: nell'antichità (*1) si credeva che aiutassero le anime a lasciare il corpo dei morenti...
Comunque degli uccelli molto mistici questi succiacapre, pardon caprimulghi...

Però, più seriamente, se avessi le ali non sarei un succiacapre. L'ho scritto solo perché il nome suona buffo.
In realtà se avessi le ali sarei un arcangelo. Non ho dubbi al riguardo. Probabilmente l'arcangelo Gabriele.

Ricordate a scuola, alle elementari, quando si incontrava un personaggio che portava lo stesso nome di un nostro compagno? Da me erano subito risate: si puntava il dito e si identificava, in genere ridacchiando, il compagno col personaggio storico.
Fin da piccolino quindi mi sono sempre sentito in competizione con l'arcangelo Gabriele. Gabriele D'Annunzio, ad esempio, non l'ho mai nemmeno preso in considerazione: solo un poetuccio del '900...
Inoltre la leggenda narra che quando io venni battezzato il sacerdote pronunciò le famose parole “Ti battezzo Gabriele Yury: il più alto degli angeli e il più alto degli uomini (*2)”(*3)

Riguardo gli “uomini” temo che ormai la mia fase di sviluppo sia terminata e che non riuscirò a diventare più alto di quel che sono.
Riguardo gli “angeli” invece sento di essere ancora in corsa e anzi di aver accumulato un certo vantaggio spirituale sull'arcangelo Gabriele.
O magari questa è solo una mia sensazione???

Nota (*1): Piccolo mistero interessante. Per evitare di scrivere sciocchezze ho controllato su wikipedia cosa viene scritto riguardo al caprimulgo. Ai “riferimenti letterari” viene ricordato giustamente un racconto di Lovecraft (infatti mi informai sul caprimulgo quando lessi quella storia) e si aggiunge che, nel nord America, il caprimulgo era creduto un traghettatore di anime (psicopompo). Se però si guarda la zona di diffusione del caprimulgo (è migratore) si scopre che è solo l'Europa, parte dell'Asia e l'Africa. Quindi i nativi nord americani come facevano ad avere leggende su di esso? Uhmm... ah, ok... forse è un falso mistero: probabilmente ci sono varianti americane del caprimulgo.
Nota (*2): Si riferisce a Yury Gagarin che per primo andò in orbita nello spazio.
Nota (*3): Per rendere più interessante l'aneddoto dovrei forse aggiungere degli elementi di fantasia. Magari, quando fui bagnato dall'acqua santa, potrei aver alzato una manina al cielo ed esclamato “Potestas” o qualcosa di simile...

Sfatto


Ieri avevo scritto uno strano post. Partendo da uno dei miei famigerati sondaggi mostravo due aspetti della mia personalità. Questi aspetti erano evidenziati dalle aspettative mancate dai risultati del sondaggio. Cioè dal confronto fra ciò che mi aspettavo e i risultati effettivi del sondaggio.
Nel complesso mi sembrava un post mediamente interessante: sicuramente avevo scritto di peggio però, per qualche motivo che ancora non riesco a chiarirmi, all'ultimo secondo ho deciso di non pubblicarlo...
Se qualche lettore è incuriosito si faccia avanti: magari su esplicita richiesta potrei cambiare idea...

Offeso 12-Aprile-2011
Sono un po' offeso con google: per qualche motivo che non capisco indirizza degli utenti che cercano due parole chiave assurde al mio blog. Ovviamente non scrivo quali siano queste due parole (che peraltro sono sì presenti sul mio blog ma in due post totalmente diversi!) per evitare di moltiplicare i contatti. Comunque ho preso provvedimenti e ho preparato un post fasullo, intitolato con le due parole chiave incriminate, in maniera che i lettori che Google mi manda trovino pane per i loro denti...

Terriccio 13-Aprile-2011
Ehm... sono io che vivo fuori dal mondo oppure qualcun altro oltre a me trova assurda e vagamente patetica l'indicazione di una pubblicità che ci informa che il loro terriccio (proprio la terra per le piante insomma!) è "bello da toccare e da vedere"?
Già che c'erano potevano anche dire che è buono da mangiare!
No: probabilmente esiste una legge che vieta di pubblicizzare come commestibile qualcosa di potenzialmente tossico. Invece per la definizione di ciò che sia bello non esistono regole: è giusto così però peccato che a volte, pur non oltrepassando i limiti della legge, si vada oltre quelli del buon senso...

Per voi... 15-Aprile-2011
Al pari delle autostrade italiane anche io sto lavorando per voi!
In particolare sono alle prese con un programmino che mi servirà per illustrare una mia teoria.
In realtà il codice già funziona ma sto cercando di animare una pecora e questo mi crea problemi...
Avete letto bene: eh! eh!

Placet 19-Aprile-2011
Come mi piace l'applet della pecorina (vedi Margherite vs. erbacce)!
Non so: su me ha un effetto ipnotico guardare la bestiolina che si muove per le schermo e la lotta fra margherite e gramigna. Io parteggio per le margherite però di solito vince la gramigna...

mercoledì 6 aprile 2011

Parcheggio

A distanza di pochi giorni (senza considerare qualche corto) ritorno sull'argomento immigrazione.
Di solito mi piace variare e scrivere post completamente diversi l'uno dall'altro: un po' perché è così che sono fatto io, interessato a tutto ma fissato su nulla, e un po' per scelta “editoriale”.
Il fatto è che gli eventi che coinvolgono gli immigrati mi sembrano di un'importanza ancora non del tutto compresa e, visto che non condivido la linea d'azione scelta dall'Italia e dall'EU, voglio mettere il maggior numero delle mie opinioni nero su bianco in maniera da poter poi dire “Io l'avevo detto (vedi post xxx...)”.

Tanti anni fa un esperto di gestione del traffico tedesco (o forse austriaco?) fu ingaggiato dal comune di Firenze affinché ne riorganizzasse la viabilità.
A distanza di anni i risultati furono giudicati molto modesti e un giornalista ebbe l'ottima idea di intervistarlo per chiedere il suo parere sulle ragioni dell'insuccesso.
Non ricordo le sue argomentazioni nella loro interezza ma un elemento fondamentale fu che il comune di Firenze, contrariamente ai suoi suggerimenti, aveva voluto creare delle aree di parcheggio nel centro della città.
La “filosofia” dell'esperto era che l'automobilista doveva sentirsi scoraggiato al solo avvicinarsi al centro con la propria macchina: doveva invece essere incentivato a lasciare la macchina in periferia e a servirsi di mezzi pubblici per raggiungere la propria destinazione.
La speranza di poter parcheggiare era cioè la somma esca che attirava l'automobilista verso il centro: il parcheggio è un “messaggio” per l'automobilista che, come una sirena, l'alletta ad usare la propria macchina.

Ora qualcosa di analogo sta accadendo nella gestione di questa emergenza immigrati.
Ancora non ci si rende conto che i “pochi” arrivati fino ad adesso sono la punta di un iceberg umano.
Però, proprio per questo, il comportamento che teniamo con i primi arrivati costituirà il messaggio che arriverà a quelli ancora rimasti a casa.

Se il messaggio fosse un inequivocabile “no: l'immigrazione illegale non è tollerata” pochi tunisini correrebbero il rischio di una traversata non scevra di pericoli; se al contrario il messaggio fosse “sì: se riuscite ad arrivare non verrete rimandati indietro” quale credete sarà la reazione? Mi pare ovvio che anche chi aveva dubbi e paure prenderà seriamente in considerazione l'ipotesi dell'attraversata...

Ora, secondo voi, qual è il messaggio che l'Italia (e indirettamente l'Europa) sta dando?
A mio avviso è qualcosa di molto più simile a un “Sì: siete i benvenuti” che a un “No: non venite”. Quando questo messaggio sarà pienamente compreso (*1) questa immigrazione clandestina ne riceverà un fortissimo impulso.

Nota (*1): dopo tutto si tratta di “italichese” e degli individui semplici possono forse credere che dai “campi d'accoglienza” sia impossibile fuggire e che prima o poi sarebbero rispediti a casa. Ancora non si rendono conto che basta pazientare pochi giorni per avere l'occasione buona e dileguarsi nella clandestinità. Ma appena il passa parola arriverà, allora lo sapranno...